Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni

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Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni, Organizzazione no-profit, Firenze.

Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni è nata per unire tutte le associazioni e i comitati dislocati nel territorio toscano, che perseguono la tutela dei principali beni pubblici, come l'acqua e il servizio di gestione dei rifiuti.

Ieri 17 ottobre 2026 Manifestazione partecipatissima per chiedere di fermare il progetto contro l'ossicombustore di Pecc...
18/10/2026

Ieri 17 ottobre 2026 Manifestazione partecipatissima per chiedere di fermare il progetto contro l'ossicombustore di Peccioli e per impedire che i territori della Valdera non diventino la pattumiera della Toscana.
A Vicopisano nel pomeriggio presentazione della petizione nazionale sulla PLASTIC TAX promossa anche da Zero Waste Italia e Mare Vivo.. e non finisce qui:
il 7 novembre a Montale:
ore 9.30 a Pistoia alla sala soci Coop Viale Adua Convegno “Piani d’ambito alternativi senza combustione e incenerimento”
ore 14.30 a Montale MARCIA POPOLARE da Montale paese all’inceneritore . sono circa 2 km concentramento Piazza G. Matteotti a Montale
PARTECIPIAMO! UNITI PER DIFENDERE I NOSTRI TERRITORI E LA TOSCANA TUTTA
SENZA LA GENTE NON SI DECIDE NIENTE! (vedi locandine)

Ascolta l'appello di Rosanna Crocini del comitato nonCIStiamo su Wombat: https://radiowombat.net/montale-chiudere-linceneritore/ Il 7 novembre la Marcia Popolare https://lapunta.org/event/no-inceneritore-montale mette in discussione il futuro di un territorio già impattato da 50anni di Inceneritore. Un inceneritore ridotto ad un “catorcio” sempre più pericoloso come dimostrano gli sforamenti di mercurio e IPA emersi in estate che diventano materiale per un esposto in procura. A chi interessa la salute e l’ambiente?

https://youtu.be/kDjIcVEUFZM?si=mmElYwJ_oTr6_rG-13 ottobre 2026 trasmissione Dentro la Notizia su TVL: dibattito pubblic...
15/10/2026

https://youtu.be/kDjIcVEUFZM?si=mmElYwJ_oTr6_rG-

13 ottobre 2026 trasmissione Dentro la Notizia su TVL: dibattito pubblico su inceneritore di Montale - confronto a distanza tra i comitati "NonCIStiamo" e i sindaci di Montale e di Agliana Betti e Benesperi (in studio)

“Articolo 21 - Dentro la Notizia” è il nuovo programma condotto da ...

Due importanti iniziative Il 17 ottobre a Peccioli e Vicopisanoe il 7 novembre a Pistoia e Montale!Divulga e Partecipa!T...
12/10/2026

Due importanti iniziative
Il 17 ottobre a Peccioli e Vicopisano
e il 7 novembre a Pistoia e Montale!
Divulga e Partecipa!

Tenetevi liberi il 17 ottobre e il 7 novembre partecipiamo alla mobilitazione regionale per dire basta all'incenerimento, chiudere gli inceneritori di Montale (PT), Poggibonsi (SI), San Zeno (AR), Baciacavallo (PO) per le buone pratiche Rifiuti Zero, per piani d'ambito senza inceneritori e Ossicombustore.
17 ottobre ore 9.30 a Peccioli Presidio contro l’ossicombustore Novatosc
ore 15.00 a Vicopisano presso il circolo L’Ortaccio – Presentazione della petizione nazionale sulla plastic tax
7 novembre ore 9.30 a Pistoia alla sala soci Coop Viale Adua Convegno “Piani d’ambito alternativi senza combustione e incenerimento”
ore 14.30 a Montale MARCIA POPOLARE da Montale paese all’inceneritore . sono circa 2 km concentramento Piazza G. Matteotti a Montale
PARTECIPIAMO! UNITI PER DIFENDERE I NOSTRI TERRITORI E LA TOSCANA TUTTA
SENZA LA GENTE NON SI DECIDE NIENTE

Leggi anche l'intervista a Marco Cardone al primo commento: "Prima degli impianti riduciamo i rifiuti" ringraziamo La Firenze che vorrei

