02/09/2026
PER BIANCA
La morte di Bianca, una bambina di cinque anni, lascia attoniti. Il nostro primo pensiero è per lei, per la sua vita così breve. La ricordiamo con rispetto e con dolore.
Come Coordinamento di associazioni familiari adottive e affidatarie, sappiamo che cosa significa per tante famiglie prendersi cura ogni giorno di bambine e bambini, ragazze e ragazzi con disabilità, anche complesse. Conosciamo l’amore e la determinazione, la dedizione, l’impegno, ma conosciamo anche la fatica della cura quotidiana, la ricerca continua di risposte, le preoccupazioni, le paure per il futuro. E conosciamo la solitudine in cui troppo spesso le famiglie vengono lasciate.
Questa solitudine è una responsabilità pubblica.
Non possiamo continuare a pensare che siano le famiglie, da sole, a dover reggere il peso della cura, a cercare servizi e risposte, a colmare le insufficienze del sistema, a resistere quando le risorse personali ed economiche si esauriscono. Non possiamo accettare che non abbiano mai requie, neppure per qualche ora da dedicare a se stesse.
Servono sostegni veri, concreti e continuativi. Servono operatori, assistenza domiciliare, interventi di sollievo, sostegni educativi e sociosanitari, risorse economiche adeguate. Serve qualcuno che accompagni davvero la famiglia nel tempo e verifichi se ciò che viene garantito è sufficiente. Servono scuole che abbiano le risorse per accogliere davvero e luoghi in cui anche un bambino con una disabilità complessa possa giocare, stare con gli altri, trascorrere del tempo.
Essere formalmente “presi in carico” non basta.
Servono politiche pubbliche che riconoscano la cura come una responsabilità collettiva, garantendo diritti e risposte esigibili, non affidati alla capacità delle singole famiglie di trovarli o conquistarli.
Per Bianca, oggi, il nostro dolore.
Alle istituzioni chiediamo che nessuna famiglia venga lasciata sola. Non bastano le parole sulla cura e sull’inclusione, servono scelte politiche, risorse adeguate e servizi che ci siano davvero, ogni giorno.