25/04/2026
𝑃𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑆𝑖𝑙𝑣𝑖𝑎 𝐺𝑎𝑏𝑟𝑖𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑖𝑛 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝐷𝑒𝑙𝑙'𝐴𝑁𝑃𝐼 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑠𝑡𝑒𝑙𝑙𝑒𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑆𝑢𝑎𝑠𝑎.
25 𝑎𝑝𝑟𝑖𝑙𝑒 2026
81° 𝐴𝑛𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐿𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒
80° 𝐴𝑛𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑣𝑜𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒.
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🇮🇹 Care Cittadine, Cari Cittadini,
L’ANPI di Castelleone di Suasa saluta tutti coloro che sono intervenuti alla commemorazione dell’81° Anniversario della Liberazione.
Salutiamo l’Amministrazione Comunale, quindi tutti i consiglieri comunali presenti, le associazioni e la Banda Cittadina.
Abbiamo, oggi, il dovere di ricordare:
-tutti i militari, italiani ed alleati, caduti per la nostra Liberazione, ragazzi di altri comuni d’Italia e di altri Paesi, morti per noi.
- tutti i militari Castelleonesi morti durante la Seconda guerra mondiale.
- dobbiamo rendere omaggio ai civili, inermi, morti come martiri della Resistenza.
Quest’anno, in particolare, ricorre l’80° anniversario della Repubblica e del voto alle donne, l’ANPI ha dedicato l’immagine di copertina della tessera proprio a questa ricorrenza.
Questa mattina rendiamo omaggio alle donne Castelleonesi, a quelle ragazze che giovanissime, ventenni, trentenni, abbracciarono la lotta partigiana nella guerra di liberazione dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943 e che si recarono per la prima volta al voto. In particolare, a Liliana Paupini, che si ha lasciato poche settimane fa.
La guerra voluta dal fascismo e quindi da Mussolini aveva prodotto morte, distruzione, crisi, panico, paura, isolamento mondiale.
Ricordare lo scellerato asse tra Hi**er e Mussolini è non dimenticare che il nazifascismo aveva reso l’Italia uno stato vassallo, in cambio di protezione militare da parte del terzo Reich.
Questa comunità è stata però in grado di proteggere la sua popolazione attraverso la lotta partigiana: la ritirata dei tedeschi da Castelleone di Suasa (dove avevano una postazione fissa di comando) e’ stata possibile grazie alla tenacia e alla fermezza dei nostri partigiani, sostenuti praticamente da tutta la popolazione castelleonese e da una rete informativa fatta anche dalle staffette, cioè dalle ragazze del paese che rischiavano la vita ad ogni istante, in qualsiasi azione di passaggio delle informazioni di casa in casa, soprattutto nelle aree rurali, tra le varie postazioni partigiane, per tenere quindi i collegamenti tra i vari gruppi partigiani e tra questi e il comando militare di zona.
Castelleone di Suasa fu un avamposto importante durante il passaggio del fronte, dove i partigiani riuscirono, attraverso un piano strategico dettagliato, a fornire una mappa precisissima della postazione dei tedeschi, del posizionamento dei “nidi di mitragliatrici” consentendo al corpo italiano di liberazione di guadagnare tempo nello spazio sicuro, e pianificare le azioni sul campo di battaglia attraverso le informazioni ricevute proprio dai partigiani.
Senza l’apporto delle contadine, delle ragazze che andavano al fiume per lavare, senza l’attraversamento dei campi in queste meravigliose colline, nessuno sarebbe riuscito a mappare minuziosamente il territorio e consegnare informazioni che sono risultate vitali alla popolazione.
Le donne castelleonesi furono quindi essenziali in questo lavoro di mappatura degli avamposti tedeschi, l’Italia del 1943 ha vissuto il suo anno più lungo, il più doloroso della sua storia contemporanea.
La consegna delle informazioni avveniva attraverso un sidecar, dove Antonio Marcelli ed il tedesco chiamato in codice “Gianni”, un soldato che aveva disertato e consegnato alcune divise tedesche, attraversavano le linee del fronte, vestiti appunto con le divise dei tedeschi, andando a consegnare al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) tutte le informazioni territoriali.
