21/05/2026
RICETTA BIANCA DEMATERIALIZZATA: UN’OPPORTUNITÀ PER PAZIENTI, ODONTOIATRI E SISTEMA SANITARIO
Come SIOD Nazionale ricordiamo ai Colleghi che la ricetta bianca elettronica, o più correttamente ricetta dematerializzata per farmaci non a carico del SSN, rappresenta oggi uno strumento importante nella pratica odontoiatrica quotidiana.
L’Odontoiatra iscritto all’Albo può prescrivere i farmaci necessari all’esercizio della propria professione, cioè quei medicamenti che hanno un nesso diretto con la diagnosi, la prevenzione, la terapia o la riabilitazione odontoiatrica.
La ricetta bianca dematerializzata consente al paziente di ricevere direttamente dallo studio odontoiatrico la prescrizione necessaria e di recarsi in farmacia senza dover passare dal Medico di Medicina Generale per farmaci che rientrano nella competenza odontoiatrica. È quindi una concreta opportunità di servizio: semplifica il percorso del paziente, riduce passaggi inutili e contribuisce ad alleggerire il carico burocratico dei medici di base.
Che cos’è tecnicamente?
La ricetta bianca dematerializzata è la prescrizione elettronica dei farmaci non a carico del Servizio Sanitario Nazionale, quindi a carico del cittadino. Attraverso il Sistema Tessera Sanitaria – Sistema TS, il medico/odontoiatra genera una prescrizione elettronica identificata da un codice univoco, il NRBE – Numero di Ricetta Bianca Elettronica, associato anche a un PIN-NRBE e al codice fiscale del paziente.
Come si accede e come si prescrive?
In sintesi operativa:
il professionista deve essere abilitato/censito su Sistema TS;
i liberi professionisti non convenzionati con il SSN sono censiti come prescrittori non appartenenti al SSN;
chi non dispone delle credenziali o dell’abilitazione deve rivolgersi al proprio Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri;
l’accesso avviene tramite il portale Sistema TS – Area Riservata Operatori, con autenticazione tramite identità digitale, secondo le modalità previste;
dal menu dedicato alla Ricetta Bianca Elettronica / Ricetta non a carico SSN si inseriscono i dati del paziente, il farmaco, il numero di confezioni, la posologia, la ripetibilità/non ripetibilità e le eventuali note cliniche;
il sistema genera il promemoria con NRBE e PIN-NRBE;
il promemoria può essere stampato e consegnato al paziente oppure trasmesso con modalità digitali idonee, nel rispetto della riservatezza;
il paziente potrà recarsi in farmacia con il promemoria o con i codici necessari, insieme al proprio codice fiscale/tessera sanitaria.
Gli studi che utilizzano software gestionali dovrebbero verificare con il proprio fornitore l’integrazione con il Sistema TS e il corretto funzionamento del modulo per la ricetta bianca elettronica.
Quando è appropriato prescrivere?
La prescrizione odontoiatrica è appropriata quando esiste un nesso clinico diretto, proporzionato e documentato con l’attività odontoiatrica svolta.
Rientrano abitualmente in questo ambito, a titolo esemplificativo, farmaci per infezioni odontogene, dolore, infiammazione, patologie dei tessuti orali, profilassi o terapia perioperatoria, gestione di complicanze odontoiatriche, premedicazioni necessarie all’esecuzione della prestazione, sempre nel rispetto delle indicazioni, controindicazioni, interazioni farmacologiche e condizioni cliniche del paziente.
Particolare prudenza è invece necessaria quando, nel corso dell’attività odontoiatrica, emergono condizioni sistemiche o alterazioni ematochimiche non strettamente odontoiatriche: per esempio anemia, carenza di ferro, ipovitaminosi D, alterazioni metaboliche, cardiovascolari, endocrine o internistiche. In questi casi il ruolo corretto dell’Odontoiatra è spesso quello di rilevare il problema, documentarlo, informare il paziente e indirizzarlo al Medico curante o allo specialista competente, evitando di trasformare la ricetta bianca in uno strumento di gestione autonoma di patologie non odontoiatriche.
Anche le eventuali prescrizioni di farmaci sedativi, ansiolitici o premedicazioni per ansia procedurale, riflesso del vomito o collaborazione alla seduta odontoiatrica devono essere gestite con particolare attenzione: anamnesi accurata, valutazione dei farmaci assunti, esclusione di controindicazioni, istruzioni scritte al paziente, eventuale accompagnatore, divieto di guida quando indicato e registrazione in cartella clinica.
La ricetta resta un atto sanitario personale
La prescrizione non è un automatismo amministrativo. È un atto professionale che richiede valutazione clinica, appropriatezza, responsabilità, informazione al paziente e tracciabilità documentale.
Il personale di studio può supportare il flusso organizzativo, ma la scelta del farmaco, la posologia, la valutazione del rischio e la validazione finale restano responsabilità dell’Odontoiatra prescrittore.
La ricetta bianca dematerializzata è dunque una grande opportunità per migliorare il servizio al paziente e contribuire a un uso più efficiente delle risorse sanitarie, ma va utilizzata con competenza, prudenza e piena coerenza con il perimetro professionale odontoiatrico.
SIOD Nazionale invita tutti i Colleghi a familiarizzare con il Sistema TS, aggiornare i propri flussi interni e adottare protocolli prescrittivi chiari, documentati e condivisi.
Fonti e note tecniche per eventuale primo commento o documento interno
La base professionale è l’art. 2 della Legge 409/1985: l’odontoiatra esercita attività di diagnosi e terapia delle malattie dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché prevenzione e riabilitazione odontoiatrica, e può prescrivere “tutti i medicamenti necessari all’esercizio della professione”.
La dematerializzazione delle prescrizioni a carico del SSN, SASN e cittadini è stata richiamata dalla FNOMCeO nella Comunicazione n. 6/2025 sulla Legge 207/2024; la comunicazione richiama anche il D.M. MEF 30 dicembre 2020 per i farmaci non a carico del SSN e l’emissione in formato elettronico.
Il D.M. 30 dicembre 2020 definisce la ricetta elettronica, il NRBE come identificativo univoco nazionale della ricetta bianca elettronica, e prevede che il medico rilasci il promemoria al paziente dopo l’invio telematico positivo.
Per l’operatività, gli Ordini indicano l’accesso al portale Sistema TS, l’autenticazione con identità digitale, l’abilitazione tramite Ordine per i liberi professionisti e la possibilità di generare il codice NRBE; chi usa software gestionali deve verificarne l’adeguamento con il fornitore.
La prescrizione resta atto diretto, specifico, esclusivo e non delegabile del medico/odontoiatra, deve seguire una diagnosi circostanziata o un fondato sospetto diagnostico e deve rispettare efficacia, sicurezza e appropriatezza.