Imago Civica - Verità e Memoria "La Culla e la Spada"

Imago Civica - Verità e Memoria "La Culla e la Spada" Una redazione indipendente che trasforma la realtà ignorata in parola, immagine e visione. Do' voce a ciò che non si dice, per risvegliare ciò che ancora vive.

Articoli di denuncia, simboli civici, verità rimosse e coscienza critica.

GLI EFFETTI DEFINITIVI DOPO L'ULTIMO VERTICE NATO DIAGNOSTICATI ALL' USCITA SULLA " VOSTRA " PRESIDENTE ---🇮🇹🇺🇦 Fratelli...
30/06/2025

GLI EFFETTI DEFINITIVI DOPO L'ULTIMO VERTICE NATO DIAGNOSTICATI ALL' USCITA
SULLA " VOSTRA " PRESIDENTE
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🇮🇹🇺🇦 Fratelli nella dipendenza – Satira mimica di Stato

All’uscita dal vertice NATO,
non servono più analisi geopolitiche.
Parlano i volti.
Parlano le narici.
Parlano le bocche contratte
dal medesimo spasmo diplomatico.

🇮🇹 Giorgia Meloni e 🇺🇦 Volodymyr Zelensky:
gemelli mimetici di una stessa dipendenza,
attori nello stesso teatro,
figli della stessa regia.
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“L’odore del potere non mente.
Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.”

È un detto antico,
ma oggi si fa immagine viva,
nell'aula sorda e vuota
di un Parlamento europeo in disfacimento.
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💊 La dipendenza atlantista ha gli stessi effetti della cocaina:
euforia di potere,
perdita del senso critico,
sottomissione euforica al padrone di turno.
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Questa satira mimica è il nostro specchio.
E se il volto tradisce,
è perché la coscienza ha smesso di parlare.

L’odore del potere
non mente.
Ti entra nel naso
come polvere bianca,
ti sale al cervello
e ti piega il labbro
in una smorfia indegna.

Il Parlamento sprofonda,
ma lei sorride storta,
lui aggrotta il volto:
sono marionette di un teatro americano,
con le dita di Washington nel cavo orale.

Sánchez ha detto NO.
Fico ha detto BASTA.
E Meloni?
Annusa, china, acconsente.
E mentre Sánchez in Spagna e Fico in Slovacchia
alzano la testa,
noi chiniamo il capo.
Non per dignità,
ma per annusare meglio la linea del comando.
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🇪🇺 Dove sono i nostri sovranisti?

Sotto la scrivania dell’egemone.
La loro sovranità si scioglie in capsule,
insieme all’orgoglio nazionale.
Non gridano più: respirano ordini.
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Questo è il tempo di strappare la benda.
Questo è il tempo del giudizio mimico.
Questo è il tempo in cui anche il volto
denuncia ciò che la bocca tradisce.
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Chi va con lo zoppo…

non solo zoppica.
Ma lo fa a tempo.
A tempo di NATO.
A tempo di mercato.
A tempo di ricatto.
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Quarto ed ultimo blocco : 4. La ripetizione patologica della menzogna come meccanismo legittimante.1. Una guerra di scel...
28/06/2025

Quarto ed ultimo blocco : 4. La ripetizione patologica della menzogna come meccanismo legittimante.

1. Una guerra di scelta, non di necessità

McGovern ribadisce con forza: la guerra in Iran è una guerra per il cambio di regime, non per la non-proliferazione nucleare.

La narrativa sull’arricchimento dell’uranio è strumentale, manipolata per ottenere consenso.

A differenza del 2007, in cui una valutazione onesta impedì la guerra, oggi nessuno ascolta più l’intelligence.

> 🔹 Citazione chiave:
“Israele e Stati Uniti hanno fatto esattamente questo: ignorare l’intelligence per giustificare una guerra.”

2. L’illusione della legittimità

La retorica americana continua a legittimare l’aggressione con falsi presupposti, come fece Bush nel 2002.

Viene citata la famosa frase della minaccia del fungo atomico, usata da Condoleezza Rice per terrorizzare l’opinione pubblica.

