TESS - Transizione Energetica Senza Speculazione

TESS - Transizione Energetica Senza Speculazione Promuoviamo una transizione equa, giusta e responsabile.

Coalizione ambientale fra Associazioni, Comitati, gruppi di azione locale che vuole una transizione energetica rispettosa dell'ambiente, dell'agricoltura e del prezioso paesaggio dell'Italia.

‼️‼️‼️  COMUNICATO STAMPA TESSAree idonee per le energie rinnovabili: la Coalizione TESS lancia un appello alle Regioni ...
02/06/2026

‼️‼️‼️ COMUNICATO STAMPA TESS

Aree idonee per le energie rinnovabili: la Coalizione TESS lancia un appello alle Regioni per una transizione energetica equilibrata e rispettosa dei territori contro la deriva speculativa che minaccia il paesaggio italiano

Firenze, 1 giugno 2026 – La Coalizione TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione), che riunisce oggi oltre 160 tra associazioni, comitati territoriali e realtà civiche di tutta Italia, ha rivolto un appello ai Presidenti delle Regioni e agli Assessori all’Ambiente affinché le nuove normative sulle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili non si trasformino nell’ennesimo via libera alla devastazione del territorio italiano.

Secondo la Coalizione, la deriva della speculazione energetica sta avanzando in modo sempre più aggressivo, arrivando oggi a minacciare luoghi unici che il mondo ci invidia: paesaggi storici, campagne coltivate, crinali montani, aree naturali e contesti culturali costruiti nei secoli dall’equilibrio tra uomo e natura. Interi territori rischiano di essere trasformati in distretti industriali energetici dominati da distese di silicio e gigantesche pale eoliche alte fino a 200 metri.

“La transizione energetica non può diventare il pretesto per distruggere proprio ciò che dovremmo salvare”, afferma la Coalizione TESS. “Se per ‘salvare il pianeta’ ricopriamo le campagne di pannelli industriali e i crinali di torri eoliche gigantesche, allora non stiamo proteggendo la natura: la stiamo cancellando”.

TESS esprime inoltre forte preoccupazione per il fatto che alcune storiche associazioni ambientaliste stiano oggi chiedendo alle Regioni di allargare ulteriormente le maglie normative per favorire la diffusione indiscriminata dei grandi impianti industriali, nonostante sia ormai evidente il danno immediato provocato a paesaggio, biodiversità, agricoltura e beni culturali. La Coalizione denuncia come la propria azione di difesa del territorio debba ormai confrontarsi anche con un vero e proprio “fuoco amico”, rappresentato da organizzazioni come WWF, Legambiente e Greenpeace, che invece di contrastare questa deriva speculativa finiscono, secondo TESS, per sostenerla e promuoverla. Tutto questo a fronte di benefici climatici ed energetici considerati dalla Coalizione assai dubbi, se non addirittura irrilevanti rispetto all’enorme sacrificio territoriale imposto alle comunità locali.

Secondo TESS, il ruolo delle Regioni non deve essere quello di agevolare la speculazione finanziaria legata agli incentivi energetici, ma di definire criteri rigorosi capaci di impedire trasformazioni irreversibili del territorio. La Coalizione chiede quindi:

* la tutela integrale dei paesaggi storici e dei crinali;
* la drastica limitazione dell’utilizzo dei terreni agricoli per finalità energetiche industriali;
* la priorità assoluta alle aree industriali dismesse, ai tetti e alle superfici già compromesse;
* il contrasto alla speculazione fondiaria;
* maggiore trasparenza nelle procedure autorizzative;
* il rispetto del principio europeo “Energy Efficiency First”, privilegiando il risparmio energetico e l’efficientamento prima della nuova occupazione di suolo.

L’appello richiama inoltre gli obblighi europei di tutela della biodiversità e di ripristino degli ecosistemi, sottolineando la profonda contraddizione di una politica che, in nome dell’ambiente, rischia di distruggere gli stessi ecosistemi e paesaggi che l’Europa dichiara di voler proteggere.

