06/07/2026
Da Fès alla Sicilia, sulle antiche rotte del sapere mediterraneo.
La giornata di oggi ci ha condotti nel cuore di Fès, una delle città più antiche e affascinanti del Mediterraneo. Abbiamo vissuto questo itinerario insieme ai partecipanti del corso di islamologia dell'Istituto Al Mowafaqa di Rabat, un'esperienza che ha reso ogni visita non soltanto un'occasione culturale, ma anche un momento di confronto e di approfondimento ecumenico.
La nostra prima tappa è stata davanti alla Porta del Palazzo Reale di Fès, simbolo della monarchia marocchina e della continuità storica di un Paese che custodisce con orgoglio la propria identità.
Successivamente abbiamo raggiunto il Mellah, l'antico quartiere ebraico della città. Qui abbiamo visitato la Sinagoga Ibn Danan, una delle più importanti del Marocco, con il suo museo e l'antico mikveh, segni della ricca presenza ebraica che per secoli ha contribuito alla vita religiosa, culturale ed economica del Paese.
Pochi passi più avanti siamo entrati nella Sinagoga Slat Al Fassiyine, restaurata nel 2013 sotto l'alto patronato di Sua Maestà Mohammed VI. È stato molto significativo scoprire come il Marocco consideri il patrimonio ebraico parte integrante della propria storia e della propria identità nazionale.
Nel quartiere ebraico abbiamo sostato anche davanti alla casa della famiglia Bensimhon, dove soggiornò Charles de Foucauld durante il suo viaggio in Marocco nell'estate del 1883. Ad accompagnarlo era il rabbino marocchino Mardochée Aby Serour, senza il quale quel viaggio non sarebbe stato possibile. È una pagina straordinaria della storia: un rabbino che accompagna un futuro santo cattolico attraverso una terra musulmana. Lo stesso Charles de Foucauld riconobbe che proprio osservando la profonda fede dei musulmani nacquero in lui le domande che lo avrebbero ricondotto a Dio.
La visita è poi proseguita nella straordinaria medina di Fès, Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, fino a raggiungere uno dei luoghi più importanti della storia del Mediterraneo: la Moschea e Università al-Qarawiyyin, fondata nell'859 da Fatima al-Fihri e considerata la più antica università ancora attiva al mondo.
Qui abbiamo riscoperto quanto il Marocco abbia contribuito alla storia culturale anche della nostra Sicilia. Da questi ambienti intellettuali provenivano o si formarono grandi studiosi come al-Idrisi, il celebre geografo chiamato da Ruggero II alla corte di Palermo, dove realizzò il Libro di Ruggero, una delle opere geografiche più importanti del Medioevo. Anche Ibn Khaldun, uno dei più grandi storici del mondo islamico, ebbe rapporti con Fès e fu ambasciatore presso la corte aragonese di Palermo. Persino il grande filosofo ebreo Maimonide trovò in questa città una tappa fondamentale del proprio percorso intellettuale.
È stato importante rendersi conto che il Mediterraneo non è stato soltanto un mare attraversato da commerci, ma anche da idee, libri, studiosi, filosofi e geografi. Palermo e Fès, in epoche diverse, sono state due grandi capitali del sapere, unite da un intenso dialogo culturale che ha contribuito a costruire la civiltà mediterranea.
La giornata si è conclusa alle celebri concerie Chouara, dove ancora oggi le pelli vengono lavorate con tecniche tramandate da secoli. Un luogo che testimonia come Fès non sia una città-museo, ma una città viva, capace di custodire il proprio patrimonio attraverso il lavoro quotidiano dei suoi artigiani.
Torniamo da questa giornata con una convinzione ancora più forte. Le giornate trascorse a Rabat ci hanno mostrato il dialogo attraverso gli incontri con il Cardinale, il Nunzio Apostolico, i missionari e le istituzioni. Oggi Fès ci ha fatto vedere che quel dialogo ha radici antiche: vive nella memoria condivisa, nei luoghi del sapere, nelle sinagoghe, nelle moschee, nelle botteghe e nelle persone.
È forse questo il dono più grande che il Marocco ci sta offrendo: scoprire che il Mediterraneo, prima ancora di essere un confine, è stato ed è una terra di incontro, dove ebrei, cristiani e musulmani hanno saputo costruire, insieme, pagine importanti della storia dell'umanità.