Coordinamento BASE

Coordinamento BASE Coordinamento NON collegato a partiti che riunisce i Comitati Civici di Erba

Aree ex industriali di Erba: riqualificare non significa costruire una nuova Città di Erba------------------------------...
04/09/2026

Aree ex industriali di Erba: riqualificare non significa costruire una nuova Città di Erba

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Le aree ex industriali del centro di Erba rappresentano certamente un problema urbanistico che deve essere affrontato. Dove gli edifici non sono recuperabili, demolire, bonificare e riqualificare può essere non soltanto opportuno, ma necessario.

Da qui, però, a immaginare una nuova grande espansione edilizia il passo è tutt'altro che scontato.

Per il momento vediamo soprattutto rendering, peraltro grossolani, non un progetto capace di dimostrare quale beneficio concreto ne deriverebbe per la città. E la prospettiva suggerita da quelle immagini appare, dal punto di vista urbanistico, estetico, culturale e sociale, profondamente sbagliata.

Prima di lasciarci sedurre dalle immagini patinate del “nuovo”, proviamo a immaginare quegli stessi edifici tra dieci o vent'anni: balconi inevitabilmente modificati dalla vita quotidiana, verde verticale rinsecchito, materiali e rivestimenti invecchiati, facciate che avranno perso la perfezione artificiale del rendering.

Erba possiede già numerosi esempi di ciò che, pochi decenni fa, veniva presentato come moderno e innovativo e che oggi appare semplicemente datato.

La buona architettura è un'altra cosa. Può anche essere umile all'origine, ma deve contenere equilibrio, proporzione, armonia e sintonia con il luogo: qualità capaci di resistere al tempo e di costruire paesaggio, anziché consumarlo.

La questione, però, non è soltanto estetica.

Erba ha davvero bisogno di crescere fino a 20.000 abitanti o oltre?

Negli ultimi dieci anni la popolazione cittadina non è aumentata: è diminuita mediamente di circa 15 abitanti all'anno. E questo avviene mentre esiste già un volume significativo di abitazioni non occupate.

Quale sarebbe, quindi, la necessità collettiva di immettere sul mercato una quantità consistente di nuova edilizia residenziale?

I circa 16.500 cittadini che oggi vivono a Erba che cosa guadagnerebbero da una politica urbanistica fortemente espansiva?

Più traffico? Maggiore pressione sui servizi? Maggiore densità edilizia? Ulteriore trasformazione del paesaggio urbano? Un aumento dell'offerta immobiliare che potrebbe persino ridurre il valore del patrimonio di chi, magari con sacrifici durati decenni, ha investito nella propria casa?

La rigenerazione delle aree post-industriali non deve diventare automaticamente un pretesto per massimizzare volumi e superfici edificabili.

Rigenerare significa innanzitutto chiedersi di che cosa abbia bisogno Erba: spazi pubblici, verde, servizi, percorsi pedonali, qualità urbana, funzioni utili alla comunità e, certamente, anche residenza dove realmente necessaria. Non significa necessariamente riempire ogni spazio disponibile di nuovi palazzi.

C'è poi una questione di trasparenza che riteniamo indispensabile affrontare fin dall'inizio.

Di fronte a trasformazioni urbanistiche di questa portata, i cittadini devono poter conoscere con chiarezza quali soggetti economici siano interessati alle operazioni, quali proprietà siano coinvolte, quali professionisti abbiano ricevuto incarichi, quali rapporti intercorrano tra operatori privati e Amministrazione comunale e quali verifiche siano state svolte per escludere eventuali situazioni di conflitto di interessi.

Non formuliamo accuse nei confronti di nessuno.

Poniamo domande proprio perché vogliamo ricevere risposte chiare, pubbliche e documentate.