È stato pubblicato stamattina - domenica 11 ottobre 2026 - anche su La Nazione Valdarno-Valdichiana-Valtiberina-Casentin...
11/10/2026

È stato pubblicato stamattina - domenica 11 ottobre 2026 - anche su La Nazione Valdarno-Valdichiana-Valtiberina-Casentino il Comunicato stampa della Rete Toscana Tutela Beni Comuni sottoscritto da centinaia di associazioni toscane (e molte ancora stanno aderendo!) sulla lettera inviata a Giani e Barontini sul depotenziamento di ARPAT, diffuso mercoledì e pubblicato su tante testate 💪👏

Pubblichiamo integralmente la lettera che abbiamo inviato al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all'Assesso...
07/10/2026

Pubblichiamo integralmente la lettera che abbiamo inviato al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all'Assessore all'Ambiente David Barontini, al Consiglio Regionale della Toscana, all'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana – ARPAT e per conoscenza ad RSU ARPAT

Ai commenti la rassegna stampa ⬇️

Allarme depotenziamento ARPAT –
Richiesta di risorse e controlli adeguati a tutela dell’ambiente e della salute

Sette enti regionali commissariati, tra cui ARPAT il 7 luglio 2026. Ci chiediamo se si tratti esclusivamente di una scelta di razionalizzazione degli enti regionali o se, almeno in alcuni casi, si stia assistendo a un vero e voluto depotenziamento delle loro funzioni ed in altri di un gioco di nomine.

Le associazioni firmatarie esprimono piena solidarietà e adesione al documento della RSU ARPAT del 25 settembre 2026, “ARPAT 2026 – La fine di un’agenzia?”, a firma della portavoce Silvia Cerofolini.

Da tempo denunciamo la progressiva riduzione delle risorse destinate a uno dei principali presìdi pubblici di controllo ambientale del territorio. E il controllo ambientale non riguarda soltanto la tutela dell’ambiente: significa anche tutela della salute e sicurezza delle persone.

Non si tratta di un’affermazione generica. La stessa legge regionale che disciplina ARPAT, la L.R. 30/2009, attribuisce all’Agenzia specifiche «attività istituzionali connesse alla tutela della salute», attraverso il controllo ambientale e il supporto tecnico-scientifico alla Regione e alle strutture del Servizio sanitario regionale, con particolare riferimento alla prevenzione collettiva.

Il documento della RSU segnala un contributo regionale sostanzialmente fermo ai livelli di dieci anni fa, nonostante un’inflazione cresciuta nel frattempo di circa il 25%, difficoltà nelle assunzioni e nel ricambio del personale, carenze nella strumentazione e un conseguente calo delle attività e delle capacità operative. La stessa RSU afferma che questa situazione rende difficile «mantenere il numero dei controlli di iniziativa adeguato alle pressioni del territorio» e che i laboratori, senza strumentazioni e risorse adeguate, non riescono più a garantire pienamente completezza delle analisi e requisiti di qualità.

È questo il punto che riteniamo più grave: se l’ente pubblico incaricato dei controlli ambientali dichiara di non avere risorse sufficienti per garantire controlli adeguati, il problema non riguarda soltanto ARPAT e i suoi lavoratori, riguarda direttamente la capacità del sistema pubblico di prevenire e individuare tempestivamente situazioni potenzialmente pericolose per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

Per i cittadini non è una questione astratta. ARPAT controlla, tra le altre cose, emissioni industriali, impianti di gestione dei rifiuti e inceneritori, scarichi e matrici ambientali e svolge attività di monitoraggio e supporto tecnico-scientifico. Se diminuiscono personale, laboratori, strumentazione e controlli, diminuisce inevitabilmente anche la capacità pubblica di conoscere ciò che accade nell’ambiente in cui viviamo e di intervenire tempestivamente quando emerge un rischio.

Senza ARPAT con laboratori adeguati, chi controlla cosa avviene vicino a casa nostra?

Tutto questo avviene, paradossalmente, proprio mentre la normativa europea sta imponendo standard ambientali più stringenti e sistemi di monitoraggio sempre più avanzati.

