18/07/2020
Ho la possibilità spesso di parlare con colleghi italiani ed esteri sullo stato della pet therapy/IAA e sul suo futuro. Tutti denunciano una basso livello di qualità e ancora di più una scarsa consapevolezza su cosa sia la relazione uomo animale a fine terapeutico assistenziale educativo.
Molte sono le ragioni: breve e tecnicistica formazione, mancanza di un codice deontologico, diverse visioni sull"animale, difficoltà a trovare principi metodologici evidenti e applicabili, ambivalenza sui principi di adesione etica.
Di una cosa sono sicura:in quanto disciplina trasversale e transculturale vive di complessità e dialoghi a più voci. Voci serie però. Non fantasiose declinazioni antropo-centrate sul ruolo magico degli animali, sull'essere mediatori dell'anima, sul loro risvegliarci dal torpore profondo. Fa male a tutta la comunità di professionisti e fa male sopratutto agli animali ancora una volta proiettati, tristemente umanizzati, resi taumaturghi.
E non visti nella semplice unicità animale. Loro.