01/05/2026
Questo post nasce dallo spunto della delegazione ANEI - Delegazione di Sesto San Giovanni , che con una riflessione bellissima e di grande ispirazione ha saputo restituire voce alla memoria operaia, alla Resistenza e alle storie dei lavoratori della propria città.
Da quello sguardo nasce il desiderio di rivolgere lo stesso pensiero ai lavoratori e alle lavoratrici della Regione Marche: a chi, spesso lontano dai riflettori, ha costruito la storia sociale, civile e produttiva della nostra regione.
🌹La voglio dedicare alle filandaie di , alle setaiole e alle “sedarole”, che in condizioni durissime seppero organizzarsi, scioperare e rivendicare salario, dignità e diritti.
🌹La voglio dedicare a Gemma Perchi, operaia e sindacalista, figura importante del movimento dei lavoratori marchigiano.
🌹La voglio dedicare ad Antonio Casaccia, Attilio Gianbrignoni e Nello Budini, uccisi ad il 7 giugno 1914 dopo la manifestazione antimilitarista di Villa Rossa: tre nomi legati a una pagina decisiva della storia popolare marchigiana, la Settimana Rossa.
🌹La voglio dedicare ai minatori di Cabernardi e Vallotica, ai “sepolti vivi” che nel 1952 occuparono la miniera per quaranta giorni contro la chiusura e i licenziamenti. A chi rimase sottoterra, a chi resistette fuori, alle famiglie che sostennero quella lotta.
🌹La voglio dedicare ai marchigiani emigrati nelle miniere del Belgio e del Nord Europa, e ai dodici marchigiani morti nella tragedia di Marcinelle.
🌹La voglio dedicare a Derna Scandali, operaia, sindacalista e antifascista, e a tutte le donne che nel lavoro, nella Resistenza e nella ricostruzione seppero unire emancipazione, diritti e giustizia sociale.
🌹La voglio dedicare ai cartai di , ai pescatori dell’Adriatico, ai mezzadri, agli artigiani, ai calzaturieri, alle operaie e agli operai delle nostre fabbriche e dei nostri distretti produttivi.
A loro, ai lavoratori marchigiani di ieri e di oggi, dedico questa giornata.
Perché il Primo maggio non è solo ricorrenza: è memoria, responsabilità e futuro.