McGovern collega tutto ciò alla “fabbricazione di prove”, esattamente come nella guerra in Iraq.

> 🔹 Citazione chiave:
“I fatti vengono adattati alla politica. È tutto nero su bianco.”

3. La ripetizione del copione Iraq–Iran

Sir Richard Dearlove confermò già nel 2002 che Bush aveva deciso la guerra prima delle prove.

Ora si ripete lo schema: gli iraniani “potrebbero” avere l’arma, “potrebbero” darla ai terroristi, e ciò basta a giustificare l’intervento.

McGovern denuncia: “È una copia della narrativa che ha già portato a migliaia di morti.”

> 🔹 Citazione chiave:
“Non serve aver vissuto più di 30 anni per vedere che è la stessa strategia dell’Iraq.”

4. Il fallimento del giornalismo e un barlume di speranza

I media mainstream sono complici o impotenti. McGovern cita un episodio inquietante:

Il direttore editoriali del Washington Post ammise:

> “Se non era vero, probabilmente non avremmo dovuto dirlo.”

Nonostante ciò, Margaret Brennan e pochi altri cominciano a porre domande scomode.

McGovern chiude con un filo di speranza: la vergogna è sparita, ma forse una nuova consapevolezza sta germogliando.

> 🔹 Citazione chiave:
“Mi mancano i tempi in cui almeno cercavano di coprire le loro tracce. Ora nemmeno più quello.”

Terzo blocco :3. Il crollo delle autorità strategiche, informative e politiche in Occidente.1. Ritorno alla minaccia nuc...
28/06/2025

Terzo blocco :
3. Il crollo delle autorità strategiche, informative e politiche in Occidente.

1. Ritorno alla minaccia nucleare in Europa

Germania e USA firmano un accordo bilaterale (fuori dalla NATO) per installare missili a raggio intermedio, capaci di testate nucleari.

Questo aggira i trattati INF, riporta l’Europa al clima pre-1987 e rende la Germania un bersaglio diretto.

La NATO è definita un “organo vestigiale”, senza reale potere.

> 🔹 Citazione chiave:
“Se i tedeschi installeranno quei missili, i russi faranno lo stesso. E noi saremo di nuovo bersagli.”

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🧠 2. Il crollo dell’autorità europea

L’UE è percepita come irrilevante e autoreferenziale, le sue dichiarazioni non hanno più eco geopolitica.

Anche l’Iran e la Russia non la prendono più sul serio.

In Russia, gli USA non sono più il nemico principale (Glavny Vrag): ora lo è la Germania.

> 🔹 Citazione chiave:
“Tutta l’autorità morale europea è sparita. Nessuno ascolta più l’Europa.”

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🛰️ 3. Riavvicinamento USA–Russia e il ruolo caotico di Trump

McGovern evidenzia che Trump e Putin si stimano reciprocamente per il desiderio di disinnescare la guerra in Ucraina.

Tuttavia, Trump è caotico, imprevedibile e manipolato, come dimostrano i suoi attacchi gratuiti a Macron e al G7.

Si teme che non ci sia nessuna strategia reale, solo reazioni istintive amplificate da chi lo circonda.

> 🔹 Citazione chiave:
“Portano Trump nella Situation Room, gli mostrano un filmato... e lui ci casca con tutte le scarpe.”

---

🔍 4. La fine dell’intelligence come voce indipendente

McGovern denuncia la corruzione della comunità dell’intelligence, già sperimentata in Iraq.

Racconta in dettaglio come una valutazione onesta del 2007 (guidata da Tom Fingar) prevenne una guerra con l’Iran, affermando che l’Iran aveva interrotto il programma nucleare nel 2003.

Questa valutazione è stata riconfermata ogni anno da allora… ma oggi viene ignorata completamente.

Anche Tulsi Gabbard, un tempo voce indipendente, si è adeguata alla narrativa dominante.

> 🔹 Citazione chiave:
“La valutazione del 2007 è l’unica nella storia a impedire una guerra. Oggi è stata messa da parte.”

