Giuristi Democratici Grosseto

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Giuristi Democratici Grosseto Terracini, B. Guidetti Serra, U. Natoli e L. Basso

Gruppo provinciale grossetano dell'Associazione Nazionale Giuristi Democratici, ricostituita formalmente nel 2004 dopo essere stata fondata nel secondo dopoguerra, tra gli altri, da U.

La memoria diventa Resistenza con le Madri di Plaza de MayoCinquant'anni dopo il golpe argentino, il racconto sulle Madr...
05/10/2026

La memoria diventa Resistenza con le Madri di Plaza de Mayo

Cinquant'anni dopo il golpe argentino, il racconto sulle Madri di Plaza de Mayo di Daniela Padoan, presidente nazionale di "Libertà e Giustizia", ha trasformato una serata dedicata alla storia in una riflessione sulla memoria, sulla democrazia e sulla responsabilità di chi sceglie di non voltarsi dall'altra parte.
Prima dei saluti e degli interventi, nella sala è risuonata "Mothers of the Disappeared" degli U2 eseguita dalla band irlandese allo Stadio Nazionale di Santiago del Cile. Un momento di particolare intensità, con la musica che ha aiutato a creare lo spazio emotivo adatto per una storia tragica, ancora oggi difficile da comprendere e spiegare.
Sono ben conosciute, e purtroppo ancora attuali, le violenze che lasciano corpi, macerie, immagini e suoni impossibili da dimenticare. Ma esistono altre violenze che cercano, parimenti ad uccidere, di cancellare. Cancellare il corpo, il nome, la storia, perfino la possibilità che qualcuno possa continuare a domandare dove sia finita una persona.
La dittatura argentina fece della sparizione una delle proprie forme più terribili dell'abuso di potere. Il 24 marzo 1976 le forze armate rovesciarono il governo di Isabel Martínez de Perón e instaurarono il "Proceso de Reorganización Nacional".
Negli anni successivi migliaia di persone furono sequestrate, torturate e fatte sparire. La violenza veniva consumata lontano dagli occhi della società, nei luoghi clandestini della detenzione, mentre il linguaggio ufficiale provava a costruire intorno agli scomparsi una cortina di ambiguità, negazioni, eufemismi.
Non c'erano cadaveri nelle strade, ma aumentavano a dismisura le assenze, sempre più evidenti. Ed è proprio dentro quelle assenze che nacque una delle più straordinarie forme di resistenza civile del Novecento.
Le Madri di Plaza de Mayo cominciarono a cercare i propri figli nonostante lo Stato avesse deciso sistematicamente che ogni traccia di quei figli non dovesse più essere trovata. Il 30 aprile 1977 alcune di loro si riunirono per la prima volta nella Plaza de Mayo, davanti alla Casa Rosada. Da allora, ogni giovedì, avrebbero continuato con i loro fazzoletti bianchi in testa a camminare intorno alla piazza, per aggirare i divieti di polizia contro le manifestazioni, trasformando il dolore privato in una domanda pubblica: "dove sono i nostri figli?"
E' da questa storia che ha preso le mosse a Follonica l'incontro organizzato dal circolo di "Libertà e Giustizia Maremma Grossetana" insieme alla sezione soci Unicoop di Follonica e Castiglione della Pescaia.
Con Daniela Padoan sono intervenuti Luciano Gianluca Calì, giornalista radiotelevisivo e co-portavoce in Maremma dell'associazione nazionale "Giuristi Democratici", storicamente impegnata nella difesa dello stato di diritto, e Paolo Dolfi, da molti anni animatore delle iniziative culturali del circolo di "Libertà e Giustizia" che ha introdotto e moderato l'incontro. La partecipazione numerosa che ha affollato la sala Tirreno ha arricchito la serata di un significato ulteriore, perché quando una comunità si riunisce per parlare di una storia apparentemente lontana, probabilmente quella storia non è poi così lontana.
Il merito dell'evento è stato anche quello di restituire alle Madri una dimensione che un racconto puramente storico avrebbe rischiato di smarrire. Non si trattava infatti di raccontare soltanto le madri dei desaparecidos, ma di raccontare come quelle donne, attraverso la ricerca dei propri figli, abbiano progressivamente scoperto di essere diventate altro, ovvero una coscienza collettiva, una presenza capace di costringere il mondo a guardare attraverso la "socializzazione della maternità" ciò che la dittatura avrebbe voluto mantenere nascosto.
Perché ad un certo punto le Madri smisero di portare in piazza solo la fotografia e il nome del proprio caro. Quei volti e quei nomi appartenevano ormai ad una storia più grande, ogni figlio scomparso era il figlio di tutte. Il dolore aveva trasformato la maternità, per sua natura individuale, in esperienza collettiva e solidarietà autentica, perché ogni perdita rappresentava la violenza e l'ingiustizia sofferta dall'intera comunità argentina.
Daniela Padoan e Luciano Calì, dopo aver ricordato l'utilizzo dell'habeas corpus che leva giudiziaria destinata a proteggere gli scomparsi da una detenzione illegittima finì per divenire la prima fonte di documentazione della repressione militare, hanno quindi portato la riflessione sulla progressiva compressione dei diritti civili e sociali evidente anche nel tempo presente, richiamando in particolare la condizione della stampa italiana bersagliata dal fenomeno delle querele bavaglio, vere e proprie azioni intimidatorie condotte nei confronti dei giornalisti e di chi svolge attività di informazione. Un fenomeno in crescita nonostante il varo della normativa europea contro le cosiddette SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), al momento rimasta lettera morta a causa del mancato recepimento da parte dell'Italia, relegata ormai al cinquantaseiesimo posto nel World Press Freedom Index pubblicato da Reporter Senza Frontiere (RSF).
In questo percorso ha trovato opportuna collocazione anche la figura di Sandro Pertini ricordata da Luciano G. Calì per la significativa coincidenza tra la data dell'incontro di Follonica, avvenuto il 25 settembre, e il 130º anniversario della nascita di uno dei più amati inquilini del Quirinale, il presidente partigiano cantato da Toto Cutugno al Festival di Sanremo del 1983.
Il legame tra Pertini e la vicenda argentina rappresenta una delle pagine più significative e coraggiose della posizione italiana di fronte alla dittatura. Proprio nell'aprile 1983, dopo la pubblicazione del "Documento Final" da parte della Giunta militare, l'allora Presidente della Repubblica reagì con parole durissime, denunciando pubblicamente il cinismo con cui il regime pretendeva di derubricare la vicenda dei desaparecidos.
Due anni più tardi, l'11 marzo 1985, durante la sua visita ufficiale in Argentina, Sandro Pertini volle incontrare a Buenos Aires le Madri di Plaza de Mayo. Non si trattò di un semplice incontro di carattere istituzionale. Per un uomo che aveva conosciuto la persecuzione politica, il carcere fascista e la Resistenza, incontrare quelle donne rappresentò infatti il riconoscimento nella loro battaglia di una richiesta universale di libertà, di democrazia e di dignità davanti ai soprusi del potere e dei regimi totalitari, di ogni tempo e latitudine.