A titolo di esempio:

1) L’Italia ha recepito la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano (Direttiva UE 2020/2184) con il D.Lgs. 18/2023, successivamente modificato e integrato (in cui vengono introdotti parametri più rigidi e l'obbligo di monitoraggio per sostanze emergenti, tra cui i PFAS, il bisfenolo-A, il clorato e i microinquinanti). Il 29 aprile 2026 la Commissione europea ha inoltre aperto nei confronti dell’Italia la procedura d’infrazione INFR(2026)2038 per il non corretto recepimento della direttiva, ricordando che la piena applicazione dei requisiti europei sulla qualità dell’acqua è fondamentale per la protezione della salute umana e dell’ambiente.

2) È in corso il recepimento della Direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria, che introduce valori limite più stringenti per i principali inquinanti, rafforza il monitoraggio e la qualità dei dati e pone particolare attenzione alla riduzione dell’esposizione della popolazione e alla protezione dei gruppi più vulnerabili (con obiettivi al 2030 e 2050 di introduzione di limiti più severi per i principali inquinanti tra cui PM2,5, PM10, NO2 e ozono in vista del traguardo di inquinamento zero entro il 2050, pianificazione locale e monitoraggio avanzato con rafforzamento della rete di rilevamento). Lo schema di decreto legislativo è stato approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026 e successivamente trasmesso alle Camere.

3) La nuova Direttiva (UE) 2024/3019 sul trattamento delle acque reflue urbane aggiorna profondamente la precedente disciplina europea, introducendo nuovi requisiti di trattamento e monitoraggio, anche relativamente a microinquinanti, PFAS e microplastiche e residui farmaceutici, nonché nuovi strumenti fondati sul principio “chi inquina paga”. Promuove inoltre il riutilizzo delle acque reflue e la neutralità energetica degli impianti) aggiorna la storica direttiva 91/271/CEE e deve essere recepita dall'Italia entro il 31 luglio 2027.

Di fronte a nuovi e maggiori obblighi di controllo ambientale, la risposta non può essere quella di ridurre la capacità operativa dell’ente pubblico chiamato a svolgere proprio quei controlli.

Pertanto chiediamo alla Regione Toscana di chiarire quali misure intenda adottare per garantire ad ARPAT risorse economiche, personale, strumentazione e capacità laboratoristiche adeguate allo svolgimento pieno delle proprie funzioni istituzionali e, in particolare, di assicurare che i livelli dei controlli ambientali sul territorio siano effettivamente adeguati alla tutela dell’ambiente e della salute della popolazione.

Chiediamo inoltre che venga fornito un quadro trasparente sull’evoluzione negli ultimi anni del personale, delle risorse economiche, delle dotazioni strumentali e del numero dei controlli effettuati da ARPAT, così da consentire ai cittadini di verificare concretamente se e in quale misura la capacità di controllo dell’Agenzia sia diminuita.

Si allega il Volantino della RSU ARPAT del 25/09/2026

Restiamo in attesa di un urgente riscontro.

Distinti saluti

Toscana, 06/10/2026

Le seguenti associazioni, comitati, gruppi, circoli, coordinamenti e reti:

- - Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni, composta da:

Forum Toscano Movimenti per l'Acqua

Acqua Bene Comune Pistoia

Acqua Bene Comune Valdarno

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

Atto Primo salute ambiente e cultura

AdiC Associazione per i Diritti dei Cittadini

Trasparenza per Empoli

La Libellula – Gruppo per l’Ambiente Valle del Serchio

AlterPiana Firenze Prato Pistoia

Arci Comitato territoriale Arezzo APS

Arci Empolese Valdelsa

Alleanza Beni Comuni ODV

Associazione dei Fenicotteri Piana di Lecore APS

Associazione Il Paese che vogliamo di Montespertoli

Associazione Vivere in Valdisieve

Centro Studi per la Nuova Agricoltura Contadina e Artigiana

Circolo di Legambiente di Lastra a Signa - Di la d’Arno

Circolo Laudato Si’ Vicopisano “Monte Pisano” (PI)

Comitato dalla parte del cittadino-Forte dei Marmi

Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace

Comitato stop5g Empoli-Valdelsa

Comitato Trasparenza Rosignano

Comitato Viale IV Novembre EMPOLI

G.A.S. di Montagnana Val di Pesa

Grasp the future

I’ Bercio Associazione Culturale - Loro Ciuffena

Laboratorio per Unaltracittà - Firenze

Liberamente le Signe

Mamme di News a tutto Gas

Movimento CLARA

Movimento municipalista Arezzo

Rete Toscana inmovimento

Valdelsa Attiva

-Rete dei Comitati per la difesa del territorio

-Associazione Movimento Consumatori APS (Nazionale)

