18/09/2024
IL CERVO, LA FORMICA E LA ZANZARA.
PER RISPONDERE AD UN ATTACCO SCONSIDERATO CONTRO I CERVI DA PARTE DI UNA TRASMISSIONE RADIOFONICA...
PER COMPRENDERE LEGGERLA TUTTA...
Come Associazione coinvolta nella vicenda che nell’ultimo scorcio temporale tiene banco nella cronaca giornalistica dell’Abruzzo, nel merito la discussa e discutibile delibera 509 dello 8 Agosto 2024 che darebbe il via nel mese di Ottobre ad una caccia selettiva nei confronti del Cervo Italico con il previsto abbattimento di circa 500 capi, ci tocca intervenire in soccorso dei cervi alla luce di quanto ascoltato in una trasmissione radiofonica.
Ci è stata segnalata una diretta avvenuta Venerdì 13 Settembre 2024, mandata in onda da Radio 24 dal titolo “La Zanzara” condotta del noto personaggio radiofonico e televisivo Giuseppe Cruciani accompagnato dall’altra personalità pubblica David Parenzo. Uno dei temi trattati era proprio quella dell’abbattimento dei 500 Cervi prendendo spunto da un’intervista fatta da loro giornalisti all’animalista Enrico Rizzi.
Gli argomenti trattati hanno evidenziato diverse incongruità e false informazioni con la realtà dei fatti che ci costringe ad intervenire, non a difesa dell’animalista intervistato, diversamente in difesa del Cervo.
Fermo restando che a casa propria ognuno è libero di comportarsi come ritiene, esprimiamo un nostro parere cioè, che riteniamo inaccettabile che una trasmissione di notizie ascoltata da altrui persone venga condotta in maniera dittatoriale con toni e invettive anche dal sapore violento; ma sopratutto rimarchiamo il fatto che le notizie, fonte di informazione, vadano date per quello che sono nella verità e non per quello che spesso alcuni vogliono fare apparire.
Premesso ciò, entriamo nel merito delle dichiarazioni del giornalista conduttore per fare chiarezza su sentenze proclamate lontane dalla realtà.
La tematica rappresentata inizia con la seguente dichiarazione del giornalista Cruciani: “gli animalisti hanno annunciato manifestazioni di tutti i tipi ma non riesco a capire. Voi volete l’estinzione degli animali. Voi volete in realtà che gli animali si estinguano perché se non vengono selezionati e ammazzati anche i cervi e i cerbiatti, i bambi, gli animali si estinguono, quando sono troppi si estinguono che c***o andate a fare in Abruzzo a protestare. L’Abruzzo vuole riportare la situazione alla normalità”.
Dichiarazione che lascia basiti perché se l’elemento di estinzione fosse la sovrappopolazione, se tale affermazione fosse vera, dovremmo riconsiderare la posizione del mammifero “essere umano”. Negli ultimi due secoli la popolazione mondiale è passata da un 1 miliardo di persone (anni 1800) agli attuali 8 miliardi, le stime parlano che entro la fine di questo secolo arriveremo a 11 miliardi. Se la sua teoria Sig. Cruciani fosse ragionevolmente e scientificamente valida, dovremmo iniziare un testa o croce selezionando circa 3 miliardi di esseri umani e condannarli a morte certa, siano essi uomini donne o bambini.
I fattori che influenzano le estinzioni sono molteplici, inutile parlarne ora, troppa complessità si metterebbe in atto. Non sono inerenti all’argomento da trattare. Riguardo al sovrappopolamento, diversamente il problema è un altro. Spesso si pensa allo spazio a disposizione nel mondo; quello ce ne è a sufficienza per tutti. Il problema è lo sfruttamento delle risorse che genera altri importanti problemi e qualcuno di questi lo prenderemo in analisi nei sottostanti versi.
Bisognerebbe stabilire quale sia la normalità che lei declama. In termini numerici? I dati presentati nella relazione degli esperti sul conteggio degli animali CERVI presenti nella regione Abruzzo sono molto discutibili. Si parte da un dato dell’anno 2021 di 2999 cervi sul territorio, per passare al 2022 a 6082 presenze, e nel 2023 rilevate 5792 presenze. Ora natura vuole che una Cerva genera un cucciolo all’anno, ha una gestazione di 8 mesi e un periodo di allattamento di 6 mesi; oltre un anno prima di ritornare disponibile al concepimento.
Scienza dichiara che il rapporto nuove nascite di un gruppo di cervi presente in un dato luogo è 1,25 per cui i dati relazionati non corrispondono alla naturale crescita degli animali. Se il dato di partenza del 2021 fosse esatto nel 2022 la popolazione doveva raggiungere i 3748 capi e nel 2023 i 4685 capi. Come facilmente si può riscontrare, il dato 2022 partendo dal 2021 è impossibile determinarlo esatto; addirittura a detta di altri esperti del territorio, i cervi presenti nella terra d’Abruzzo oggi sarebbero dai 10.000 ai 12.000 capi. Quindi appare evidente che qui si brancola nelle ipotesi e nulla di tutto quanto dichiarato appare esatto.
Lei prosegue “bisogna eliminare quelli in più, bisogna eliminare quelli in più” ma quanti sarebbero in più?
Non è possibile definire il numero di quelli in più; sempre a detta di esperti del settore, non proprio animalisti, e la mattanza non risolverebbe il problema del sovrappopolamento.
