22/04/2026
Senese (UIL): «Il caro carburante colpisce in Calabria più che nel resto del Paese»
La protesta delle marinerie siciliane e calabresi, pronte a bloccare lo Stretto di Messina, è il segnale di un sistema che non regge più. Il gasolio sopra i 2,10 euro al litro racconta di un mercato distorto: i benefici dei ribassi alla fonte non arrivano mai a chi lavora.
I numeri parlano chiaro. Secondo il Green Paper sulla povertà dei trasporti, la Calabria è la regione italiana con la più alta incidenza di famiglie vulnerabili ai costi della mobilità: oltre il 10%, contro il 2% del Trentino-Alto Adige. Ogni rincaro del carburante è, per noi, una tassa occulta e regressiva sulle fasce più deboli.
Non è solo un problema dei pescatori o degli autotrasportatori. È il problema di chi ogni mattina percorre decine di chilometri su strade dissestate, senza un treno che funzioni o un autobus che passi. Di chi si sposta per curarsi, per studiare, per assistere un familiare. In una regione con il reddito pro capite tra i più bassi d'Europa, questo equivale a mettere del sale su una ferita aperta: costringe le famiglie a scegliere tra il pieno e una visita medica.
Il prezzo alla p***a non scende quando scende il greggio, ma sale quando sale. Questa asimmetria ha un nome preciso: speculazione.
Come UIL Calabria chiediamo interventi urgenti alla Regione su tre fronti:
1️⃣ Tavolo permanente sui carburanti
Misure di compensazione diretta — voucher e contributi sulla mobilità — per le famiglie calabresi più vulnerabili, a partire da quelle già identificate dal Green Paper sulla povertà dei trasporti.
2️⃣ Sostegno ai settori produttivi
Pesca, agricoltura, logistica, artigianato dipendono dal gasolio e sono spesso l'unica economia reale di questo territorio. Servono misure strutturali, anche attraverso le risorse del POR Calabria FESR/FSE+ 2021-2027.
3️⃣ Attuazione concreta del Piano Regionale dei Trasporti
Il PRT approvato a marzo 2026 certifica che il 91% degli spostamenti in Calabria avviene su mezzo privato — il dato più alto d'Italia. Gli obiettivi ci sono: portare la quota del trasporto pubblico dal 9% al 18%, far risparmiare 46 ore e 950 euro l'anno a ogni calabrese. Ma il Piano prevede 33 miliardi di investimenti a fronte di soli 21 miliardi realmente disponibili, e un orizzonte di 20 anni. Non è abbastanza e non è abbastanza veloce. Chiediamo di anticipare gli interventi, a partire dalle aree interne e dalle periferie, e di integrare nel Piano misure esplicite di contrasto alla povertà dei trasporti, in coerenza con il Piano Sociale per il Clima nazionale — circa 9,3 miliardi di euro in attesa di approvazione UE.