“La vera sostenibilità”, conclude la Coalizione, “non può consistere nel rovinare per sempre l’Italia — uno dei luoghi più belli e fragili del mondo — in cambio di un beneficio energetico limitato, temporaneo e peraltro estremamente costoso. Il paesaggio italiano non è una risorsa sacrificabile: è la nostra identità, la nostra storia e una delle poche grandi ricchezze che ci sono rimaste”.

Occorre inoltre aprire una riflessione seria sulla sostenibilità economica di questo modello. Negli ultimi quindici anni in Italia sono stati destinati circa 170 miliardi di euro agli incentivi per le fonti rinnovabili, con costi annuali di oltre 10 miliardi di euro trasferiti puntualmente sulle bollette di famiglie e imprese attraverso gli oneri di sistema, come riportato nei dati ufficiali del GSE, di TERNA e ARERA.

A questo si aggiunge un tema gravissimo e troppo spesso sottovalutato: molti di questi impianti vengono dichiarati opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, aprendo la strada a procedure espropriative sui terreni agricoli dei privati e su terreni boschivi. Un potere enorme che rende ancora più indispensabile una legge rigorosa sulle aree idonee e sulle incompatibilità territoriali.

Coalizione TESS - Transizione Energetica Senza Speculazione e senza consumo di suolo!!
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Croce a Mori Londa FI
Comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi.

‼️‼️‼️  Rinnovabili: Settanta associazioni scrivono alle Regioni!!Quasi 70 associazioni, coordinate per l'occasione dall...
30/05/2026

‼️‼️‼️ Rinnovabili: Settanta associazioni scrivono alle Regioni!!

Quasi 70 associazioni, coordinate per l'occasione dalla coalizione TESS - Transizione Ecologica Senza Speculazione – hanno scritto una lettera aperta ai presidenti e agli assessori all'ambiente delle 20 regioni italiane, ricordando loro che il compito degli enti da loro rappresentati, sia quello di porre dei limiti per salvaguardare le campagne e l’agricoltura, le colline e i crinali, patrimoni non sostituibili, non rinnovabili, ed oggi minacciati da innumerevoli progetti industriali.

La “transizione energetica” - si legge nella lettera - deve rispettare i territori, le loro economie turistiche e/o agricole, salvaguardando il patrimonio paesaggistico, ambientale e cultuph Nicola Andruccirale che il mondo ci invidia.

A tal proposito, le scriventi associazioni, hanno voluto ricordare che la recente riforma degli Articoli 9 e 41 della Costituzione italiana non ha istituito una gerarchia valoriale in cui l'obiettivo di decarbonizzazione azzera il resto dei beni costituzionali. L’interesse pubblico alla transizione energetica deve essere equiordinato e bilanciato con la tutela della salute, del paesaggio e dei servizi ecosistemici, i quali rappresentano limiti primari e invalicabili per qualsiasi iniziativa economica privata.

Pertanto, le normative regionali sulle aree idonee non devono servire ad accelerare indiscriminatamente l’installazione di impianti industriali - colonizzando spesso proprio i territori più fragili e indifesi - ma a prevenire fenomeni speculativi e trasformazioni irreversibili del nostro Belpaese. Il pericolo di assistere a uno spostamento graduale dalla produzione agroalimentare alla produzione energetica è sempre più concreto, con conseguenze profonde sulla struttura sociale e produttiva dei territori. Le associazioni scriventi ritengono quindi indispensabile che le normative regionali definiscano con chiarezza le aree realmente idonee tutelando al massimo quelle incompatibili sotto il profilo paesaggistico, agricolo, ambientale e culturale, garantendo criteri trasparenti e il coinvolgimento delle comunità locali.

A tal fine le associazioni propongono di:
a) Fissare la superficie agricola totale destinabile a impianti rinnovabili alla soglia minima legale dello 0,8%, comprensiva dell’agrivoltaico (art. 11, bis, comma 4, lett. g) avvalendosi inoltre della facoltà che, ai fini del calcolo della percentuale, contribuiscano anche le aree idonee del comma 1); b) Utilizzare il criterio di idoneità prioritaria di cui alle lettere i) e l), relativamente alle aree connotate dalla presenza di poli industriali, anche al fine di agevolare l'autoconsumo e la decarbonizzazione dei settori produttivi e le aree di crisi industriale complessa, anche allo scopo di promuovere la riconversione industria; c) Sancire come aree non idonee quelle descritte della lettera “m”; d) Sancire la prevalenza di questo buffer su eventuali idoneità astrattamente in interferenza.

