ANPI Corniglio

Chiama Contatta l'organizzazione

ANPI Corniglio Fondata il 29.03.2025, la sezione ANPI di Corniglio (PR) è un nuovo presidio di memoria, di impegno civile e di difesa attiva dei valori costituzionali.

https://www.facebook.com/share/1Fvxi4EBGj/?mibextid=wwXIfr
14/10/2026

https://www.facebook.com/share/1Fvxi4EBGj/?mibextid=wwXIfr

Giornalai e parlamentari di Fratelli d’Italia sono così analfabeti o così falsi da cercare di far passare la bandiera delle Brigate Garibaldi non si sa bene per bandiera di quale regime.
Le Brigate Garibaldi furono le formazioni partigiane più numerose della Resistenza italiana, organizzate dal Partito comunista ma aperte anche a militanti di altre provenienze politiche. Secondo i dati riportati da diversi fonti storiche - tra cui Giorgio Bocca - circa il 50% dei partigiani appartenevano alle Brigate Garibaldi. Su 280.000 qualifiche di partigiano e patriota attribuite alla fine del conflitto 169.000 vennero date a garibaldini. E sugli oltre 40.000 morti della Resistenza si calcola che quasi 25.000 appartennero a queste Brigate.
Questo è il tributo di sangue pagato da chi col fazzoletto rosso e quella bandiera dietro le spalle, inferiore per mezzi e risorse, si è battuto contro l’occupante nazista, contro i collaborazionisti della Repubblica Sociale e per costruire una società nuova fondata sui principi di giustizia sociale e ugualianza.
Tutti gli errori, i limiti e perfino i crimini compiuti nel corso di questa lotta sono da ascrivere sempre e comunque al regime che ha oppresso le classi subalterne italiane per vent’anni, ha scatentato le infami imprese coloniali e ha trascinato la nazione in una guerra di sterminio al servizio del regime più aberrante che sia mai comparso sulla faccia della Terra.
Va ribadito oggi più che mai che alcune delle donne e degli uomini più coraggiosi e capaci dei più grandi sacrifici hanno preso parte alla guerra di Liberazione dentro le formazioni Garibaldi. La stragrande maggioranza di queste persone hanno donato la loro vita per liberare l’Italia, per migliorare la condizione delle persone oppresse, per dare un avvenire alle nuove generazioni.
Qualcuno oggi ha detto che le loro mani sono sporche di sangue.
Ebbene il sangue che hanno avuto sulle mani è quello dei nazisti e dei loro servi.
E di questo dobbiamo essergliene eternamente grati.

https://www.facebook.com/share/1GcpWh1wT8/?mibextid=wwXIfr
10/10/2026

https://www.facebook.com/share/1GcpWh1wT8/?mibextid=wwXIfr

A Castello Tesino, un paese di montagna del Trentino, le donne si passano lo stesso vestito da madre in figlia da quattrocento anni.

È nero, e per farne uno servono più di dieci metri di panno, piegati in pieghe strettissime. In fondo ha una fascia alta venti centimetri, che è rossa per le ragazze e diventa gialla per le donne sposate.

Sopra ci vanno le collane di granati, e quante ne porti dipende da quanti soldi ha la tua famiglia.

Per secoli gli uomini di quel paese hanno girato l'Europa a fare i venditori ambulanti. Da ogni viaggio tornavano con uno scialle, una collana o un pezzo di velluto per la moglie.

Ecco perché quel vestito, per una donna del Tesino, è l'orgoglio ed è tutta la ricchezza che ha. Durante la prima guerra mondiale molte se lo tenevano addosso, pur di non rischiare di perderlo.

Nell'ottobre del 1944 quel vestito le donne di Castello Tesino lo hanno messo addosso a una ragazza morta.

Si chiamava Clorinda Menguzzato. Faceva la contadina ed aveva diciannove anni.

In quei mesi il Trentino era in mano ai na*sti, e sulle montagne sopra il paese si nascondevano i partigiani. Clorinda stava con loro: portava i messaggi da un gruppo all'altro e curava i feriti.

Sapeva come si chiamavano.
Sapeva dove dormivano.
Sapeva tutto.