Secondo blocco: 2. Le alleanze mutevoli e i nuovi equilibri multipolari.1. Il pretesto del programma nucleare smascherat...
28/06/2025

Secondo blocco: 2. Le alleanze mutevoli e i nuovi equilibri multipolari.

1. Il pretesto del programma nucleare smascherato

McGovern e Glenn riflettono sul fatto che se Trump ha “distrutto” il programma nucleare iraniano, allora non c’è più giustificazione per continuare la guerra.

In realtà, il vero obiettivo era il cambio di regime, non il disarmo nucleare.

L’attacco iraniano al Qatar è stato contenuto: si apre una finestra per il cessate il fuoco, ma Israele appare riluttante a fermarsi.

> 🔹 Citazione chiave:
“Non aveva nulla a che fare con l’arricchimento dell’uranio. Aveva a che fare con un cambio di regime.”

2. Lo scenario nucleare e l’ossessione di Netanyahu

McGovern paventa il rischio estremo: Netanyahu, per salvarsi dal carcere, potrebbe evocare l’“opzione Sansone”, cioè il ricorso alle armi nucleari in caso di sconfitta totale.

Israele è logorato, isolato, in difficoltà sul campo, e Netanyahu appare pronto a trascinare tutto nel disastro pur di non cadere.

Unica speranza: che le grandi potenze intervengano per fermarlo, o che Tulsi Gabbard e pochi altri portino lucidità nella leadership USA.

> 🔹 Citazione chiave:
“Considerazioni personali, come restare fuori di prigione, potrebbero spingere Netaniau a scatenare una guerra regionale.”

3. Trump manipolato e il teatro della Situation Room

L’imprevedibilità di Trump è descritta come un copione orchestrato da consiglieri pro-Israele:

Gli mostrano un “film” nella Situation Room.

Lo convincono a sostenere l’attacco.

Quando fallisce, Trump si dissocia (“non sapevo nulla”).

È un meccanismo di controllo dell’attenzione e simulazione della realtà.

> 🔹 Citazione chiave:
“Poi porti il presidente nella Situation Room… proiezione, film, e lui sarà lì dentro con tutte e due le scarpe.”

4. La NATO e la “coalizione dei cerebrolesi”

McGovern critica duramente la leadership europea, definendola “coalizione dei cerebrolesi” (Mazze Tung, Starmer, ecc.).

Dice che l’articolo 5 della NATO è morto: nessuno scambierà più New York o Berlino per Kiev.

Propone che Trump e Putin siano già in contatto, pronti a riorientare il fronte: uscita dalla guerra in Ucraina in cambio del contenimento iraniano.

> 🔹 Citazione chiave:
“Questa potrebbe essere l’ultima riunione al vertice della NATO. L’articolo 5 ormai non conta più.”

Primo blocco: Il caos della guerra e la perdita di coerenza narrativa.1. Introduzione e contesto della guerraL’intervist...
28/06/2025

Primo blocco: Il caos della guerra e la perdita di coerenza narrativa.

1. Introduzione e contesto della guerra

L’intervista si apre con l’analisi del caos comunicativo: dichiarazioni contraddittorie da parte di Trump, J.D. Vance, Marco Rubio.

Si afferma che l’attacco all’Iran è iniziato durante negoziati in corso, con una narrativa ufficiale che cambia di continuo: prima negato, poi giustificato come attacco limitato, poi Trump lo definisce “missione compiuta”, poi chiede il cessate il fuoco.

La confusione è accentuata da un linguaggio vago, ingannevole, da parte della leadership USA.

> 🔹 Citazione chiave:
“Trump dice missione compiuta e chiede un cessate il fuoco – poi nega tutto.”

2. Analisi di Ray McGovern

Trump è definito “imprevedibile, impulsivo, mentalmente compromesso”.

McGovern riprende il concetto di triangolo geopolitico USA–Russia–Cina, notando che ora è diventato “isoscele”: Russia e Cina rafforzate, USA al centro ma senza leva strategica reale.