Le Regioni hanno il dovere di bloccare i tentativi di speculazione fondiaria perpetrati da società finanziarie extra-settoriali.

Le associazioni della coalizione TESS chiedono nella loro missiva che l'accesso alle procedure semplificate e alle zone agricole sia rigorosamente subordinato a stringenti requisiti soggettivi (Imprenditori Agricoli Professionali o Società Agricole con storicità consolidata) e a vincoli di inalienabilità dei titoli autorizzativi, contrastando l'opacità delle troppe Procedure Abilitative Semplificate (PAS) che eludono la valutazione degli impatti cumulativi sul territorio.

Esistono alternative concrete e meno impattanti rispetto all’occupazione dei terreni agricoli e dei crinali montani. Studi e analisi tecniche - a partire da quelli elaborati da ISPRA, ENEA, CNR e dal Presidente GME Angelo Spena - dimostrano che gli obiettivi energetici possono essere raggiunti utilizzando coperture degli edifici, aree industriali dismesse, superfici urbanizzate e infrastrutture esistenti.

“La vera sfida – ribadiscono dalla coalizione - non è scegliere tra energia e territorio, ma costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio, dell’agricoltura, dell’economia locale e della qualità della vita delle comunità.

“Confidiamo che le Regioni sappiano affrontare questo passaggio storico con responsabilità e visione, ponendo al centro l’interesse collettivo e la tutela delle future generazioni” - ha concluso infine la lettera.

Coalizione TESS: ACT – Associazione Cultura Territorio; A.I.A.C.E. ODV – Associazione Italiana per l’Ambiente la Cultura e le Emergenze, ALTURA ODV – Associazione per La Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti, Amici della Terra, Appennino Sostenibile (Appennino aretino, Val Tiberina, Montefeltro) Atto Primo Salute Ambiente Cultura ODV, Associazione Parma Città Pubblica APS (PR), Associazione Ampugnano per la Salvaguardia del Territorio (SI), Associazione Nazionale Città del Vino, Associazione Giardino dei Fenicotteri (FI), Associazione Pygargus ETS (GR), Associazione Sentinella della Maremma (GR), Associazione SìAmo Cremella (LC), Centro Italico SAFINIM APS (CH), Centro Studi Alto Vastese e Valle del Trigno ASD-APS (CH), CERM – CEntro Rapaci Minacciati, Italia Nostra Firenze, Italia Nostra Maremma Toscana, Italia Nostra Siena, Italia Nostra Toscana, Italia Nostra Valmarecchia, L’Altritalia Ambiente ETS-ODV, Circolo Laudato sì – Vicopisano (PI), Comitati Territoriali Riuniti Appennino Marche (AN), Comitato Alberi Empoli Viale IV Novembre (FI) Comitato Alfina Viva (Castel Giorgio, TR) Comitato Ambiente e Salute Tuscia (VT) Comitato Cittadini contro l’eolico e il fotovoltaico selvaggi (CB), Comitato Cittadini di Piano Mommio, Massarosa (LU) Comitato Crinali Liberi – Londa (FI), Comitato Gioconda Valmarecchia (RN), Comitato I Nostri Crinali (BO), Comitato in difesa dell’Appennino, terre ancestrali con le sue genti, Gualdo Tadino (PG), Comitato No Eolico Industriale – Firenzuola (FI), Comitato Noi Amiamo Ferentillo (TR), Comitato per la tutela del crinale Mugellano – Crinali Liberi (FI), Comitato Piano Casole (SI), Comitato Pro Montauto, Manciano (GR) Comitato Salviamo Le Cascine, Alessandria Comitato spontaneo Via Felice da Mareto (PR), Comitato per il territorio delle Quattro Province (AL-GE-PV-PC), Comitato per la Salvaguardia di Postignano (PI), Comitato Terre di Val di Cornia (LI), Comitato Tutela Fauna Toscana (FI), Comitato Tutela Territorio Camugnano e Castiglione dei Pepoli (BO), Comitato Tutela Territorio Tuscia (VT), Comitato Umbria Verde &ndash, Benessere Ambiente Biodiversità (Todi, PG) Comitato Valle Ofanto-Candela (FG), CONALPA ETS &ndash, Sezione L’Aquila Coordinamento Fronte Verde / Onda Verde Puglia / Facciamo Rete (BA), Coordinamento Montagnola Senese (SI), Crinali Bene Comune GAEP – Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini (PC), Forum Salviamo il Paesaggio, Futuridea Gruppo Civico Salviamo l'Appennino Faentino-Forlivese, LIPU – Puglia Basilicata, Mountain Wilderness - Italia, Movimento Difesa Consumatori APS (PR), NUDM – Non Una Di Meno, Mugello (FI), ONDA – Organizzazione Nazionale Difesa Alberi, PRIS E.T.S. – Associazione Paesaggi Rurali di Interesse Storico Progetto Musa Antiqua (VR), Rete 6x6 Rete civica “Una città per tutti” (BA), RIPA Tuscia (VT), Sienaenergie TAAM – associazione Tutela piana Asciano e Acquedotto Mediceo (PI).