Ma quali sarebbero i problemi causati dai Cervi d’Abruzzo? In base alla sua dichiarazione “fanno benissimo, fanno benissimo (a mettere in atto la mattanza) danni alle colture e incidenti stradali, fanno benissimo…142 bambi ci dobbiamo commuovere per i bambi”.
Mi spiace contraddirla ma fanno malissimo caro Signor Cruciani. Come le scrivevo nei precedenti versi, il problema del sovrappopolamento non sono gli spazi bensì le risorse. Diversamente da lei che sbandierava un quotidiano, piuttosto che fidarmi ciecamente di quello che scrivono i giornali, sono andato a capire, nel territorio più soggetto alle invasioni delle colture e cioè nella piana del Fucino, quanti danni subivano gli agricoltori e perché ciò accadeva. Come tanti fenomeni di migrazione da un territorio ad altro territorio la causa principale è: LA FAME, LA POVERTA’ DI RISORSE A DISPOSIZIONE.
Quindi come accade agli esseri umani generatori di fenomeni migratori rilevanti, e il nostro paese ne subisce qualcosa, i cervi lasciano i boschi e vanno in pianura a cercare cibo così come sempre in Abruzzo fanno gli orsi che scendono nei paesi in cerca di cibo nei cassonetti dei rifiuti. Un cervo adulto si nutre giornalmente di circa 10 kg di vegetali. Per cui parlando con chi in quei luoghi lavora, mi raccontava che anni fa gli scarti delle lavorazioni dell’agricoltura del Fucino venivano caricati e portati con dei camion nel parco per far si che gli animali affamati dalla penuria di cibo nel parco potessero cibarsi e rimanere nei luoghi a loro familiari. Questa attività per evitare di impigrire i comportamenti naturali degli animali si è tolta, non però incrementando coltivazioni nel parco di alberi da frutta o colture di erbe di loro gradimento.
C’è un proverbio che ricorre un po' su tutto il territorio italiano compreso l’Abruzzo e recita “La fame cacciò il lupo dalla tana”. Per cui piuttosto che sparare a caso, bisognerebbe innanzitutto verificare quante risorse all’anno i gestori dei parchi e delle zone protette investono per creare le condizioni affinché gli animali possano soddisfare la loro fame nei loro luoghi boschivi senza dover emigrare e creare danni che comunque vengono rimborsati. Allora non sarebbe più semplice spendere quei soldi per acquistare o produrre cibo e confinare quindi gli animali all’interno del parco? Vedrà che se si analizzano i bilanci degli enti preposti forse un dato negativo potrebbe chiaramente emergere nel contare quante risorse vengono impiegate a tale scopo.
In merito agli incidenti stradali in Abruzzo, gli esperti promotori della relazione che ha scaturito la delibera 509 hanno dichiarato che quelli provocati dai cervi, in media ne sono accaduti circa 160 l’anno nel periodo analizzato dal 2019 al 2023. Neanche questo dato trova riscontro in quelli dell’ISTAT a livello nazionale. Infatti l’ISTAT rileva in tutta l’Italia nello stesso arco temporale appena 1735 incidenti, di cui gravi 179 di questi in Abruzzo mortale solo 1 causato da cinghiale e non da cervo. Quindi nonostante l’alta densità di animali selvatici presenti nel territorio abruzzese, nulla giustifica la mattanza che si vuole compiere.
Sulla frase “il provvedimento a norma di legge” ci sarebbe da discuterne. Il provvedimento nasce da una interrogazione di giunta a seguito di una non chiara e limpida relazione a margine, sentito il parere dell’ISPRA (basato sui dati relazionati) e da un voto in espresso in aula e da un regolamento stilato per l’occorrenza.
E’ chiaro che se in commissione agricoltura dove in questi giorni si discute della vicenda a seguito di una mozione presentata da parte dell’opposizione non si giungesse al ritiro della delibera sicuramente la strada si spianerebbe per un ricorso al TAR.
Non è udibile seppur detta, inaccettabile nel contenuto, la sua ultima frase prima della chiusura dell’intervista “ una istituzione con degli esperti ha deciso che i famosi bambi, 142 bambi vanno ammazzati, vanno eliminati mettetevi il cuore in pace e non rompete il c***o perché fanno dei danni…ma poi il cervo è anche buono è ottimo da mangiare”
Intanto non sono 142 ma quasi 500 secondo la delibera i bambi da ammazzare, tra l’altro senza valide motivazioni scientifiche, con dati non rispondenti alle statistiche riportate da istituzioni legalizzate vedi ISTAT. Per il resto si è ampiamente compreso che se danni ci sono, i principali causatori di tutto ciò sono gli esseri umani che con i loro comportamenti non agiscono e non interagiscono a dovere nei luoghi frequentati da animali selvatici.
Nell’invitarla quindi ad una più approfondita ricerca della verità sulla vicenda dibattuta, per concludere una domanda provocatoria gliela faccio io per chiudere questo confronto:
Lei come reagirebbe se un domani una commissione di esperti e uomini di comando sulla terra decidessero che per contenere in certi limiti il numero della popolazione umana, per contenere lo spreco delle risorse, per contenere l’inquinamento e le emissioni di CO2 in atmosfera, per contenere gli atti di violenza, per evitare tutto ciò decidessero di eliminare un numero X di esseri umani e fra questi ci sarebbe anche lei?
Protesterebbe o soccomberebbe con la frase “ a chi tocca non si s’ingrugna tipica di chi non può arrabbiarsi perché non glielo consentono nei momenti di sfortuna”?
Cordialmente la saluto.
Tursini Gianluca
Presidente Associazione Formiche D'Italia.