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24/07/2026

📰 Il Governo conferma il Bonus Edicola 2026

Nel corso dell’incontro con il Sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, è stata comunicata l’intenzione del Governo di confermare anche per il 2026 il Bonus Edicola.

FIEG e le organizzazioni sindacali degli edicolanti hanno presentato un documento unitario con proposte concrete per il rilancio della rete di vendita e distribuzione della stampa.

Per SNAG questo rappresenta un passo importante, ma da solo non basta: oltre alle misure di sostegno economico, è necessario avviare un Piano nazionale e istituire un tavolo permanente di confronto tra tutti gli attori della filiera, per costruire una strategia di lungo periodo capace di garantire sostenibilità, innovazione e pluralismo dell’informazione.

📌 Nella foto il comunicato stampa di SNAG, SINAGI, UILTuCS e FENAGI.

24/07/2026

IL PREZZO DEL GIORNALE AUMENTA ma non lo dice.
Dal prossimo 26 luglio il Corriere della Sera aumenterà il prezzo di copertina a 1,70 euro, con ulteriori incrementi nei giorni in cui saranno presenti inserti e supplementi obbligatori dedicati a economia, moda, cucina, lifestyle e altri temi.
È una comunicazione che inevitabilmente genera le proteste della rete commerciale e la ragione è semplice.
Il cliente entra in edicola perché desidera acquistare il quotidiano e leggere le notizie della giornata. Molto spesso, invece, è costretto ad acquistare anche un supplemento che non aveva richiesto e che, nella maggior parte dei casi, non rappresenta il motivo del suo acquisto.
Il risultato lo conosciamo tutti.C'è chi rinuncia all'acquisto, chi sceglie un altro quotidiano e chi, scoraggiato dal prezzo, decide di informarsi gratuitamente online.
Una dinamica che, nell'immediato, penalizza soprattutto l'edicola, chiamata ogni mattina a spiegare e giustificare una scelta che non dipende da lei ma solo da un editore che ha deciso in maniera contraria rispetto ai desideri del cliente.
Ma fermarsi a questa lettura sarebbe un errore.
Probabilmente non siamo di fronte a un semplice aumento di prezzo, bensì all'evoluzione di un modello economico ormai consolidato dopo tanti anni distorsivi del mercato.
Quei supplementi non rappresentano soltanto un contenuto aggiuntivo per il lettore: rappresentano solo uno strumento di raccolta pubblicitaria. Ogni inserto consente di vendere ulteriori pagine pubblicitarie e di incrementare i ricavi derivanti dagli investitori.
In questa logica, una fisiologica riduzione delle copie vendute può essere compensata, almeno nel breve periodo, da maggiori entrate pubblicitarie. È una scelta industriale che sfrutta un modello impoverendolo in maniera parassitaria. La domanda, però, è un'altra.
Quanto a lungo questo equilibrio potrà reggere?
Perché ogni aumento di prezzo, ogni supplemento obbligatorio e ogni lettore che rinuncia all'acquisto riducono lentamente la platea dei lettori abituali. E quando diminuisce la diffusione, inevitabilmente diminuisce anche il valore commerciale della pubblicità che oggi sostiene questo modello.
In tanti anni, forse senza accorgercene, il quotidiano è stato progressivamente trasformato in un veicolo per distribuire pubblicità e prodotti accessori. Ma il vero patrimonio di un giornale non sono gli inserti: sono i suoi lettori.
Se l'informazione diventa il semplice contenitore e gli allegati il vero motore economico, il rischio è quello di indebolire proprio la base di lettori che rende appetibile la raccolta pubblicitaria. È un equilibrio delicato che, nel lungo periodo, rischia di consumare il valore del prodotto principale.
Per questo motivo, riteniamo che il modo migliore per non alimentare ulteriormente questa dinamica sia limitare, ove possibile, il ricorso al compiegamento obbligatorio. Consentire al quotidiano di essere acquistato per ciò che realmente è — un prodotto informativo — e lasciare al lettore la libertà di scegliere se acquistare o meno un inserto, significa tutelare il rapporto di fiducia con il consumatore, rafforzare il ruolo dell'edicola e preservare il valore dell'informazione.
Il futuro della carta non si costruisce costringendo il lettore ad acquistare ciò che non desidera. Si costruisce rendendo il quotidiano, ancora una volta, il protagonista.

10/06/2026
Incomprensibile quanto accaduto a Milano. Formalmente, l'agenzia informa che, a causa di un problema di stampa, il Corri...
03/06/2026

