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20/03/2026

La TV ha perso il suo peso… o qualcuno ha scelto di evitarla?

Oggi i politici parlano sempre più nei podcast, nei format “leggeri”, nei contesti dove il confronto è morbido, dove le domande non incalzano davvero.

👉 È cambiato il modo di comunicare…
oppure è cambiato il modo di evitare il contraddittorio?

Perché un conto è comunicare.
Un altro è scegliere dove farlo.

Nei podcast:
✔️ pubblico più favorevole
✔️ meno pressione
✔️ meno contraddittorio

In TV (quella vera):
❌ domande scomode
❌ confronto diretto
❌ possibilità di essere messi in difficoltà

E allora chiediamocelo senza girarci attorno:

📌 È strategia comunicativa…
o è un modo per non rispondere davvero?

Nel frattempo, noi cittadini che facciamo?

Guardiamo passivamente contenuti “facili”
o iniziamo a pretendere confronti veri?

Perché la politica non è intrattenimento.
E chi governa dovrebbe saper rispondere ovunque, non solo dove conviene.

💬 Tu che ne pensi?


Lungomare Liberato Inciviltà a Catania

Il lungomare di Catania non è solo una passeggiata.È il punto dove si incontrano città, mare, traffico e sicurezza.Nel 2...
22/02/2026

Il lungomare di Catania non è solo una passeggiata.
È il punto dove si incontrano città, mare, traffico e sicurezza.

Nel 2014 si parlava di waterfront “del futuro”: più spazio alle persone, meno auto, una vera promenade.
Nel 2026, dopo il ciclone Harry, la domanda è cambiata: come lo ricostruiamo senza rifare gli stessi errori?

Cosa sappiamo:

Il ciclone ha colpito duramente il lungomare, con danni stimati dal Comune in 120 milioni di euro.

È stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale con strumenti straordinari per intervenire.

Esistono già progetti sul tavolo: rigenerazione 2025, protocollo Comune–FS 2024, potenziamento ferroviario dal 2017.

Il punto non è “rifare il marciapiede”.
Il punto è decidere se vogliamo un waterfront più bello o più resistente.
Possibilmente entrambe le cose.

➡️ Nel post completo, in fondo dopo gli hashtag, trovi:

- cosa prevedeva davvero la visione 201
- cosa è stato fatto finora
- cosa manca
- quali scelte concrete devono essere rese pubbliche (atti, cronoprogrammi, responsabilità)


_____________________________________________________

WATERFRONT DI CATANIA: dal “render” mentale del 2014 alla realtà del 2026.
Il fronte mare non è un fondale. È una cerniera urbana (vita quotidiana, turismo, economia), ma anche un fronte di impatto climatico e un corridoio infrastrutturale (strade, sottoservizi, ferrovia, porticcioli).

1) Cosa prometteva la “visione” (2014) e cosa è diventato davvero

Nel dibattito urbano di quegli anni, l’idea era chiara: promenade, belvedere, servizi, un mare più accessibile e soprattutto un litorale meno dominato dalle auto.
Dal 2014 in poi, però, l’evoluzione reale non è passata da “un unico grande progetto”, ma da una stratificazione di leve:

Leva ferroviaria (2017): raddoppio della Catania Centrale–Catania Ognina: circa 2,6 km, 1,4 km in galleria, investimento complessivo ~100 milioni, niente passaggi a livello e logica di “metropolitana ferroviaria” (con attivazioni/fermate collegate).

Leva città–ferrovia (2024): protocollo Comune–RFI/FS Sistemi Urbani: istituisce Cabina di Regia e Tavolo Tecnico, include rigenerazione di aree FS (ex officine/scali) e collega esplicitamente il potenziamento ferroviario alla possibilità di progetti di rigenerazione del waterfront e ricucitura urbana.

Leva urbanistica/rigenerazione (2025): il Comune presenta e porta avanti il progetto integrato sul lungomare tra Piazza Mancini Battaglia e Piazza Europa, con narrativa di spazi pedonali, verde e centralità urbana.

Quindi: la “promenade” come slogan non si è tradotta (finora) in un oggetto unico e concluso, ma in un asse di trasformazione che oggi deve cambiare scala (perché è cambiato il rischio).

