11/06/2026
La notizia della tragedia di via Casati, di questa mattina, ci ha lasciato tutti sgomenti.
Fin dai primi momenti mi sono messo in contatto con le Forze dell’Ordine intervenute per comprendere la situazione e verificare se, pur non essendo coinvolta nelle competenze del caso, l’Amministrazione potesse essere in qualche modo utile.
Desidero innanzitutto ringraziare i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Cinisello Balsamo che sono intervenuti con straordinario coraggio. Dopo aver visto le fiamme provenire dall’appartamento al nono piano, sono entrati nell'abitazione, hanno contenuto l’incendio con gli estintori di servizio, evacuato i residenti e scongiurato conseguenze ancora più gravi per l’intero stabile. Alcuni militari sono rimasti intossicati durante le operazioni. A loro va la gratitudine di tutta la città.
Questa tragedia impone però una riflessione che non possiamo più rinviare.
Dalle notizie emerse in queste ore apprendiamo che la persona fermata era già stata protagonista nel 2017 di un grave episodio per il quale era stato processato e ritenuto incapace di intendere e di volere e sottoposta a una misura di sicurezza in REMS. Oggi, secondo quanto riportato dagli organi di informazione, si ipotizzano nuovamente disturbi della personalità.
Episodi come questo, insieme ad altre situazioni che abbiamo affrontato anche recentemente sul territorio – penso al caso dell'uomo che si aggirava in città n**o e armato di forbici – pongono una domanda che molti sindaci si fanno da tempo: cosa accade quando terminano i percorsi sanitari obbligatori e le istituzioni locali non hanno più strumenti concreti per intervenire?
È un tema che riguarda non solo la tutela delle persone fragili e delle loro famiglie, ma riguarda anche la sicurezza dei cittadini.
Proprio per questo, nei giorni scorsi, ho convocato un confronto con Forze dell’Ordine, presidi sociosanitari e tutti i soggetti coinvolti nella gestione di queste situazioni. Da questo lavoro emerge una criticità che non può più essere ignorata: troppo spesso ci troviamo di fronte a persone già note ai servizi sanitari e alle istituzioni, ma rispetto alle quali, una volta terminati i percorsi obbligatori previsti dalla legge, non esistono strumenti adeguati a garantire un'efficace presa in carico e un costante monitoraggio delle situazioni più complesse.
Credo sia arrivato il momento di aprire una riflessione nazionale e di valutare una riforma del sistema. Occorre rafforzare il collegamento tra autorità sanitarie, magistratura, Forze dell’Ordine e istituzioni locali, prevedendo percorsi che consentano di seguire nel tempo i casi più delicati, senza lasciare sole le famiglie, gli operatori e i territori. Perché la tutela delle persone fragili e la sicurezza della collettività non possono essere considerate esigenze contrapposte, ma devono procedere insieme.
Alla famiglia della vittima rivolgo il più sincero cordoglio e la vicinanza dell’intera comunità di Cinisello Balsamo