-GrIG Gruppo di Intervento Giuridico (Nazionale)

-Onda Organismo Nazionale Difesa Alberi (Nazionale)

-Zero Waste Italy - Rifiuti Zero Italia APS (Nazionale)

-Coalizione TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione (Nazionale)

-Coordinamento Nazionale TERRE NOSTRE (Nazionale)

-Rete Nazionale NOGESI-NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante (Nazionale)

-Rete Nazionale No Rigass No Gnl (Nazionale)

-Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana APS

-Forum Toscano Movimenti per l'Acqua ODV

-Italia Nostra Toscana

-Movimento Consumatori Toscana APS

-Tutela Fauna Toscana

-WWF Toscana

-Rete Zero Pfas Toscana composta da:

Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana a APS)

Forum Toscano dei Movimenti per l'acqua ODV

Alleanza Beni Comuni ODV

Movimento Consumatori APS

Atto Primo Salute Ambiente e Cultura ODV

Coalizione TESS Transizione Energetica Senza Speculazione

Trasparenza per Empoli

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

Comitato Vittime Podere Rota

Forum Ambientalista Toscana ODV

Città Futura ODV

Unione Inquilini Pisa Valdarno Inferiore

Comitato No Keu

Movimento Consumatori Toscana APS

- Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la Depurazione, le Bonifiche e la Ripubblicizzazione del Servizio Idrico, composto da:

Associazione Movimento Consumatori APS (Nazionale)

Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana APS

Forum Toscano dei movimenti per l'acqua APS

Associazione Acqua alla gola Massa

Comitato Apuano salute e ambiente della provincia di Massa Carrara

Magliette Bianche di Massa Carrara

- Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese, composto da:

Amici della Terra-Versilia

Associazione tutela ambientale Versilia

ATHAMANTA

CAI Massa

CAI Viareggio

Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace

CITIP Comitato Indipendente per la Trasparenza l'informazione e la Partecipazione

Comitato Monte Costa

Comitato per la salvaguardia delle pioppete e delle aree limitrofe

Comitato UGO PISA

Custodi della Ceragiola

Extinction rebellion - Ultima generazione

FFF Fridays For Future Massa

Gas Vezza

In 500 sulla battigia

Italia Nostra Versilia

Le voci degli alberi

Movimento blu

NPU Nuovi Paesaggi Urbani

Parco della Rinchiostra

WWF Alta Toscana

-Italia Nostra - Sezione di Firenze

-Italia Nostra - Sezione di Massa e Montignoso

-Italia Nostra - Sezione Versilia

-Arci Comitato Provinciale Massa Carrara

-Condotta Slow Food Empolese Valdelsa

-Circolo Legambiente Pistoia

-Unione Inquilini Pisa-Sezione Valdarno inferiore

-Associazione AttivaPrato

-Associazione Mobilità Equa a tutela di cittadini e ambiente ODV

-Associazione per la Valdambra

-Associazione RifO'-Londa

-Associazione V.A.S. Vita Ambiente Salute Prato

-Circolo Laudato Si’ di San Giovanni Valdarno

-Circolo Laudato Si’ di Pontedera Valdera

-Città futura ODV (Prato)

-Comitato Ambiente Siena

-Comitato Crinali Liberi Londa

-Comitato Insieme per la Libellula

-Comitato nonCIStiamo Montale/Agliana (PT)

-Comitato Piano Mommio (Massarosa - LU)

-Comitato Salvaguardia Ambiente del M. Amiata

-Comitato salviamo la collina dal cemento

-Comitato Tutela Crinale Mugellano

-Comitato Vittime Podere Rota

-Crisoperla Associazione biologica per l'Economia Solidale

-IBS Associazione "Inter-Rete Beni Comuni e Sostenibilità"

-Orto per Orto APS, Orti Sociali di San Giovanni Valdarno

-Terra Liberi Tutti

-Comitato no aeroporto no inceneritori di Firenze

-La piana contro le nocività - Assemblea Presidio Noaero Noinc della piana fiorentina

