Associazione Culturale "Merisi e Massaiusu - San Sebastiano"

Associazione Culturale "Merisi e Massaiusu - San Sebastiano" Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Associazione Culturale "Merisi e Massaiusu - San Sebastiano", Organizzazione no-profit, Escalaplano.

🌾L’Associazione culturale “Merisi e Massaiusu - San Sebastiano” nasce dalla volontà di coniugare la solidarietà con la passione per il folklore, ponendo al centro la diffusione delle tradizioni esclaplanesi 🌾

A una settimana dal rientro dalla Toscana, siamo felici di poter finalmente raccontare il viaggio che ha visto protagoni...
16/02/2026

A una settimana dal rientro dalla Toscana, siamo felici di poter finalmente raccontare il viaggio che ha visto protagoniste le nostre ragazze. L’iniziativa, promossa dall’associazione Tradizioni Popolari di Ortacesus, ha coinvolto due delle nostre ballerine, Giulia e Greca, insieme ad altre quattro coppie provenienti da diversi paesi della Sardegna. Il gruppo è stato ospite dell’agriturismo Il Pratone di Montegemoli, una struttura gestita con calore da Pietrina Calia, originaria di Orune, insieme alla figlia Jasmine Onnis.

Il programma ha saputo unire turismo, cultura e spettacolo, valorizzando le tradizioni isolane in un prezioso contesto di scambio culturale. In questa cornice, la nostra associazione ha portato con orgoglio il proprio patrimonio, che si distingue per una ricca varietà di abiti tradizionali; tra questi spiccano pezzi originali risalenti al XIX secolo, autentiche testimonianze delle consuetudini e della vita delle generazioni che ci hanno preceduto.
l cuore pulsante della nostra trasferta è stato senza dubbio il ballo: le nostre ragazze hanno portato in scena i balli tradizionali di Escalaplano.
Le esibizioni sono state due: sabato sera e domenica a pranzo, all'interno dell'agriturismo. La trasferta è culminata la domenica sera sul prestigioso palco del Teatro Comunale di Pomarance.
In questa occasione, il gruppo ha incantato il pubblico con i suoi canti, i suoi balli e le sue musiche della tradizione sarda.

Questa esperienza rappresenta appieno la nostra missione: preservare e valorizzare le tradizioni del territorio affinché l'associazione diventi non solo un custode della memoria, ma anche un ponte capace di far viaggiare la nostra cultura oltre i confini dell'isola.

Una settimana fa abbiamo vissuto una giornata indimenticabile: la nostra associazione, nata per unire la passione per il...
02/11/2025

Una settimana fa abbiamo vissuto una giornata indimenticabile: la nostra associazione, nata per unire la passione per il folklore alla solidarietà, ha organizzato una camminata solidale contro leucemie, linfomi e mieloma insieme agli amici de "Le Vie di Tokyo" di Sadali.
L'organizzazione non è stata per niente semplice, ma il supporto e l'adesione di quasi 300 persone hanno permesso che tutto andasse per il verso giusto.
Ringraziamo:
-tutti i partecipanti provenienti da Escalaplano, Sadali, Goni, Cagliari, Ballao, San Nicolò Gerrei, Orroli, Villaputzu, Perdasdefogu e da tanti altri comuni;
- il nostro sponsor "Sa Braberia" di Mirko Congiu;
- per aver creato le magliette e aver contribuito alla causa: Mauro e Tiziana siete un'eccellenza nel territorio;
- Don Giampaolo Matta per averci concesso l'oratorio di Santa Barbara;
- tutte le persone che si son rese disponibili a raccogliere le quote;
- tutte le persone che hanno partecipato alla camminata e anche chi, pur non potendo esserci, ha voluto contribuire;
- tutte le persone che con qualche sfiziosità hanno voluto contribuire al rinfresco;
- le forze dell'ordine e i vigili urbani per averci scortato durante la camminata, garantendo la massima sicurezza;
- l'amministrazione comunale di Escalaplano, la quale ha concesso un contributo a favore dell'AIL di Nuoro;
- gli amici di Sadali, uniti a noi da un filo di solidarietà e amicizia;
- per il supporto e la raccolta offerte;
- Adriano Tatti per il prezioso contributo;
- Marco Morelli per averci regalato ricordi
prezioso tramite le foto.