In un accorato appello a tutti i presidenti e agli assessori all'ambiente, una grande fetta del mondo ambientalista chiede di applicare una disciplina equilibrata delle aree idonee agli impianti di produzione da FER.

✅️✅️✅️ UNISCITI A TESS - Transizione Energetica Senza Speculazione per una Transizione Ecologica rispettosa dell'ambiente, del paesaggio, dei territori e delle comunità.

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Ph Nicola Andrucci

‼️‼️‼️  Raccolta firme a Modigliana,  23 maggio 2026 contro l’impianto eolico industriale "Montebello" a cura del Comita...
26/05/2026

‼️‼️‼️ Raccolta firme a Modigliana, 23 maggio 2026 contro l’impianto eolico industriale "Montebello" a cura del Comitato Salviamo l'Appennino Faentino-Forlivese!!
https://youtu.be/W5UQFBnoVQ4

FIRMIAMO per i crinali liberi di Modigliana!! https://www.change.org/p/modigliana-no-alla-distruzione-del-territorio-per-fondi-pubblici?utm_source=share_petition&utm_medium=mobileNativeShare&utm_campaign=share_petition&recruited_by_id=ff10ef60-04f3-11f1-bf36-5d025a47cf76

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Raccolta firme a Modigliana, 23 maggio 2026 contro l’impianto eoli...

COMUNICATO STAMPA La Regione Emilia-Romagna abbia il coraggio di difendere territorio, paesaggio e agricoltura dalle spe...
25/05/2026

COMUNICATO STAMPA La Regione Emilia-Romagna abbia il coraggio di difendere territorio, paesaggio e agricoltura dalle speculazioni !!

La coalizione TESS e le associazioni aderenti, già firmatarie del documento inviato alla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del percorso di definizione della legge sulle aree idonee agli impianti eolici e fotovoltaici, chiedono alla Regione di proseguire con coraggio nella tutela del territorio, in un contesto segnato da pressioni speculative sempre più aggressive.

La transizione energetica è una necessità. Ma non può diventare il pretesto per trasformare il territorio emiliano-romagnolo in un grande distretto industriale energetico.

Oggi assistiamo alla proliferazione di centinaia di progetti presentati da società con capitali sociali irrisori, spesso prive di qualunque solidità industriale e finanziaria, che avanzano richieste per impianti dal valore di decine o centinaia di milioni di euro.

Una gigantesca operazione speculativa che rischia di travolgere territori, comunità locali e istituzioni.Il rischio concreto è quello di vedere distese di pannelli fotovoltaici prendere il posto dei campi agricoli, sottraendo suolo fertile alla produzione alimentare, mentre enormi pale eoliche alte oltre 200 metri vengono previste lungo i crinali appenninici, accompagnate da nuove strade, sbancamenti e abbattimenti boschivi irreversibili.

In Emilia Romagna, inoltre, la scarsa ventosità rende gli impianti eolici poco produttivi, confermando il timore che tali progetti rispondano a logiche speculative.Difendere il paesaggio e l’agricoltura non significa essere contro le energie rinnovabili. Significa pretendere una transizione energetica governata, equilibrata e rispettosa dell’identità dei territori.