-Medicina Democratica Firenze

-Bio-distretto del Montalbano

“Amiata: andare oltre quello che vogliono fare apparire”Le riflessioni di Cinzia Mammolotti sul convegno del 19 settembr...
27/09/2026

“Amiata: andare oltre quello che vogliono fare apparire”

Le riflessioni di Cinzia Mammolotti sul convegno del 19 settembre (pubblicato su Il cittadinoonline vedi articolo al primo commento)

Sabato 19 settembre si è tenuto a Piancastagnaio un convegno a dir poco surreale dal titolo “Non solo terra da prestare per avere in cambio compensazioni, ma luogo dove scrivere il futuro”, così alterando la massima di saggezza “Noi prendiamo in prestito la terra dai nostri figli“, ma per prendercene cura.

Al tavolo il presidente Giani, il sindaco Capocchi, il presidente della Leonardo Macrì, l’amministratore delegato di Enel Rossini, Dionisi per piccola industria e Confindustria.

Il futuro dell’Amiata, del territorio e dei suoi abitanti che guarda caso non hanno avuto neanche la possibilità di intervenire è già delineato: Amiata Distretto Geotermico Ampliato a tutti i Comuni del comprensorio. Ecco che allora prende forma il grande accordo storico, il Modello Amiata proiettato verso un Risorgimento industriale: nuove centrali, 2 in arrivo per 60 MW (Piancastagnaio e Santa Fiora), a cui vanno aggiunti altri 140 MW, in pratica ulteriori 6 centrali, delle quali non si conosce l’ubicazione (Atti secretati). A queste nuove 8 centrali si aggiungerà un Data Center.

Come dichiara il presidente della Leonardo Macrì sull’Amiata c’e tutto: energia e acqua, risorse fondamentali per far funzionare un data center, fortemente energivoro e con consumi esorbitanti di acqua.

I grandi assenti sono i temi che riguardano i rischi per il territorio: l’agenda della giornata non li prevede. Eppure le criticità della geotermia flash di Enel le conosciamo bene. Le 5 centrali già esistenti ne sono una prova: inquinamento, rischi per la salute, per le acque potabili e termali, fenomeni di subsidenza, paesaggio aggredito. Con i data center si moltiplicheranno enormemente i costi ambientali.
Insomma, al momento l’Amiata ha tutto, è la gallina dalle uova d’oro, da sfruttare, dissanguare, devastare; poi, come succede da sempre, terminate le risorse, tolgono il disturbo e lasciano dietro di sé solo rovine. Una terra in prestito che non prevede restituzione, altro che rispetto delle generazioni future ! Vero, presidente Giani? Si ricorda quando il Piano Regionale Energetico affermava che la geotermia in Amiata per essere sostenibile non doveva superare i 100 MW?

Fateci capire, ma l’acquifero del M.Amiata è esclusiva di Enel, dei sindaci, della Leonardo oppure è un Bene Comune? L’acquifero dell’Amiata, che disseta circa 700mila persone, si è notevolmente ridotto, non solo per la crisi climatica, ma anche a causa dello sfruttamento geotermico. Continuando con questo sfruttamento illimitato cosa rimarrà per il consumo umano?

Al tavolo di cotanti luminari (chi fa plusvalenze con gli extraprofitti, chi con le armi) nessuno ne fa cenno, in compenso abbondano sproloqui e paroloni: sostenibilità, grandi benefici per il territorio, nuove opportunità occupazionali, lotta allo spopolamento, viabilità, qualità della vita assicurata da ambienti bellissimi. Ricorrono insomma le parole magiche per sdoganare progetti devastanti.

Le 5 centrali esistenti sarebbero più che sufficienti a garantire calore alle aziende e alle case private per il teleriscaldamento, ridurre i costi energetici, dare agevolazioni. Il limite della produzione nel 2015 era di una produzione di 100 MW, siamo a 121, con l’accordo storico si può arrivare a 300MW.

