SNA - sezione provinciale di Firenze

SNA - sezione provinciale di Firenze L'associazione nazionale degli agenti di assicurazione rappresenta la categoria in ogni sede

07/05/2026
06/05/2026

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Si rinnovano i vertici del Fondo Pensione Agenti. Riunita a Roma la Commissione Sna/Fonage
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MILANO - Si è riunita ieri (28 aprile, ndr) a Roma la Commissione Sna/Fonage, composta dai Delegati Sna all'Assemblea del Fondo Pensione Agenti. L’Assemblea dei Delegati è composta complessivamente da 32 persone: 24 in rappresentanza degli Iscritti (agenti e pensionati) e 8 in rappresentanza delle imprese aderenti (ciascuno con la possibilità̀ di esprimere tre voti, per raggiungere la pariteticità̀ con i rappresentanti degli agenti) - e resta in carica per cinque anni.
I componenti agenti Sna dell’Assemblea dei Delegati, in carica per il periodo 2025 - 2030, sono: per gli agenti in attività Sandro Prini, Emiliano Ortelli, Salvatore Palma, Andrea Lucarelli, Alessandro Mich, Claude Giancarlo Tincani, Davide Omezzolli, Luana Gentile, Massimo Tortonesi, Luca Bernardini, Davide Palmeroni, Silvia Maria Martelli, Massimo Saverio Privitera (tutti eletti nella lista Sna "PER IL FONDO PENSIONE AGENTI") e per i Pensionati Dario Piana, Salvatore Lisi, Gennarino Cafagna, Sergio Risolo, Ettore Salvatore Rizzo, Massimo Vergnani, Fabio Vagaggini (anch'essi eletti nella lista Sna PER IL FONDO PENSIONE AGENTI).
I rappresentanti delle imprese assicuratrici in Assemblea sono: Simona Andreazza, Enrico Gili, Flavia Melillo, Stefano Montanari, Stefania Mucciante, Andrea Palmeri, Francesca Cernilli, Micaela Cicolani.
Alla riunione, che ha avuto inizio alle ore 15 ed è terminata alle 17.30, hanno partecipato anche: il Presidente nazionale Claudio Demozzi, il Vicepresidente nazionale Sergio Sterbini, i membri del Consiglio di Amministrazione uscente Francesco Libutti (presidente), Roberto Pisano e Guido Ferrara.
Tra gli argomenti discussi, la necessità di mantenere una stretta sinergia tra il Sindacato ed il Fonage nonché la rosa dei candidati individuati dall'Esecutivo Nazionale Sna per il Consiglio di Amministrazione del prossimo triennio, che sarà nominato oggi. Il presidente Demozzi ha ringraziato i colleghi del CdA in scadenza per l'ottimo lavoro e per la coerenza sempre dimostrata alla linea politica del Sindacato, ed ha ricordato come il Sindacato abbia lottato duramente per contribuire all'uscita del Fondo dal commissariamento "forzato", ne abbia garantito la continuità difendendolo dai tentativi di smembramento messi in atto anche da una parte di colleghi e da alcuni Gruppi Aziendali Agenti.
L'Assemblea di oggi prevede tra l'altro l'approvazione del Bilancio del Fonage che, ancora una volta, non ha deluso le migliori attese.
La Redazione

