ATTAC Livorno

ATTAC Livorno ATTAC Livorno è un comitato locale del movimento internazionale per la giustizia economica, sociale e ambientale. Un altro mondo è possibile... e necessario!

Difendiamo beni comuni, ambiente, sanità pubblica e democrazia dal basso.

🟥 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐁𝐎𝐍𝐄, 𝐔𝐍𝐀 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐑𝐈𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈Rilanciamo con piacere l'iniziativa del Comitato NO Cubone - LivornoVenerdì 𝟐𝟔...
25/06/2026

🟥 𝐈𝐋 𝐂𝐔𝐁𝐎𝐍𝐄, 𝐔𝐍𝐀 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐑𝐈𝐆𝐔𝐀𝐑𝐃𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈

Rilanciamo con piacere l'iniziativa del Comitato NO Cubone - Livorno

Venerdì 𝟐𝟔 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖.𝟑𝟎 sarà presentato il libretto realizzato dal Comitato per raccontare e lasciare memoria della vicenda del Cubone e della battaglia portata avanti in questi anni per difendere l'area verde di via San Marino e contrastare il consumo di suolo.

Una storia locale che parla di molto più di un singolo edificio: parla di territorio, beni comuni, partecipazione democratica e del diritto dei cittadini di essere ascoltati quando vengono prese decisioni che trasformano la città.

📍 𝐑𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐏𝐢𝐳𝐳𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐖𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫
𝐒𝐜𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐏𝐢𝐨, 𝟕

Durante l'incontro saranno disponibili copie del libretto a offerta libera. Il ricavato sarà interamente devoluto al Comitato contro la discarica del Limoncino. No alla discarica di rifiuti industriali a Livorno - Limoncino

𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐈𝐌𝐎𝐍𝐈𝐀𝐋𝐄Serve applicare la Costituzione e ritornare ad 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐞: chi guadagna di più deve pagare...
18/06/2026

𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐈𝐌𝐎𝐍𝐈𝐀𝐋𝐄

Serve applicare la Costituzione e ritornare ad 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐞: chi guadagna di più deve pagare in proporzione crescente.
Flat tax e riduzione delle aliquote sono provvedimenti tipici della destra, lo sappiamo.
Ma è scandaloso che i partiti del centrosinistra che si dicono contrari al Governo in carica non prendano una chiara posizione contro i super ricchi, 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭𝐚̀ (anche fra chi un lavoro ce l'ha) 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.

Di seguito, Marco Bersani di Attac Italia:

"Che i super-ricchi e i loro extra-profitti debbano essere tassati è questione urgente, e chiunque abbia in mente la necessità di ricostruire una coesione sociale dentro il Paese non può attardarsi nel metterla al centro della propria iniziativa politica.
Tuttavia, non deve sfuggire come il dibattito politico su questo tema riveli due elementi di fondo, che, se non fatti riemergere, rischiano di rendere il tutto stucchevole e inefficace.
Il primo di questi riguarda la crisi dell’ordinaria sovranità fiscale.
Chiedere la tassazione dei ricchi, ancorché doveroso, rischia di divenire il lavacro etico che maschera la rinuncia a metter mano a una politica fiscale fortemente progressiva, come non esiste più in questo paese dal 1974 e come la Costituzione invece dispone debba obbligatoriamente essere. Inoltre rischia di dar voce all’indignazione (sacrosanta) sull’iniqua distribuzione della ricchezza con un intervento una tantum a valle, ma rinunciando ad intervenire sulla concentrazione della ricchezza prima che essa si formi.
Il secondo riguarda la crisi dello stato sociale, frutto di decenni di politiche liberiste in ossequio ai vincoli finanziari imposti dall’Unione europea da Maastricht in avanti.
La retorica negativa che associa il pagamento delle tasse al “mettere le mani nelle tasche degli italiani” è il frutto di un processo per il quale il sistema dei servizi pubblici è stato progressivamente privatizzato e finanziarizzato, impedendone l’accesso alle fasce più deboli della popolazione e rendendone la fruizione direttamente proporzionale alla capacità economiche delle persone.
La pressione fiscale nel nostro Paese ha raggiunto nel 2025 il 43,1% del Pil e nell’Unione europea è inferiore solo a quella della Danimarca, della Francia e dell’Austria. Qual è la differenza? Che in quei paesi si vede dove finiscono i soldi, attraverso servizi che funzionano, sanità garantita e sistemi scolastici eccellenti.
Non vi è quindi da stupirsi se le persone vivano la propria relazione con il fisco come quella della preda nei confronti del predatore, tanto più in un Paese nel quale la suddetta pressione fiscale è tutta a carico della parte più debole della società e si accompagna a un’evasione fiscale, la tolleranza verso la quale è quasi rivendicata come politica economica attiva per l’attrazione dei capitali.
Che le forze politiche della destra siano contrarie a metter mano a una fiscalità progressiva e redistributiva è evidente tanto dalle scelte fatte (flat tax sempre più estesa, condoni a ogni piè sospinto) quanto dall’approccio al dibattito, tutto basato sullo Stato nemico della libertà individuale.
Ciò che stupisce è la subalternità culturale che attraversa le forze politiche che si propongono come alternativa all’attuale governo, tra le quali la discussione è sul lessico da usare, il passo è simile a quello di chi attraversa un campo minato e il lancio della patrimoniale ha il sapore del finto ascolto di un’indignazione diffusa.
Il nodo è sempre lo stesso: se il perimetro di riferimento debbano essere i votanti, o se finalmente si vuole ascoltare chi da tempo ha smesso di votare, dalla cautela è ormai esasperato e pretende una diversa visione della società.
Una lotta senza quartiere contro il patto di stabilità, la messa in discussione dell’artificiosità del debito pubblico, una politica fiscale che non premi la rendita finanziaria rispetto ai salari, risorse per la giustizia climatica e sociale.
Non basterà l’elencazione a realizzarle, ma avere una direzione aiuta a camminare.
Il resto, patrimoniale o no, è chiacchiericcio da talk show".