2) Il 2026: quando il lungomare smette di essere “solo arredo urbano”

Gennaio 2026: ciclone Harry.
Rai TGR Sicilia descrive danni pesanti sul lungomare (locali colpiti, infrastrutture danneggiate) e riporta una stima comunale di 120 milioni.

Sul piano istituzionale, lo Stato attiva la macchina dell’emergenza:

Delibera del Consiglio dei Ministri (26/01/2026): stato di emergenza per 12 mesi per gli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia.

OCDPC n. 1180 (30/01/2026): ordinanza per i primi interventi urgenti (governance commissariale, strumenti operativi).

E l’onda lunga dell’emergenza arriva anche su misure di tutela sociale/utenze: ad esempio ARERA ha disposto sospensioni straordinarie collegate agli effetti del ciclone.

Traduzione in italiano semplice: non basta “rifare il marciapiede”. Serve decidere come deve reggere il waterfront quando l’evento estremo torna.

3) Il punto che spesso salta: demanio, regole e autorizzazioni

La costa non è una pagina bianca. È demanio, è paesaggio, è procedura.
Sul lato comunale, il PUDM (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo) dà tavole e norme di riferimento per tratti di scogliera e fasce demaniali.
Sul lato regionale, esistono linee guida/atti per la redazione dei PUDM comunali: la cornice non è “facoltativa”, impatta su compatibilità e concessioni.

Questo significa una cosa: qualsiasi “opera di difesa costiera” o grande riassetto del fronte mare deve essere progettato e autorizzato bene, altrimenti si ferma (o nasce già vulnerabile).

4) Mobilità: se il waterfront resta un’autostrada urbana, hai perso comunque

La visione di “litorale liberato dal traffico” oggi non può essere solo estetica: è sicurezza, è evacuazione, è accessibilità, è continuità dei servizi.

C’è una cornice già approvata: il PUMS della Città Metropolitana di Catania è stato approvato con Deliberazione n. 18 del 25/09/2024.

Se ricostruiamo il lungomare post-2026 senza integrare mobilità (TPL, interscambi, ciclabilità sicura, gestione accessi), ricostruiamo la stessa fragilità, più cara e più lenta da riparare alla prossima mareggiata.

5) Cosa chiedere, in modo verificabile (non “a sentimento”)

Qui sta lo stile civico: poche richieste, misurabili.

A. “Un’unica regia” tecnica per mare + città + ferrovia
Il protocollo FS 2024 prevede strumenti di coordinamento (cabina/tavolo). Vanno usati come sede reale di allineamento cantieri e decisioni.

B. Lotti funzionali trasparenti (subito / 6–24 mesi / pluriennale)

Subito: messa in sicurezza, interdizioni, ripristini provvisori ma non stupidi. (Se ripari fragile, ripaghi due volte.)

6–24 mesi: difese costiere e drenaggi progettati bene, promenade ripensata in quota e materiali, protezione sottoservizi.

Pluriennale: ricucitura strutturale con progetti ferroviari e rigenerazione aree.

C. Standard prestazionali “post-2026” come condizione di spesa
Non “più bello”: più robusto. Ogni euro sulla rigenerazione 2025 deve essere condizionato a requisiti tecnici coerenti con l’esperienza 2026 (onde/detriti, piogge intense, funzionamento del drenaggio, manutenzione).

D. Documenti pubblici leggibili
Cronoprogramma, perimetri d’intervento, responsabili, iter autorizzativi, e aggiornamento del progetto lungomare alla luce dell’emergenza nazionale (Delibera + OCDPC).

6) Per chi dice: “Vabbè, a Catania è sempre così”

No. “Sempre così” è la frase che normalizza il danno.
Il 2026 ha reso evidente una cosa: il waterfront è una scelta di politica urbana, non un destino. E oggi abbiamo già pezzi di soluzione sul tavolo (Comune 2025, FS 2024, ferrovia 2017, PUDM, PUMS).

Ora serve solo la parte difficile: collegarli e farli reggere nel tempo.

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Fonti principali :

Comune di Catania — progetto rigenerazione lungomare (comunicati 2025).

