03/09/2026
C'è un'accusa precisa che si rivolge agli animalisti, in generale, ma agli antispecisti in particolare: l’anti-umanità. Il tenere più agli animali che agli esseri umani a causa della determinazione con cui portiamo avanti le nostre battaglie per la loro tutela e il riconoscimento dei loro diritti; ma nello stesso tempo, al contrario, se si osserva una qualsiasi partecipazione sociale impattante, subito veniamo tacciati di occuparci di cose che non ci riguardano, ovvero, le fragilità della nostra stessa specie.
Una dicotomia che non può trovare spazio in una circolarità di pensiero che contempla la realtà come complessa e interpreta la molteplicità delle sue connessioni.
È importante eradicare dal nostro cuore il pensiero oppositivo per il quale l’umanità non è importante.
A vedere la realtà dalla prospettiva degli animali assale lo sconforto. Noi siamo attivisti animalisti e siamo devastati dalla violenza e sopraffatti dall'indifferenza cui assistiamo continuamente. Ma vedere non significa permettere che la nostra coscienza venga deformata.
Lo specismo è una questione umana.
L' antispecismo è (anche) politico.
Noi siamo esseri umani, siamo persone.
Lottare per il riconoscimento dei diritti è lottare per la libertà, oltre la specie stessa.
La nostra etica ci impone il raggiungimento di una maturità di base sul valore secondo cui non si può essere antispecisti e razzisti, antispecisti e omofobi, antispecisti e trans-antagonisti, antispecisti e sessisti, e via dicendo, che coerentemente definiamo integrità.
L’integrità è sì la capacità di incarnare con onore i propri valori, ma è anche un sentimento più ampio, una qualità da coltivare che, se praticata e condivisa, può ispirare e motivare chi ci è vicino a percorrere insieme a noi, un sentiero sensibile che in parte è forse ancora buio, verso quelle virtù universali di autentica compassione ed empatia che abbracciano tutti gli esseri viventi.
Umani e non umani.
Elisa Donato, LAV Messina
Ci vediamo al Pride, il 12 settembre.
LAV Sede di Messina