16/10/2026
DISSESTO IDROGEOLOGICO QUARTIERE SANTA MARIA: LA POSIZIONE DEL NOSTRO COMITATO
A seguito delle recenti dichiarazioni diffuse a mezzo stampa e sui canali d'informazione riguardo alla situazione del quartiere Santa Maria, questo Comitato ritiene inderogabile intervenire per ristabilire la verità dei fatti e la correttezza del quadro giuridico di riferimento.
Rinnoviamo con fermezza l'invito a quanti intervengono pubblicamente su questa complessa vicenda ad informarsi e approfondire preventivamente lo stato dei luoghi, i dati amministrativi e la normativa vigente.
Il Comitato ribadisce la propria totale disponibilità a fornire, a chiunque desideri approfondire, competenze, atti, perizie e documenti ufficiali.
Tale chiarezza si impone per evitare fraintendimenti ed impedire che questi si sovrappongano a una realtà drammatica, la cui conoscenza concreta e quotidiana appartiene unicamente ai cittadini direttamente colpiti e a chi lavora alla risoluzione dell'emergenza sin dal primo momento.
A tutela della trasparenza e del diritto, si precisano i seguenti punti inderogabili:
1. Unicità della misura indennizzatoria e facoltà del proprietario
Non esistono "molteplici forme" di ristoro.
La legge individua un’unica ed esclusiva misura indennizzatoria. All'interno di tale misura, viene garantita al proprietario la mera facoltà di scegliere le modalità di impiego:
* procedere con la ricostruzione dell'immobile;
* oppure optare per la liquidazione dell'indennizzo economico per riacquistare liberamente un immobile alternativo altrove.
Si tratta di una semplice opzione di destinazione del medesimo indennizzo riconosciuto per la perdita della proprietà.
Gli affittuari, pur affrontando le inevitabili criticità umane e logistiche del trasferimento, non hanno subito alcuna perdita del patrimonio immobiliare.
2. Priorità tutele della proprietà: Prime e Seconde Case
Qualsiasi dibattito politico o istituzionale volto a integrare le misure attuali deve concentrarsi prioritariamente sulle effettive perdite patrimoniali.
Anziché ipotizzare indennizzi per chi non ha subito perdite di beni immobili, è necessario concentrare ogni sforzo per ottenere:
* Copertura al 100% del valore per le prime case, istanza fondamentale avanzata con forza da tempo anche dall' attuale Amministrazione;
* Cospicuo incremento delle percentuali d'indennizzo per le seconde case, oggi ingiustamente penalizzate da decurtazioni, abitazioni acquistate con sudore e sacrifici.
Tali tagli gravano su proprietari che continuano ugualmente a sostenere gli oneri del bene, inclusi i tributi locali (come l'IMU, che continua a gravare sui cittadini, seppur con riduzioni applicative).
3. Contributi per il Disagio Abitativo (CDA / ex CAS) e disparità di trattamento
Parlare di contributi per il disagio abitativo per soggetti non proprietari solleva rilevanti perplessità sul piano giuridico e di legittimità, non ravvisandosi, in capo a chi era in affitto, un danno patrimoniale effettivo.
Oggi la condizione dei proprietari sfollati presenta criticità gravissime:
* I proprietari si trovano costretti a pagare un canone di locazione per una nuova abitazione, spesa mai sostenuta in precedenza;
* Le somme devono essere interamente anticipate di tasca propria a causa dei continui ritardi nell'erogazione dei contributi;
* Si prospetta un'ulteriore penalizzazione con l'imminente taglio del contributo all'80% della spesa effettivamente sostenuta.
A tutto questo si aggiunge un tema di cui forse non si è mai parlato a sufficienza: la vita quotidiana e le spese reali di chi ha dovuto abbandonare tutto.
Andare via di casa ha comportato fin da subito spese ingenti, dai costi di trasloco fino agli onerosi importi per i primi allacci delle nuove utenze, oltre alla necessità per molti di affittare ulteriori spazi come garage o depositi, non avendo trovato soluzioni abitative idonee.
Come se non bastasse, in queste ultime ore diversi residenti ci stanno segnalando di aver ricevuto gli avvisi di pagamento della TARI per immobili ormai inagibili e destinati all'abbattimento, soggetti, giustamente ad esenzione.
La condizione vissuta dalle famiglie coinvolte rappresenta un dramma umano ed economico, reale e complesso, che richiede rispetto profondo e massima serietà.
-Il Comitato Casa Comune-