Esistono alternative concrete: utilizzare tetti industriali, aree produttive dismesse, parcheggi, superfici urbanizzate e infrastrutture già esistenti, evitando di sacrificare ambienti integri e paesaggi che rappresentano una risorsa economica, culturale e ambientale fondamentale per la nostra Regione, come evidenziato anche dai rapporti ISPRA sul consumo di suolo e sull’utilizzo prioritario delle superfici già artificializzate.

Occorre inoltre aprire una riflessione seria sulla sostenibilità economica di questo modello. Negli ultimi quindici anni in Italia sono stati destinati circa 150 miliardi di euro agli incentivi per le fonti rinnovabili, con costi annuali vicini ai 10 miliardi di euro trasferiti in larga parte sulle bollette di famiglie e imprese attraverso gli oneri generali di sistema, come riportato nei dati ufficiali del GSE, di TERNA e di ARERA.

A questo si aggiunge un tema gravissimo e troppo spesso sottovalutato: molti di questi impianti vengono dichiarati opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, aprendo la strada anche a procedure espropriative sui terreni agricoli e privati.

Un potere enorme che rende ancora più indispensabile una legge rigorosa sulle aree idonee e sulle incompatibilità territoriali.

La Regione Emilia-Romagna non deve arretrare. Deve invece proseguire con determinazione nel percorso di regolamentazione, accogliendo le proposte di modifica
formulate dalle associazioni e dai territori, affinché la legge sulle aree idonee possa realmente prevenire conseguenze nefaste e irreversibili per il paesaggio, l’agricoltura, i crinali appenninici e l’equilibrio delle comunità locali.

La vera sostenibilità non è coprire i campi di pannelli o riempire le montagne di pale eoliche. La vera sostenibilità è riuscire a tenere insieme energia, ambiente, agricoltura, paesaggio, economia e qualità della vita delle comunità.

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www.coalizionetess.com
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‼️‼️‼️  Intervento di Maria Giovanna Bosco  delegata TESS all'Assemblea Generale di Generazioni Future - Milano, 23 magg...
24/05/2026

‼️‼️‼️ Intervento di Maria Giovanna Bosco delegata TESS all'Assemblea Generale di Generazioni Future - Milano, 23 maggio. 2026https://youtu.be/wUjdTf57zZs

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Intervento di Maria Giovanna Bosco delegata TESS all'Assemblea Gene...

23/05/2026
📢📣📯  MILANO  23 MAGGIODalle 11:00 alle 16:00 La Coalizione ambientale TESS sara' presente con la Dott.ssa Maria Giovanna...
22/05/2026

📢📣📯 MILANO 23 MAGGIO
Dalle 11:00 alle 16:00
La Coalizione ambientale TESS sara' presente con la Dott.ssa Maria Giovanna Bosco all'Assemblea Generale di Generazione Future a Milano!!

‼️‼️‼️ L’Assemblea Generale di Generazione Future sarà una giornata di confronto aperto dedicata alla cittadinanza, alle associazioni e a tutte le realtà collettive che vogliono contribuire a rimettere al centro il tema dei beni comuni.

✅️✅️✅️ Uno spazio partecipativo per discutere insieme di democrazia, partecipazione e responsabilità condivisa, costruendo nuove connessioni tra persone, territori e comunità.

🌱 Ma cosa sono i beni comuni?
I beni comuni sono tutte quelle risorse materiali e immateriali che appartengono alla collettività e che devono essere tutelate nell’interesse delle generazioni presenti e future: ambiente, acqua, conoscenza, spazi pubblici, cultura, diritti e relazioni sociali.

Un’occasione concreta per immaginare insieme un futuro più giusto, sostenibile e partecipato.