Prima di decidere come sarà Erba nei prossimi cinquant'anni non bastano rendering e slogan sulla “rigenerazione”. Servono dati demografici, valutazioni sul patrimonio immobiliare esistente, analisi dei servizi, della mobilità e dell'impatto paesaggistico, oltre a una discussione pubblica reale sul modello di città che vogliamo costruire.

Demolire ciò che non è più recuperabile può essere necessario.

Riqualificare è un'opportunità. Guadagnare nel settore immobiliare è perfettamente lecito e può essere positivo, purché ciò avvenga nel rispetto dell'interesse dei residenti attuali, dello spazio urbano e di quel respiro che un prato, un'area alberata o un bosco possono offrire, soprattutto in un contesto caratterizzato da estati sempre più calde e fenomeni atmosferici più intensi.

Quando il consumo di un'area verde risulti realmente inevitabile, chi ne trae beneficio economico dovrebbe restituire alla comunità e all'ambiente urbano un valore equivalente a quello perduto: attraverso il recupero e la rinaturalizzazione di altri spazi oppure assumendosi l'onere economico di una compensazione ambientale tecnicamente definita, misurabile e vincolante.

Ma consumare suolo, volume edilizio, paesaggio e identità urbana senza dimostrare un autentico interesse pubblico sarebbe una scelta che Erba rischierebbe di pagare per molti decenni.

A Erba l’Amministrazione comunale mantiene acceso un pannello luminoso che, per gran parte del tempo, fornisce un’indica...
02/08/2026

A Erba l’Amministrazione comunale mantiene acceso un pannello luminoso che, per gran parte del tempo, fornisce un’indicazione falsa.

I cittadini sono forse considerati un gregge da indirizzare con espedienti?

(Ma la Polizia Locale lo sa?).

La legge della domanda e dell'offerta.************************************Possiedi una casa o un appartamento a Erba?Il ...
29/07/2026

La legge della domanda e dell'offerta.
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Possiedi una casa o un appartamento a Erba?
Il sindaco ammette che i nostri investimenti perderanno valore rispetto alle nuove palazzine!

Riascoltando le registrazioni del Consiglio comunale del 26 giugno 2026, abbiamo individuato un passaggio particolarmente significativo dell'intervento con cui il sindaco Mauro Caprani rispondeva ad alcune domande del consigliere Doriano Torchio.

Il sindaco affermava, in sostanza:
«Noi non siamo un'agenzia di marketing, non facciamo analisi di mercato: ci limitiamo a consentire la costruzione di nuove palazzine dove è permesso.»

In realtà, questa ricostruzione ci sembra almeno parziale. In almeno un caso — e forse in due — il Comune avrebbe svolto un ruolo di mediazione (e facilitazione) in accordi che prevedevano la realizzazione di parcheggi in cambio della possibilità di edificare nuove palazzine, in un contesto in cui il mercato immobiliare non appare sostenuto dalla domanda.

Secondo Caprani, tra i vantaggi di questa politica per gli erbesi vi sarebbe la possibilità, per chi ha le risorse per acquistare al prezzo di mercato, di acquistare una casa nuova, moderna, conforme alle normative e dotata delle tecnologie più recenti. Chi invece non potrà permettersela (i neo erbesi? Chi cerca un posto in un quartiere dormitorio?) potrebbe acquistare una casa esistente a un prezzo più basso.

Il punto è proprio questo: perché le case esistenti dovrebbero costare meno?
La risposta implicita è evidente: perché perderebbero valore.

Viene allora spontaneo domandarsi a quali "erbesi" si riferisca il sindaco. Agli attuali abitanti della città, ai cittadini e agli elettori che possiedono già una casa? Oppure ai nuovi residenti che questa politica urbanistica vorrebbe attirare, trasformandoli in futuri clienti di agenzie immobiliari e imprese di costruzione?

Il significato politico di queste dichiarazioni è molto chiaro.

Gli erbesi che hanno investito i propri risparmi — magari quelli accumulati da più generazioni — nell'acquisto e nella manutenzione di una casa devono sapere che la politica di urbanizzazione promossa dall'Amministrazione rischia di ridurne il valore.

