27/03/2026
Dichiarazione di Daniela Campobasso, segretaria generale della Filcams Lecce, sulla delibera del Consiglio Comunale relativa all'accordo quadro 2026-2030 per l'affidamento in house di servizi alla Lupiae Servizi e per i disciplinari prestazionali.
"Oggi la sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, ha dichiarato non reversibile il contratto collettivo nazionale Multiservizi applicato alle lavoratrici ed ai lavoratori della Lupiae Servizi. Se ora si intravede la luce in fondo al tunnel del risanamento, vale la pena di ricordarlo, è solo per merito del sacrificio del personale, che ha dovuto accettare una corposa decurtazione dello stipendio da oltre sette anni. Il sindacato non può che salutare con favore le annunciate 74 assunzioni (51 subito e 23 dal 2028), ma non può dirsi soddisfatto dell'esito del Consiglio comunale. Non è certo dando la possibilità di aumentare di quattro ore settimanali (da 36 a 40) ma confermando un contratto peggiorativo rispetto a quello applicato fino al 2018 (Ccnl Commercio), che i lavoratori potranno tornare ai livelli di stipendio di 7 anni fa. Dopo il Consiglio comunale odierno, si conferma il Ccnl Multiservizi per i prossimi 5 anni, non si integra la paga oraria col salario minimo da 9 euro, non si riconoscono neppure i livelli. Per cui di fatto si chiede al personale di sacrificarsi per altri 5 anni, sperando nel rientro totale del passivo per poter aspirare al ritorno alla "tranquillità" economica, come la stessa sindaca ha dichiarato poco fa in Aula facendo intendere che il ritorno al Ccnl Commercio potrebbe anche verificarsi. I sindacati ed i lavoratori, però, prendono queste parole con diffidenza, perché hanno la memoria lunga e ricordano bene quanto promesso in campagna elettorale e anche le dichiarazioni sdegnate in Consiglio comunale sui sacrifici dei lavoratori e sulla necessità di recuperare il 100% dello stipendio. Nel 2024 all'allora candidata sindaca doveva risultare più conveniente far finta di nulla, accantonare l'irreversibilità dichiarata oggi e finire per illudere strumentalmente i lavoratori di poter ritornare al Ccnl del Commercio, con il quale vennero assunti ed inquadrati da lei stessa nel 1999. Filcams e Uiltucs continuano a rivendicare il ripristino del Ccnl di partenza, scelto non da noi, ma che riusciva a garantire dignità alla forza lavoro".