L’Amiata è pronta per diventare una terra di conquista e di devastazione. Ci sono realtà che costruiscono economia nella bellezza, sulla valorizzazione del territorio. A noi non è data questa possibilità. È una terra fragile anche culturalmente, dove interessi e poteri forti trovano da sempre un terreno fertile: Il presidente Giani, sempre presente in Amiata, ha saputo lavorare bene i sindaci, anche quelli più restii. Il miraggio dei soldi, potere, gratificazione, sta funzionando. Tutto è pronto e ben congegnato per trasformare tanta bellezza naturale e ricchezza in un ennesimo territorio devastato. Ciò avviene quando la nuova tecnologia consente di fare geotermia ovunque senza la necessità di un’area vulcanica. Non hanno nemmeno il coraggio della verità, vogliono sdoganare ancora la vecchia geotermia impattante ed inquinante. Altro che nuova industrializzazione. Tale disegno si realizzerà nel silenzio e nella accettazione delle Comunità dell’Amiata? Staremo a vedere!

Cinzia Mammolotti

Siamo con voi!
15/09/2026

Siamo con voi!

07/09/2026

L'inganno dei ristori e la TARI a pagare siamo sempre noi, dibattito con Marco Cardone

04/09/2026

🔥 A PAGARE SIAMO SEMPRE NOI: l'inceneritore è un affare solo per chi lo costruisce!
📢 Lunedì 7 settembre vi aspettiamo al Circolo ARCI di Montale per fare chiarezza su due nodi cruciali: l'inganno dei ristori e la TARI.
Invitiamo cittadini, commercianti e associazioni a partecipare.
Non molliamo di un millimetro, soprattutto dopo la farsa della commissione di ieri su cui ritorneremo presto. Perché per noi il dare la parola ai cittadini è fondamentale.
💬 Durante la serata dialogheremo con Marco Cardone, presente alla riunione ATO in cui il Comune di Montale ha votato SÌ all'impianto sulla base di una semplice delibera di giunta.
📍 Dove: Circolo ARCI, Montale
🗓 Quando: Lunedì 7 settembre ore 21
👥 Con chi: Marco Cardone
La presenza di ciascuno di noi fa la differenza. Vi aspettiamo numerosi! 💪

‼️‼️‼️ INCONTRO IMPORTANTE A MONTALE al circolo Arci lunedì 7 settembre ore 21:“L'inganno dei ristori e la TARI: a pagar...
04/09/2026

‼️‼️‼️ INCONTRO IMPORTANTE A MONTALE al circolo Arci lunedì 7 settembre ore 21:
“L'inganno dei ristori e la TARI: a pagare siamo sempre noi" ne parliamo con Marco Cardone di Trasparenza per Empoli e membro della nostra Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni.

COMUNICATO:
Montale, incontro pubblico su TARI e inceneritore: «Alla fine il conto arriva sempre ai cittadini»
Lunedì 7 settembre alle ore 21, al Circolo ARCI di Montale, si terrà l'incontro pubblico “L'inganno dei ristori e la TARI: a pagare siamo sempre noi”, con Marco Cardone del Comitato Trasparenza per Empoli.
Quanto vale davvero la raccolta differenziata che facciamo ogni giorno? Quanto di questo valore torna nelle nostre bollette? E un nuovo inceneritore farà davvero risparmiare i cittadini oppure rappresenterà soprattutto un grande investimento economico per chi lo costruirà e lo gestirà?
Durante la serata proveremo a mettere insieme tutti i pezzi, partendo da numeri e documenti, ma con un linguaggio comprensibile a tutti.
L'incontro riguarda anche direttamente commercianti, artigiani, esercenti e imprese. Nel 2026 è infatti aumentata sensibilmente la parte dei costi del servizio rifiuti attribuita alle attività economiche: nell'ambito tariffario di cui fa parte Montale, la loro quota è arrivata al 48% del totale. Per questo l'invito è rivolto anche alle associazioni di categoria, perché capire come vengono distribuiti costi e benefici della gestione dei rifiuti riguarda famiglie e attività economiche allo stesso modo.
L'invito è aperto a tutti: cittadini, comitati, associazioni, commercianti, artigiani, imprese, amministratori e rappresentanti politici di ogni schieramento.
L'obiettivo non è chiedere a nessuno di fidarsi di una tesi, ma guardare insieme i numeri e capire dove vanno i soldi che paghiamo con la tariffa dei rifiuti, quanto ci torna dalla raccolta differenziata e chi avrebbe realmente da guadagnare dalla costruzione di un nuovo inceneritore.
Lunedì 7 settembre, ore 21 – Circolo ARCI Montale. Ingresso libero.

Indirizzo

Florence

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