Per una TESS - Transizione Energetica Senza Speculazione
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‼️‼️‼️  La forza della comunità vale più di qualsiasi assegno ( di G.Appolloni )maggio 14, 2026C’è una domanda che ogni ...
18/05/2026

‼️‼️‼️ La forza della comunità vale più di qualsiasi assegno ( di G.Appolloni )
maggio 14, 2026

C’è una domanda che ogni tanto torna a galla tra la nostra gente: una comunità può ancora scegliere il proprio destino? Oppure tutto è già deciso altrove, tra uffici, società energetiche, studi tecnici e compensazioni economiche? In Sardegna, nel Medio Campidano, un cittadino ha fatto parlare di sé per aver rifiutato quindicimila euro offerti da una società legata all’eolico. Una cifra importante, soprattutto in tempi difficili. Eppure ha detto no e non l'ha fatto per eroismo da copertina; ma perché dietro quella scelta c’era qualcosa di più grande: la convinzione che il territorio non sia una merce da svendere pezzo dopo pezzo. E quel gesto pone una domanda anche a noi. Che cosa accadrebbe se domani, nei nostri territori coinvolti dal progetto “Energia Caldarola”, iniziassero ad arrivare promesse, compensazioni, accordi individuali, offerte economiche?
La comunità resterebbe unita oppure verrebbe lentamente frammentata? È una domanda scomoda, ma necessaria perché il rischio più grande in queste vicende non è soltanto l’impatto ambientale o paesaggistico. Il rischio più grande è la divisione sociale. Quando una comunità non ragiona come comunità e ciascuno viene lasciato solo davanti al proprio interesse immediato, allora ogni resistenza diventa fragile. Ed è proprio qui che si gioca la partita. Non si tratta di essere “contro le rinnovabili” per principio. Nessuno può negare la necessità di una transizione energetica seria. Ma transizione non può significare colonizzazione industriale delle aree interne. Non può voler dire che territori già feriti dal sisma, dallo spopolamento e dalla marginalità debbano diventare semplicemente lo spazio vuoto dove collocare impianti decisi altrove. Le montagne del nostro Appennino non sono zone sacrificabili, non sono terre senza voce, non sono corridoi energetici disponibili al miglior offerente. Chi vive questi territori sa bene che il paesaggio non è un lusso estetico: è identità, memoria, economia futura, turismo, qualità della vita. Distruggerlo o trasformarlo radicalmente significa cambiare per sempre il rapporto tra le persone e la loro terra. E allora la vera questione diventa un’altra: siamo ancora capaci di difendere insieme ciò che appartiene a tutti? Perché la “forza della comunità” di cui tanto si parla non nasce dagli slogan. Nasce dalla consapevolezza, dalla partecipazione, dalla capacità di informarsi, di discutere, di non delegare tutto ad altri sperando che qualcuno risolva il problema. Prendere la questione “sotto gamba” sarebbe un errore enorme! I grandi progetti avanzano spesso nel silenzio generale, approfittando della stanchezza, della rassegnazione o della convinzione che “tanto non si può fare nulla”. È esattamente questo il momento in cui una comunità perde. Al contrario, quando i cittadini si organizzano, studiano le carte, partecipano agli incontri pubblici, pretendono trasparenza e fanno sentire la propria voce, allora gli equilibri cambiano. Anche le decisioni apparentemente già scritte possono essere rimesse in discussione. E se servirà una mobilitazione forte, dovrà essere una mobilitazione civile ma determinata. Senza ingenuità. Senza paura di disturbare. Senza il timore di essere etichettati come “nemici del progresso”. Difendere il proprio territorio non significa essere contro il futuro; significa voler essere parte delle decisioni che riguardano quel futuro. La domanda, quindi, resta aperta: anche nel nostro Appennino la forza della comunità potrà prevalere sugli interessi economici individuali? La risposta non arriverà da un comunicato ufficiale né da una società privata. Arriverà dalle persone, dalla loro capacità di restare unite quando sarà più facile dividersi.

‼️‼️‼️ SABATO 30 MAGGIO 2026 TUTTI UNITI PER L'APPENNINO UMBROMARCHIGIANO !! 📢📣📯  MANIFESTAZIONE AD APECCHIO PIAZZA S. M...
16/05/2026

‼️‼️‼️ SABATO 30 MAGGIO 2026
TUTTI UNITI PER L'APPENNINO UMBROMARCHIGIANO !!

📢📣📯 MANIFESTAZIONE AD APECCHIO PIAZZA S. MARTINO ORE 17.00!!

