Rete Difesa del Sarno Castellammare di Stabia

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Rete Difesa del  Sarno Castellammare  di Stabia Solo il protagonismo dei cittadini puo' salvare il fiume Sarno.

ANCORA VELENI NELLE NOSTRE ACQUE: SEQUESTRATA UN'OFFICINA A SANTA MARIA LA CARITÀ ​L'inquinamento del nostro bacino idro...
05/11/2026

ANCORA VELENI NELLE NOSTRE ACQUE: SEQUESTRATA UN'OFFICINA A SANTA MARIA LA CARITÀ
​L'inquinamento del nostro bacino idrografico non si ferma, ma per fortuna non si fermano nemmeno i controlli. I Carabinieri Forestali (NIPAAF di Napoli), coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, hanno appena apposto i sigilli a un’autofficina meccanica di 110 metri quadrati.
​Cosa hanno trovato i militari all'interno?

Rifiuti speciali e pericolosi stoccati in contenitori non idonei, miscelati tra loro e privi di qualsiasi tracciabilità.

Acque reflue industriali scaricate direttamente in un canale di scolo a cielo aperto, senza alcuna autorizzazione né impianto per filtrare gli oli.
​Ogni goccia di questi liquidi tossici finisce nei nostri canali, contribuendo al disastro ecologico del fiume Sarno e dei suoi affluenti.
​Questo sequestro preventivo – inserito nella vasta task force nata dal protocollo d'intesa delle Procure del 2025 – dimostra che le indagini sul territorio stanno colpendo i responsabili degli sversamenti abusivi. Come Rete Difesa del Sarno ringraziamo le forze dell'ordine e l'ARPAC per l'impegno costante sul campo.
​Ma la vera difesa del territorio parte da noi. Non abbassiamo la guardia! Il Sarno si salva solo se isoliamo chi distrugge il nostro ambiente per profitto personale.
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Continuiamo a vigilare: se notate scarichi abusivi, miasmi o sversamenti anomali, segnalatelo immediatamente alle autorità.
​ Condividi il post per far girare la notizia!

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04/11/2026
03/11/2026

VERGOGNA SENZA FINE: L'ENNESIMO SCEMPIO AL DEPURATORE DI ANGRI

​Oggi 3 Novembre l'ennesimo attentato al nostro territorio. Dal depuratore di Angri stanno fuoriuscendo acque più scure, torbide e del tutto anomale, che si sversano direttamente nel nostro bacino.
​Ci parlano di bonifiche, di fondi e di transizione ecologica, ma la realtà che ci troviamo davanti è sempre la stessa: veleno che continua a scorrere indisturbato. Quello che dovrebbe essere un impianto a tutela dell'ambiente si conferma, per l'ennesima volta, una ferita aperta per il fiume Sarno e per la salute di intere comunità.

Pretendiamo che le autorità competenti (ARPAC, Carabinieri Forestali, NOE e amministrazioni locali) intervengano ORA .

​La pazienza è finita. Noi non staremo a guardare in silenzio mentre uccidono la nostra terra.
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Gentile  Presidente Mascolo,​Abbiamo letto con attenzione il suo editoriale su Il Mattino e, come Rete Difesa del Sarno,...
31/10/2026

