Comitato Tutela Colonie Feline - Lecce

Comitato Tutela Colonie Feline - Lecce Non gestiamo il soccorso felino.

Il nostro scopo primario è quello di assumere iniziative finalizzate alla promozione di buone pratiche e strategie efficaci per la cura e il benessere dei gatti di colonia o liberi sul territorio del comune di Lecce.

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26/08/2026

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24/08/2026
24/08/2026

Lupi a Noicattaro e Gallipoli, proviamo a fare a chiarezza.

Stanno facendo discutere gli episodi di aggressione di canidi ai danni di alcune persone. Utilizziamo il temine “canidi” (e questa è la prima importante precisazione) perché al momento non si può stabilire con certezza che le aggressioni siano imputabili alla specie canis lupus. Né a Noicattaro né a Gallipoli. Di certo nella cittadina barese sono stati avvistati due esemplari più volte in aree urbanizzate, anche dalle fototrappole del nostro progetto. Quindi potrebbero essere lupi cosiddetti “confidenti”, potenzialmente pericolosi per la pubblica sicurezza, per la valutazione dei quali esiste un apposito protocollo di ISPRA. Per questo, in via precauzionale, Regione Puglia ha chiesto e ottenuto da ISPRA la deroga per rimozione e dislocazione. Sulla cattura dell’esemplare è in corso il lavoro di un’apposita task force, che coinvolge anche il progetto Wolf Puglia.

È stato quindi certamente un lupo ad aggredire i bambini a Noicattaro? Per stabilirlo con certezza occorre l’analisi del DNA prelevato in occasione dell’evento e confrontato con quello dell’animale che si suppone sia responsabile. Analisi che sono in corso.

Su Gallipoli il monitoraggio dell’area, condotto prima dal progetto Hic Sunt Lupi e poi con Wolf Puglia, ha consentito l’individuazione di un nucleo riproduttivo. Ma anche in questo caso vale il discorso evidenziato in precedenza. A Gallipoli esiste un video divulgato dell’aggressione (al contrario del caso Noicattaro) le cui immagini non sono di buona qualità e comunque non dirimenti per l’identificazione della specie, perché un animale che fenotipicamente presenta le caratteristiche della specie non è detto che lo sia geneticamente, e questo potrebbe influenzare i comportamenti dell’animale. Anche su Gallipoli sono in corso le analisi del DNA, prelevato sugli indumenti. Senz'altro, si tratti di cane o lupo, anche in questo caso l'animale dovrà essere individuato e rimosso.

Per questa ragione parlare allo stato attuale di “aggressione da lupo”, come divulgato da diverse testate giornalistiche, è inesatto per entrambi i casi.

Perché è importante l’analisi della genetica? In primis perché, come già detto, le sole fototrappole (o i video) restituiscono un’immagine dell’animale, quindi il suo fenotipo, ma non garantiscono la sua reale identità genetica. In secondo luogo perché tramite queste analisi potremmo sapere effettivamente se si tratta di cane, di lupo o di ibrido. L’ibridazione è ormai un fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale. Un recente studio scientifico (che vede tra gli autori il professore Paolo Ciucci, responsabile scientifico del progetto Wolf Puglia) evidenzia come su 748 esemplari deceduti analizzati - recuperati tra il 2020 e il 2024 - il 46,7 percento di lupi risulta ibridato con il cane, anche considerato l’elevato numero di cani domestici randagi o lasciati incustoditi. Di questi, tre su cinque sono ibridi recenti. Quindi circa un terzo. Cifre che rendono ancora più importante accertare tramite la genetica i responsabili delle suddette aggressioni e che dovrebbero invitare tutti, media compresi, alla prudenza. Almeno fino a che non ci sia prova scientifica.

Ma i lupi possono attaccare le persone? Anche su questo va fatta chiarezza. La risposta è sì. Sono eventi molto rari ma la possibilità c’è, come documentato da alcuni episodi anche recenti (e in questi casi accertati). Per questo non va esclusa alcuna possibilità ma allo stesso tempo è necessario che vengano terminate le indagini in corso.