26/06/2026

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Il resoconto de Il Tirreno sull'ottima partecipazione all'evento organizzato da Giuristi Democratici con Movimento 5 Stelle e PSDI

Oltre due ore tra interventi e osservazioni del pubblico hanno animato l'incontro promosso dalla sezione grossetana dei Giuristi Democratici nella settimana più calda, quella conclusiva, della campagna referendaria che ha toccato anche la Maremma grazie all'impegno delle formazioni politiche impegnate a livello nazionale a supporto del Comitato della Società Civile per il no al referendum costituzionale.
L'incontro pubblico presso il Caffè Carducci, immaginato per consentire alle cittadine ed ai cittadini di approfondire gli aspetti giuridici e costituzionali, è stato guidato con sapienza da Massimo De Felice, co-portavoce di Giuristi Democratici Grosseto, che ha chiarito in premessa la visione dell'associazione rispetto alla legge Nordio: "Con questa riforma ci ritroviamo un pilastro che viene edificato sulla sabbia, poiché il CSM viene suddiviso in tre settori, ovvero in giudicante, requirente e sistema sanzionatorio con l'Alta Corte, basandone le nomine sul caso attraverso due tipologie di sorteggio, uno di tipo integrale per i togati, ed una sorta di sorteggio pilotato su liste ristrette preconfezionate per i componenti laici nominati dalla politica".
Mauro Pasquali, coordinatore provinciale del Partito Socialista Democratico Italiano, ha poi sottolineato la gravità di un dibattito in Aula negato dalla maggioranza: "Questa riforma costituzionale è stata portata avanti durante tutto l'iter parlamentare, fino alla sua approvazione definitiva, senza modificare nemmeno una virgola il testo predisposto dal Ministro della Giustizia del governo Meloni. Figuriamoci cosa potrebbe accadere con i decreti attuativi che possono essere approvati dal centrodestra a maggioranza semplice. Con le dichiarazioni di Nordio, della Bongiorno e della Bartolozzi sappiamo già dove andremo a finire", ha quindi concluso Pasquali.
Importante anche il tema posto da Daniela Castiglione, delegata referendaria provinciale del Movimento 5 Stelle, che ha aperto una riflessione sul portato della riforma che potrebbe interessare direttamente il semplice cittadino: "Con questa modifica della Costituzione i PM non saranno più terzi e imparziali, ma diverranno a tutti gli effetti avvocati dell'accusa, senza più l'obbligo di ricercare le prove a discolpa degli indagati. Una pericolosa deriva verso il modello americano in cui i cittadini privi di risorse finiscono per ritrovarsi condannati in partenza. Il prossimo fine settimana rappresenta uno spartiacque", ha infine chiosato Daniela Castiglione "perché l'importanza di questa battaglia è resa evidente anche dalla grande partecipazione a favore del "No" di realtà associative e politiche molto differenti tra loro".
Il dibattito con la cittadinanza presente all'evento, a pochi giorni dal voto, si è poi concentrato sull'esigenza di avere maggiori momenti di confronto sui sette articoli della Costituzione modificati dalla legge Nordio, in assenza di una reale giustificazione circa la cosiddetta "separazione delle carriere dei magistrati" vista l'avvenuta risoluzione della questione dei passaggi tra funzione requirente e giudicante ridotta praticamente a zero dalla legge ordinaria Cartabia.
Le conclusioni dell'incontro sono state affidate al Segretario Nazionale PSDI, Mario Calì, impegnato in giornata in diversi eventi in Toscana a sostegno del No: "Il Partito Socialista Democratico Italiano, fedele allo spirito democratico e antifascista della Carta Costituzionale, ritiene importante il prossimo 22 e 23 marzo votare no al referendum", ricordando inoltre che "il partito del "Sole Nascente", a partire dal prossimo 2 giugno, sarà impegnato nell'organizzazione di eventi di rilevanza nazionale per celebrare gli ottant'anni della Repubblica e la presidenza di Giuseppe Saragat dell'Assemblea Costituente, un limpidissimo legame con l'esigenza di difendere la "Legge delle Leggi" dal tentativo di manomissione attuato dalla destra. Una scelta coerente con l'insegnamento del fondatore della socialdemocrazia in Italia, che definiva la Costituzione il frutto migliore della Resistenza alla dittatura fascista".

