14/10/2026
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Giornalai e parlamentari di Fratelli d’Italia sono così analfabeti o così falsi da cercare di far passare la bandiera delle Brigate Garibaldi non si sa bene per bandiera di quale regime.
Le Brigate Garibaldi furono le formazioni partigiane più numerose della Resistenza italiana, organizzate dal Partito comunista ma aperte anche a militanti di altre provenienze politiche. Secondo i dati riportati da diversi fonti storiche - tra cui Giorgio Bocca - circa il 50% dei partigiani appartenevano alle Brigate Garibaldi. Su 280.000 qualifiche di partigiano e patriota attribuite alla fine del conflitto 169.000 vennero date a garibaldini. E sugli oltre 40.000 morti della Resistenza si calcola che quasi 25.000 appartennero a queste Brigate.
Questo è il tributo di sangue pagato da chi col fazzoletto rosso e quella bandiera dietro le spalle, inferiore per mezzi e risorse, si è battuto contro l’occupante nazista, contro i collaborazionisti della Repubblica Sociale e per costruire una società nuova fondata sui principi di giustizia sociale e ugualianza.
Tutti gli errori, i limiti e perfino i crimini compiuti nel corso di questa lotta sono da ascrivere sempre e comunque al regime che ha oppresso le classi subalterne italiane per vent’anni, ha scatentato le infami imprese coloniali e ha trascinato la nazione in una guerra di sterminio al servizio del regime più aberrante che sia mai comparso sulla faccia della Terra.
Va ribadito oggi più che mai che alcune delle donne e degli uomini più coraggiosi e capaci dei più grandi sacrifici hanno preso parte alla guerra di Liberazione dentro le formazioni Garibaldi. La stragrande maggioranza di queste persone hanno donato la loro vita per liberare l’Italia, per migliorare la condizione delle persone oppresse, per dare un avvenire alle nuove generazioni.
Qualcuno oggi ha detto che le loro mani sono sporche di sangue.
Ebbene il sangue che hanno avuto sulle mani è quello dei nazisti e dei loro servi.
E di questo dobbiamo essergliene eternamente grati.