30/05/2026
📍La cosa più grave non è nemmeno la richiesta di deroga da parte di FIPSAS.
Perché, sinceramente, da chi continua a mettere al primo posto gare e interessi agonistici rispetto alla tutela reale della specie, ormai non ci aspettiamo più nulla di diverso.
La cosa davvero grave è che la Regione Umbria abbia deciso di concederla.
Perché qui non stiamo parlando di una formalità burocratica.
Stiamo parlando di una ZRS nata per proteggere il luccio, costruita in oltre dieci anni di regole, sacrifici e collaborazione da parte di pescatori che hanno creduto davvero nella tutela del lago e della specie.
E adesso cosa fa la Regione?
Concede una deroga proprio su una delle misure più importanti per la salvaguardia del luccio: l’obbligo del cavetto.
Una scelta assurda e profondamente incoerente.
Per anni i pescatori responsabili hanno sostenuto queste regole, le hanno difese e rispettate perché hanno visto con i propri occhi i risultati ottenuti sul lago.
Non erano imposizioni calate dall’alto, ma regole condivise e accettate proprio perché finalizzate alla protezione del luccio e alla crescita di una pesca moderna e sostenibile.
Poi però, quando entrano in gioco gare e interessi federali, improvvisamente quelle stesse regole diventano derogabili.
È questo il concetto di tutela della Regione Umbria?
Perché il messaggio che passa è devastante:
⚠️ le regole valgono finché non diventano scomode.
Ancora una volta il territorio ternano viene ignorato.
Ancora una volta si prendono decisioni senza rispetto verso chi il lago lo vive tutto l’anno e ha contribuito concretamente alla rinascita del luccio a Piediluco.
La verità è semplice:
se dentro una zona nata per proteggere una specie si autorizzano pratiche che aumentano il rischio di mortalità per quella stessa specie, allora la tutela ambientale diventa soltanto propaganda istituzionale.
E questo è inaccettabile.