🟥 𝐂𝐇𝐈 𝐃𝐄𝐂𝐈𝐃𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐂𝐀𝐌𝐁𝐈𝐀 𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀?Condividiamo questo contributo di OTU – Osservatorio Trasformazioni Urbane, pubblicat...
17/06/2026

🟥 𝐂𝐇𝐈 𝐃𝐄𝐂𝐈𝐃𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐂𝐀𝐌𝐁𝐈𝐀 𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀̀?

Condividiamo questo contributo di OTU – Osservatorio Trasformazioni Urbane, pubblicato dal Comitato NO Cubone - Livorno

Il tema non è soltanto quello del singolo intervento urbanistico. La vera questione è 𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐝𝐞 le trasformazioni della città e nell'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 vengono realizzate.

Consumo di suolo, cementificazione, grandi opere e trasformazioni urbane incidono sulla vita quotidiana delle persone e dovrebbero essere oggetto di un confronto pubblico reale, non di decisioni calate dall'alto.

Si continua, invece, a costruire, coprire, consumare e trasformare senza una visione complessiva e senza ascoltare chi quei luoghi li vive ogni giorno.

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞.

🟥𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐎𝐒𝐈𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝐄𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈𝐅𝐈𝐂𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄

𝐕𝐢𝐚 𝐁𝐮𝐨𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢: 𝟏.𝟖𝟎𝟎 𝐦𝐪 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐢𝐥𝐥𝐚𝐭𝐨 con circa 𝟏.𝟎𝟎𝟎 𝐦𝐜 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐞𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨 𝐚𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨, oltre a quello impiegato nelle strutture sottostanti la piastra di fondazione, (non giustificata da una struttura puntiforme) per sostenere una copertura che arriverà:

• a meno di 𝟒 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐛𝐚𝐥𝐜𝐨𝐧𝐢 degli edifici sul lato nord;
• a circa 𝟓 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐕𝐞𝐭𝐭𝐨𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞.

A terra rimarrà un corridoio di circa 𝟑 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 per il passaggio longitudinale dei veicoli di servizio e di soccorso.
La copertura sarà di colore 𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐦𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐨, una tonalità che assorbe circa il 𝟕𝟎% 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐫𝐫𝐚𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞, (non giustificato dall’essere bandiera labronica - non da motivi estetici).

Le conseguenze?
• Non sarà più possibile apprezzare il prospetto nord del Mercato progettato da 𝐀𝐧𝐠𝐢𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐚𝐝𝐚𝐥𝐨𝐧𝐢 nel 1894.
• I residenti di via Buontalenti (dal civico 80 al 120) si affacceranno sul mar rosso.
• Nessun soccorso dei vigili del fuoco potrà raggiungere questa zona per emergenze con mezzi forniti di idranti o scale mobili (le regole edilizie dove sono finite?)