Incomprensibile quanto accaduto a Milano. Formalmente, l'agenzia informa che, a causa di un problema di stampa, il Corriere della Sera non è uscito a Milano. In realtà, nella provincia di Milano il quotidiano è stato regolarmente distribuito, a livello nazionale è uscito normalmente e, soprattutto, è stato consegnato agli abbonati.
E difficile comprendere il ragionamento che ha portato il quotidiano a privilegiare la fornitura agli abbonati piuttosto che garantire la presenza in edicola, lasciando scoperta una quota di vendita ben più importante e consistente, quella che normalmente viene realizzata attraverso la rete delle rivendite.
A rendere ancora più incomprensibile questa scelta c'è il fatto che migliaia di edicolanti si siano regolarmente recati al lavoro nella giornata di domenica, sostenendo costi e sacrificando una giornata festiva senza poter contare sulla vendita di una delle principali testate nazionali. Inoltre, le agenzie di distribuzione non hanno previsto incrementi delle forniture degli altri quotidiani per compensare, almeno in parte, l'assenza del Corriere della Sera. Il risultato è stato un danno diretto ai fatturati della rete di vendita, senza alcuna misura in grado di attenuarne gli effetti.
Risulta altrettanto difficile capire come, in un momento in cui anche le amministrazioni pubbliche si stanno impegnando per sostenere il settore, gli stessi editori preferiscano sottrarre fatturato alla distribuzione e alla rete commerciale a favore di poche migliaia di copie, peraltro vendute a condizioni economiche spesso meno vantaggiose rispetto a quelle acquistate in edicola.
Sembra ormai sempre più concreta una strategia orientata a privilegiare un modello distributivo diverso da quello tradizionale , nonostante la stessa rete commerciale stia evolvendo verso soluzioni più moderne , sostenibili e redditizie rispetto al passato.L’allontanamento del Corriere della sera e di altri editori dalle rivendite appare sempre più evidente!!! .cairo

Un’industria in smantellamento, ormai ridotta all’osso, che riesce a stare in piedi solo grazie a soluzioni di fortuna e...
28/04/2026

Un’industria in smantellamento, ormai ridotta all’osso, che riesce a stare in piedi solo grazie a soluzioni di fortuna e all’intervento del Governo
Nessuna idea, nessuna proposta, nessuna voglia di reinventarsi e di riproporsi a un’audience che non è più quella degli anni ’60.
Dopo aver chiesto 6 euro, proporranno 1 euro all’anno, e poi arriveranno persino a imbiancarti casa, fino al “superbonus”.
Gli editori di una volta non ci sono più e il panorama che viviamo è desolante. Quelli che inventavano, che ci credevano e che hanno costruito una rete commerciale sono stati sostituiti da dirigenti “nati pensionati”, che ora lo saranno davvero. Perché, dunque, dovrebbero preoccuparsi del futuro?
Le nostre attività sono nelle nostre mani e devono essere svincolate dagli “obblighi”, passando da un modello definito e ritagliato sull’editoria a un’impresa capace di accogliere le proposte commerciali con maggiore interesse ed entusiasmo imprenditoriale. Corriere della Sera

Un’industria in smantellamento, ormai ridotta all’osso, che riesce a stare in piedi solo grazie a soluzioni di fortuna e all’intervento del Governo
Nessuna idea, nessuna proposta, nessuna voglia di reinventarsi e di riproporsi a un’audience che non è più quella degli anni ’60.

Dopo aver chiesto 6 euro, proporranno 1 euro all’anno, e poi arriveranno persino a imbiancarti casa, fino al “superbonus”.

Gli editori di una volta non ci sono più e il panorama che viviamo è desolante. Quelli che inventavano, che ci credevano e che hanno costruito una rete commerciale sono stati sostituiti da dirigenti “nati pensionati”, che ora lo saranno davvero. Perché, dunque, dovrebbero preoccuparsi del futuro?

Le nostre attività sono nelle nostre mani e devono essere svincolate dagli “obblighi”, passando da un modello definito e ritagliato sull’editoria a un’impresa capace di accogliere le proposte commerciali con maggiore interesse ed entusiasmo imprenditoriale.

25/04/2026
14/04/2026

SNAG aderisce all’Osservatorio “Carta, penna & digitale” della Fondazione Luigi Einaudi

Una nuova collaborazione su un tema sempre più centrale:
👉 il rapporto tra lettura, competenze cognitive e trasformazioni digitali.

Oggi il problema non è solo quanto si legge, ma quanto si riesce a comprendere.
L’analfabetismo funzionale riguarda sempre di più anche i giovani e richiede strumenti concreti per sviluppare attenzione, capacità di lettura e spirito critico.

In questo percorso, la lettura dei quotidiani può tornare ad avere un ruolo importante, soprattutto se riportata all’interno dei contesti educativi.

Le edicole, presenti capillarmente sul territorio, possono contribuire a questo obiettivo come punti di accesso all’informazione e presidi culturali di prossimità.

🤝 La collaborazione con la Fondazione Luigi Einaudi rappresenta un primo passo verso la costruzione di iniziative concrete a partire dalle scuole.

Leggere non è solo informarsi. È comprendere.

02/04/2026

📢 Contributo edicole non prevalenti 2025: pubblicato l’elenco beneficiari

In data 1° aprile 2026 è stato approvato l’elenco dei beneficiari del contributo destinato ai punti vendita di quotidiani e periodici in via non prevalente.

🗓️ Il contributo riguarda l’anno 2025 (spese sostenute nel 2024) per le domande presentate tra il 15 ottobre e il 13 novembre 2025.

💳 L’importo sarà erogato tramite accredito sul conto corrente indicato nella domanda, al netto della ritenuta del 4% (IRES/IRPEF).

👉 Consulta l’elenco completo dei beneficiari sul sito www.snagnazionale.it

Indirizzo

Genova

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