Tutela Verde APS Ceccano

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Tutela  Verde APS  Ceccano Tutela Verde APS Ceccano è un'articolazione territoriale di Tutela Verde APS

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12/09/2026

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“Il miracolo della confluenza”
Succede qualcosa di straordinario in provincia di Frosinone , degno di Lourdes ma con meno incenso e più schiuma: le acque del fiume Sacco, appena confluiscono nel Liri, diventano improvvisamente pulite.
Sì, pulite.
Così pulite che puff! sparisce ogni divieto di irrigazione, ogni precauzione, ogni allarme. Pare che alla confluenza avvenga una sorta di lavaggio spirituale, una redenzione idrica: il Sacco arriva carico di storia, chimica e sofferenza… e il Liri lo accoglie come un parroco indulgente:
“Figliolo, i tuoi peccati sono rimessi. Vai e irriga in pace.”
Peccato che il Liri, prima della confluenza, non sia esattamente un ruscello alpino.
Anzi, brilla talmente poco che potrebbe essere scambiato per un fiume in modalità risparmio energetico ed economico pro inquinamento nostro.
Del resto, i comuni che lo alimentano con i loro reflui urbani– Isola del Liri, Arpino, Santopadre, Fontana Liri, Arce – hanno una caratteristica in comune: non hanno depuratori per le acque reflue urbane.
Tradotto: il Liri riceve tutto, tranne le acque depurate.
Eppure, nonostante questo curriculum idrico da film horror, quando il Sacco incontra il Liri succede la magia: il fiume diventa buono, puro, agricolo, rassicurante e la gente paga per usare la sua acqua .
Una metamorfosi così rapida che la scienza non la spiega.
Ma la burocrazia sì:
“Se è scritto, è vero.”
Fare Verde Provincia di Frosinone APS , continua a chiedere:
ma davvero basta un incrocio di fiumi per lavare via anni di inquinamento?
O siamo di fronte all’ennesimo caso di bonifica quantistica, quella che esiste nei documenti...
La domanda sorge spontanea: Le acque del Sacco sono buone oppure NO? La stessa domanda è per il fiume Liri. Tanto non avremo mai risposte...

Fare Verde Provincia di Frosinone APS - Da Settembre sarà in vendita il libro COMUNITA' RESPONABILE . Ogni introito serv...
10/08/2026

Fare Verde Provincia di Frosinone APS - Da Settembre sarà in vendita il libro COMUNITA' RESPONABILE . Ogni introito servirà per finanziare iniziative di tutela ambientale. Il volume dedicato a Fare Verde Provincia di Frosinone APS si presenta come un’opera di rara coerenza metodologica e di notevole profondità civica. Non è un semplice documento programmatico: è un manifesto culturale che trasforma l’esperienza associativa in un metodo stabile di conoscenza, partecipazione e responsabilità. Fin dalle prime pagine, dove si afferma che «un territorio diventa bene comune quando una comunità impara a conoscerlo» , il testo chiarisce la propria ambizione: costruire una cittadinanza competente, capace di leggere i documenti, comprendere le trasformazioni e partecipare con rigore alle decisioni pubbliche.
Il libro intreccia racconto, manuale operativo e proposta culturale, mostrando come la tutela ambientale possa diventare un esercizio di democrazia quotidiana. I casi di studio – dal censimento del verde al monitoraggio della qualità dell’aria – non sono esempi celebrativi, ma dimostrazioni concrete di un metodo fondato su osservazione, documentazione e continuità. La scrittura è limpida, rigorosa, sempre orientata a trasformare l’esperienza in patrimonio condiviso.
Ne emerge un’opera che non parla solo a un’associazione, ma a ogni comunità che desideri crescere attraverso la conoscenza, la memoria e la responsabilità. Un testo che semina cultura civica e invita a costruire, giorno dopo giorno, una Comunità Responsabile.

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31/07/2026

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Quando aumentano gli impianti per il trattamento dei rifiuti, aumenta il rischio di incidenti con effetto cumulativo.
Il teorema dell’incremento delle probabilità ci ricorda una verità semplice ma decisiva per la tutela del territorio: più impianti di trattamento rifiuti vengono concentrati nella stessa area, maggiore è la probabilità che si verifichi un incidente rilevante o un episodio di inquinamento.
Non è un’opinione: è matematica applicata alla sicurezza ambientale.
Se ogni impianto ha una certa probabilità di incidente, la probabilità che almeno uno generi un evento dannoso cresce rapidamente con il numero totale di impianti presenti. Più sorgenti di rischio sono presenti, maggiore è la probabilità che almeno una di esse generi un evento dannoso.
Il ischio, quindi, non cresce in modo lineare, ma si amplifica con l’aumentare del numero di impianti.
Questo significa che la popolazione esposta non affronta un rischio “puntuale”, ma un rischio cumulativo, fatto di:
sovrapposizione di attività industriali,
presenza di sostanze pericolose,
incremento del traffico pesante,
effetto domino tra impianti,
stress delle infrastrutture locali.
Il risultato?
Un territorio più vulnerabile, un ambiente più fragile, una comunità più esposta.
Conseguenze per il territorio:
Aumento delle emissioni
Maggiore rischio di contaminazione delle acque
Inquinamento del suolo
Crescente esposizione della popolazione.
La sicurezza non riguarda solo gli impianti: è una dovere nei confronti del territorio che lo ospita.
Per questo chiediamo valutazioni cumulative, trasparenza, controlli rigorosi e pianificazione responsabile.

