16/06/2026
𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐀𝐋𝐄 👇
Missioni all’estero e incarichi sindacali: servono regole uguali per tutti
𝐎𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨: Procedure per missioni all'estero e incarichi sindacali – Richiesta urgente di uniformità e trasparenza amministrativa. Il caso di "due pesi e due misure" tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Questa Segreteria avverte il dovere di intervenire con fermezza a tutela del principio di uguaglianza, della trasparenza amministrativa e della dignità di tutto il personale in uniforme, accendendo i riflettori su una gestione delle procedure che lascia profonde perplessità e che configura una palese e inaccettabile disparità di trattamento sul territorio nazionale.
Siamo venuti a conoscenza di una gestione a dir poco "asimmetrica" delle procedure di segnalazione per le missioni all'estero, che vede l'Amministrazione applicare criteri diametralmente opposti a seconda della regione in cui il personale presta servizio.
I Fatti:
Il caso nella regione Veneto: Risulterebbe che un Segretario di un’altra APCSM abbia potuto avanzare la propria candidatura e partecipare regolarmente alle fasi di segnalazione per una missione all'estero mantenendo saldamente il proprio incarico sindacale. La dimissione di tale carica, da quanto si apprende, sarebbe stata formalizzata solo ed esclusivamente “dopo” aver avuto la certezza del superamento dei controlli di sicurezza e dell'effettiva partenza. Un iter che ha garantito al candidato la tutela della propria posizione sindacale fino all'ultimo istante utile.
Il caso nella regione Friuli-Venezia Giulia: di contro, la sorte subita da un Segretario di questa APCSM in servizio nel Friuli-Venezia Giulia è stata radicalmente diversa. Per il solo fatto di voler manifestare la propria disponibilità (segnalarsi) per una analoga missione all'estero, l'Amministrazione ha imposto un blocco preventivo, richiedendo la formale e immediata dimissione dell'incarico di dirigente sindacale prima ancora di poter avviare una qualsiasi e formale richiesta di partecipazione. Due pesi e due misure: l'azione amministrativa sotto la lente.
Ci troviamo di fronte a un'azione amministrativa che applica due metri e due misure. Perché in Veneto l'Amministrazione consente una flessibilità procedurale che tutela il dirigente sindacale fino alla certezza della partenza, mentre in Friuli-Venezia Giulia si applica un'interpretazione rigida e penalizzante che costringe alle dimissioni preventive per la sola e semplice "segnalazione"?
Questo modus operandi non solo calpesta il principio di equità e imparzialità dell'azione amministrativa (Art. 97 della Costituzione), ma rischia di creare un precedente pericoloso in cui il diritto alla progressione professionale e alla partecipazione alle missioni esterne viene subordinato a interpretazioni locali e territoriali delle norme sulle incompatibilità.
Posto che le regole devono essere uguali, trasparenti e chiare per tutti, questa sigla sindacale interroga pubblicamente i vertici dell'Amministrazione:
È lecito che l'Amministrazione avalli e consideri regolari procedure di selezione per l'estero così vistosamente difformi tra loro, permettendo la partecipazione laddove l'iter burocratico e i requisiti di incompatibilità non siano stati uniformemente applicati sul territorio nazionale?
Non possiamo tollerare che l'accesso alle missioni fuori area sia regolato da un sistema a geometria variabile, che si dimostra elastico in Veneto e rigidamente punitivo in Friuli-Venezia Giulia nei confronti dei dirigenti UNARMA.
Questa Segreteria Nazionale esige immediata chiarezza da parte dei decisori. Chiediamo che si valuti l'immediata sospensione delle procedure di avvio alla missione in autotutela, al fine di verificare la regolarità dell'intero iter amministrativo e garantire parità di condizioni e parità di trattamento tra tutti i candidati, indipendentemente dall’APCSM di appartenenza o dalla regione di servizio.
La trasparenza e l'imparzialità non sono opzionali, sono i pilastri dell'Amministrazione Militare.