29/05/2026
Ora gli scout italiani potranno avere capi di ogni orientamento sessuale e identità di genere. Una svolta storica quella del documento approvato dall’Agesci, l'Associazione guide e scouts cattolici italiani, su “Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo”. La presenza di persone appartenenti alla comunità lgbtqia+ con un ruolo all’interno degli scout è un’annosa questione, molto discussa all’interno del movimento.
"L'Agesci ha maturato la convinzione che nel profilo del capo cristiano educatore l'orientamento affettivo e l'identità di genere non possono costituire un criterio di esclusione nel discernimento che le Comunità capi sono chiamate ad esercitare quando una persona adulta chiede di entrare in associazione per svolgere un ruolo educativo", si legge nel documento approvato dalla più grande associazione di scout in Italia, che conta oltre 180 mila aderenti.
La premessa del documento, pubblicato oggi (28 maggio) ma approvato già negli scorsi giorni, è che secondo "la pedagogia dell'accoglienza, radicata nella quotidianità del nostro servizio educativo" è "imprescindibile promuovere percorsi volti al superamento di sentimenti e atteggiamenti omolesbobitransfobici. Tali sentimenti, infatti, costituiscono un ostacolo al riconoscimento, all'inclusione e all'integrazione nei nostri Gruppi, e in tutti i livelli associativi, di capi e capo, ragazzi e ragazze”.
Una riflessione, quella del rapporto tra scout e mondo lgbtqia+, cominciata con il consiglio generale del 2022 che aveva istituito una commissione istruttoria ad hoc. Da allora il confronto è andato avanti tra assemblee territoriali, gruppi scout e comunità capi, in un dibattito che ha attraversato non solo l’associazione, ma più in generale il mondo cattolico.