02/04/2026

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PRIMO APRILE
Le compagnie passano dalle parole ai fatti
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♦ Ania, dopo anni passati a predicare l’importanza del ruolo agenziale in ogni sede possibile, finalmente decide di passare dalle parole ai fatti. Dopo aver constatato che tutti i tentativi di disintermediazione sono falliti, e che solo attraverso gli agenti si costruisce una crescita organica, sana, strutturale, capace anche di generare cultura assicurativa in un circuito virtuoso, ecco la svolta.
Ania rinnova l’Accordo Nazionale Agenti del 2003. Lo aggiorna. Gli dà sostanza. Restituisce agli agenti quelle certezze imprenditoriali che meritano e che da tempo vengono richieste dallo Sna. Richieste di buonsenso, prima ancora che sindacali. Condizioni minime per costruire un’impresa vera, non una sopravvivenza precaria.
Non solo. Ania invita anche tutte le compagnie associate a rivedere al rialzo tutte le scale provvigionali, accogliendo le istanze arrivate dai Gruppi agenti. Un passaggio tutt’altro che secondario: perché senza stabilità economica, quella normativa resta lettera morta.
E allora sì, in questo scenario immaginario potremmo dirci soddisfatti. Potremmo persino parlare – senza arrossire – di una nuova primavera, di un piccolo rinascimento assicurativo.
Peccato che tutto questo sia, appunto, solo un pesce d’aprile.
Poi però mi sono fermato a pensarci. Ed è qui che lo scherzo smette di far ridere. Perché una notizia del genere non può essere relegata a una burla. È troppo importante. Troppo necessaria. Non è fantasia: è ciò che dovrebbe accadere.
Questa è la realtà che tutti dovremmo volere.
E allora il punto cambia: non più uno scherzo, ma un obiettivo. Un interesse comune. Perché se davvero vogliamo arrivarci, serve una cosa sola che, guarda caso, è sempre la più difficile anche se dovrebbe esser la più facile: fare fronte comune. Tutti gli agenti, senza distinzione. Senza divisioni inutili. Senza giochi di posizione e distinguo.
Perché ciò che oggi sembra impossibile smetta di esserlo. E diventi, finalmente, quotidianità nelle nostre agenzie.
Non è una questione di sogni. I sogni, di solito, restano tali. Qui si tratta di volontà. Di determinazione. Di smettere di aspettare che qualcun altro decida per noi.
Massimiliano Pro

18/03/2026

Zittiti i gufi, Covip approva il piano di riequilibrio del Fondo Pensione Agenti: 108 milioni per aumentare le prestazioni degli iscritti

Covip approva il piano del Fondo Pensione Agenti: dal 2025 aumento medio del 6,5% delle pensioni, con nuova rivalutazione dal 2026.

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18/03/2026

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L'EDITORIALE DEL DIRETTORE ROBERTO BIANCHI
Poveri agenti ! Trasformati in meri “validatori” di pianificazioni industriali estranee ai propri disegni
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♦ In una nota diramata nei giorni scorsi dall’Ania leggiamo che nel 2025 la raccolta premi complessiva registrata da tutte le imprese operanti nel nostro Paese ha sfiorato 182 miliardi, in rialzo del 7,8% rispetto al 2024. La crescita ha interessato tanto i rami Vita con un +8,3%, quanto i rami Danni con un +6,5%. La raccolta complessiva è stata di 181.934 mln di premi, di cui 130.863 nei rami Vita, pari al 71,9% del mercato, con un aumento dell’8,3% rispetto al 2024 e 51.074 nei rami Danni, pari al 28,1% del mercato, con un aumento del 6,5% rispetto al 2024.