La comunicazione è lo strumento più importante per ridurre il rischio di eventi di conflitto. Su come prevenire attacchi da lupi ad animali domestici e persone è stato diffuso pubblicamente e fornito a Regione Puglia un apposito decalogo, come uno dei prodotti del progetto. Decalogo che ripostiamo nel primo commento. Ribadiamo che il progetto Wolf Puglia, nato da un accordo tra Regione Puglia e Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (CNR – IRET), nasce dall’esigenza di individuare protocolli di monitoraggio atti alla riduzione del conflitto con la specie ed è attualmente attivo su tutto il territorio regionale e fornisce supporto scientifico alla Regione anche nei casi di specie.

Sulle aggressioni da parte dei cani, invece, esiste amplissima documentazione. In Italia 54 persone sono state uccise da cani in 17 anni. Ovvero 3,17 morti all’anno. Il 56% di questi cani era di proprietà. Le vittime sono soprattutto bambini sotto i 4 anni o adulti di età avanzata. Recentissimo, in Salento, il caso di due rottweiler che avrebbero aggredito a morte un uomo di 72 anni. I lupi invece, nel periodo di riferimento che va dal 2002 al 2020, hanno provocato 0 attacchi mortali su tutto il territorio europeo.

Sono cifre e fatti che restituiscono la complessità del fenomeno, su cui occorre prudenza e prove scientifiche, non semplificazioni potenzialmente dannose per tutti.

(Immagine estratta da una fototrappola del progetto Wolf Puglia)

Buone pratiche
17/08/2026

Buone pratiche

♦️𝐈𝐋 𝐆𝐀𝐓𝐓𝐈𝐍𝐎 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐎 𝐀 𝐅𝐄𝐑𝐑𝐀𝐆𝐎𝐒𝐓𝐎 𝐓𝐑𝐎𝐕𝐀 𝐑𝐈𝐅𝐔𝐆𝐈𝐎 𝐀𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐙𝐈𝐀 𝐋𝐎𝐂𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐈 𝐌𝐎𝐍𝐙𝐀 𝐄 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀 𝐀 𝐂𝐀𝐒𝐀

Un gattino si era allontanato dalla propria abitazione e non riusciva più a ritrovare la strada. Ha cominciato a vagare per le vie di Monza finché non ha incontrato le Guardie Ecologiche Volontarie. Queste, dopo aver verificato che l’animale era in buone condizioni, lo hanno portato in sicurezza al comando della Polizia Locale di via Marsala.

Gli agenti lo hanno rifocillato e si sono attivati subito per rintracciare il proprietario. Nella mattinata la persona che lo cercava si è presentata al comando e ha potuto riabbracciare il suo gattino, chiudendo la vicenda con un lieto fine che ha lasciato soddisfatti tutti coloro che si erano impegnati.

La Polizia Locale ricorda che, prima di portare un gatto trovato in strada in un comando, è necessario accertarsi che non si tratti di un animale che si muove nel proprio territorio e che abbia davvero bisogno di aiuto perché non è più in grado di tornare a casa.

Una storia semplice ma importante, nata proprio nei giorni di Ferragosto, che mostra come la collaborazione tra cittadini, volontari e forze dell’ordine possa fare la differenza per gli animali in difficoltà.