Gentile Presidente Mascolo,
​Abbiamo letto con attenzione il suo editoriale su Il Mattino e, come Rete Difesa del Sarno, ne condividiamo la premessa fondamentale: non dobbiamo abbandonarci alla rassegnazione.
Riconoscere i passi avanti è essenziale per dare alla comunità la spinta necessaria a continuare questa battaglia.
​È innegabile che l'eliminazione di 104 scarichi abusivi e il potenziamento della rete depurativa abbiano portato a risultati tangibili, come il ritorno alla balneabilità di alcuni tratti del litorale di Castellammare di Stabia.
​Tuttavia, attualizzare la narrazione – come lei giustamente chiede – significa raccontare la realtà per intero. E la realtà di oggi è che non possiamo confondere la depurazione civile con la risoluzione del disastro ambientale industriale.
​Nel merito, dobbiamo fare delle precisazioni cruciali per non rischiare di diffondere un pericoloso ottimismo che abbassi la guardia sulle reali emergenze ancora in corso:
​1. La balneabilità non esclude i veleni industriali: L'abbattimento della carica batterica (dovuta ai reflui fognari civili) permette alle acque di rientrare nei parametri igienico-sanitari standard per la balneazione. Ma questo non ci dice nulla sugli inquinanti chimici, sui metalli pesanti e sugli scarti industriali (spesso derivanti dalle attività conserviere e conciarie) che continuano a sversarsi illegalmente nel Sarno e ad avvelenare l'ecosistema.
2. L'emergenza invisibile dei pozzi e delle falde: Raccontare il Sarno di oggi significa anche guardare sotto la superficie. Le nostre falde acquifere e i pozzi utilizzati per l'agricoltura presentano livelli di contaminazione allarmanti. Questo è un danno profondo che i depuratori fognari, per quanto efficienti, non possono risolvere.
​Siamo alla vigilia di una nuova fase di interventi e del programma regionale di riqualificazione per il rischio idraulico. Benissimo. Ma narrare che "il lavoro sulla depurazione è ormai quasi completato" è un errore di prospettiva.
​Oggi la sfida si è spostata, ma non è meno grave. Le chiediamo quindi di unire la sua voce alla nostra per denunciare l'inquinamento chimico e per chiedere alle istituzioni non solo argini sicuri, ma controlli rigorosi sugli scarichi produttivi e l'avvio immediato delle bonifiche delle falde.
​Solo raccontando tutta la verità potremo difendere davvero il nostro territorio.
​La Rete Difesa del Rete Difesa del Sarno Castellammare di Stabia

Un volo che sa di speranza. ​Spesso la cronaca ci costringe a raccontare il Sarno solo attraverso le ferite dell'inquina...
31/10/2026

Un volo che sa di speranza.

​Spesso la cronaca ci costringe a raccontare il Sarno solo attraverso le ferite dell'inquinamento e dell'incuria. Ma oggi vogliamo condividere con voi una scena diversa, un respiro profondo di pura vita.
​Guardate il volo di questi uccelli sulle nostre acque. È un promemoria potente: la natura non si arrende. Nonostante tutto, la vita continua ostinatamente a cercare il suo spazio, resiste e ci chiede a gran voce di essere protetta.
​Queste ali in movimento ci ricordano il vero motivo per cui lottiamo ogni giorno. Il Sarno non è un canale morto o una causa persa, è un ecosistema ferito che ha solo bisogno di tornare a respirare. Se la natura ci crede ancora, non possiamo assolutamente smettere di crederci noi.

​ E voi, avete mai assistito a scorci di bellezza inaspettata lungo le sponde del nostro fiume? Raccontatecelo o condividete le vostre foto nei commenti.
​Continuiamo a difendere la bellezza. Insieme.
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BLITZ A POZZANO: SCATTA IL SEQUESTRO PER ABUSI EDILIZI AL BAGNO ELENA ​ La tutela delle nostre coste non va mai in vacan...
30/10/2026

BLITZ A POZZANO: SCATTA IL SEQUESTRO PER ABUSI EDILIZI AL BAGNO ELENA

​ La tutela delle nostre coste non va mai in vacanza. Nelle scorse ore, la Guardia Costiera di Castellammare di Stabia ha eseguito il sequestro preventivo di diverse aree e opere all'interno del noto stabilimento balneare

"Bagno Elena" a Pozzano.
​ Cosa è emerso dalle indagini?
L'operazione, partita a luglio e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha portato alla luce presunte occupazioni abusive del demanio marittimo e interventi edilizi realizzati in assenza dei necessari titoli, il tutto in una zona classificata balneare e sottoposta a rigidi vincoli paesaggistici.

I dettagli delle contestazioni:
Secondo gli accertamenti, locali originariamente destinati a infermeria, guardiania, cassa e solarium avrebbero subito modifiche non autorizzate della destinazione d'uso. Scoperta anche la realizzazione di nuove opere abusive, tra cui un forno in muratura con annesso banco di lavoro, in difformità rispetto alla concessione demaniale.
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Mentre l'iter giudiziario farà il suo corso per accertare le responsabilità (il procedimento è nella fase delle indagini preliminari), per noi della Rete Difesa del Sarno questa operazione rappresenta un segnale fondamentale.
​Il litorale stabiese ha un valore ambientale e paesaggistico inestimabile: le concessioni demaniali non sono zone franche in cui ignorare le regole a scapito del territorio. Il paesaggio è un bene comune e va difeso dal cemento e dalle speculazioni.
​Un ringraziamento alla Capitaneria di Porto, alla Polizia Municipale e ai tecnici comunali per il lavoro di controllo a tutela del nostro mare. Noi continueremo a tenere alta l'attenzione!
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Ci troviamo a Castellammare di Stabia, in Via Ripuaria.​Come documentato chiaramente nel foto , la situazione è ormai fu...
30/10/2026