L'8 ottobre la prendono e la portano davanti a un capitano Karl Julius Hegenbart.

Lui da lei vuole i nomi ed i nascondigli.

Lei sta zitta.

Allora la torturano.
Allora la v*lentano, più volte.
Allora le aizzano contro i cani, e i cani le strappano la carne.

Va avanti per giorni. E in tutti quei giorni Clorinda non fa un nome. Non ne fa nemmeno uno!

Parla una volta sola. Dice a quegli uomini che, il giorno in cui non riuscirà più a sopportare il dolore, farà questo:

"Mi mozzerò la lingua con i denti per non parlare."

Rileggila, questa frase.

L'ha detta una ragazza di diciannove anni, con il corpo a pezzi, a degli uomini armati che di lei potevano fare qualsiasi cosa.

E allora la fucilano. Le mancavano cinque giorni per compiere vent'anni.

Il corpo lo scaraventano fuori dal paese.

Ed è qui che arrivano quelle donne.

Castello Tesino, in quei giorni, era circondato da cinquecento uomini armati. Lì dentro di persone ne hanno fucilate dieci. Bastava pochissimo per finire contro un muro.

Eppure quelle donne sono uscite di casa. Sono andate a riprendersi Clorinda. E le hanno messo addosso il vestito nero, quello dei dieci metri di panno, quello che passa da madre in figlia da quattrocento anni.

Io me le immagino mentre le sistemano le pieghe, una per una, senza dire una parola.

Perché quel vestito parlava al posto loro. Diceva ai na*sti che loro l'avevano buttata via, e che il paese invece le dava la cosa più preziosa che aveva. Diceva che quella ragazza era una di loro. Diceva che se la sarebbero ricordata.

QUELLE DONNE L'HANNO RICORDATA QUANDO RICORDARE POTEVA COSTARTI LA VITA.

Noi oggi siamo liberi anche grazie a lei, ed il suo nome non lo sappiamo.

Dopo la guerra lo Stato le ha dato la medaglia d'oro al valor militare, che è il riconoscimento più alto che esista. Le donne della Resistenza che l'hanno avuta sono diciannove in tutto.

Diciannove nomi, e a scuola non li senti quasi mai.

Se il suo lo leggi oggi per la prima volta non è colpa tua, perché non te l'ha insegnato nessuno.

E nessuno ha pagato per lei. Il capitano Hegenbart è stato condannato all'ergastolo, ma l'Austria non lo ha mai consegnato.

È morto libero nel 1990, da vecchio.

Lui è diventato vecchio. Lei si è fermata a diciannove anni.

La giustizia per Clorinda non arriverà più. Le resta una cosa sola, la stessa che le hanno dato quelle donne: qualcuno che se la ricordi.

Loro per farlo hanno rischiato la vita. A noi basta un nome.

Si chiamava Clorinda Menguzzato.

Ricordarla, oggi, non costa niente.

10/10/2026

Eventi sul territorio

ANPI Corniglio

17/09/2026

“L’approvazione della nuova legge elettorale in Senato aggrava la deriva di cui è vittima da tempo la democrazia italiana e il cui segnale più allarmante è l’abnorme astensionismo.

Il premio di maggioranza previsto ove una coalizione superi il 42% dei consensi – con un premio di oltre cento parlamentari eletti nelle due Camere in un listino bloccato - determinerebbe un Parlamento che non rappresenta la volontà degli elettori e viola il principio di proporzionalità e di eguaglianza del voto. Per di più potrebbe consentire alla maggioranza di governo di eleggere da sola il Presidente della Repubblica, la maggioranza dei componenti della Corte costituzionale, i membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura.

I capilista bloccati sarebbero decisi dalle segreterie dei partiti. Per le loro candidature non esiste alcun obbligo di equilibrio fra i generi, per cui i capilista potrebbero in teoria essere tutti uomini. Le preferenze valgono soltanto per i nominativi successivi per i quali è sì prevista l’alternanza di genere, ma essi costituiranno una piccola minoranza degli eletti.