Il ricavato sarà devoluto all'AIL di Nuoro, per sostenere la casa AIL di Nuoro.
Grazie di cuore a tutti♥️

L'abito tradizionale maschile è composto dalla camicia, realizzata in tela bianca o "stamini de linu", la quale presenta...
29/07/2025

L'abito tradizionale maschile è composto dalla camicia, realizzata in tela bianca o "stamini de linu", la quale presenta ricami distintivi: "sa frungia ona" su polsi e spalle, "sa rosa trappada" e "su callagorru de cuppasa" sul davanti, e "is pizzus de pramma" sia sul davanti che sui polsi.
“Su cossettu", dunque il corpetto, è confezionato in orbace nero, tessuto caratterizzato da robustezza e impermeabilità. La bordatura del corpetto variava in base alla condizione economica: blu per le persone abbienti e nero per quelle meno ricche. Il copricapo, "sa berritta", è anch'esso realizzato in orbace con bordi in velluto. Tradizionalmente, "sa berritta" era di forma tubolare tronco-conica e veniva indossata con l'estremità ricadente su un fianco o dietro le spalle.
La "gonnella" è lavorata a "frungia", mentre "is crazonis" sono pantaloni in lino. Un fazzoletto rosso, riprodotto da un originale risalente a circa centocinquanta anni fa, viene portato sul fianco destro. La giacca, in orbace nero, è decorata con inserti in velluto marrone.
Ph 1: Barbara Sanna; Ph 3: Antonello Carta Secci

L'abito da vedova è composto da più elementi: la gonna, realizzata in tessuto "abordau" con tonalità rosse e blu, presen...
29/07/2025

L'abito da vedova è composto da più elementi: la gonna, realizzata in tessuto "abordau" con tonalità rosse e blu, presenta una balza di circa 30 cm in seta nera, simbolo di austerità. Il grembiule, "su deventalli", è anch'esso in seta nera, decorato con motivi floreali che conferiscono luminosità all'insieme. Il giubbetto, "su gipponi", generalmente nero e talvolta confezionato con lo stesso tessuto del grembiule, può presentare una chiusura a doppio petto, caratteristica delle famiglie benestanti; i polsini sono adornati con bottoni in argento - "de pratta" - mentre l'assenza di ulteriori gioielli sottolinea la condizione di lutto. Il copricapo, "su muncadori", è un fazzoletto di seta nera, indossato per coprire il capo in segno di rispetto e modestia. Per proteggersi dal freddo, si utilizzava "su mantu", un mantello in orbace, che poteva essere posizionato sulla testa o sulle spalle. Le vedove appartenenti a ceti meno abbienti indossavano abiti confezionati con tessuti semplici e privi di decorazioni, riflettendo la loro condizione economica. Infine, era consuetudine che la vedova portasse sempre con sé il rosario, simbolo di devozione e conforto spirituale.
Ph: Giuseppe Boi.

L’abito  tradizionale da massaia, risalente alla fine del XIX secolo, rappresenta un autentico esempio di abbigliamento ...
29/07/2025

L’abito tradizionale da massaia, risalente alla fine del XIX secolo, rappresenta un autentico esempio di abbigliamento quotidiano femminile dell'epoca. Appartenuto alla signora Marietta Spano, il "cosso" le fu confezionato dalla madrina nel 1893 come dono di battesimo. La storia di questo abito è stata ricostruita grazie alla testimonianza dell'unica figlia ancora in vita, oggi novantenne. La gonna, realizzata in cotone a quadretti marrone e beige, è arricchita nella parte inferiore da un pizzo ornamentale. La camicia bianca presenta pochi pizzi, limitati al girocollo, ma è impreziosita dal ricamo tradizionale noto come "su pappu de sa mendula" sui polsini e da pieghe plissettate sul petto. Il "cosso", con sfondo celeste, è decorato con motivi floreali color oro e rosa. Il copricapo nero serviva a raccogliere i capelli, mentre il fazzoletto marrone veniva annodato dietro la testa per non ostacolare le attività domestiche. Il grembiule, semplice e di colore marrone, è privo di decorazioni. Ph 1: Riccardo Meloni; Ph 2-3: Marco Morelli

