19/03/2026
Il resoconto de Il Tirreno sull'ottima partecipazione all'evento organizzato da Giuristi Democratici con Movimento 5 Stelle e PSDI
Oltre due ore tra interventi e osservazioni del pubblico hanno animato l'incontro promosso dalla sezione grossetana dei Giuristi Democratici nella settimana più calda, quella conclusiva, della campagna referendaria che ha toccato anche la Maremma grazie all'impegno delle formazioni politiche impegnate a livello nazionale a supporto del Comitato della Società Civile per il no al referendum costituzionale.
L'incontro pubblico presso il Caffè Carducci, immaginato per consentire alle cittadine ed ai cittadini di approfondire gli aspetti giuridici e costituzionali, è stato guidato con sapienza da Massimo De Felice, co-portavoce di Giuristi Democratici Grosseto, che ha chiarito in premessa la visione dell'associazione rispetto alla legge Nordio: "Con questa riforma ci ritroviamo un pilastro che viene edificato sulla sabbia, poiché il CSM viene suddiviso in tre settori, ovvero in giudicante, requirente e sistema sanzionatorio con l'Alta Corte, basandone le nomine sul caso attraverso due tipologie di sorteggio, uno di tipo integrale per i togati, ed una sorta di sorteggio pilotato su liste ristrette preconfezionate per i componenti laici nominati dalla politica".
Mauro Pasquali, coordinatore provinciale del Partito Socialista Democratico Italiano, ha poi sottolineato la gravità di un dibattito in Aula negato dalla maggioranza: "Questa riforma costituzionale è stata portata avanti durante tutto l'iter parlamentare, fino alla sua approvazione definitiva, senza modificare nemmeno una virgola il testo predisposto dal Ministro della Giustizia del governo Meloni. Figuriamoci cosa potrebbe accadere con i decreti attuativi che possono essere approvati dal centrodestra a maggioranza semplice. Con le dichiarazioni di Nordio, della Bongiorno e della Bartolozzi sappiamo già dove andremo a finire", ha quindi concluso Pasquali.
Importante anche il tema posto da Daniela Castiglione, delegata referendaria provinciale del Movimento 5 Stelle, che ha aperto una riflessione sul portato della riforma che potrebbe interessare direttamente il semplice cittadino: "Con questa modifica della Costituzione i PM non saranno più terzi e imparziali, ma diverranno a tutti gli effetti avvocati dell'accusa, senza più l'obbligo di ricercare le prove a discolpa degli indagati. Una pericolosa deriva verso il modello americano in cui i cittadini privi di risorse finiscono per ritrovarsi condannati in partenza. Il prossimo fine settimana rappresenta uno spartiacque", ha infine chiosato Daniela Castiglione "perché l'importanza di questa battaglia è resa evidente anche dalla grande partecipazione a favore del "No" di realtà associative e politiche molto differenti tra loro".
Il dibattito con la cittadinanza presente all'evento, a pochi giorni dal voto, si è poi concentrato sull'esigenza di avere maggiori momenti di confronto sui sette articoli della Costituzione modificati dalla legge Nordio, in assenza di una reale giustificazione circa la cosiddetta "separazione delle carriere dei magistrati" vista l'avvenuta risoluzione della questione dei passaggi tra funzione requirente e giudicante ridotta praticamente a zero dalla legge ordinaria Cartabia.
Le conclusioni dell'incontro sono state affidate al Segretario Nazionale PSDI, Mario Calì, impegnato in giornata in diversi eventi in Toscana a sostegno del No: "Il Partito Socialista Democratico Italiano, fedele allo spirito democratico e antifascista della Carta Costituzionale, ritiene importante il prossimo 22 e 23 marzo votare no al referendum", ricordando inoltre che "il partito del "Sole Nascente", a partire dal prossimo 2 giugno, sarà impegnato nell'organizzazione di eventi di rilevanza nazionale per celebrare gli ottant'anni della Repubblica e la presidenza di Giuseppe Saragat dell'Assemblea Costituente, un limpidissimo legame con l'esigenza di difendere la "Legge delle Leggi" dal tentativo di manomissione attuato dalla destra. Una scelta coerente con l'insegnamento del fondatore della socialdemocrazia in Italia, che definiva la Costituzione il frutto migliore della Resistenza alla dittatura fascista".
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