L’obbligo di indicare il candidato premier da parte di ciascuna lista o coalizione espropria di fatto il Presidente della Repubblica dal suo potere di scelta del candidato presidente del Consiglio, anticipando in modo subdolo la riforma del premierato da tempo annunciata dal governo Meloni.” […]

🔎 Leggi tutto su www.anpi.it

11/09/2026

🇵🇸 Palestina, INDIGNARSI NON BASTA. AGIAMO INSIEME!

Care e cari,

abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i Presìdi permanenti per la Palestina per trasformare la solidarietà che ogni giorno attraversa i nostri territori in pressione politica concreta.

È stata realizzata una piattaforma molto semplice che permette a ogni cittadina e cittadino, partendo dal proprio territorio, di scrivere direttamente ai deputati, ai senatori e ai parlamentari europei di riferimento, chiedendo loro di intervenire concretamente:

Contro la pena di morte, la tortura e i maltrattamenti dei prigionieri palestinesi; per la liberazione di Marwan Barghouti, del dott. Hussam Abu Safiya e degli altri sanitari detenuti arbitrariamente.

Ma perché questa iniziativa abbia davvero forza, non basta condividere il link sui nostri social o nelle nostre chat.

Vi chiediamo qualcosa di più: diventare referenti e moltiplicatori della campagna nel vostro territorio.

Ogni Presidio conosce le realtà che in questi mesi hanno sostenuto la Palestina nella propria città: associazioni, collettivi, sindacati, gruppi studenteschi, sanitari, comunità, parrocchie, centri sociali e singole persone attive.

Contattatele direttamente. Spiegate l’iniziativa. Chiedete loro di partecipare e, soprattutto, di diffonderla a loro volta.

Se ciascuno dei circa 150 Presìdi attiva la propria rete territoriale, possiamo raggiungere migliaia di persone e fare arrivare ai rappresentanti politici migliaia di richieste provenienti direttamente dai loro territori e dai loro elettori.

✉️ Partecipare richiede pochi minuti:
piattaforma per inviare la mail:
https://irprout.it/?page_id=7679

📣 Campagna promossa e sostenuta da AssoPace Palestina:
* https://www.assopacepalestina.org/2026/08/30/campagna-per-la-palestina/

Materiali da stampare per banchetti e iniziative e piattaforme social:

* Locandina a Colori: https://www.assopacepalestina.org/wp-content/uploads/2026/08/Campagna-1.jpg

* Locandina Bianco/Nero: https://www.assopacepalestina.org/wp-content/uploads/2026/08/Prigionieri-b_n.jpg

* Locandina PDF con Hyperlink per POST social e whatsapp:https://www.assopacepalestina.org/wp-content/uploads/2026/08/Campagna-contro-pena-di-morte.pdf

Facciamo rete. Ognuno attivi il proprio territorio.

🇵🇸 Trasformiamo insieme l’indignazione in pressione politica.

14/08/2026
06/08/2026

Ciao Francesco, ci hai regalato voli di bellezza, passione civile, umanità, amore da vivere fino in fondo.
Grazie.

26/07/2026
Questa prima edizione ci è servita per prendere le misure, capire cosa possiamo migliorare e immaginare insieme fin dove...
26/07/2026

Questa prima edizione ci è servita per prendere le misure, capire cosa possiamo migliorare e immaginare insieme fin dove possiamo arrivare. E, visto l’entusiasmo e la grande disponibilità di chi ha partecipato e dato una mano, possiamo davvero guardare lontano. Qualcuno ha persino detto che il prossimo anno potremmo riempire tutto il tendone! 😅
Grazie di cuore a tutte e a tutti.
La Pastasciutta Antifascista è molto più di una cena: è un momento di memoria, condivisione e comunità, di cui il nostro territorio ha grande bisogno. Un’occasione per ritrovarsi attorno ai valori della libertà, della solidarietà e dell’antifascismo.
Come disse Alcide Cervi:
«Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore.» ❤️🇮🇹

Indirizzo

Corniglio
43021

Telefono

+393496732854

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando ANPI Corniglio pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a ANPI Corniglio:

Scelte rapide

Condividi