28/10/2026
Sarno, l'ennesimo annuncio di "svolta": la politica promette, ma dopo 50 anni di disastri la gente è stanca e ammalata
Leggendo le pagine de Il Mattino del 28 Ottobre 2026, ci si imbatte in titoli a caratteri cubitali che parlano di una "svolta" per l'ambiente e di una "legge contro le aziende che inquinano" il bacino del fiume Sarno. Eppure, per chi vive su questo territorio, respira i miasmi e vede da decenni le proprie terre avvelenate, l'entusiasmo della politica suona come un disco rotto. Sono 50 anni che le istituzioni ripetono le stesse rassicurazioni, mentre la popolazione è esasperata e, soprattutto, continua ad ammalarsi a causa di un inquinamento sistematico e impunito.
I nuovi proclami della Regione
Nel corso di un'audizione davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sul rischio idrogeologico, il governatore della Campania, Roberto Fico, ha annunciato una nuova "linea dura". L'obiettivo dichiarato è colpire le imprese, con un monito rivolto soprattutto alle aziende del comparto conserviero che continuano a operare sversamenti illegali nei terreni e nei corsi d'acqua.
La Regione Campania starebbe preparando un disegno di legge per rafforzare gli strumenti di contrasto e inasprire le penalità amministrative, con la speranza di migliorare i bilanci degli sversamenti entro il 2026. Il presidente Fico ha inoltre snocciolato dei numeri per rivendicare i progressi compiuti: il fiume sarebbe "molto più pulito del passato", il mare di Castellammare di Stabia sarebbe diventato balneabile e, su 113 scarichi fognari che confluivano direttamente nel fiume, 103 sarebbero già stati eliminati. I restanti dieci scarichi, secondo il cronoprogramma illustrato, dovrebbero essere chiusi entro la prossima primavera.
Fondi milionari e l'ombra dell'eterna burocrazia
La strategia regionale per questo risanamento poggia su un accordo quadro quadriennale da 406 milioni di euro, il cui bando per la presentazione delle offerte si è chiuso lo scorso 25 settembre. Per accelerare l'apertura dei cantieri e assicurare le coperture finanziarie, è stata istituita una cabina di regia che ha già riunito sindaci, funzionari comunali e rappresentanti delle istituzioni.
Tuttavia, persino all'interno delle stesse sedi istituzionali emergono i dubbi storici che affliggono il nostro territorio. Il presidente della commissione d'inchiesta, Pino Bicchielli (FI), ha richiamato esplicitamente l'attenzione sui ritardi accumulati negli anni e sull'annoso problema della frammentazione e sovrapposizione delle competenze, chiedendo di vigilare con la massima attenzione affinché gli impegni si traducano in "interventi effettivi". Dello stesso avviso Beatriz Colombo (FdI), la quale ha ribadito l'urgenza di non confondere il fondamentale risanamento ambientale del bacino idrografico con i semplici interventi di messa in sicurezza idraulica.
La cruda realtà: la salute non può aspettare il 2026
Di fronte a questi ennesimi annunci, la posizione della Rete Difesa del Sarno è chiara e ferma: non c'è più tempo per la retorica. Sentir parlare di un inasprimento delle sanzioni previsto per il lontano 2026 è inaccettabile per una comunità che subisce da mezzo secolo le conseguenze di un disastro ambientale senza precedenti.
Mentre si istituiscono tavoli tecnici e si predispongono cronoprogrammi, le aziende disoneste continuano a inquinare oggi, vanificando gli investimenti pubblici e compromettendo la vita di una popolazione di 420mila abitanti distribuiti in decine di comuni tra le province di Napoli, Salerno e Avellino. Le cabine di regia e i proclami di imminenti bonifiche non curano le malattie di chi ha vissuto per decenni a contatto con un ecosistema devastato.
Continueremo a monitorare i cantieri, a denunciare ogni singolo sversamento abusivo e a pretendere che i fondi stanziati si trasformino in opere concluse e funzionanti. La pazienza è finita da un pezzo: rivogliamo il nostro fiume e il diritto alla nostra salute, senza sconti e senza ulteriori rinvii.