“Il positivo sviluppo della raccolta premi è indice di un livello sempre maggiore di protezione delle famiglie e imprese italiane verso i rischi di varia natura”, ha affermato il Presidente dell'’Associazione delle imprese Giovanni Liverani, non senza nascondere che rimane ancora enorme la distanza che separa il nostro livello di protezione assicurativa da quello dei principali Paesi europei e mondiali più industrializzati.
Incrementa infatti di poco il rapporto tra premi Vita e Prodotto interno lordo che passa dal 5 al 5,3%, mentre resta invariato all’1,9% quello tra premi danni e il Pil, contro il 4,7% della Francia, il 2,5% della Germania, il 2,6 della Spagna e la media del 3,3% riferita ai Paesi presi in esame da Eiopa.
Da sottolineare inoltre che il comparto della mobilità composto da Rcauto, Trasporti, Assistenza e Cvt ammonta complessivamente a 22,6 mld di euro, oltre il 44% del monte premi italiano, residuando agli altri rami Danni soltanto 28,4 mld. Nello specifico, gli italiani spendono nei singoli settori assicurativi ove è più diffusa la consulenza offerta dagli agenti professionisti, da 4 a 5 mld di euro, a dimostrazione delle straordinarie opportunità commerciali che il mercato offre alla categoria (Malattie 5,2 mld, Infortuni 4,2 mld, Incendio 4,6 mld, Altri danni ai beni 4,9 mld, Rc generale 5,8 mld).
Ancora più in particolare, se si considera che nel nostro Paese il mercato assicurativo salute (Infortuni + Malattie) incide sul Pil nella misura dello 0,3-0,4%, mentre in Francia l’incidenza è dello 0,8-1,00% (+150% rispetto all’Italia) e in Germania addirittura dell’1,2-1,4% (+250% rispetto all’Italia), risulta evidente che qualcosa non sta andando per il verso giusto, tanto dal punto di vista della qualità dei prodotti assicurativi offerti, che dei livelli tariffari.
Per onestà intellettuale dobbiamo però ammettere che anche l’approccio ai rischi ancora scoperti messo in atto dagli agenti che intermediano la gran parete del mercato Danni va radicalmente modificato. Non c’è dubbio, di contro, che per fare gli imprenditori al passo con i tempi è necessario avere risorse certe e durature nel tempo da investire in tecnologia, risorse umane, organizzazione, formazione, marketing.
É pertanto più che lecito chiederci cosa accadrebbe se, ora che l’insurtech e la vendita diretta hanno dimostrato tutta la loro inconsistenza, l’industria assicurativa smettesse di investire nella disintermediazione per tornare a riversare le proprie risorse economiche sulle rispettive reti agenziali per potenziarne la capacità di intercettare il bisogno di sicurezza proveniente da famiglie, imprese e professioni. A partire dalla revisione al rialzo dei capitolati provvigionali che sono fermi (o addirittura in arretramento) da troppi anni a dispetto degli utili stellari fatti registrare dalle compagnie e, nel contempo, della scarsa redditività agenziale depressa dagli oneri gestionali e amministrativi riversati dalle mandanti sugli agenti e dai costi da essi sopportati per rispettare i vincoli crescenti imposti da una burocrazia sempre più sproporzionata quanto punitiva.
Perché una cosa è certa, la tattica delle imprese di spostare una quota crescente di compenso sull’incentivo variabile, che tanti Gaa hanno improvvidamente accettato come elemento centrale del negoziato di secondo livello, non giova all’imprenditorialità degli agenti i quali, dovendo rincorrere la remunerazione legata ai risultati di produzione e al mantenimento del portafoglio per poter sopravvivere, si stanno trasformando in meri “validatori” di pianificazioni industriali estranee ai propri disegni. Perdono così di vista la visione professionale della consulenza, oltreché l’obbligo normativo e regolamentare di agire con onestà, correttezza e professionalità per garantire il miglior interesse del cliente e non già per soddisfare le strategie affaristiche delle mandanti.
Roberto Bianchi