Ci troviamo a Castellammare di Stabia, in Via Ripuaria.
​Come documentato chiaramente nel foto , la situazione è ormai fuori controllo. Una folta e f***a vegetazione ha invaso pesantemente la carreggiata, sporgendosi sull'asfalto. Questo muro verde non solo restringe pericolosamente lo spazio utile per il transito dei veicoli, ma compromette gravemente la visibilità, costringendo chi guida a manovre azzardate e mettendo a rischio la circolazione.
​ È un pericolo costante per chiunque percorra questo tratto di strada ogni giorno.
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Come Rete Difesa del Sarno sollecitiamo pubblicamente il Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno, ente competente per la gestione e manutenzione di questo tratto. Chiediamo un INTERVENTO IMMEDIATO di sfalcio, pulizia e messa in sicurezza dell'intera area. Non possiamo e non dobbiamo aspettare che accada un incidente per vedere garantiti i diritti e l'incolumità dei cittadini.
​Chiediamo al Consorzio di intervenire con urgenza ripristinando il decoro e la sicurezza della viabilità.
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Sarno: 50 anni di acque avvelenate, passerelle elettorali e i soliti noti al comando.Ci risiamo. Puntuale come un orolog...
29/10/2026

Sarno: 50 anni di acque avvelenate, passerelle elettorali e i soliti noti al comando.

Ci risiamo. Puntuale come un orologio svizzero, con l'avvicinarsi della campagna elettorale, il bacino del fiume Sarno torna a popolarsi di fantomatici salvatori della patria. Personaggi in cerca di voti che, improvvisamente, si ricordano del nostro disastro ambientale e si riempiono la bocca di promesse e bonifiche.
​Poi le elezioni finiscono, loro spariscono, e a noi resta questo scempio.
​Guardate la foto: è uno scenario vergognoso. Il Rio Squazzatoio è ridotto a un cimitero di rifiuti, letteralmente soffocato da una montagna di plastica, immondizia e acque avvelenate.

​È passato mezzo secolo. Dall'epidemia di colera del 1973 a oggi è cambiato poco. In cinquant'anni abbiamo visto svanire miliardi e miliardi di euro pubblici, mentre i cittadini continuano ad ammalarsi di cancro lungo tutto il bacino idrografico respirando miasmi tossici.

​Persino le Commissioni Parlamentari d'inchiesta hanno indagato e certificato il disastro, definendo nero su bianco il nostro bacino come una vera e propria "zona avvelenata". Eppure, stiamo ancora qua a chiacchierare. A governarci, dopo 50 anni, sono sempre gli stessi: i soliti noti che hanno permesso tutto questo scorrere di veleni e che ora hanno il coraggio di ripresentarsi.
​Noi della Rete a difesa del Sarno ci siamo 365 giorni all'anno. Monitoriamo, denunciamo e lottiamo per la nostra terra quando i riflettori delle elezioni sono spenti.
​Siamo stanchi di vedere il nostro territorio usato come bancomat elettorale. Non vi permetteremo più di fare passerelle sulle nostre malattie e sui nostri morti.
​La nostra terra sta morendo. Ora basta: pretendiamo i fatti.
​Noi restiamo vigili. E non vi faremo sconti.
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Interventi in corso al Canale Marna a Sant'Antonio Abate ​Sono operativi i lavori di manutenzione ad opera del Consorzio...
29/10/2026

Interventi in corso al Canale Marna a Sant'Antonio Abate

​Sono operativi i lavori di manutenzione ad opera del Consorzio di Bonifica. Come documentato dalle immagini, le operazioni si stanno concentrando sul taglio dell'erba e sulla rimozione della melma accumulata, un passaggio fondamentale per liberare l'alveo e ripristinare la corretta pendenza idraulica del canale.

