13/06/2026
"Compagno radicale, cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino, ti muovi proprio bene in questo gran casino."
Questo signore è l'onorevole senatore Alberto Barachini di FI. È il sottosegretario con delega al Dipartimento della Presidenza del Consiglio per l' Informazione e l'Editoria. È stato intervistato da Radio Radicale riguardo la raccolta firme per l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali promossa da .
Dovreste vederlo e sentirlo mentre con aria sontuosa, sapete... quell'aria di uno che sa, che si deve ascoltare con una certa attenzione perché da lui discende la verità. Ecco, con quest'atteggiamento, oltre alla solita cantilena trita e ritrita sul populismo etc etc, ha detto che non si possono abolire i finanziamenti ai giornali perché questi ultimi indicano "l'orizzonte culturale". I nostri ragazzi hanno guide culturali di livello: Senaldi, Sallusti, Cerno e compagnia cantante. Beh, mica chiacchiere eh! Roba seria!
L'onorevole, poi, con un sentito paternalismo, ha detto che senza finanziamenti questi giornali "di qualità" non potrebbero sopravvivere. Hanno bisogno dell'aiuto pubblico. Capito?!? Il forzista mette da parte lo spirito liberale del suo partito per andare incontro alla sua idea di cultura che altro non è che becera propaganda fatta con le tasse dei cittadini.
Ah, dimenticavo! Ha detto pure che gli editori sono dei benefattori. Quindi, Angelucci, con i suoi imperi editoriali e della sanità privata, oppure la fondazione Alleanza Nazionale (nel CDA siede pure Arianna Meloni) che edita il Secolo d'Italia sono benefattori e meritano i milioni di euro che incassano dai soldi degli italiani.
Concludo con una menzione d'onore per Radio Radicale che, grazie al trasversale appoggio sia della destra sia della sinistra, è passata a incassare annualmente 8 milioni di euro anziché 4 milioni. Senza rendicontazione, senza dover dar conto di nulla incassa per dare un servizio già ampiamente espletato dalla Camere. Beati loro! Che fortuna! Magari, avrebbe potuto fare uno sforzo e sentire anche i promotori dell'iniziativa referendaria anziché far parlare solo la parte che le conviene.
E si permette pure di parlare di pluralismo! Eppure i radicali erano per i referendum...un tempo almeno lo erano.
Infine, il giornalista di Radio Radicale ha trattato con snobismo le oltre 200.000 firme raccolte in poco più di un mese. In realtà sono tante e sono preziose perché della nostra proposta non ne parla nessuno e, se proprio lo fanno, ne parlano denigrando la forma di partecipazione senza entrare nel merito.