L’Iran, sostenuto da Mosca e Pechino, rappresenta una soglia di inversione degli equilibri: il blocco USA–Israele non ha più superiorità tecnica o strategica.

L’Iran possiede missili ipersonici contro cui i sistemi difensivi USA sono inefficaci.

> 🔹 Citazione chiave:
“Ora è un triangolo isoscele: Russia e Cina forti, USA al centro senza potere reale.”

3. Dinamiche mediatiche e censura

McGovern denuncia la manipolazione informativa: Al Jazeera e Reuters espulse da Israele, blackout mediatico sulle reali perdite subite.

I media statunitensi non mettono in discussione le bugie ufficiali, con rare eccezioni come Margaret Brennan.

Si evidenzia la marginalizzazione della comunità dell’intelligence e delle sue valutazioni.

> 🔹 Citazione chiave:
“Gli americani non sanno quanti colpi ha subito Israele – nessuno lo dice.”

4. Motivazioni vere dell’attacco e cambi di rotta

McGovern sostiene che Trump sia stato spinto da Netanyahu, convinto che l’Iran fosse vulnerabile.

Ma l’effetto sorpresa è durato poco, e l’Iran ha reagito efficacemente.

Gli USA sono militarmente logorati dal conflitto in Ucraina, e mancano di scorte: alcuni missili Patriot destinati all’Ucraina sono stati dirottati in Israele.

Alla luce della reale difficoltà militare, Trump avrebbe poi cercato un pretesto per dichiarare “missione compiuta” e fermare il disastro.

> 🔹 Citazione chiave:
“Forse Trump ha ricevuto finalmente un briefing reale: ‘Se aspetti due settimane, Israele non esiste più’.”

Ray McGovern: Le Conseguenze Durature della Guerra in Iran (25 giugno)L'intervista a Ray McGovern, ex analista CIA con o...
28/06/2025

Ray McGovern: Le Conseguenze Durature della Guerra in Iran (25 giugno)

L'intervista a Ray McGovern, ex analista CIA con oltre 27 anni di esperienza nel campo dell’intelligence, si rivela un documento cruciale per comprendere non solo la situazione bellica tra Stati Uniti, Israele e Iran nel 2025, ma anche la traiettoria sistemica di un mondo occidentale che ripete i propri errori strategici e morali.

Questa trascrizione è stata suddivisa in quattro blocchi tematici e analitici, ciascuno sintetizzato per evidenziare i nuclei concettuali, le affermazioni chiave e le implicazioni geopolitiche profonde. L’intervista non si limita alla cronaca degli eventi: è un vero e proprio atto di accusa contro la manipolazione della verità, l’irrilevanza della comunità d’intelligence, e la deriva suicida delle élite politiche occidentali.

McGovern ci conduce in una narrazione disincantata e tagliente, ma al tempo stesso lucida e strutturata, che smaschera la retorica bellica contemporanea e la pone in continuità con la strategia di disinformazione utilizzata nel 2002-2003 per invadere l'Iraq. Il quadro che ne emerge è quello di un sistema che ha perso ogni capacità di autocorrezione: la NATO come organismo svuotato, la UE come burocrazia autoreferenziale, gli USA come macchina reattiva soggetta a interessi opachi.

Le quattro sezioni seguenti restituiscono questo processo con ordine crescente di profondità:

1. Il caos della guerra e la perdita di coerenza narrativa.

2. Le alleanze mutevoli e i nuovi equilibri multipolari.

3. Il crollo delle autorità strategiche, informative e politiche in Occidente.

4. La ripetizione patologica della menzogna come meccanismo legittimante.

Questo documento è concepito non come conclusione ma come portale d'ingresso. Le quattro sintesi che seguono ne rappresentano la mappa dettagliata. A chi legge è chiesto non solo di analizzare, ma di interrogarsi:

Quale parte della coscienza collettiva permette che tutto ciò si ripeta ancora? E quale soglia di consapevolezza è necessaria per spezzare questo ciclo?