Il messaggio deve essere forte e chiaro. I pannelli fotovoltaici a terra non si possono mettere sul suolo agricolo. http...
18/07/2026

Il messaggio deve essere forte e chiaro. I pannelli fotovoltaici a terra non si possono mettere sul suolo agricolo. https://www.facebook.com/share/p/1DDyDJXMtg/

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 127/2026 depositata il 16 luglio 2026, ha stabilito la legittimità del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli a terra su aree agricole. La Corte Costituzionale ha detto NO al fotovoltaico selvaggio che sottrae ettari di terreni fertili all'agricoltrura. E' la vittoria del buonsenso e della ragionevolezza che dimostrano come sia possibile contribuire alla transizione ecologica senza sottrarre nemmeno un metro quadro di suolo alle coltivazioni.
L’installazione indiscriminata di ettari di fotovoltaico sui terreni, con tecnologie industriali mascherate da impianti agrivoltaici, ha avuto in questi anni l’effetto di sottrarre terreno agricolo alla sua naturale vocazione produttiva, aumentando il consumo di suolo. Da ora in poi si dovrà stare attenti a chi cercherà di eludere i divieti.

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27/06/2026

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Valle del Sacco – Alla luce dello studio ARPA Lazio sui Valori di Fondo Naturale (VFN) nel SIN Bacino Idrico del Fiume Sacco, emergono alcune considerazioni che non riguardano la scienza, ma la responsabilità istituzionale e la coerenza delle politiche ambientali.
Per oltre vent’anni, nel SIN sono stati registrati superamenti significativi di metalli pesanti e metalloidi. È legittimo chiedersi perché, in tutto questo tempo, non siano state condotte analisi comparative tra aree interne ed esterne al SIN, come quelle oggi presentate.
In fondo, si tratta proprio di questo: confrontare i dati per distinguere ciò che è naturale da ciò che è antropico.
Oggi , chi per anni ha certificato l’esistenza di contaminazioni da metalli pesanti afferma che tali valori sarebbero naturalmente elevati anche fuori dal SIN, per ragioni geologiche. Una conclusione che cambia radicalmente la narrazione del passato.
Ma non può diventare un alibi: “nel mal comune è mezzo gaudio” non è un principio di tutela ambientale.
Se i valori di fondo sono già alti per cause naturali, è ancora più evidente che non ha alcun senso aumentare la pressione antropica con nuovi impianti climalteranti, energivori o potenzialmente inquinanti.
La Valle del Sacco non può essere trattata come un territorio “già compromesso” sul quale tutto è consentito.
Serve una riperimetrazione seria del SIN, ma soprattutto serve ciò che finora è mancato:
una Analisi di Rischio Sanitario Ambientale completa e indipendente, che tuteli realmente la popolazione;
la prosecuzione del Progetto INDACO, con bio monitoraggi e screening sanitari;
la pubblicazione dei dati epidemiologici comune per comune, senza filtri politici;
decisioni basate su evidenza scientifica, non su convenienze elettorali.
La Valle del Sacco ha già pagato un prezzo altissimo: ambientale, economico, sanitario e sociale.
Oggi ha bisogno di trasparenza assoluta, di rigore scientifico, di un percorso di riscatto fondato su dati certi e verificabili.
E ha bisogno che la scienza resti scienza, e che la politica smetta di cercare scorciatoie o “colpi di spugna”.
Nella foto lo stato del Sito SIN Bacino Idrico del Fiume Sacco.

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05/06/2026

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Il 5 Giugno è la Giornata Mondiale dell'Ambiente!
​Non ereditiamo la Terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli. Ogni piccola azione conta: ridurre la plastica, risparmiare acqua, scegliere la sostenibilità ogni giorno.
​Il futuro del pianeta dipende dalle scelte che facciamo oggi. Non abbiamo un pianeta di scorta, conserviamo nel migliore dei modi l'ambiente in cui viviamo. Se vedi commettere un reato ambientale non girare la testa dall'altra parte

Il greenwashing è di casa a Ceccano.
20/05/2026

Il greenwashing è di casa a Ceccano.

ACQUA CHIARA - La provincia di Frosinone continua a registrare una dispersione idrica tra le più alte d’Italia, con punte che superano il 60% dell’acqua potabile immessa in rete. Una cifra impressionante, che descrive un sistema inefficiente, inefficace , costoso e soprattutto insostenibile.

Indirizzo

Ceccano
03023

Sito Web

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