Le abitazioni esistenti vengono progressivamente considerate obsolete, anche a causa di normative non sempre razionali, mentre la continua immissione sul mercato di nuove costruzioni può esercitare un'ulteriore pressione al ribasso sui prezzi degli immobili già presenti.

Quando vediamo sorgere una nuova palazzina invece di un cantiere di ristrutturazione, quindi, non assistiamo soltanto alla scomparsa di un prato e a un ulteriore consumo di suolo, fatto già di per sé grave. Potremmo assistere anche alla riduzione del valore di un bene privato che appartiene a migliaia di famiglie erbesi: la casa in cui vivono e nella quale hanno investito una parte importante del proprio patrimonio.
Una politica urbanistica dovrebbe tutelare l'interesse complessivo della città, non limitarsi a consentire di costruire ovunque sia formalmente possibile.

La domanda che rivolgiamo agli erbesi è quindi semplice: vogliamo permettere a questa maggioranza di proseguire fino all'ultimo giorno con questa politica di urbanizzazione forzata, dove a guadagnarci sono gli operatori e i mediatori del settore edile (o almeno quelli coinvolti negli accordi con l'Amministrazione)?

Il problema sono i tigli o la pessima esecuzione e manutenzione del piazzale del complesso di via Turati?
28/07/2026

Il problema sono i tigli o la pessima esecuzione e manutenzione del piazzale del complesso di via Turati?

Auguri B.A.S.E. ! Buon compleanno!Esattamente un anno fa nasceva BASE, con l’obiettivo di creare uno spazio libero di pa...
27/07/2026

Auguri B.A.S.E. ! Buon compleanno!

Esattamente un anno fa nasceva BASE, con l’obiettivo di creare uno spazio libero di partecipazione, confronto e informazione sulla vita della nostra città.

In occasione di questo primo compleanno, annunciamo la creazione di un nuovo gruppo WhatsApp di discussione cittadina, gestito e moderato dal Coordinamento BASE.

Dopo la manifestazione di venerdì scorso, molte persone ci hanno chiesto come poter entrare in contatto con noi anche al di fuori di Facebook, perché non iscritte alla piattaforma o semplicemente poco a loro agio con questo strumento.

In attesa di attivare altri canali, tra cui il sito internet, abbiamo quindi deciso di sperimentare uno spazio di confronto più diretto e accessibile.

Il gruppo sarà moderato e, almeno fino a settembre, sarà limitato a un massimo di 100 partecipanti tra i cittadini erbese e un numero illimitato di rappresentanti di associazioni, comitati di quartiere, liste politiche presenti in Consiglio Comunale, così da mantenerlo ordinato, utile e facilmente gestibile. L’accesso avverrà previa approvazione.

A settembre valuteremo i risultati dell’esperimento e decideremo se ampliare ulteriormente il gruppo.

Il link di accesso, valido fino al raggiungimento dei limiti indicati è:

https://chat.whatsapp.com/DNWMwgUp8QL9BnwZ1dxaXq

NON sono ammessi nick name e l'utente è tenuto a dichiarare il nome all'ingresso. Gli utenti anonimi saranno cancellati.

(L'approvazione della richiesta avverrà entro 24 ore).

Un piccolo passo in più per mettere in contatto cittadini, idee e proposte, continuando il percorso iniziato esattamente un anno fa.