11/03/2026

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IL PUNTO SINDACALE DI MAURO POMATA
Ulivieri: fuori da Sna o fuori dalla realtà? Meglio la superficialità o la malafede?
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♦ Della vicenda Ulivieri si è parlato fin troppo e molto spesso con poca cognizione dei fatti. Conseguentemente preferirei concentrare l'attenzione non su ciò che Enrico Ulivieri ha detto o fatto prima della decisione presa dal Collegio dei Probiviri di Sna, ma su ciò che ha detto e fatto dopo tale pronuncia. Riporto di seguito un piccolo estratto dell'intervista rilasciata dal presidente del gruppo agenti Zurich a Intermediachannel: “Trovo perciò irresponsabile che siano state interrotte le trattative raggiunto lo scoglio rappresentato dalla proprietà del dato (che è del cliente). È un vulnus che non interessa la stragrande maggioranza degli agenti che interpretano la scelta come una decisione di natura personale più che collettiva”.
Quali conclusioni possiamo trarre da queste parole? Affermare che “la proprietà del dato è del cliente” è un po' come dire che prima di far p**ì è opportuno abbassarsi le mutande. Ma è anche e soprattutto un modo maldestro per tentare di semplificare un argomento che di semplice non ha praticamente nulla. Vogliamo pensare che il Presidente Ulivieri non abbia sentito l'esigenza di approfondire la materia e formarsi in quella misura che gli consente di poter distinguere senza difficoltà il concetto di proprietà dal dato da quello di proprietà industriale dello stesso?
Spero proprio di no! Anzi voglio dare per certo che il Presidente abbia una conoscenza molto approfondita del tema, enormemente superiore a quella di tanti colleghi che invece non hanno piena dimestichezza nel trattare argomenti come questo e giustappunto si affidano ai loro rappresentanti.
Sarebbe invece molto opportuno analizzare se il disinteresse di questa stragrande quanto ipotetica maggioranza sia da ricollegarsi direttamente allo scarso approfondimento del tema. Appare abdicatio dal proprio ruolo definire la decisione “di natura personale più che collettiva”, proprio sulla base del fatto che molti colleghi – e questo sì che è dato certo! - ancora oggi stentano nel distinguere già solo dei concetti base come titolarità, titolarità autonoma, contitolarità e non sono in grado di valutare le conseguenze dirette e indirette che derivano dalla "scelta" - se così la vogliamo bonariamente chiamare - dei diversi regimi.
Altro interrogativo da porci sarebbe quello di capire le cause dell'attuale livello di disinformazione sul tema e chi - in ragione del proprio ruolo – possa essere considerato responsabile di ciò. I malpensanti potrebbero addirittura ipotizzare che ci sia un disegno preciso nell'evitare l'opera di approfondimento e divulgazione, proprio in ragione dell'importanza dell'argomento e delle conseguenze future delle scelte che oggi siamo chiamati a fare (rectius subire).
Ma perché alimentare il complottismo e non concentrarsi sull'oggetto: vale a dire il motivo per cui Ania sul punto ha scelto di non modificare la sua posizione? Se il tema dati fosse di relativa importanza come Ulivieri sembra dirci, l'associazione delle imprese assicuratrici avrebbe potuto tranquillamente concedere terreno alle rappresentanze degli agenti, almeno a quelle che si dimostravano interessate alla questione e tanti auguri alle altre! Per capire l'enormità della materia voglio riportare alcuni passaggi di un pamphlet di recentissima pubblicazione intitolato “Il diavolo in tasca” a firma di Carlo Verdelli, che riferendosi ai dati dice “chi possiede le chiavi di questo device (l'autore si riferisce allo smartphone, ndr) molto presto possiederà anche te: le tue preferenze, le tue inclinazioni, i tuoi desideri, quelli di chi ti conosce, chi ami, chi odi, che cosa ti lascia indifferente. I tuoi dati si dice. Che sono lo scrigno da scassinare e svuotare, per poi rivendere il pacchetto a chi lo userà per venderti a sua volta qualcosa, che sia l'asciugacapelli nuovo che avevi solo pensato di comprare oppure il pressing a favore di un' idea politica, un leader, una causa buona o pessima a prescindere... chi diventa proprietario dei tuoi dati, cioè della parte sensibile di te stesso, può farne l'uso che preferisce”. Ci rendiamo conto anche solo vagamente dell'importanza del tema dati?
Il Presidente Mattarella, riferendosi agli onnipotenti signori dei dati, li ha definiti “la nuova Compagnia delle Indie”. E, caro Enrico Ulivieri, vogliamo pensare che le compagnie assicurative siano così sprovvedute da non aver valutato con molta attenzione e per tempo il valore del contenuto dello “scrigno” - come lo definisce Verdelli - che custodiscono nei loro sistemi? A questo punto bisogna capire solo chi, nel rapporto con la nuova Compagnia delle Indie, vuol fare Sandokan e chi invece vuol fare Brooke, senza ipocrisie. Tutto questo, come detto inizialmente, sul presupposto che Enrico Ulivieri sia uomo amante dell'approfondimento.
Ma a voler ragionare, mettendo insieme più indizi, si potrebbe giungere ad una conclusione parzialmente diversa. il Presidente si è lamentato dell'essere stato “cacciato” da Sna solo per avere espresso liberamente il suo pensiero e che questa linea politica alternativa avrebbe impensierito qualcuno in quel di Via Lanzone, timoroso di una potenziale capacità altrui di raccogliere consenso in sede elettorale. Questi sono indubbiamente i pensieri di chi ha a cuore i destini del Sindacato, è fermo nei suoi principi ed è altrettanto convinto di poter avere un certo seguito all'interno dell'organizzazione.
Ma se così è, caro Enrico Ulivieri, cosa le ha impedito di ricorrere contro la decisione dei Probiviri rivolgendosi alla Commissione Nazionale di Deontologia Professionale, così come previsto dall'articolo 34 dello statuto? Se il ricorso non è stato attivato perché ritenuto inutile è una palese ammissione di sfiducia nell'organizzazione vista nel suo complesso, non c'è fermezza nei principi e men che meno c'è quel paventato seguito. Se invece la mancata attivazione è frutto di ignoranza rispetto ai contenuti dello statuto, allora si potrebbe pensare che una certa leggerezza nell'esame dei temi è d'uso.
A voi lettori l'ardua sentenza.
Mauro Pomata

