15/06/2026
C'è un "esame "che in Italia manda nel panico la Presidente del Consiglio.
Si chiama "patentino antifascista" e per partecipare alla fiera "Più libri più liberi" un editore dovrebbe ottenerlo firmando una dichiarazione.
Il contenuto della dichiarazione, tenetevi forte, è più o meno questo: aderisco ai principi antifascisti.
Apriti cielo.
Poco fa Giorgia Meloni ha afferrato il telefono, è partita in quarta e su X ha gridato al regime: "È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono".
E ha continuato, sempre più ispirata: la richiesta di proclamarsi antifascisti sarebbe "la cancellazione delle idee non di sinistra", "un vecchio vizio della sinistra".
Gran finale a effetto: "Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica".
Ora, a parte che non si sa bene cosa c'entri la sinistra con la Fiera nazionale della piccola e media editoria, avete contato quante volte ha infilato la parola "sinistra"? Ed è tutto lì il trucco. Nella testa di una Presidente che ogni anno celebra un fucilatore di partigiani, l'antifascismo è roba di sinistra, una bandiera di partito, una scocciatura ideologica da avversari.
E invece l'antifascismo ha un significato solo, lo stesso da sempre: democrazia. Il contrario del fascismo si chiama democrazia.
È pure scritto, guarda un po', in un libretto che la Presidente dovrebbe conoscere a memoria e su cui ha giurato il giorno dell'insediamento, quando ha promesso "di osservare lealmente la Costituzione". Scritta da chi il fascismo lo aveva combattuto in galera, al confino, in montagna. Antifascista dalla prima riga all'ultima.
Quindi il "patentino antifascista", cara (si fa per dire) Presidente, lo ha già firmato lei, per prima, davanti a tutti. Si chiama Costituzione.
Se mentre giurava di esserne fedele sentiva un certo imbarazzo allo stomaco, il problema era suo: poteva farsi da parte invece di promettere lealtà a ideali che reputa "censura".
Resta una sola domanda, semplice. Se davvero nessuno di voi è fascista, quella firma costa cinque secondi. E allora perché l'antifascismo vi fa ve**re l'orticaria?