«Avete votato per portarmi via il giardino»********************************************Dopo la manifestazione di venerdì...
27/07/2026

«Avete votato per portarmi via il giardino»
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Dopo la manifestazione di venerdì, una riflessione sul rapporto tra potere, cittadini e trasformazione della città. Dalla manifestazione che si è tenuta venerdì 24 luglio davanti al Municipio di Erba si potrebbero trarre molte conclusioni, politiche, amministrative e culturali. Alcune meriteranno di essere approfondite separatamente. Per ora vogliamo partire da un dato semplice e positivo: la partecipazione è stata numerosa, trasversale e rappresentativa di sensibilità diverse presenti nella città. Non è stata una manifestazione "di ecologisti" come viene superficialmente definita da molti giornali, ma di cittadini. Il tema ecologico della conservazione dei tigli era presente, ma come "goccia" e che ha fatto traboccare il vaso (rovesciato definitivamente da Marco Romanello che ha lanciato l’iniziativa), non come unico argomento.

Abbiamo apprezzato la presenza del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, da tempo impegnato sui temi della tutela ambientale e del consumo di suolo, così come quella di Erba Civica, che anche in passato ha mostrato attenzione verso queste problematiche. Costruttiva e onesta anche la presa di posizione di Fratelli d'Italia, a cui auguriamo di mantenere questa rotta indipendente anche in futuro... e ce lo auguriamo anche per Erba.

Ci ha fatto piacere la partecipazione dell’ex sindaco Filippo Pozzoli, ancora attento, attivo e pronto a intervenire nella vita pubblica cittadina.

Non sono mancate, naturalmente, assenze significative e comportamenti politici che lasciano perplessi: da una parte la mancata collaborazione di una delle principali forze di opposizione a livello nazionale; dall’altra l’opportunismo di quel movimento che, dopo un breve periodo di effimera fortuna politica, sembra oggi cercare visibilità senza avere costruito una presenza reale e coerente sul territorio, "rubando" idee e attribuendosi un ruolo che nella manifestazione non c'è stato. Non sono però queste assenze a definire il valore della serata.

Il bilancio della manifestazione resta infatti molto positivo, soprattutto sul piano culturale e sociale. Si è dimostrato che a Erba esiste una parte della cittadinanza che non vuole limitarsi ad assistere passivamente alle decisioni dell’amministrazione, ma chiede di essere ascoltata e di partecipare realmente alla trasformazione della città.

Sul piano strettamente politico, è evidente che in Consiglio comunale manca ancora un voto per mettere definitivamente in crisi una maggioranza ormai ridotta ai minimi termini. Non escludiamo, tuttavia, che una delle forze che ancora sostengono il sindaco possa ripensare la propria posizione. In ogni caso, le prossime elezioni offriranno agli erbesi la possibilità concreta di cambiare direzione.

Durante la manifestazione, una frase pronunciata da un cittadino ha riassunto meglio di qualunque intervento ciò che sta accadendo:

«Avete votato per portarmi via il giardino».

In queste parole c’è il punto centrale della questione.

Una decisione amministrativa, approvata dentro un palazzo (o da una gerarchia partitica lontana), può entrare concretamente nella vita di una persona, modificare il valore e l’equilibrio della sua proprietà, cancellare uno spazio vissuto per anni e trasformare radicalmente il luogo in cui abita: che sia un giardino trasformato in parcheggio, un prato destinato a nuove unità abitative non richieste dal mercato immobiliare (se non turbato artificialmente) e una volta usato dai ragazzi per giocare a pallone, una via, storica arteria, ridotta a un orrendo simulacro di piazza (contornata da negozi chiusi).

Il cittadino non è un elemento astratto di una planimetria. Non è un ostacolo da rimuovere in nome di un presunto interesse superiore. È un individuo titolare di diritti, di aspettative legittime, di una storia personale e di un rapporto concreto con il territorio.

Questa Giunta sembra invece avere smarrito ogni senso del limite e ogni autentico rispetto per il cittadino inteso come individuo. Si richiama continuamente a un concetto teorico e astratto di “bene comune”, che troppo spesso finisce per nascondere interessi di categoria, equilibri corporativi e precise scelte di natura politica.