Ancora una volta si è scelta la soluzione più semplice per affrontare problemi complessi.
𝐀𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚.

OTU – 𝑂𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑇𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑈𝑟𝑏𝑎𝑛𝑒

🟥 𝐈𝐥 𝐂𝐮𝐛𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢: 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨In un'epoca in cui si continua a consumare s...
11/06/2026

🟥 𝐈𝐥 𝐂𝐮𝐛𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢: 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨

In un'epoca in cui si continua a consumare suolo, cementificare e sottrarre spazi alla collettività, difendere il territorio significa difendere un bene comune che, una volta perduto, non può essere restituito.

Per questo abbiamo sostenuto la raccolta firme contro il riarmo e per questo sosteniamo anche la battaglia del comitato NO Cubone - Livorno, perché il consumo di suolo, la militarizzazione dei territori e le grandi opere imposte dall'alto non sono questioni separate. Sono facce diverse dello stesso modello di sviluppo che sacrifica ambiente, partecipazione democratica e qualità della vita in nome di interessi che poco hanno a che fare con il bene comune.

Invitiamo tutte e tutti a partecipare alla 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟔 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟖.𝟑𝟎 𝐚𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞-𝐩𝐢𝐳𝐳𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐖𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫 e a leggere questo libretto, che racconta in modo documentato una vicenda capace di parlare ben oltre il singolo edificio.

Perché quando si consuma suolo, quando si trasformano i territori senza ascoltare chi li vive, la questione riguarda tutti.

Assemblea nazionale di Attac Italia in corso a Livorno
07/06/2026

Assemblea nazionale di Attac Italia in corso a Livorno

🟥𝐃𝐈𝐒𝐀𝐑𝐌𝐀𝐑𝐄 𝐈 𝐌𝐄𝐑𝐂𝐀𝐓𝐈 𝐅𝐈𝐍𝐀𝐍𝐙𝐈𝐀𝐑𝐈Primo giorno ieri dell'evento Attac Italia, con il seminario dedicato alla pesante influe...
07/06/2026

🟥𝐃𝐈𝐒𝐀𝐑𝐌𝐀𝐑𝐄 𝐈 𝐌𝐄𝐑𝐂𝐀𝐓𝐈 𝐅𝐈𝐍𝐀𝐍𝐙𝐈𝐀𝐑𝐈

Primo giorno ieri dell'evento Attac Italia, con il seminario dedicato alla pesante influenza della 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 sulle nostre vite.
𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐁𝐞𝐫𝐬𝐚𝐧𝐢, coordinatore Attac Italia, ha introdotto i lavori citando il documento programmatico con cui l'Associazione è 𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐞𝐬𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝟐𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚, 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐍𝐨-𝐆𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥. E poi ricordando i passi e le tante iniziative che ci hanno condotto ad oggi.

Il Prof. 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐕𝐨𝐥𝐩𝐢 ha illustrato la situazione sempre più critica in cui versano gli Stati Uniti, stretti dalla morsa fra un debito interno (pubblico e privato) altissimo e la progressiva decadenza della propria filiera produttiva. Una situazione che appare gestibile solo 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐞𝐥𝐯𝐚𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢.

La dottoressa 𝐂𝐚𝐦𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢, antropologa, ha ricordato che la finanziarizzazione non è altro che l'𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐭 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨: ad esempio, la casa cessa di essere il luogo dove viviamo per assumere le caratteristiche di un investimento.

𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞 𝐋𝐞𝐥𝐥𝐢𝐬, presidente di Attac e coordinatore di Pax Christi, ha sottolineato come il sistema fiscale abbia gradualmente 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ per abbracciare un sistema fondato su pochissime aliquote, sostanzialmente regressivo. Una possibile soluzione è promuovere l'𝐨𝐩𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞, 𝐝𝐢𝐫𝐨𝐭𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐦𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.

Infine, intervento appassionato di 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐬𝐢, docente ed economista femminista, che ha sottolineato come 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐞𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨, non un incidente di percorso. I grandi fondi internazionali, che prosperano drenando i nostri risparmi, continuano ad 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐫𝐬𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐠𝐨𝐠𝐧𝐨𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐚𝐦𝐩𝐚.

Molto interessanti anche gli interventi dal pubblico e le risposte fornite dai relatori e dalle relatrici.