11/02/2026

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SnaForm, aperte le iscrizioni al Corso RUI. Ecco le due formule progettate per il 2026
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MILANO - In un una nota ufficiale SnaForm ha annunciato in queste ore l’apertura delle iscrizioni al Corso RUI. "Un percorso completamente rinnovato, progettato per offrirti una formazione efficace, pratica e su misura".
Per la prima volta, si potrà scegliere: Formula intensiva in presenza (a Milano o a Roma), con focus sulla performance fisica e sulla gestione dello stress; Modalità online, ideale per chi desidera una guida costante, strutturata e metodica.
La tipologia in presenza si compone di quattro giornate full, con disponibilità della piattaforma di allenamento AI e simulazione live pre-esame. Il costo di partecipazione è pari ad 800 euro iva inclusa.
La formula online, invece, è strutturata in 10 incontri da quattro ore ciascuno e consente l’accesso al database quesiti integrale, alle nozioni collegate ai pattern; prevede infine la simulazione finale a Roma in presenza. Il tutto al costo di 1.250 euro iva inclusa.
Luigi Giorgetti

11/02/2026

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Dal 1956 al Blockchain nella nuova edizione del Manuale di Diritto delle Assicurazioni
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FIRENZE- Il diritto ha sempre cercato la stabilità, ma la velocità dei rischi moderni impone oggi un cambio di paradigma. Emergenze climatiche, evoluzioni tecnologiche e nuove frontiere della responsabilità sanitaria stanno trasformando l'incertezza in una variabile da gestire con strumenti inediti. In questo scenario, il "Manuale di Diritto delle Assicurazioni"
rappresenta il filo rosso che unisce settant'anni di evoluzione legale in Italia. Non è solo un testo accademico, ma una bussola per professionisti e istituzioni, capace di declinare i principi classici enunciati dal Codice Civile del 1942 nelle sfide globali della sostenibilità e dell'intelligenza artificiale e nella regolazione di settore di livello europeo e nazionale.
Un’eredità lunga 70 anni in un manuale che ha fatto la storia del diritto
La dottrina assicurativa italiana trova il suo pilastro nel Manuale di Diritto delle Assicurazioni, nato nel 1956 da un'intuizione del prof. Antigono Donati. Originariamente concepito per rendere accessibili i complessi contenuti del suo "Trattato", il Manuale è diventato un'opera vivente. Nel 1983 infatti, la prof.ssa Giovanna Volpe Putzolu ne ha assunto il coordinamento, guidandolo attraverso le riforme sulla Rcauto, fino ad arrivare all'attuale tredicesima edizione, che vede l'ingresso della prof.ssa Sara Landini (Presidente del Research Unit InsurLab) come co-autrice.
Sembrava prevedere questa necessaria evoluzione, già nell'avvertenza originale lo stesso Antigono Donati: "Ora che lo ho ultimato, mi è sembrato utile - e non solo per i miei studenti, ma anche per i pratici (legali, funzionari, agenti) dell'assicurazione - raccogliere i risultati in un manuale di più rapida e facile consultazione".
Questo viaggio lungo settant'anni è stato “celebrato” nella presentazione ufficiale il 5 febbraio 2026 a Villa Ruspoli, dove ha sede il Centro per il Pensiero Giuridico Moderno dell’Università degli Studi di Firenze. A testimoniare l’importanza di un'opera punto di riferimento attraverso i mutamenti del Codice Civile, un parterre d’eccezione composto dal prof. Giuseppe Morbidelli, dalla prof.ssa Albina Candian, dal prof. Roberto Pardolesi, dal prof. Stefano Pagliantini, oltre che dalla co-autrice della nuova edizione.
Il caso "claims made": quando la cassazione cambia le regole del gioco
Una delle trasformazioni più rilevanti riguarda la responsabilità civile sanitaria, segnata dalla Legge 8 marzo 2017 n. 24 (Gelli-Bianco). Il punto di rottura con la tradizione è l'affermazione della clausola "claims made". A differenza del classico principio "loss occurrence" (che copre il fatto avvenuto durante la polizza), il sistema claims made lega la copertura al momento in cui viene avanzata la richiesta di risarcimento.