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Oltre due ore tra interventi e osservazioni del pubblico hanno animato l'incontro promosso dalla sezione grossetana dei Giuristi Democratici nella settimana più calda, quella conclusiva, della campagna referendaria che ha toccato anche la Maremma grazie all'impegno delle formazioni politiche impegnate a livello nazionale a supporto del Comitato della Società Civile per il no al referendum costituzionale.
L'incontro pubblico presso il Caffè Carducci, immaginato per consentire alle cittadine ed ai cittadini di approfondire gli aspetti giuridici e costituzionali, è stato guidato con sapienza da Massimo De Felice, co-portavoce di Giuristi Democratici Grosseto, che ha chiarito in premessa la visione dell'associazione rispetto alla legge Nordio: "Con questa riforma ci ritroviamo un pilastro che viene edificato sulla sabbia, poiché il CSM viene suddiviso in tre settori, ovvero in giudicante, requirente e sistema sanzionatorio con l'Alta Corte, basandone le nomine sul caso attraverso due tipologie di sorteggio, uno di tipo integrale per i togati, ed una sorta di sorteggio pilotato su liste ristrette preconfezionate per i componenti laici nominati dalla politica".
Mauro Pasquali, coordinatore provinciale del Partito Socialista Democratico Italiano, ha poi sottolineato la gravità di un dibattito in Aula negato dalla maggioranza: "Questa riforma costituzionale è stata portata avanti durante tutto l'iter parlamentare, fino alla sua approvazione definitiva, senza modificare nemmeno una virgola il testo predisposto dal Ministro della Giustizia del governo Meloni. Figuriamoci cosa potrebbe accadere con i decreti attuativi che possono essere approvati dal centrodestra a maggioranza semplice. Con le dichiarazioni di Nordio, della Bongiorno e della Bartolozzi sappiamo già dove andremo a finire", ha quindi concluso Pasquali.
Importante anche il tema posto da Daniela Castiglione, delegata referendaria provinciale del Movimento 5 Stelle, che ha aperto una riflessione sul portato della riforma che potrebbe interessare direttamente il semplice cittadino: "Con questa modifica della Costituzione i PM non saranno più terzi e imparziali, ma diverranno a tutti gli effetti avvocati dell'accusa, senza più l'obbligo di ricercare le prove a discolpa degli indagati. Una pericolosa deriva verso il modello americano in cui i cittadini privi di risorse finiscono per ritrovarsi condannati in partenza. Il prossimo fine settimana rappresenta uno spartiacque", ha infine chiosato Daniela Castiglione "perché l'importanza di questa battaglia è resa evidente anche dalla grande partecipazione a favore del "No" di realtà associative e politiche molto differenti tra loro".
Il dibattito con la cittadinanza presente all'evento, a pochi giorni dal voto, si è poi concentrato sull'esigenza di avere maggiori momenti di confronto sui sette articoli della Costituzione modificati dalla legge Nordio, in assenza di una reale giustificazione circa la cosiddetta "separazione delle carriere dei magistrati" vista l'avvenuta risoluzione della questione dei passaggi tra funzione requirente e giudicante ridotta praticamente a zero dalla legge ordinaria Cartabia.
Le conclusioni dell'incontro sono state affidate al Segretario Nazionale PSDI, Mario Calì, impegnato in giornata in diversi eventi in Toscana a sostegno del No: "Il Partito Socialista Democratico Italiano, fedele allo spirito democratico e antifascista della Carta Costituzionale, ritiene importante il prossimo 22 e 23 marzo votare no al referendum", ricordando inoltre che "il partito del "Sole Nascente", a partire dal prossimo 2 giugno, sarà impegnato nell'organizzazione di eventi di rilevanza nazionale per celebrare gli ottant'anni della Repubblica e la presidenza di Giuseppe Saragat dell'Assemblea Costituente, un limpidissimo legame con l'esigenza di difendere la "Legge delle Leggi" dal tentativo di manomissione attuato dalla destra. Una scelta coerente con l'insegnamento del fondatore della socialdemocrazia in Italia, che definiva la Costituzione il frutto migliore della Resistenza alla dittatura fascista".