L'abito da sposa, riproduzione fedele di un modello del 1870, confezionato in tessuto floreale noto come "Andriana", car...
29/07/2025

L'abito da sposa, riproduzione fedele di un modello del 1870, confezionato in tessuto floreale noto come "Andriana", caratterizzato da motivi raffinati e colori vivaci. Completa l'insieme uno scialle originale dell'epoca, di colore viola con decorazioni floreali, impreziosito da frange in macramè chiamate "scimbullus", che aggiungono eleganza e movimento al capo. La camicia bianca, elemento fondamentale dell'abito, è ornata con il ricamo tradizionale "su pappu de sa mendula" e rifinita con pizzi semplici, conferendo un tocco di delicatezza e sobrietà. Sopra la camicia si indossa "su gipponi", un giubbetto le cui maniche sono rifinite con vellutino lavorato a punto erba o punto catenella. La gonna presenta ampie pieghe e, come "su gipponi", è rifinita alle estremità con la stessa tecnica decorativa. Un grembiule completa l'abbigliamento, aggiungendo un ulteriore elemento di tradizione e funzionalità. Nella seconda foto viene rappresentata la variante blu dell'abito, realizzata grazie all'ausilio di fonti iconografiche. PH 1: Giuseppe Dessì

L'abito festivo da donna è composto da varie parti: la gonna -realizzata in tessuto "abordau" a righe rosse e blu - è ri...
29/07/2025

L'abito festivo da donna è composto da varie parti: la gonna -
realizzata in tessuto "abordau" a righe rosse e blu - è rifinita con un nastro in seta verde; la camicia, confezionata in lino o in cotone, è decorata con il ricamo tradizionale noto come "su pappu de sa mendula"; il grembiule - di colore viola o blu — è decorato con motivi eleganti; il corpetto, realizzato in broccato con sfondo blu, è ornato da rose color magenta decorate con paillettes nere; il giubbetto - noto come "gipponi" - riprende i colori del grembiule e la scelta del tessuto e della fantasia
rifletteva la condizione economica della famiglia di appartenenza. Infine, lo scialle - di cui si conservano diverse tonalità e pezzi originali (viola e verde, rosa e blu e infine marrone con fiori decorativi) - completa l'insieme. Elemento aggiuntivo è "su mantu", realizzato in orbace, utilizzato durante la stagione invernale per ripararsi dal freddo.

ph: Marco Morelli

📌L’Associazione culturale “Merisi e Massaiusu - San Sebastiano” nasce dalla volontà di coniugare la solidarietà con la p...
30/06/2025

📌L’Associazione culturale “Merisi e Massaiusu - San Sebastiano” nasce dalla volontà di coniugare la solidarietà con la passione per il folklore, ponendo al centro la diffusione degli usi e costumi escalaplanesi.

🌾Il nostro patrimonio si distingue per una ricca varietà di abiti tradizionali, alcuni dei quali sono pezzi originali risalenti al XIX secolo, autentiche testimonianze della vita e delle consuetudini delle generazioni che ci hanno preceduto.

🎶Elemento centrale della nostra attività è il corpo di ballo, composto da ballerini e ballerine che interpretano con rigore e passione le coreografie e i balli popolari di Escalaplano, contribuendo alla salvaguardia e alla trasmissione del patrimonio coreutico locale.

🫂La nostra missione è preservare e valorizzare le tradizioni del territorio, affinché l'associazione diventi uno strumento di coesione sociale e di supporto concreto. In particolare, parte delle nostre attività sono dedicate alla solidarietà nei confronti di associazioni impegnate nella lotta contro le malattie oncologiche, sostenendo la ricerca e il sostegno ai pazienti attraverso iniziative culturali e benefiche.
Vi invitiamo a seguirci e a sostenerci per poter contribuire a mantenere viva una storia che merita di essere raccontata!

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