La Cassazione a Sezioni Unite ha confermato la legittimità di queste clausole per rischi ad "eziologia incerta e/o lungo-latente". Perché questo è contro-intuitivo? Perché scardina l'idea che l'assicurazione copra l'evento dannoso in sé. Oggi, l'assicurazione si sposta dalla copertura "del fatto" alla gestione finanziaria della pretesa legale. Si passa da una visione statica del danno a una dinamica, necessaria per garantire la tenuta del sistema assicurativo di fronte a danni che si manifestano anni dopo l'errore medico.
Dalle polizze al codice: blockchain e IoT per la resilienza agricola
L'innovazione non è più solo una questione di commi, ma di sensori e algoritmi. Ne è prova il progetto coordinato dall'Università degli Studi di Firenze (DSG, DAGRI e DIEF) e finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del NextGenerationEU: "Insurance Solutions to enhance crop production resilience to extreme climatic events by means of blockchain and IoT technologies". In questo contesto, la polizza evolve da contratto ex-post a soluzione tecnologica integrata. Grazie a sensori in campo (IoT) e registri immutabili (Blockchain), il sistema non interviene solo per indennizzare il danno dopo una gelata, ma crea un ecosistema di dati per la resilienza in tempo reale. L'assicurazione diventa così un processo tecnico di prevenzione automatizzata, segnando il passaggio dal risarcimento alla protezione attiva della produzione agricola.
Il passaggio di testimone: Ivass, Consob e la nuova vigilanza
Con il d.lgs. 21 maggio 2018 n. 68, che ha attuato la direttiva IDD, il mercato ha assistito a una rivoluzione della vigilanza con un doppio binario distinto per canale distributivo. Le competenze sulle assicurazioni "unit e index linked" e sulla capitalizzazione distribuite dal canale assicurativo sono passate da Consob a Ivass. Questa scelta risponde alla realtà di un mercato ibrido: i prodotti unit-linked sono, di fatto, investimenti finanziari avvolti in una protezione assicurativa. Affidare la vigilanza a un supervisore specializzato come l'Ivass è fondamentale per garantire che la complessità dello strumento non vada a scapito della trasparenza. La vigilanza si adegua così alla natura di prodotti dove la componente finanziaria è ormai indissociabile da quella protettiva.
Oltre il rischio: L'assicurazione nelle acquisizioni societarie
Il ruolo dell'assicuratore è diventato centrale anche nelle operazioni di mergers and acquisitions, in cui lo strumento assicurativo funge da facilitatore strategico. Attraverso le polizze "warranty and indemnity", i rischi legali e finanziari derivanti dalle dichiarazioni del venditore vengono trasferiti sul mercato assicurativo. Questo permette di attenuare i pericoli residui e stabilizzare le transazioni, trasformando l'assicurazione da semplice paracadute per incidenti a vero e proprio motore di efficienza economica per i mercati globali.
Il Futuro è un rischio da gestire
Il diritto delle assicurazioni è in continua evoluzione. Dal 1956 a oggi, l'assicurazione si è trasformata: non è più solo una riparazione monetaria, ma una funzione essenziale per la resilienza della società. Il ruolo di un giurista moderno, qual è Sara Landini (membro del Presidential Council di AIDA World) deve essere anche quello di interprete trasversale tra sostenibilità e tecnologia.
In un mondo dominato da dati automatizzati e algoritmi predittivi, l'assicurazione riuscirà a preservare la sua missione di protezione umana, oppure rischia di diventare una funzione puramente tecnologica e priva di discrezionalità giuridica?
“Penso che grazie agli algoritmi e soprattutto ai big data e ad una data analytics potenziata dall’intelligenza artificiale, le compagnie di assicurazione insieme agli intermediari potranno valorizzare sempre di più la funzione di prevenzione e gestione del rischio propria dell’attività assicurativa. Nel ramo vita inoltre si potrà migliorare l’attività di asset management per offrire ai clienti una maggior sicurezza finanziaria", risponde la prof.ssa Sara Landini (nella foto). "L’intelligenza artificiale - aggiunge - sarà un ausilio per gli operatori del mercato assicurativo nel loro business e nella loro funzione sociale che è tutt’uno con il business assicurativo stesso in un ambiente sempre più phygital”.
Nicola Novelli

Indirizzo

Via Circondaria 56/1 Firenze
Florence
50127

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