03/09/2026
Lettura per l'estate n° 6 (ultima del ciclo estate 2026)
LA COSCIENZA E LO STATO DI ESTASI - di Baba Bedi
estratto da "La Coscienza Occhio dell’Anima” (Zanfi Editori-1991)
Prima di discutere la natura del legame tra Coscienza e stato estatico dobbiamo capire che cos’è l’estasi e definirla.
Il primo passo per conoscere lo stato dell’estasi è il riconoscimento che questa esperienza non è propria di alcuna religione, non è limitata a nessuna razza e non è legata all’essere o al non essere credente. L’estasi, come stato di esistenza, appartiene all’essere umano globalmente e interessa la totalità dell’universalità.
L’universalità dell’estasi è collegata ad uno stato della Coscienza che è intimamente legato alla nascita della Creazione stessa e che trascende tutti i limiti che anche la matematica ha riconosciuto. I numeri in matematica iniziano dall’uno e vanno fino al nove; poi inizia il secondo ciclo dei numeri, dal dieci in avanti. Il numero uno indica la nascita della Creazione, il momento di inizio dell’esistenza stessa. Ma la non esistenza, che ha agito come madre della Creazione, dov’è sparita? La Creazione è stata generata dal ventre del nulla. Per osservare gli stadi progressivi dell’estasi, dobbiamo iniziare da zero e andare fino al nove, che rappresenta la Creazione al raggiungimento della sua finalità.
I vari stadi dello stato di estasi vanno dalla non esistenza, che è un estremo dello spettro, allo stadio finale della Creazione, che costituisce l’altro estremo. Questa completezza dello spettro, dalla non esistenza alla finalità della Creazione, costituisce l’universalità dell’estasi nel suo legame inalienabile con la realtà della Creazione.
Che cosa c’è nell’anima umana che agisce da catalizzatore per lo stato di estasi?
La dinamica è lo stato di Meraviglia. Questa dinamica opera per aprire le porte del non conosciuto e far cadere il velo dell’invisibile. Sono le urgenze della Luce, parte dell’anima umana, che portano all’esperienza di intimità con tutto ciò che esiste. Questa intimità opera come “madre del sentimento di Unità”; del sentirsi indivisibili dalla Totalità, cioè da tutto ciò che esiste nel regno del visibile e dell’invisibile.
La Coscienza umana agisce come Occhio dell’Anima. Il movimento generato dalla dinamica della Meraviglia fa espandere la Coscienza umana in cerchi concentrici e l’estendersi dell’onda crea un sentimento di unità e intimità. Ogni millimetro d’estensione dell’onda rivela alla Coscienza umana la realtà dell’esistenza. Lo stato di estasi è intimamente collegato all’Illuminazione della Coscienza, l’organo centrale dell’esistenza.
Lo stato di estasi agisce come protagonista per illuminare la Coscienza umana, sempre più, fino alla Coscienza del Santo.
Il fatto che la dinamica della Meraviglia, da cui scaturisce lo stato di estasi, agisce per illuminare la Coscienza, mostra che l’esperienza estatica è collegata, prima di tutto, all’Illuminazione della Coscienza.
In secondo luogo, lo stato estatico crea maggiore intimità nell’ambito della Creazione e fa nascere il sentimento che “tutto è uno”. Così lo stato estatico agisce come strumento potente e come sorgente sacra del sentimento ecologico che deve essere vissuto ogni giorno della nostra vita. Un mistico vive la propria vita attimo per attimo e in questo modo si sente unito con il tutto.
L’estasi ha cinque dimensioni: la globalità, l’universalità, la dinamica della meraviglia, il sentimento che tutto è uno e la finalità dell’estasi: l’Illuminazione della Coscienza e la nascita in noi del sentimento ecologico.
Lo stato di estasi è completamente diverso dalla contemplazione o dalla meditazione.
Con la volontà possiamo metterci a sedere comodamente e cominciare a meditare o contemplare, ma non possiamo produrre lo stato estatico. Lo stato di estasi è sempre pilotato dallo stato di meraviglia, nel quale non siamo coscienti che stiamo volando via dal mondo che ci circonda e da noi stessi. Questa è la natura dello stato estatico. Un Santo, un Mistico, un Saggio che è seduto, sveglio e cosciente, improvvisamente si sente estraneo all’ambiente e comincia a volare via verso il non essere.