✅️✅️✅️ UNIAMOCI
PER UNA TESS - Transizione Energetica Senza Speculazione!!
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APPELLO: VERSO LE CAMMINATE DI MAGGIO E LA MOBILITAZIONE DEL 16In un momento così delicato per il futuro della Piana e d...
15/05/2026

APPELLO: VERSO LE CAMMINATE DI MAGGIO E LA MOBILITAZIONE DEL 16
In un momento così delicato per il futuro della Piana e della nostra regione, crediamo sia necessario fare un passo in avanti, tutti insieme.
•Per bloccare il progetto (insensato e insostenibile) del nuovo aeroporto di Firenze.
•Per salvare il territorio della Piana Firenze-Prato-Pistoia e le aree rurali e verdi distrutte dal nuovo aeroporto, per una loro profonda riconnessione.
•Per rigenerare nel suo insieme l’ecosistema metropolitano con il Parco Agroecologico e le nuove economie a basso consumo energetico a esso connesse.
Il nuovo aeroporto, purtroppo, rischia di diventare realtà: più grande, con un numero spropositato di voli e con impatti ambientali sempre più inaccettabili. Né può essere la soluzione la cristallizzazione dell’attuale scalo, che già oggi presenta criticità urbanistiche, di sicurezza e di invivibilità per i sorvolati assolutamente intollerabili. Bisogna, infatti, ricordare che tali criticità sono state causate proprio dalla totale inadempienza (per 20 anni!) nelle azioni di verifica e controllo delle stesse Amministrazioni che oggi promuovono il nuovo scalo.
Nonostante il “sì con prescrizioni” della Commissione VIA Nazionale, assistiamo a un’accelerazione forzata da parte di Toscana Aeroporti, Regione Toscana e Ministero. Eppure la partita è tutt’altro che chiusa: restano aperti i ricorsi dei Comuni, dei Comitati e delle Associazioni. Non solo: mancano ancora passaggi fondamentali, a partire dal livello europeo, sulla tutela dei Siti Natura 2000 e sull’attuazione effettiva della Nature Restoration Law.
Siamo ormai certi delle criticità insormontabili di questo Masterplan: dalla deviazione del Fosso Reale allo stravolgimento delle acque basse, dall’aumento delle emissioni atmosferiche all’impatto acustico sul Polo Scientifico di Sesto e sulle aree industriali sorvolate, la mancata costruzione della linea 2.2 Aeroporto/Sesto confliggente con la nuova pista e dunque reale ostacolo alla navigazione aerea.
Molti stanno cercando di minimizzare queste criticità oggettive. Noi crediamo invece che ci siano ancora spazi di agibilità politica. La nostra lotta e le nostre proposte hanno – ora più che mai – pieno diritto di cittadinanza. Lo ripetiamo ancora una volta: non accettiamo compensazioni, specialmente quando queste portano a ulteriori devastazioni ambientali, come per il nuovo tracciato del Ponte di Signa, la cui variante – inserita come ‘compensazione’ per l’aeroporto – finirà per distruggere il Parco Fluviale e i Renai. La natura non può essere spostata alla stregua di un insignificante soprammobile!
Vogliamo la drastica riduzione dei voli attuali, il ritiro del Masterplan 2035 e la promozione di treni funzionali verso l’aeroporto internazionale di Pisa, vera porta d’accesso della Toscana. Ci opponiamo alla trasformazione dei nostri poli logistici in avamposti bellici: non vogliamo che il potenziamento di Firenze serva poi a liberare spazi per voli militari a Pisa, sottraendo infrastrutture preziose alla loro naturale funzione civile e sociale.
È tornato il momento di scendere in piazza. Costruiamo insieme la mobilitazione.
Facciamo quindi appello a tutti gli abitanti della Piana, alle Associazioni, ai Comitati, ai Comuni e a tutte le realtà impegnate contro le rendite immobiliari e finanziarie, l’overtourism, la privatizzazione della gestione di acqua, rifiuti e gas, contro lo spreco di energia.