Gruppo FS / RFI — protocollo 2024 + scheda tecnica (PDF).

FS Italiane — raddoppio Centrale–Ognina (2017).

Protezione Civile — Delibera CdM 26/01/2026 e OCDPC 1180.

Rai TGR Sicilia — danni al lungomare e stima comunale (23/01/2026).

Comune di Catania — PUDM (tavole/norme).

Città Metropolitana di Catania — approvazione PUMS (2024).

“𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹’𝗶𝗻𝗴𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗯𝗶: 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗳𝗶𝘂𝘁𝗶 𝗮 𝗖𝗮𝘁𝗮𝗻𝗶𝗮”🐕 Catania: il video “virale” con il cane c...
20/02/2026

“𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹’𝗶𝗻𝗴𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗯𝗶: 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗳𝗶𝘂𝘁𝗶 𝗮 𝗖𝗮𝘁𝗮𝗻𝗶𝗮”

🐕 Catania: il video “virale” con il cane che lascia i rifiuti

Nel quartiere San Giorgio a Catania le telecamere di sorveglianza comunali hanno registrato per due giorni consecutivi un cane di piccola taglia che porta e deposita un sacchetto di immondizia in una piccola area trasformata in discarica abusiva.
Secondo il Comune, non si tratterebbe di un comportamento spontaneo dell’animale ma di una tecnica deliberata del proprietario per eludere la videosorveglianza e non essere ripreso mentre abbandona i rifiuti illegalmente.

Sulla pagina Facebook ufficiale dell’Amministrazione è stato pubblicato il video con commento chiaro:
“L’ingegno non può mai diventare un alibi per l’inciviltà”.

🛑 Perché questa vicenda è un problema civico

Abbandono dei rifiuti resta un fenomeno diffuso e difficile da arginare; qui la tecnica descritta dimostra un tentativo di sottrarsi alle regole sfruttando l’animale.

L’uso di animali in questo modo solleva questioni di responsabilità del cittadino, non solo per l’abbandono di rifiuti ma anche per il benessere dell’animale coinvolto.

La diffusione di immagini/video di questo tipo può diventare incentivo per altri a imitare comportamenti simili, aggravando il problema di inciviltà urbana.

📌 Punti di riflessione per CiviCatania

Decoro urbano: l’ambiente pubblico non è un luogo per scaricare responsabilità (né rifiuti).

Rispetto delle regole: la tecnologia (videosorveglianza) è uno strumento, ma non sostituisce l’etica civica dei cittadini.

Comportamenti imitativi: post simili vanno gestiti con attenzione per non normalizzare l’illecito.

𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 𝟑-𝟑𝟎-𝟑𝟎𝟎: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨?🌳 La situazione del verde urbano a Catania è critica: pochi alberi ne...
17/02/2026

𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 𝟑-𝟑𝟎-𝟑𝟎𝟎: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨?

🌳 La situazione del verde urbano a Catania è critica: pochi alberi nei quartieri, copertura arborea lontana dal 30% e gran parte dei cittadini senza un parco vicino casa. La regola “3-30-300” – vedere 3 alberi dalla finestra, 30% di chioma arborea nel quartiere, un parco entro 300 metri – al momento è un miraggio. Servono interventi concreti e partecipazione civica per colmare il divario.

📏 𝐂𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 𝟑-𝟑𝟎-𝟑𝟎𝟎

🧠 La regola 3-30-300 è un criterio internazionale per città sane e verdi: ogni persona dovrebbe vedere almeno 3 alberi dalla propria abitazione, vivere in un quartiere con almeno il 30% di copertura arborea e trovarsi entro 300 metri da un parco pubblico.
📊 L’obiettivo? Migliorare benessere, clima urbano e salute pubblica. Semplice da spiegare, difficile da realizzare.

🌆 𝐕𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚: 𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢

📉 Catania è fanalino di coda in Italia:
🔸 Solo il 22% della superficie urbana è verde
🔸 Copertura arborea al 16% (lontanissima dal 30%)
🔸 Meno di 4 m² di verde fruibile per abitante
🔸 Solo il 7% dei cittadini ha un parco a 300 metri

🚪 Morale: dalla finestra spesso si vedono muri, non alberi.