📷 Monza Today

16/08/2026

Oggi abbiamo deciso di mettervi a parte di una piccola storia triste, fortunatamente con un lieto fine.
La sera del 13 agosto alcuni ragazzi chiamano la centrale Operativa della Polizia Locale per chiedere l'intervento del Soccorso Felino per la cattura di un cucciolo senza madre che si aggirava all'interno di un’intercapedine nell' edificio della ASL nei pressi di Torre del Parco, in via Don Giovanni Minzoni. L' intervento, come ormai avviene sempre più di frequente, viene rifiutato.
Si attivano a quel punto alcuni volontari, come accade spesso, perché in queste situazioni la notizia tra noi si sparge velocemente. Vengono effettuati numerosi tentativi per recuperare il gattino, tutti senza successo e infine si decide di ritentare la mattina successiva all'apertura degli uffici con la luce del giorno. Intorno alle 9 il consigliere comunale Luca Russo e il nostro Piero Maraca, con grande difficoltà si calano nell'intercapedine e riescono a recuperare il piccino.
Il consigliere Russo decide di portare il micio a casa sua e dichiara su Facebook che gli cercherà adozione.
A questo punto dobbiamo fare alcune precisazioni
Nel maggio scorso il Commissario Superiore Luigianna Vizzi, a capo dell’ufficio di Polizia locale che si occupa di randagismo, al termine di un tavolo tecnico organizzato dalla ASL Veterinaria Area A faceva verbalizzare le seguenti parole:
" Si rappresenta l'urgenza di chiarire che la scrivente ha già richiesto indicazioni al Servizio Veterinario dell'Area C, competente in materia di benessere animale, con specifico riferimento ai cuccioli di felino in stato di abbandono. Nelle more di ricevere precise disposizioni per la gestione della fattispecie, si comunica agli operatori della Centrale che il soccorso felino dovrà essere allertato esclusivamente nei casi in cui sia accertato lo stato di effettivo abbandono dei cuccioli. Si rammenta, altresì, che ai sensi della normativa vigente è vietato prelevare i felini dal loro habitat…(omissis)… Alla luce di quanto sopra si chiede all'operatore di evitare di contattare il Servizio Felino se non nei casi specificatamente indicati dalla legge, ovvero cuccioli in "EVIDENTE STATO DI ABBANDONO".
In tutta evidenza, il caso appena descritto calzava a pennello. Perché allora non è stato autorizzato l’intervento del Soccorso Felino?
Nel corso dello stesso tavolo tecnico, Pierre Luigi Trovatello, membro della Commissione Regionale Randagismo, faceva mettere a verbale:” La Polizia Locale non deve verificare la necessità o meno dell'intervento ma deve, comunque, attivare il primo soccorso che deve avere le conoscenze necessarie per valutare la situazione.
C’è poi da aggiungere che la Commissione Regionale Randagismo nella seduta del 10/03/2025, tra le condizioni degli animali che risultano “incompatibili” con la vita in libertà ha indicato la condizione anagrafica di cuccioli, poiché non permetterebbe la sopravvivenza degli stessi.
Il gatto recuperato la mattina del 14 agosto avrebbe dovuto essere inserito in Oasi Felina e si sarebbero dovute esperire tutte quelle attività necessarie per trovare un’adozione.
L’indifferenza o l’ignoranza (nel senso dell’ignorare) di alcuni componenti della macchina amministrativa dedicata alla tutela degli animali liberi sul territorio ha rischiato di fare un’altra vittima, una delle tante.
Casi come questo del 13 agosto accadono continuamente e il lieto fine non è la regola, anzi è molto raro.
E allora se Luca Russo non fosse intervenuto, prendendosi cura del gattino recuperato che ne sarebbe stato del micetto?
Che ne sarà degli altri mici meno fortunati?
Non sono sufficienti le buone azioni dei singoli, cui peraltro va il nostro ringraziamento.
Servono azioni amministrative chiare e consapevoli, iter trasparenti, operatori formati e soprattutto serve una gestione del fenomeno del randagismo degna di questo nome.

In attesa di conoscere l'esito delle indagini su come si sono svolti i fatti, invitiamo a partecipare per condannare pub...
10/08/2026

In attesa di conoscere l'esito delle indagini su come si sono svolti i fatti, invitiamo a partecipare per condannare pubblicamente qualsiasi forma di violenza nei confronti degli animali, angeli senza voce.
Ci vediamo mercoledì❤️

Indirizzo

Lecce
73100

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