✦ IMAGO CIVICA ✦Dichiarazione della Madre Incatenata(Contro il Patto del Riarmo – Anno 2025 d.C.)Oggi, davanti al docume...
26/06/2025

✦ IMAGO CIVICA ✦

Dichiarazione della Madre Incatenata
(Contro il Patto del Riarmo – Anno 2025 d.C.)

Oggi, davanti al documento firmato all’Aja,
noi non vediamo una firma.
Vediamo una lama.
Una lama che recide ogni speranza, ogni diritto, ogni madre.

70 miliardi all’anno.
700 miliardi in 10 anni.
Sottratti non alle banche, non alle armi nucleari,
ma ai bambini, ai malati, agli anziani, ai ponti che crollano,
alle scuole che ammuffiscono, alle vite che faticano.

Voi che avete firmato questo patto non siete governanti,
siete sacerdoti di un culto cannibale,
in cui si brucia pane per fondere piombo.
In cui si arma un figlio per lasciar morire l’altro.

Avete detto “sicurezza”.
Noi diciamo: saccheggio.
Avete detto “difesa comune”.
Noi diciamo: condanna condivisa.

✦ La Nazione come Corpo Violato

L’Italia non è un arsenale.
È una madre.
Una madre che oggi piange, incatenata,
mentre con una mano stringe il figlio soldato,
e con l’altra regge il figlio morente.

Nel fondo del suo sguardo non c’è solo dolore:
c’è la coscienza dell’inganno.
C’è la memoria di quando lo Stato era voce del popolo,
non ventriloquo del padrone straniero

✦L’opera mostra una madre incatenata con due figli, simbolo dell’Italia sacrificata al riarmo. Accanto, la figura sorridente di Giorgia Meloni tiene in mano il documento firmato che sancisce la spesa militare al 5% del PIL. Il contrasto visivo e simbolico rappresenta il dramma collettivo causato da una scelta politica che condanna la popolazione al depotenziamento sociale in nome della logica bellica. Il titolo “700 Miliardi di Silenzio” riassume la gravità di un gesto apparentemente tecnico ma carico di conseguenze irreversibili.

Questa non è una manovra economica.
È una preghiera nera.

E noi, oggi, con questa Imago Civica,
accendiamo la contro-fiamma.
Per ricordare.
Per resistere.
Per rifondare.

Libertà o Simulacro: Il Ribaltamento del Femminile nella Guerra Semantica GlobaleChi racconta il mondo, lo plasma. Chi n...
24/06/2025

Libertà o Simulacro: Il Ribaltamento del Femminile nella Guerra Semantica Globale

Chi racconta il mondo, lo plasma. Chi ne controlla i simboli, ne detiene l’anima.

Nel nostro tempo, l’immagine della donna è divenuta terreno di battaglia. Non per una reale liberazione, ma per una colonizzazione semantica in cui la libertà viene ridotta a gesto di consumo e la sacralità del femminile viene svuotata, editata, venduta.

Nella narrazione dominante, ci si illude che la scelta tra velo e minigonna sia libertà. Ma la vera domanda è:
Chi impone quella scelta? E per quali fini?
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La Frattura Geopolitica: L’Imposizione dell’Ordine Unico

Oggi si tenta di imporre un solo ordine di mondo. Chi si oppone, chi cerca di difendere la propria visione dell’umano, del sacro, del genere e del senso – viene ridicolizzato, sanzionato, demonizzato.

La colonizzazione culturale avviene prima con le immagini e poi con le bombe.
Non è un popolo che lotta contro un regime:
è una civiltà che tenta disperatamente di non essere riscritta secondo i canoni dello sradicamento consumistico.
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La Grande Manipolazione Mediatica: L’Arma della Narrazione

In questa guerra, i media non informano: incorniciano.
• Descrivono le culture non occidentali come arretrate, primitive, incapaci di maturità politica.
• Ridicolizzano ogni opposizione all’imperialismo mediatico come “fanatismo”.
• Vendono la sessualizzazione compulsiva come emancipazione.