🏗️ 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐢: 𝐜𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨?

🗂️ Il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) dovrà affrontare il “deficit storico di verde” di Catania.
🪴 I fondi del PNRR hanno avviato progetti di forestazione urbana (oltre 70.000 alberi in provincia), ma servono alberi nei quartieri, non solo nelle periferie.

📐 La città dovrebbe creare almeno 2 milioni di m² di nuovi spazi verdi per rispettare gli standard minimi urbanistici.

💨 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐢?

🌡️ Gli alberi abbassano la temperatura urbana fino a 2°C, assorbono CO₂ e inquinanti, migliorano l’aria.
🏃‍♀️ Parchi accessibili significano salute, sport, socialità.
🤝 Aree verdi diffuse riducono le disuguaglianze tra quartieri.

👥 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢: 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐢 𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐛𝐚𝐬𝐬𝐨

💧 C’è chi innaffia gli alberi assetati nei mesi estivi.
🧱 C’è chi difende terreni abbandonati dal cemento, come gli Orti della Susanna.
📢 Ci sono comitati che chiedono più alberi e giardini sotto casa.

✊ Partecipare è fondamentale. Il verde non arriva da solo.

🚦 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐝𝐚 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀

🚫 Oggi Catania non rispetta nessuno dei 3 criteri.
🚀 Ma la direzione è tracciata.
📣 Il verde è una questione di salute, equità e futuro.
🫱 La sfida è collettiva: partecipazione, pressione pubblica, pianificazione.

🌱 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞, 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞. 𝐌𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞… 𝐨𝐫𝐚.

25/12/2025

🏢 A VOLTE SERVE PIÙ PAZIENZA CHE GIGA
📱 Il numero arriva, ma sei già perso nel feed.
🧠 Connettersi è facile. Restare concentrati è più difficile.
⏳ La fila scorre, ma tu non lo fai.

24/12/2025

🏛️ SECOLI DI STORIA, SECONDI DI ATTENZIONE
💭 La bellezza del passato inizia dove finisce il feed.
🧠 La storia ti guarda. Tu sei su Instagram.
⏳ Non perdere il tempo solo perché puoi scrollare.

23/12/2025

🌍 LA CITTÀ RESPIRA, MENTRE TU SEI ALTROVE
🧠 Catania si muove. Tu… dove sei?
📱 Scivoliamo tra le notifiche mentre il mondo si ferma.
⚠️ Guardati intorno. La realtà è altrove.

22/12/2025

📬 IL PROBLEMA NON È IL PIN
🧠 Il PIN è facile. Ma la password per concentrarsi?
📱 Più controlli, più ti sfugge.
💡 Blocca la notifica, prendi il controllo.

🟥 SUPICCHIARÍA / SUVIRCHIARÍA: una parola siciliana che descrive perfettamente un problema catanese: la sopraffazione “n...
21/12/2025

🟥 SUPICCHIARÍA / SUVIRCHIARÍA: una parola siciliana che descrive perfettamente un problema catanese: la sopraffazione “normalizzata”.

🟦 Etimologia e “parentela”
In italiano soverchieria/soperchieria deriva da soverchiare/soperchiare (“sopraffare”).
In Sicilia (specie area sud-orientale) trovi supircirìa come variante fonetica di supirchiaria; esistono anche le forme suvirchiaria / suvirchiusu.

🟦 Parole italiane corrispondenti (e sorelle)

✅ soverchieria / soperchieria (la traduzione più diretta)

✅ sopraffazione

✅ prepotenza

✅ sopruso

✅ angheria

✅ prevaricazione

✅ tracotanza / protervia

🟦.

🟥 La domanda civica di CiviCatania
🟦 Vogliamo vivere in una città dove vince chi spinge di più… o dove vince chi rispetta?
🟦 Perché la supicchiaria campa di una cosa sola: silenzio + abitudine.
🟦 E la soluzione non è “fare gli sceriffi”: è alzare lo standard. Con esempi, coerenza, segnalazioni, e soprattutto: non normalizzare più.

