06/01/2026
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Dodici notti dopo Yule, in un periodo dedicato alle celebrazioni per la rinascita della natura, si credeva che misteriose figure femminili volassero sui campi per propiziare i futuri raccolti, guidate da Diana (la Dea lunare della caccia e della vegetazione) o da Sàtia (una divinità minore legata al concetto di sazietà).
Il mito della "donna volante" sul ma**co di scopa sarebbe nato da qui.
La figura della vecchina vestita di stracci rappresenterebbe invece il concetto di anno vecchio, vissuto, consumato, o per altri della povera e poco generosa natura invernale. Ha questa accezione il personaggio di Perchta o Berchta, un'anziana donna con i capelli scarmigliati, gli abiti consunti e i piedi giganti celebrata in alcune aree di Austria e Germania (non a caso, proprio dodici giorni dopo il Natale).
L'usanza di bruciare fantocci vestiti di stracci nelle festività per il nuovo anno è diffusa presso molte città d'Italia e d'Europa, e anche la scopa, oltre ad essere un chiaro simbolo fallico, sarebbe simbolo di purificazione, pulizia, rinascita.
Ma quali sono le origini di questa usanza?
Ricordiamo innanzitutto che, il fatto che la Befana nel tempo sia stata assimilata ad una strega, è stato dipeso sopratutto dalla condanna del Cristianesimo di tutta la simbologia pagana, accusata di influenze sataniche, che dipingerà questa figura come una donna vecchia e br**ta, reinterpretando quindi l'usanza di bruciarne il fantoccio al rogo come esempio di come sarebbero dovute morire le "streghe pagane", ad appannaggio del significato originario, nonché quello di dare il saluto all'anno vecchio ed il benvenuto al nuovo.
Ma andiamo avanti...
in seguito, passato l’Alto Medioevo, la Chiesa Cattolica, superato forse il periodo di maggiore oscurità, volle limitare il significato diabolico della Befana (corruzione lessicale di epifania, dal greco epifáneia, "manifestazione"), attribuendole un’immagine più bonaria collegata alla storia dei Re Magi (figure inserite dalla Chiesa appunto solo nel medioevo, personaggi dalle origini incerte anche per le scritture).
Qui viene raccontatata la storia di un incontro tra i sacerdoti del racconto biblico e la vecchina, e del vano tentativo dei primi di convincere la donna ad andare con loro dal Bambino Gesù. Dopo un primo rifiuto, l'anziana si sarebbe pentita, e da allora vagherebbe di casa in casa a consegnare doni agli altri bambini, sperando così di espiare la sua rinuncia.
L'abitudine di consegnare regali o carbone ai bambini, secondo culti pagani invece, sarebbe legata alla divinità romana di Strenia, simbolo del nuovo anno, celebrata con i tradizionali scambi di doni augurali durante i Saturnali (da questa tradizione deriva il termine "strenne").
Un'altra tradizione vedeva nella festività della Befana un'occasione di integrazione del reddito per le famiglie più povere, alle quale venivano consegnati cibi e piccoli doni in cambio del loro passaggio di casa in casa per lo scambio di auguri.
L’origine di questa festa è quindi antichissima, precristiana.
La Befana, comunque, non ha nulla ha che vedere con il significato religioso della festa dell’Epifania (nonché manifestazione del Cristo che, secondo gli gnostici, sarebbe avvenuta nel corpo di Gesù al suo battesimo e cioè dopo 12 giorni, guarda caso, dalla sua nascita).
Concludo con la rappresentazione a mio parere più evocativa: quella che la Befana sia la personificazione di Madre Natura. Questa, giunta alla fine dell’anno invecchiata e avvizzita, offre regali che simboleggiano i semi da cui lei rinascerà bambina.
Onorando quindi Diana e Madre Natura, sono certo che raccoglieremo anche noi con abbondanza i nostri frutti 🙏❤
Buona Befana a tutti voi!