27/05/2026
La FILCTEM CGIL Catania prende atto dell’approvazione, da parte della Giunta regionale siciliana, del disegno di legge che riforma la gestione del servizio idrico nell’Isola, con l’obiettivo dichiarato di superare la frammentazione attuale e istituire un Ambito territoriale ottimale unico regionale.
Una riforma di questa portata non può però essere ridotta a un semplice riassetto amministrativo. La nuova governance proposta, con l’istituzione dell’Autorità idrica siciliana e il ridimensionamento dei nove ambiti territoriali a organi periferici con funzioni consultive e propositive, apre questioni rilevanti sul piano della democrazia, del controllo pubblico, dell’efficienza del servizio e della tutela del lavoro.
La FILCTEM CGIL Catania ribadisce con forza che l’acqua è un bene comune e un diritto universale. Per questa ragione, ogni intervento normativo deve garantire accessibilità, equità e piena centralità dell’interesse pubblico, anche alla luce delle misure annunciate dalla Regione, come la dotazione minima di 50 litri al giorno per persona e l’integrazione del bonus idrico nazionale per i nuclei più fragili.
Sul versante occupazionale, il sindacato ritiene indispensabile che la riforma sia accompagnata da garanzie precise per tutti i lavoratori del comparto idrico. Nessun processo di accentramento deve tradursi in precarizzazione, esternalizzazioni, riduzione di diritti o compressione dei livelli occupazionali.
Serve inoltre un confronto preventivo e strutturato con le organizzazioni sindacali, con le RSU e con i territori, perché una riforma efficace non si costruisce dall’alto ma attraverso partecipazione, trasparenza e responsabilità condivisa.
La FILCTEM CGIL Catania chiede:
• l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la Regione Siciliana e con tutti i soggetti coinvolti nella riorganizzazione del servizio;
• la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e delle condizioni contrattuali dei lavoratori del settore;
• un modello di gestione realmente pubblico, trasparente e partecipato;
• un piano straordinario di investimenti sulle reti, sugli impianti e sulla riduzione delle perdite idriche;
• strumenti certi di controllo democratico e sociale sulla nuova Autorità idrica siciliana.
La riforma del servizio idrico può rappresentare un passaggio importante solo se sarà orientata alla giustizia sociale, alla qualità del servizio e alla difesa del lavoro. Senza queste condizioni, ogni intervento rischia di produrre nuova centralizzazione burocratica senza risolvere i problemi strutturali che da anni pesano su cittadini, territori e lavoratori.