Scelte che, intervenendo sull’urbanistica e sulla disponibilità delle aree edificabili, possono arrivare a modificare artificialmente l’equilibrio tra domanda e offerta e, di conseguenza, il mercato immobiliare cittadino. Meglio una città con 16500 abitanti produttivi che la rendono viva, oppure un quartiere dormitorio di 20000 abitanti, costretti a razionare l'acqua?

Il bene comune non può essere utilizzato come una formula capace di giustificare qualsiasi sacrificio imposto ai singoli. Non può diventare il lasciapassare per espropri, abbattimenti, consumo di suolo e trasformazioni urbanistiche decise senza un confronto reale con chi ne subirà direttamente le conseguenze.

L’equilibrio di una comunità non può essere imposto dall’alto. Non può essere stabilito da corporazioni, associazioni che agiscono lontano dallo sguardo dei cittadini o dall’autoritarismo di un singolo amministratore convinto di conoscere, da solo, il destino della città.

La crescita di una città nasce invece dalla capacità di mettere in relazione le singole individualità, di ascoltare le richieste concrete, di favorire il dialogo e di prestare attenzione ai dettagli locali, senza manie di protagonismo.

Se ciascuno avesse cura dei classici cento passi intorno a sé, rispettando chi vive, lavora e possiede qualcosa in quello spazio, dalla somma di queste attenzioni potrebbe nascere un equilibrio dinamico: certamente imperfetto, ma aperto al miglioramento.

È questa la città reale.

Non quella disegnata astrattamente negli uffici, ma quella costruita ogni giorno dalle persone, dalle famiglie, dalle attività economiche, dai proprietari, dalle associazioni e dai cittadini che si prendono cura di ciò che hanno vicino.

Quando invece i piani vengono calati dall’alto, il risultato tende a ripetersi. Cambiano le epoche e le giustificazioni ideologiche, ma rimangono la prevaricazione, l’indifferenza verso lo spazio vitale dei singoli (che sono i soli che se ne occuperanno, una volta esaurite le risorse straordinarie per "fare e disfare", la scarsa attenzione ai particolari e il rischio di errori clamorosi (come Corso XXV aprile).

Errori che nascono dalla pretesa di poter decidere a tavolino l’evoluzione di una città, spesso facendo passi più lunghi della gamba e affidandosi a competenze tecniche che dovrebbero essere dimostrate attraverso studi, dati, confronti e documenti accessibili a tutti.

La frase pronunciata venerdì da quel cittadino non deve essere dimenticata.

«Avete votato per portarmi via il giardino» non è soltanto la protesta di una persona direttamente coinvolta. È il simbolo di un modo di amministrare nel quale la volontà politica pretende di prevalere sulla vita concreta degli individui.

Noi crediamo invece che una buona amministrazione debba partire esattamente dal punto opposto: dal rispetto della persona, della proprietà, delle comunità locali e del diritto di ciascuno a essere ascoltato prima che qualcuno decida, dall’alto, che cosa sia meglio per lui.

Affidereste la revisione dell'urbanistica della Città di Erba a chi gestisce cosi la manutenzione ordinaria?Erba (Via Ce...
25/07/2026

Affidereste la revisione dell'urbanistica della Città di Erba a chi gestisce cosi la manutenzione ordinaria?
Erba (Via Cesare Cantù - Via Como)

Il coordinamento B.A.S.E. mette a disposizione di tutti un volantino, volutamente senza simboli politici e senza loghi d...
23/07/2026

Il coordinamento B.A.S.E. mette a disposizione di tutti un volantino, volutamente senza simboli politici e senza loghi di comitati civici e associazioni, per la promozione della manifestazione di dialogo di venerdì 24 luglio alle 19.00 presso il Comune di Città di Erba .

20/07/2026

VIA TURATI: METTERE IN SICUREZZA GLI SPAZI PUBBLICI SENZA SACRIFICARE (TUTTI) TIGLI

Il Coordinamento B.A.S.E. ha appreso dalla stampa e dagli atti pubblicati all’Albo pretorio del progetto di manutenzione straordinaria delle pavimentazioni nell’area di via Turati.

L’intervento riguarderebbe il marciapiede lungo la strada, gli spazi pedonali tra i condomini, le aree prossime alle scalette e alle griglie di aerazione dei parcheggi interrati, oltre allo spiazzo davanti al lavatoio, vicino a piazza del Mercato.

La necessità di intervenire è evidente: in diversi punti le pavimentazioni sono deteriorate e potenzialmente pericolose. Preoccupa però l’impostazione del progetto, ancora una volta caratterizzato da grande estensione, scarsa condivisione con la popolazione e assenza di un adeguato dibattito pubblico e consiliare.

Secondo quanto finora reso noto, l’intervento comporterebbe l’abbattimento di 21 tigli adulti, motivato principalmente dal sollevamento delle pavimentazioni provocato dalle radici.

Si tratta di una scelta rilevante e irreversibile.

Pur non essendo alberi di particolare rilevanza botanica, i tigli, in quanto trentennali, costituiscono un elemento prezioso del paesaggio urbano di via Turati. Garantiscono ombreggiamento, mitigazione delle temperature estive, assorbimento delle acque e una presenza vegetale importante in un contesto sempre più impermeabilizzato.

Il loro valore dipende dalle dimensioni raggiunte, dalla funzione svolta e dal tempo necessario perché nuovi alberi possano offrire benefici paragonabili.

A un esame visivo esterno, le piante (con l'eccezione di un esemplare non più vitale) presentano chiome sviluppate, equilibrate e con una buona struttura complessiva. Questa osservazione non sostituisce una perizia arboricolturale, ma rende necessario conoscere le condizioni di ogni singolo esemplare e le ragioni tecniche che impedirebbero soluzioni conservative.

LE RADICI NON SPIEGANO TUTTO

Le radici hanno certamente contribuito al sollevamento di alcuni elementi della copertura, ma il degrado non può essere attribuito esclusivamente agli alberi.

Le pavimentazioni risultano compromesse anche lontano dai tronchi, in corrispondenza delle scalette, delle griglie di aerazione, dei raccordi metallici e delle zone caratterizzate da problemi di pendenza e smaltimento delle acque.

I masselli hanno una forma semplice e sono privi di un vero incastro geometrico. Non sono quindi completamente autobloccanti e la loro stabilità dipende dalla qualità del sottofondo, dal contenimento laterale, dalla regolarità della pessima posa e dall’uniformità dell’appoggio.

In assenza di queste condizioni, spostamenti e cedimenti possono essere causati non soltanto dalle radici, ma anche dal calpestamento, dagli assestamenti del terreno, dall’acqua e dalle variazioni stagionali, dalla trazione esercitata dai veicoli

Nelle porzioni verificabili non risultano inoltre presenti sistemi diffusi di armatura o griglie di ripartizione capaci di uniformare le deformazioni. La loro assenza può essere stata una prassi comune all’epoca (in cui si edificò, come oggi, con fretta e manie di grandezza): le conseguenze non possono oggi essere attribuite automaticamente agli alberi.

La memoria storica dell’area riferisce inoltre che alcune irregolarità erano visibili già negli anni successivi alla realizzazione, quando le radici non avevano l’estensione attuale. Questo aspetto dovrebbe essere verificato attraverso i progetti originari, gli eventuali collaudi e la documentazione degli interventi successivi.

Se confermata, questa ricostruzione dimostrerebbe che le radici hanno aggravato una situazione già condizionata da limiti progettuali, esecutivi e manutentivi, senza esserne l’unica causa.

PRIMA DI ABBATTERE OCCORRE VALUTARE LE ALTERNATIVE

Gli apparati radicali hanno ormai raggiunto una configurazione consolidata. Esistono quindi le condizioni per studiare un intervento capace di adattare la pavimentazione alla presenza degli alberi, anziché eliminarli per ricostruire superfici rigide secondo lo stesso principio che ha contribuito al problema.