Quando si perde il senso dell’ambiente si comincia a volare verso lo stato del non essere.
Il processo di volare verso il non essere ha tre fasi: estraniazione dall’ambiente, perdita del senso del corpo e percezione della non esistenza.
Possiamo avere un’esperienza visiva del primo stadio.
1) Immaginiamo un mistico seduto che sta parlando con la gente. C’è la folla intorno a lui, poi d’improvviso, si sente estraneo; la luce del sole non c’è più e la luce della luna piena comincia ad apparire. Nel momento in cui appare la luce lunare egli comincia a non sentire più il corpo. Il volare via e il non sentire più il corpo sono come la luna che cala e se ne va. Pian piano la luna sparisce e le stelle appaiono in cielo. Da questo momento l’immagine visiva va verso il non essere. Non essere vuol dire zero. In questo stadio, in cui le stelle non ci sono più, il mistico sperimenta solo il vuoto, vuoto dentro e vuoto fuori. Questa esperienza del vuoto è il primo passo verso la seconda fase dello stato estatico.
Nello stato di vuoto il sistema sensoriale è sospeso.
2) Quando il mistico giunge alla seconda fase, tutti i cinque sensi sono di nuovo svegli. In questo stato di risveglio i sensi non ricevono alcun impatto dall’esterno, come una finestra chiusa e aperta nello stesso tempo: aperta a ciò che viene da dentro e chiusa a ciò che viene da fuori. Quale movimento c’è quando i cinque sensi non ricevono alcun impatto dall’esterno? Il movimento dell’emanazione della Percezione Psichica. L’emanazione della Percezione Psichica, che fluisce da dentro, va prima verso il cuore, poi dal cuore passa ai sensi i quali ricevono l’impatto. Così la Coscienza ha la percezione totale, come se guardasse in uno specchio. Niente viene perduto. Nella trasmissione della Sensibilità Psichica, l’impatto ricevuto dai sensi, malgrado la loro capacità limitata, è totale e anche la percezione della Coscienza è totale. Nella seconda fase dell’estasi, qual’ è il contenuto della trasmissione della Sensibilità Psichica alla Coscienza? Per rispondere dobbiamo prima chiederci: che cosa vuole o cerca un mistico? Il mistico cerca, con tutta la sua anima, il legame che lo tiene unito alla totalità del Creato come entità indivisibile. Poiché questa è la richiesta dell’anima del mistico, l’emanazione della Sensibilità Psichica è corrispondente al punto del cammino dove il mistico è giunto e da lì prosegue. Ogni esperienza estatica estende l’area della Conoscenza. In questo modo, nella seconda fase dello stato di estasi, si aprono le porte della sorgente della Conoscenza Esoterica e la Percezione Psichica stabilisce un legame tra la Coscienza e la Sorgente Esoterica.
3) Nella terza fase si comincia a sperimentare e a sentire l’essenza dell’unità: sentire il tutto nell’immensità dell’uno. Quali sono i quattro elementi di base che costituiscono i quattro pilastri dell’edificio della Creazione sulla terra? Il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra stessa. Il mistico cerca il legame di unità e le diverse interazioni dei quattro elementi primari che danno origine alle differenti entità. In realtà il mistico sperimenta l’interazione dei quattro elementi attraverso i cinque sensi e inoltre sperimenta l’impatto di questa interazione su tutti i sette sistemi fisici e sui sedici Centri Vibrazionali che appartengono all’anatomia umana. L’Occhio dell’Anima, che è la Coscienza e l’Occhio della Luce, che è la Sensibilità Psichica, diventano una cosa sola. Avviene così la fusione che fa nascere la Percezione Totale. In questo modo la dualità esistente tra la percezione della Forza Vitale e la percezione della Luce che è nell’anima, diventano unità.
4) Nel quarto stadio dell’estasi l’occhio del mistico cerca guardando solo verso l’Uno che è Onnipotente Creatore. All’inizio della quarta fase, entrambi gli Occhi dell’Anima, l’Occhio della Luce e l’Occhio della Forza Vitale, guardano la totalità del Creato. La luminosità di questa conoscenza fa espandere la Coscienza verso i limiti estremi della Creazione.