Ricordiamoci sempre che questo lavoro di mappatura del territorio era costante ed è costato la vita a Gino Serra nell’attraversamento della linea del fronte, sui campi minati.
Ma in cosa fu importante la liberazione del Paese? Le truppe di Liberazione quando “non passavano” decidevano di bombardare, ed aver liberato Castelleone di Suasa ha significato proteggere prima di tutto la popolazione ed in subordine anche il suo patrimonio architettonico, i suoi edifici, le sue chiese, il palazzo comunale.
Infatti, gli unici bombardamenti che la popolazione ha subìto sono stati i cannoneggiamenti da parte dei Tedeschi, da San Lorenzo in Campo, dopo la loro ritirata sul Cesano il 10 agosto del 1944.
In questo, la guerra di Liberazione in questa comunità ha assunto un tratto distintivo di unità della popolazione, dove non sono avvenuti rastrellamenti né stragi nazifasciste.
Ricordiamo quanto fu importante l’unità della popolazione, essenziale per trarne una condivisa valutazione storica, visto che le comunità confinanti hanno vissuto lutti gravissimi, come l’eccidio ad Ostra dei partigiani Pietro Brutti, Amedeo Galassi e Alessandro Maggini il 6 febbraio 1944 e l’eccidio al Monte Sant’Angelo del 4 maggio 1944: eventi sconvolgenti che hanno terrorizzato la popolazione, temendo nuovi rastrellamenti ed indicazioni su chi e dove colpire.
Tutto questo a Castelleone di Suasa non è avvenuto, mentre nella vicina Corinaldo, durante la ritirata dei tedeschi, ci furono rappresaglie tra la popolazione.
Ma il 25 aprile è anche l’occasione per ribadire al mondo, che l’Italia ripudia la Guerra, ed in questo contesto di crisi internazionale, vale la pena di leggere e tenere ben presente l’articolo 11 della nostra Costituzione, rileggiamolo:
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
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Per questo, ricordando le azioni partigiane nella guerra di Liberazione, dobbiamo ribadire con forza il nostro NO ALLA GUERRA, no a tutte le guerre, no alla corsa al riarmo.
Per questo va ricordato anche il sacrificio degli oltre 650.000 militari internati nei lager nazisti che si rifiutarono di tornare in Patria a combattere contro i partigiani, nella Repubblica di Salò e per questo la Repubblica Italiana li ha insigniti della Medaglia D’Onore.
Il tempo e la Storia avrebbero dovuto insegnare quanto la cooperazione tra i popoli sia essenziale ad una convivenza civile, ad un progresso delle comunità, attraverso lo Stato Sociale, i servizi e la solidarietà: parole che sembrano monumentali in un’epoca dove gli egoismi fanno da padrone, insieme agli istinti peggiori dell’uomo sull’uomo.
Per questo, essere nell’ANPI, iscriversi all’associazione nazionale partigiani d’Italia, rappresenta non solo idealmente ma in modo concreto, diventare le nuove staffette, quelle ragazze che abbiamo ricordato oggi, quelle ragazze descritte da Anna Garofalo, giornalista e scrittrice che così commentava l’appuntamento alle urne del 2 giugno del 1945.
Ascoltate…
“Lunghissima attesa davanti ai seggi elettorali. Sembra di essere tornata alle code per l’acqua, per i generi razionati. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d’esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d’amore.”
“…Nessuna, attenta alle indicazioni che sono giunte dai partiti e dai comitati elettorali, ha messo il rigo di rossetto nel timore di annullare la scheda che, all’epoca, andava sigillata…”
Questo brano dà la descrizione esatta dell’importanza del voto democratico, dell’essere donne e uomini alla pari, dà il senso della partecipazione, ed è il senso del 25 aprile.
𝗪 𝗶𝗹 𝟮𝟱 𝗔𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲, 𝗪 𝗹𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲!