04/11/2025
In vista del referendum comunale abrogativo del 9 novembre p.v., relativo alla delibera n. 93/2022 del Consiglio Comunale di Empoli, con la quale l’Amministrazione ha aderito al progetto “Multiutility” e alla conseguente prospettiva di quotazione in borsa, il Comitato per la Difesa della Costituzione di Empoli (COCOEM) ritiene opportuno esprimere alcune considerazioni di principio.
Il nostro Comitato, da sempre impegnato nella difesa e nell’attuazione dei principi costituzionali, ricorda che la Costituzione non si limita a riconoscere i diritti fondamentali della persona, ma impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che ne limitano l’effettivo esercizio. Questo riconoscimento del valore sociale dei diritti — sancito nei primi articoli e ribadito nel Titolo III sui rapporti economici — assegna alla “funzione sociale” della proprietà un ruolo centrale nella gerarchia dei valori costituzionali.
I Costituenti riconobbero la proprietà pubblica come strumento essenziale per garantire l’interesse collettivo. Tuttavia, l’evoluzione del liberismo globale e la crescente finanziarizzazione dell’economia hanno progressivamente svuotato questo principio, concentrando ricchezze e poteri in poche mani e subordinando i beni comuni alle logiche di mercato.
In questa prospettiva, il trasferimento delle quote comunali di società pubbliche – come Alia – nella costituenda Multiutility, destinata alla quotazione in borsa, solleva interrogativi sulla compatibilità di tale operazione con la tutela dell’interesse generale. La gestione di servizi essenziali come l’acqua, risorsa vitale e bene comune, non può essere affidata a meccanismi ispirati esclusivamente alla redditività, tanto più in un contesto di crescente crisi idrica globale.
Si ricorda, inoltre, che il referendum del 2011 espresse chiaramente la volontà popolare di una gestione pubblica e non lucrativa del servizio idrico. Tale indirizzo, tuttavia, non ha avuto piena attuazione, lasciando spazio a forme societarie ibride che, di fatto, continuano a privilegiare interessi economici particolari rispetto a quelli collettivi.
La Costituzione offre tuttavia strumenti di tutela. L’articolo 43 stabilisce che imprese, che gestiscono servizi pubblici essenziali, come erogazione acqua o energia e rifiuti, possano essere riservate per legge a enti pubblici o comunità di lavoratori e utenti. Questo principio, troppo spesso dimenticato, afferma che tali servizi non devono essere assoggettati alle logiche speculative, ma gestiti nell’esclusivo interesse della collettività.
La semplice maggioranza pubblica nel capitale sociale non basta a garantire una gestione realmente pubblica: se lo strumento è una società di capitali, esso opera inevitabilmente secondo logiche privatistiche e di profitto, relegando l’interesse pubblico a un ruolo marginale.
Comprendiamo quindi le motivazioni del “Comitato Empoli del Sì” promotore del referendum pur riconoscendo la legittimità formale del processo di costituzione della Multiutility. Tuttavia, riteniamo che tale modello contrasti con i principi di indirizzo e i valori sostanziali della Carta Costituzionale, che pone il bene comune e la funzione sociale dell’economia al centro dell’azione pubblica.
Per questi motivi, il Comitato per la Difesa della Costituzione Empolese-valdelsa invita la cittadinanza empolese ad andare a votare il 9 novembre e ad esprimere un voto consapevole e informato, ispirato ai valori sociali e solidaristici della Costituzione, contro la riduzione dei beni comuni a merce e per una nuova etica del bene pubblico.