​Cogliamo l'occasione per mandare un saluto con grande affetto a Benedetto Alfano e a tutta l'Associazione vivi..amo il Marna, una realtà sempre vigile, preziosa e attiva sul nostro territorio.
​Insieme per la tutela delle nostre acque e della nostra terra!
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Sarno, l'ennesimo annuncio di "svolta": la politica promette, ma dopo 50 anni di disastri la gente è stanca e ammalata​L...
28/10/2026

Sarno, l'ennesimo annuncio di "svolta": la politica promette, ma dopo 50 anni di disastri la gente è stanca e ammalata​

Leggendo le pagine de Il Mattino del 28 Ottobre 2026, ci si imbatte in titoli a caratteri cubitali che parlano di una "svolta" per l'ambiente e di una "legge contro le aziende che inquinano" il bacino del fiume Sarno. Eppure, per chi vive su questo territorio, respira i miasmi e vede da decenni le proprie terre avvelenate, l'entusiasmo della politica suona come un disco rotto. Sono 50 anni che le istituzioni ripetono le stesse rassicurazioni, mentre la popolazione è esasperata e, soprattutto, continua ad ammalarsi a causa di un inquinamento sistematico e impunito.

​I nuovi proclami della Regione
​Nel corso di un'audizione davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sul rischio idrogeologico, il governatore della Campania, Roberto Fico, ha annunciato una nuova "linea dura". L'obiettivo dichiarato è colpire le imprese, con un monito rivolto soprattutto alle aziende del comparto conserviero che continuano a operare sversamenti illegali nei terreni e nei corsi d'acqua.

​La Regione Campania starebbe preparando un disegno di legge per rafforzare gli strumenti di contrasto e inasprire le penalità amministrative, con la speranza di migliorare i bilanci degli sversamenti entro il 2026. Il presidente Fico ha inoltre snocciolato dei numeri per rivendicare i progressi compiuti: il fiume sarebbe "molto più pulito del passato", il mare di Castellammare di Stabia sarebbe diventato balneabile e, su 113 scarichi fognari che confluivano direttamente nel fiume, 103 sarebbero già stati eliminati. I restanti dieci scarichi, secondo il cronoprogramma illustrato, dovrebbero essere chiusi entro la prossima primavera.
​Fondi milionari e l'ombra dell'eterna burocrazia
​La strategia regionale per questo risanamento poggia su un accordo quadro quadriennale da 406 milioni di euro, il cui bando per la presentazione delle offerte si è chiuso lo scorso 25 settembre. Per accelerare l'apertura dei cantieri e assicurare le coperture finanziarie, è stata istituita una cabina di regia che ha già riunito sindaci, funzionari comunali e rappresentanti delle istituzioni.
​Tuttavia, persino all'interno delle stesse sedi istituzionali emergono i dubbi storici che affliggono il nostro territorio. Il presidente della commissione d'inchiesta, Pino Bicchielli (FI), ha richiamato esplicitamente l'attenzione sui ritardi accumulati negli anni e sull'annoso problema della frammentazione e sovrapposizione delle competenze, chiedendo di vigilare con la massima attenzione affinché gli impegni si traducano in "interventi effettivi". Dello stesso avviso Beatriz Colombo (FdI), la quale ha ribadito l'urgenza di non confondere il fondamentale risanamento ambientale del bacino idrografico con i semplici interventi di messa in sicurezza idraulica.
​La cruda realtà: la salute non può aspettare il 2026
​Di fronte a questi ennesimi annunci, la posizione della Rete Difesa del Sarno è chiara e ferma: non c'è più tempo per la retorica. Sentir parlare di un inasprimento delle sanzioni previsto per il lontano 2026 è inaccettabile per una comunità che subisce da mezzo secolo le conseguenze di un disastro ambientale senza precedenti.
​Mentre si istituiscono tavoli tecnici e si predispongono cronoprogrammi, le aziende disoneste continuano a inquinare oggi, vanificando gli investimenti pubblici e compromettendo la vita di una popolazione di 420mila abitanti distribuiti in decine di comuni tra le province di Napoli, Salerno e Avellino. Le cabine di regia e i proclami di imminenti bonifiche non curano le malattie di chi ha vissuto per decenni a contatto con un ecosistema devastato.
​Continueremo a monitorare i cantieri, a denunciare ogni singolo sversamento abusivo e a pretendere che i fondi stanziati si trasformino in opere concluse e funzionanti. La pazienza è finita da un pezzo: rivogliamo il nostro fiume e il diritto alla nostra salute, senza sconti e senza ulteriori rinvii.

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