Nella Piana, l’esponenziale consumo di suolo ha “divorato” e già compromesso il sistema idrogeologico e gli stessi equilibri storici della Toscana centrale, peraltro contravvenendo anche alla direttiva Direttiva UE 2025-2360, che compenetra l’obbligo di riduzione dell’edificato con la salvaguardia e il rafforzamento della Biodiversità – già prevista dalla “Nature Restoration Law”.
Il nuovo aeroporto va nella direzione sbagliata: ignora le norme vigenti più lungimiranti e aumenta il rischio idraulico in un territorio già duramente colpito dalle alluvioni del 2 novembre 2023 e del 14 marzo 2025. Non solo: incomprensibilmente sottrae habitat naturali e già funzionali alla Rete Natura 2000, pensando di ricrearli altrove, solo perché gli attuali habitat sono di ostacolo alla sicurezza aerea per la nuova pista.
Le camminate e la manifestazione del 16 maggio non sono punti di arrivo, bensì tappe fondamentali della lotta degli abitanti contro questa grande opera inutile. Ma soprattutto sono momenti cruciali per informare, coinvolgere e costruire consapevolezza intorno a un sogno che nutriamo: far vivere tra i cittadini la realtà del Parco Agroecologico della Piana!
Rivendichiamo il diritto delle comunità a un uso plurale e condiviso dei propri spazi di vita – agricoli, naturali e urbani – e a essere sempre parte attiva nei processi decisionali.
La difesa della Piana Metropolitana di Firenze Prato Pistoia non è e non è mai stata una vertenza locale, riguarda invece tutte le cittadine e tutti i cittadini toscani perché è qui, nel territorio più inquinato e antropizzato della nostra regione, che possiamo dimostrare alle Istituzioni che un altro progresso è non solo possibile ma necessario.
È quindi arrivato il momento di costruire una risposta collettiva all’altezza della sfida.
DIFENDERE LA PIANA — E DIRE “NO AEROPORTO, BASTA AEROPORTI IN CITTÀ!” — non è mera ideologia: è semplicemente dovere e responsabilità civile.
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio
ComitatoNo Aeroporto di Prato
Comitato No Tunnel TAV
Comitato sorvolati BROZZI QUARACCHI
LE PIAGGE
CUB Firenze
FLC CGIL – Università di Firenze
Grasp – Alterpiana Fi-Po-Pt
Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore- APS
Italia Nostra
Legambiente
Medicina Democratica Firenze
Orto Collettivo Natura È
Presidio No Inceneritori No Aeroporto
VAS – Vita Ambiente Salute ODV
Hanno inoltre aderito:
Associazione Alleanza beni comuni ODV, Pistoia
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana Aps)
Associazione Tutela Fauna Toscana
Associazione Vivere in Valdisieve
Atto Primo Salute Ambiente Cultura
Biodistretto del Montalbano
Circolo Arci ex Macelli Quinto basso
Coalizione ambientale interregionale TESS / Transizione energetica senza speculazione
Collettivo di Fabbrica ex Gkn
Comitato 25 Aprile - Prato
Comitato acqua bene comune Pistoia e Valdinievole
Comitato No Inceneritori
Comitato per le Oasi WWF dell'Area Fiorentina
Comunità delle Piagge
Confederazione Cobas di Pistoia
CSA Next Emerson
Federazione Cobas Firenze
Forum toscano dei Movimenti per l'Acqua
Friday For Future Firenze
Fuori binario
Laboratorio perUnaltracittà
Mondeggi Beni Comuni
Movimento TAT (Tutela Ambiente Territorio) Montefoscoli
No Comando NATO ne' a Firenze ne' altrove
No Valdera Avvelenata
Presidio Libera Sesto Fiorentino
Rete Toscana Tutela Beni Comuni
Rifiuti Zero Italia
Salviamo Firenze
Studenti di Sinistra
SuddCobas
Trasparenza per Empoli
Valdera, Pi
WWF Oasi Fiorentine
Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
P. Carc Federazione Toscana
Partito Comunista Italiano - Federazione Ofelia Giugni - Prato
Partito Comunista Italiano - Federazione Elio Chianesi - Firenze
Potere al Popolo, Bagno a Ripoli FI Sud
Sinistra Progetto Comune (Firenze)

Indirizzo

Florence

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