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19/03/2026

L'incontro al Caffè Carducci di Grosseto promosso da Giuristi Democratici, Movimento 5 Stelle e PSDI, ha visto una grande partecipazione e dibattito sulla riforma costituzionale, con interventi di Massimo De Felice, Mauro Pasquali e Daniela Castiglione.

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Grande partecipazione e forte coinvolgimento della cittadinanza all’incontro pubblico organizzato da Giuristi Democratici, Movimento 5 Stelle e PSDI presso il Caffè Carducci, nel cuore della città. Un appuntamento che ha acceso il confronto sulle ragioni del “No” al r...

18/03/2026

Ottima partecipazione all'evento organizzato da Giuristi Democratici, Movimento 5 Stelle e PSDI. Tanta curiosità e domande della cittadinanza sulle ragioni del "No" al Caffè Carducci di Grosseto

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17/03/2026

"Referendum Giustizia: perché votare No" - Lunedì 16 marzo evento pubblico in Corso Carducci
I Giuristi Democratici organizzano un confronto pubblico con la cittadinanza insieme a Movimento 5 Stelle e Partito Socialdemocratico

Continua la campagna promossa anche in Maremma dai soggetti impegnati a livello nazionale a supporto del Comitato della Società Civile per il no al referendum costituzionale. Nella settimana che si prospetta come la più calda a causa della politicizzazione del quesito referendario ad opera della maggioranza di centrodestra, un nuovo incontro pubblico per approfondire una riflessione sugli aspetti giuridici e costituzionali è messo in agenda per le ore 10:30 di lunedì 16 marzo nella cornice del centro storico di Grosseto.
A guidare le riflessioni sulle conseguenze derivanti dalla modifica cumulativa di ben sette articoli della Costituzione Italiana, provvederanno insieme Massimo De Felice, portavoce Giuristi Democratici Grosseto, Mauro Pasquali, Coordinatore provinciale del PSDI, e Daniela Castiglione, Delegata referendaria per la provincia di Grosseto del Movimento 5 Stelle.
Il dibattito, a pochi giorni dal voto, si accende dunque ancor di più. Con il capoluogo maremmano che diventerà durante la medesima mattinata, terreno di confronto tra contrari e favorevoli alla presenza di esponenti della politica nazionale. Infatti, poco prima dell'arrivo in città del Ministro della Giustizia del Governo Meloni, autore e primo firmatario della contestata legge Nordio sulla "cosiddetta separazione delle carriere dei magistrati", ad alcune centinaia di metri per l'evento a supporto delle ragioni del "No" al Caffè Carducci promosso da Giuristi Democratici, M5S e PSDI, sarà prevista la presenza del Segretario Nazionale del Partito Socialista Democratico Italiano, Mario Calì, al quale dopo le domande del pubblico e dei giornalisti invitati all'evento verranno affidate le conclusioni dell'evento informativo.

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17/03/2026

A Grosseto, Psdi, Movimento 5 Stelle e Giuristi Democratici organizzano un incontro sul referendum sulla giustizia

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