Ogni albero deve essere valutato singolarmente, evitando abbattimenti generalizzati non sostenuti da una necessità puntualmente dimostrata.

Non chiediamo di lasciare le pavimentazioni nello stato attuale e non sottovalutiamo la sicurezza dei pedoni.

Chiediamo che sicurezza, accessibilità, gestione delle acque e tutela del patrimonio arboreo vengano affrontate insieme, accertando anche il ruolo delle modalità costruttive originarie e della manutenzione eseguita negli anni.

SERVONO TRASPARENZA E CONFRONTO PUBBLICO

Un intervento che modifica permanentemente il paesaggio urbano e comporta l’eliminazione di 21 alberi adulti non può essere trattato come una semplice manutenzione.

In una fase di evidente fragilità politica della maggioranza, il confronto consiliare e la partecipazione dei cittadini dovrebbero essere rafforzati, non elusi.

Il Coordinamento B.A.S.E. sostiene, con la propria partecipazione, ogni tentativo di dialogo con l’Amministrazione e appoggerà le iniziative consiliari e civiche, promosse per ottenere trasparenza, approfondimento tecnico e una reale valutazione delle alternative.

Coordinamento B.A.S.E.

Coprire un prato con l'asfalto non costituisce "uno spazio di libertà" (cit.), ma un forno.-----Prendendo spunto dalle r...
15/07/2026

Coprire un prato con l'asfalto non costituisce "uno spazio di libertà" (cit.), ma un forno.

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Prendendo spunto dalle riflessioni pubblicate da alcuni cittadini erbesi, abbiamo voluto osservare in modo concreto uno degli effetti della progressiva impermeabilizzazione del suolo: l’accumulo di calore prodotto dalla sostituzione dei terreni naturali con asfalto e superfici cementificate.

La fotografia termica mostra il nuovo parcheggio di via Marconi e il prato adiacente. Il rilievo è stato effettuato con una termocamera relativamente economica e non ha quindi la pretesa di rappresentare una misurazione scientifica certificata. Tuttavia, la differenza rilevata, superiore ai 10 °C, è talmente evidente da risultare molto maggiore del possibile margine di errore dello strumento.

La trasformazione di prati e terreni naturali in parcheggi non incide soltanto sulla temperatura percepita. Produce conseguenze anche sulla capacità del terreno di assorbire l’acqua, sulla gestione delle piogge intense, sull’assorbimento dei rumori e, più in generale, sulla qualità dello spazio urbano.

Questo parcheggio, che l’impresa realizzatrice ha definito in modo piuttosto infelice uno “spazio di libertà”, è stato peraltro costruito con criteri relativamente avanzati e con un vespaio sottostante. La nuova strada non servirà solamente il parcheggio, ma costituirà anche l’accesso alle abitazioni previste nell’area retrostante. Con una pavimentazione più tradizionale e una maggiore quantità di cemento, l’effetto termico avrebbe potuto essere ancora più marcato.

Rimane inoltre aperta una questione politica e urbanistica: quando opere apparentemente pubbliche, come strade e parcheggi, finiscono per agevolare successive edificazioni private, è necessario chiedersi chi tragga il maggiore vantaggio da queste trasformazioni e se le scelte compiute siano davvero orientate all’interesse generale.

Il mercato immobiliare dovrebbe svilupparsi attraverso regole trasparenti e uguali per tutti, senza che la realizzazione di infrastrutture possa alterare preventivamente la convenienza economica di determinate operazioni.

In queste giornate di caldo intenso, la termografia rende visibile ciò che normalmente percepiamo soltanto camminando: un prato e una superficie asfaltata non sono affatto equivalenti.

Ogni nuova cementificazione lascia un segno concreto sulla temperatura, sull’ambiente e sulla vivibilità della città.

Indirizzo

Erba
22036

Sito Web

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