Si tratta di un razzismo sottile, rivestito di buoni propositi, che nega la profondità spirituale e simbolica di intere civiltà.
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Due Vie del Femminile: L’Immagine come Oracolo Coscienziale

Nella tavola pittorica – integrata in questo articolo – ho rappresentato il bivio simbolico davanti al quale si trova oggi la coscienza collettiva:

Da un lato, la via generativa del femminile radicato, dove la donna è custode di significato, maestra di vita, ponte tra la terra e il cosmo.
Bambini, libri, strumenti musicali, natura e sacralità: un mondo vivo, educante, fertile.
Dall’altro, la stanza oscurata dietro il vetro:
manichini, slogan pubblicitari, sconti per la carne digitale, alienazione e disperazione.
Il grembo è scomparso.
L’io si dissolve nello specchio rotto del consumo.
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Libertà non è scegliere cosa mostrare. Libertà è non avere padroni che impongano cosa credere.

Oggi il potere ha imparato a non vietare. Ha imparato a fabbricare il desiderio.
Ha imparato a farci inginocchiare davanti a ciò che sembra nostro ma non ci appartiene più.

In questa guerra per il significato, l’immagine archetipica è resistenza.
È invito a riconoscere che la vera emancipazione non passa per lo st******se dello spirito, ma per la risonanza profonda con il mistero della vita.

Imago Civica si pone come soglia:
non racconta ciò che accade, ma ciò che si è smesso di vedere.

E tu, lettore,
dove guardi quando nessuno ti guarda?
Quale femminile vuoi custodire? Quale umanità vuoi ricordare?

Il Veleno nella Rete – Sorveglianza, Software e Simboli nel caso D’AgostinoSottotitolo:Quando l’informazione diventa ber...
22/06/2025

Il Veleno nella Rete – Sorveglianza, Software e Simboli nel caso D’Agostino

Sottotitolo:
Quando l’informazione diventa bersaglio: serpenti digitali, software di sorveglianza israeliani e l’ombra lunga della politica.
Testo introduttivo:
Nel cuore oscuro della sorveglianza digitale internazionale, un nuovo episodio scuote le fondamenta della libertà di stampa: Roberto D’Agostino, noto giornalista italiano, è stato spiato attraverso il software Paragon, tecnologia israeliana tra le più controverse nel panorama globale della cybersicurezza.
Ma la vicenda non è solo tecnica. È simbolica, politica, e profondamente italiana.
Nell’illustrazione allegorica realizzata per Imago Civica, emergono tre protagonisti incrociati in una rete di serpenti e dispositivi: D’Agostino, immobile ma presente; Giorgia Meloni, leader dei Fratelli d’Italia; e Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano.
Sullo sfondo, si fonde lo stemma di Fratelli d’Italia con la stella di David, generando un simbolo nuovo e inquietante: Fratelli Sionisti.

1. Fatto Manifesto – La Notizia
Un’inchiesta giudiziaria della Procura di Roma porta alla luce l’uso del software israeliano Paragon su dispositivi di giornalisti e attivisti. Tra gli spiati:
• Roberto D’Agostino (Dagospia),
• Francesco Cancellato e Ciro Pellegrino (Fanpage),
• Luca Casarini (attivista),
• Eva Vlaardingerbroek (olandese).
Il software ha agito come un parassita invisibile, penetrando i dispositivi personali e quindi il campo mentale e informativo privato dei soggetti.
Apple ha inviato avvisi ai proprietari, segnalando intrusioni mirate.

2. Livello Ombra – La Cessione della Sovranità
Nel marzo 2023, l’Italia ha formalmente delegato la propria sicurezza cibernetica a sistemi israeliani, firmando un accordo che comporta:
• Accesso privilegiato a reti critiche (istituzioni, infrastrutture, comunicazioni),
• Dipendenza tecnica da un potere esterno per la sorveglianza e l’analisi preventiva.
In termini ermetici, ha ceduto l’Arconte Digitale a una forza straniera.
Il codice nazionale dell’autodeterminazione è stato trasmutato in codice di autorizzazione passiva.
Non si protegge: si osserva chi osserva.
Non si custodisce: si cede la chiave del tempio.
Domande che sorgono dal silenzio
• Chi ha ordinato queste sorveglianze e con quali giustificazioni formali?
• Quanti altri dispositivi sono stati infettati e mai scoperti?
• Cosa accade quando un popolo non sa più cosa accade nel suo stesso corpo informazionale?