Oggi seconda giornata, dedicata all'𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. Per partecipare non occorre necessariamente essere soci e socie, se si condividono i valori fondanti di Attac Italia e la volontà di costruire una 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 in radicale contrapposizione alla solitudine competitiva promossa dal neoliberismo.
Ma chi vuole, può associarsi anche all'ultimo momento...



04/06/2026

AL FIANCO DEGLI INQUISITI DI PISA

Le Autorità colpiscono i singoli per intimidire i movimenti.
Non ci riusciranno.

🟥𝐍𝐎 𝐁𝐀𝐒𝐄, 𝐍𝐄' 𝐀 𝐏𝐎𝐍𝐓𝐄𝐃𝐄𝐑𝐀 𝐍𝐄' 𝐀𝐋𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄 Oggi abbiamo partecipato al 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚 per dire N...
02/06/2026

🟥𝐍𝐎 𝐁𝐀𝐒𝐄, 𝐍𝐄' 𝐀 𝐏𝐎𝐍𝐓𝐄𝐃𝐄𝐑𝐀 𝐍𝐄' 𝐀𝐋𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄

Oggi abbiamo partecipato al 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚 per dire No all'insediamento di una porzione della enorme base dei 𝐑𝐞𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢 𝐒𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢.
Parliamo delle forze armate che proteggono i siti all'estero dove le aziende italiane estraggono risorse petrolifere e minerarie, in perfetta 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐞𝐨𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐝𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.

Oltre all'insediamento che si intende realizzare nella 𝐩𝐢𝐧𝐞𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐚 𝐆𝐫𝐚𝐝𝐨, distruggendone una parte, a Pontedera un secondo progetto scellerato vorrebbe costruire 𝐮𝐧 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐝𝐫𝐨𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐝𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐢𝐫𝐨, 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝟒𝟎 𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐭𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢, 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢, 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐢, 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐫𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢.
Un progetto che costerà 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢, 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐢.

Oggi è il 𝐝𝐮𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨, data in cui ottant'anni fa gli italiani e le italiane, per la prima volta ammesse al voto, 𝐜𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚.
E nello stesso giorno elessero l'𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞, che un anno e mezzo dopo terminò di scrivere la nostra Legge Fondamentale.
𝐑𝐢𝐩𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚, 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚.
Ecco che cosa sta scritto nella nostra Costituzione.

Le 𝐛𝐚𝐬𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐥 𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 e servono al 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 dei nuovi re e delle oligarchie economiche non appartengono a questa dimensione.
Continuiamo a lottare a difesa dei 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀.



Movimento No Base - Né a Coltano né altrove

31/05/2026

🟥 𝐈𝐋 𝐅𝐀𝐋𝐒𝐎 𝐌𝐈𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐈𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐀𝐑𝐓𝐈𝐅𝐈𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄, 𝐒𝐓𝐑𝐔𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐍𝐍𝐈𝐂𝐇𝐈𝐋𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐀𝐋 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐆𝐑𝐀𝐍𝐃𝐈 𝐌𝐔𝐋𝐓𝐈𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐈

Si è concluso ieri il ciclo “𝐑𝐚𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐔𝐦𝐚𝐧𝐞. 𝐅𝐮𝐠𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞” con il terzo interessantissimo incontro con la prof.ssa 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐚 𝐓𝐚𝐟𝐚𝐧𝐢, docente di filosofia alla facoltà di Scienze Politiche di Pisa.
Una bella sfida quella di ieri con una giornata decisamente di prima estate, eppure la partecipazione è stata alta, segno che c’è voglia di capire e approfondire in che direzione stiamo andando, quali siano i 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐮𝐭𝐞𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨.

Che ruolo hanno le nuove tecnologie nell’ulteriore passo in avanti che è stato fatto per 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀?
Dalla “𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 del modo di concepire la vita ordinaria da cittadini”, per cui è normale una pubblicità di un 𝐝𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐤𝐢𝐥𝐥𝐞𝐫 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐥’𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐢𝐚, all’assuefazione totale a quello che è in sostanza il pensiero neoliberale: “un’ideologia in cui tutto funziona in modo più efficiente se gestito da una 𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚𝐥𝐞”.

Un 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐮𝐬𝐢𝐧𝐞𝐬𝐬 che è ormai quello della gestione pubblica: 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭𝐭𝐨 e gli uomini (ormai ridotti a cose, macchine, numeri) sono, in questa logica, perfettamente 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢.

Sono questi solo alcuni punti toccati nella relazione di Daniela Tafani, che invitiamo ad ascoltare nella nostra registrazione.




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