Conoscere Catania Cleanup Sicily Argo Catania Cataniamdp Inciviltà a Catania MeridioNews Lungomare Liberato Ismaele La Vardera Comune di Catania Enrico Trantino Sindaco Cronache Catanesi

21/12/2025

🏫 CONNESSO A TUTTO, MA ATTENTO A NIENTE

📱 Più collegato, meno concentrato.
👀 In aula si impara. Sullo schermo… no.
⏳ Lo smartphone è la tua finestra.
⁉️ Ma tu cosa guardi?

20/12/2025

⚖️ LA DISTRAZIONE HA CONSEGUENZE

📱 Ogni notifica è un’udienza persa.
🧠 La giustizia richiede attenzione, non scroll. ⏳ Qui la distrazione non è solo digitale, è civile.

19/12/2025

🛑 VIVI ANCHE TU DENTRO UNA “BOLLA DI REALTÀ”? 📍

Siamo iperconnessi, ma siamo davvero informati?

🧠 La nostra attenzione sta crollando, e non è solo colpa degli smartphone.
📱 Il vero problema è come usiamo Internet e da dove prendiamo le informazioni.
🔍 Una volta si cercava su Google, si leggevano articoli, si confrontavano fonti.
🎥 Oggi sempre più persone cercano risposte su TikTok o Instagram Reels, anche su temi complessi come politica, scienza o servizi pubblici.
❌ Perché è un problema serio?
⚡ Queste piattaforme premiano velocità ed emozione, non accuratezza e contesto.
🧩 Argomenti complessi vengono compressi in 30 secondi, spesso con errori o semplificazioni estreme.
🎭 Stiamo scambiando informazione con intrattenimento.
🫧 Benvenuti nella “bolla cognitiva” (filter bubble).

🧠 Il cervello umano ama le idee che confermano ciò che pensa già.
🤖 Gli algoritmi lo sanno benissimo e fanno il resto:
👉 clicchi una cosa → te ne mostrano dieci uguali
👉 ignori un’opinione diversa → sparisce dal feed
⚠️ Risultato?
📲 Nel tuo telefono sembra che tutti la pensino come te.
🌍 Fuori dal telefono, la realtà è molto più complessa.

🔥 È così che nasce la polarizzazione e la cosiddetta crisi epistemica: non discutiamo più sui fatti, ma su “realtà parallele”.

🏛️ E a Catania lo vediamo ogni giorno.
🚧 Dibattiti su opere pubbliche ridotti a meme. 🗳️ Discussioni politiche basate su clip fuori contesto.
💬 Commenti pieni di rabbia, ma poveri di informazioni.

💡 Tre esercizi semplici di educazione civica digitale (da fare subito):
🛑 Fermati prima di condividere.
😡 Se un contenuto ti fa arrabbiare molto o ti esalta troppo, è un campanello d’allarme.
🔎 Cerca la stessa notizia su almeno due fonti affidabili prima di rilanciarla.
🔄 Cerca attivamente il punto di vista opposto. 📚 Se hai un’opinione forte su un tema locale, prova a cercare “critiche” o “contro”.
🧠 Allenare il cervello al dissenso è salute democratica.
📖 Non fermarti al titolo o al reel.
🎯 Trattalo come un indizio, non come la verità. 🔍 Approfondisci, leggi, confronta: la conoscenza vive nei dettagli.

🗳️ Un cittadino informato è la base di una democrazia sana.
🤖 Non lasciare che un algoritmo decida cosa è reale per te.

🔗 Fonti e approfondimenti

👉 Oxford University Press – Brain rot, Word of the Year 2024 https://corp.oup.com/news/brain-rot-named-oxford-word-of-the-year-2024/
👉 Sky TG24 – Brain rot: cosa significa e perché ci riguarda https://tg24.sky.it/lifestyle/2024/12/02/brain-rot-parola-dell-anno-oxford
👉 BBC News – How junk content is damaging our minds https://www.bbc.com/news/articles/cx2n2r695nzo
👉 Geopop – Brain rot spiegato semplice https://www.geopop.it/brain-rot-e-la-parola-dellanno-2024-secondo-loxford-dictionary-ecco-cosa-significa/

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