5) Quando comincia la quinta fase, l’Occhio dell’Anima non guarda verso il Creato, ma verso il Creatore. Questo è il salto qualitativo della quinta fase. Nella quinta fase, stranamente, comincia un processo opposto: il processo di contrazione. Prima, fino al quarto stadio, c’era l’espansione della Coscienza; adesso ha inizio la contrazione. Nelle prime fasi dello stato di estasi, poiché la conoscenza del Creato aumenta sempre di più, la Coscienza si espande. Ora che l’occhio è volto al Creatore, la Coscienza diventa sempre più piccola. Guardando verso il Creatore, non solo la Coscienza si sente sempre più piccola, ma l’anima si sente perduta nello stato di assorbimento. Il senso di perdere sé stesso è espresso in un verso di un mistico indiano, Hazrat Chisti:
“La perdita del sé è l’essenza dell’identità. Il fulmine della Tua grazia, o Creatore, ha ridotto in cenere, non solo me stesso ma anche la coscienza del sé”.
Questo è il vero significato del canto del mistico, quando dice: “Più piccolo è più grande”.
In questo modo, nella quinta fase dell’estasi comincia il fenomeno dell’annientamento e tutta l’anima canta “Tutto Tuo”.
“Tutto Tuo” è la risonanza creatrice dello stato d’animo che si sente perduto nell’adorazione. L’adorazione che fluisce dalla profondità dell’anima porta il mistico verso il sesto stadio, che possiamo definire l’inizio dell’estasi divina.
6) Nel sesto stadio l’occhio si apre all’annientamento. L’anima umana si interroga così: “Oh uomo, così perduto nell’adorazione del Creatore, ancora dici IO SONO TUO! L’io sopravvive ancora dentro di te!”. Questo concetto è illustrato nella storia dell’eremita che ha rinunciato a tutto e che sente una voce: “La porta di Dio è aperta a tutti”. Ispirato da questa voce misteriosa, l’eremita va e bussa alla porta di Dio. Una voce da dentro chiede: “Chi è?” e l’eremita risponde: “Sono io, il tuo amante, il tuo devoto”. La porta non si apre. Affranto, col cuore a pezzi, l’eremita ritorna sul cammino e comincia a pensare che forse la sua austerità non è completa e i suoi digiuni sono troppo modesti. Dopo dieci anni di digiuni e lacrime, egli torna a bussare alla porta di Dio. Di nuovo la voce chiede: “Chi è?” – “Sono io, il tuo amante distrutto e disperato”; risponde l’eremita, ma la porta non si apre. Quando torna per la terza volta la voce chiede ancora: “Chi è?” L’eremita risponde: “Sono te” e la porta si apre. Allo stesso modo, nel sesto stadio dell’estasi, l’io sparisce. L’affermazione “sono tu” si trasforma in “sei tu”.
Guardando verso Dio l’io va in pezzi e questo momento benedetto fa scaturire il settimo stadio dell’estasi divina. Nel sesto stadio dell’estasi si è completato il processo di annientamento.
7) Ora inizia la settima fase, quella dell’Abbraccio Divino. L’anima del mistico arriva alla luminosità circolare di Dio, che visivamente appare come la luminosità che circonda un sole d’oro e vi entra. Alla vista della luminosità del sole d’oro, la dinamica della meraviglia genera nell’anima umana una strana irrequietezza e proietta milioni di domande, come un mare di punti interrogativi. In questo modo, sotto l’impatto dell’ispirazione divina, le onde della meraviglia illuminano la Coscienza che comincia a muoversi verso la sorgente, la Coscienza Cosmica. Al settimo stadio c’è il movimento verso la Coscienza Cosmica.
Il grande santo musulmano Hazrat Qutb-al Din di Mehrauli cantò questo momento sacro così:
“Coloro che sono uccisi dalla spada della tua volontà, o Signore, per loro, ogni momento una nuova vita giunge dalla sorgente invisibile”.
Mentre i musicisti mistici cantavano questo verso, il Santo entrò in uno stato di estasi divina e rimase in questo stato di beatitudine per quattro giorni, e in questo stato di beatitudine morì. In questo modo la dinamica della meraviglia che interviene nello stato estatico conduce all’Abbraccio Divino, per arrivare alla finalità dell’intimità col tutto, quando l’anima canta: “Tutto è uno”.
Complessivamente le fasi dello stato di estasi sono nove.
Circa le due fasi finali dell’estasi divina, l’ottava e la nona, solo Dio e i suoi Profeti e Santi possono illuminarvi, non un peccatore come sono io!