3. Decifrazione Simbolica – Quadro
LIVELLO CHIAVE COSCIENZIALE SIGNIFICATO
Superficie Sorveglianza digitale Lo Stato osserva i corpi esterni e interni
Intermedio Colonizzazione tecnologica L’autonomia cede al dominio algoritmico esogeno
Profondo Cessione dell’organo della volontà L’Italia ha firmato la rinuncia a sognarsi da sola
Archetipico Violazione dell’arca Il “codice sorgente dell’anima democratica” è stato letto da altri

4. Matrice Simbolica Attivata – Immagini guida
▪ Analisi Simbolica dell’Immagine:

• Serpenti neri digitali emergono dai laptop come incarnazioni del controllo invisibile: software che strisciano nell’informazione, nella privacy, nella coscienza.
• La bandiera d’Israele e la fiamma tricolore si sovrappongono, non come gesto accusatorio, ma come riflessione sulla commistione tra politica nazionale e interessi strategici globali.
• D’Agostino, con lo sguardo coperto, simboleggia tanto la cecità forzata del giornalista quanto la sua resistenza silenziosa.
• Meloni e Netanyahu, ritratti in forma archetipica e non fotografica, galleggiano tra i fumi del potere come “spiriti tutelari” di un’epoca segnata dal controllo dell’informazione.

Commento editoriale – Verso una nuova etica della vigilanza:
• Il caso D’Agostino è una crepa nel muro del consenso. Non riguarda solo lui. Riguarda noi, il nostro diritto a sapere, a dissentire, a indagare.
Imago Civica non intende accusare, ma interrogare: chi decide cosa possiamo dire? Chi ci ascolta, anche quando non parliamo?
• Nel mondo post-democratico della sorveglianza globale, ogni voce libera rischia di diventare un bersaglio. Ma ogni immagine, ogni parola, ogni sguardo può ancora essere resistenza simbolica.
5.Tavola Cosmo-politica
Quando un giornalista viene spiato, non è lui a essere violato.
È il diritto stesso di una nazione a immaginarsi libera che viene contaminato.
E quando la sovranità si consegna in forma invisibile — attraverso il codice, il cloud, la sicurezza —
allora ciò che resta è un corpo senza pelle, esposto al mondo come un organismo sezionato.

Nel nucleo incandescente del Mito, laddove esso si fa fuoco generativo o incendio devastante.Joseph Campbell ci mostrò i...
21/06/2025

Nel nucleo incandescente del Mito, laddove esso si fa fuoco generativo o incendio devastante.

Joseph Campbell ci mostrò il potere del Mito come via alla realizzazione interiore; oggi ne colgo la soglia di pericolo: quando il Mito non viene custodito, ma sfruttato, strumentalizzato, manipolato — si muta in Arconte distruttivo.
---
Riflessione Cosmo-Politica – Il Mito Come Arma a Doppio Taglio

Il Mito è campo sorgivo, ma è anche veicolo di egemonia.

Quando un popolo perde il contatto col cuore vivente del proprio mito e ne conserva solo il guscio simbolico deformato, ne resta solo l’ombra archetipica: una proiezione titanica che divora tutto ciò che incontra.

Il sionismo nella sua forma degenerata, come ideologia suprematista e militarizzata, ha divorato il cuore del Mito di Israele, trasformandolo in un meccanismo coloniale del dolore.
---
Il Compito degli Uomini di Spirito

> Non è combattere un popolo. È redimere il Mito, strapparlo dall’ombra, restituirlo alla Luce del suo Archetipo originario.

Come disse Martin Buber, “Dio è relazione”. E quando il Mito viene privato della relazione e trasformato in diritto assoluto sulla Terra o sull’Altro, si compie il più grave dei peccati: la perversione del Sacro in strumento di dominio.

Indirizzo

Piazza Giordano Bruno
Fermignano
61033

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