17/03/2026
IC DE GASPERI-APS TASS “GLI INCONTRI ARRICCHISCONO IL NOSTRO SAPERE”
LUNEDI’ 16 MARZO ORE 15.00 PLESSO PAPA GIOVANNI,INCONTRO CON IL DOTT. ANTONIO d'ITOLLO
" ETICA NELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE"
I.A.: Che cosa è
Il termine Intelligenza Artificiale fu usato per la prima volta nel 1955, ma ancora oggi definire che cosa si intenda con tale espressione non è semplice, perché andrebbe definito il concetto di intelligenza, parola di cui – può sembrare strano – non esiste una definizione condivisa.
Gli scienziati hanno formulato il concetto di agente razionale, un sistema artificiale che «percependo l’ambiente in cui è immerso attraverso alcuni sensori, raccoglie e interpreta i dati, “ragiona” su ciò che viene percepito elaborando le informazioni derivate da questi dati, decide quale sia l’azione migliore, agisce di conseguenza, attraverso alcuni attuatori, modificando quindi eventualmente l’ambiente.»
Il sistema può essere fisico (come un’automobile a guida autonoma che si muove evitando gli ostacoli percepiti grazie ai propri sensori, agendo perciò su sterzo e pedale dell’acceleratore) oppure virtuale(ad es. un software che suggerisce dei film in base alle preferenze di chi lo usa).
Possiamo pensare a un sistema di IA come un sistema in grado di riprodurre capacità tipicamente umane, quindi non solo in grado di fare calcoli o ragionamenti, ma anche di afferrare un oggetto o di riconoscere una persona. In particolare, si parla di sistemi intelligenti perché sono in grado di formulare decisioni anche in situazioni non esplicitamente previste.
L’IA e le sue applicazioni
Messo da parte il sogno di riuscire a replicare in una macchina tutte le capacità umane, negli ultimi decenni l’IA ha trovato applicazioni in molti campi specifici, quali ad esempio:
agricoltura per ottimizzare l’irrigazione, la fertilizzazione o il controllo dei parassiti delle coltivazioni;
economia per supportare le decisioni sulla base dell’analisi di grandi quantità di dati;
industria per guidare i corobot nelle loro azioni in collaborazione con l’operatore umano;
marketing per suggerire ai clienti prodotti in base ai loro gusti, o per realizzare assistenti virtuali tramite chatbot, i software in grado di conversare con gli esseri umani;
medicina per la diagnosi precoce di malattie quali i tumori;
trasporti per guidare e controllare droni o automobili con guida autonoma.
In realtà noi già utilizziamo l’IA quando usiamo un traduttore automatico o sblocchiamo il cellulare con il riconoscimento del nostro volto. L’IA risulta utile per affrontare i problemi in cui non si conosce il procedimento risolutivo (o sarebbe troppo complesso svolgerlo) oppure quando bisogna gestire grandi quantità di dati.
Problemi sociali nell’uso dell’IA
I campi di applicazioni dell’IA sono tanti, il che – come accade per ogni nuova tecnologia - ha un forte impatto sulla società, in particolare sul mondo del lavoro. Risulta chiaro a tutti che in un futuro non troppo lontano (anzi, prossimo) alcune mansioni saranno svolte da sistemi di IA e robot; questo potrebbe riguardare non solo mansioni pericolose, ma anche per quelle che richiedono un alto livello di specializzazione come per medici, avvocati, ingegneri. Nel contempo nasceranno nuove professioni legate all’uso dell’IA.
Inoltre le mansioni all’interno delle varie professioni dovranno essere riorganizzate, per cui alcuni lavoratori saranno coadiuvati dall’IA, piuttosto che sostituiti da essa.
La convivenza tra uomini e macchine intelligenti deve però garantire la sicurezza dei primi. Per prevenire i possibili danni derivanti da un uso improprio o scorretto dei sistemi di AI, Isaac Asimov, scienziato e scrittore sovietico nel 1941 aveva pensato di impiantare nel “cervello” artificiale dei robot protagonisti dei suoi romanzi di fantascienza delle regole a cui questi dovevano adeguarsi: le 3 leggi sulla robotica. Più tardi Asimov aggiunse una quarta legge più generale, la numero Zero. Esse sono:
0. Un robot non può recare danno all’umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l’umanità riceva danno.
1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno, purché questo non contrasti con la Legge Zero.
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima o alla Legge Zero.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con le leggi precedenti.
Etica ed uso dell’IA
L’etica è un ambito della filosofia che affronta questioni relative alla moralità umana, definendo concetti come bene e male. Compito dell’etica è classificare i comportamenti umani in buoni o cattivi con riferimento ai concetti di bene e di male, indipendentemente da ciò che è giuridicamente consentito o vietato.
La filosofia svolge al giorno d’oggi un ruolo sempre più centrale nel dibattito internazionale riguardo le questioni etiche che sorgono da una delle più grandi rivoluzioni industriali della storia.
Fondamentali divengono temi e concetti come quello dell’affidabilità, legalità, etica e responsabilità, ai quali la filosofia deve porre la propria attenzione se vuole che il rapidissimo sviluppo tecnologico possa essere in futuro correttamente regolamentato e controllato.
Recenti iniziative nazionali, europee ed extraeuropee, per la prima volta si sono poste il problema di regolamentare l’industria tecnologica e, in particolar modo, il mondo in rapida evoluzione occupato dall’IA.
U.S.A.
Il 7 giugno 2018 Google pubblicò i propri principi etici di IA, rimarcando l’importaza dell’IA nella nostra vita quotidiana soprattutto l’importanza di utilizzarla in modo corretto.
Nello stesso articolo Google pubblicò le applicazioni dell’IA che non aveva intenzione di perseguire (sviluppo di tecnologie che potrebbero causare danni alla persona, sviluppo di armi, utilizzo di informazioni per la sorveglianza, violando le norme internazionali e i principi del diritto internazionale e dei diritti umani).
Rep. Pop. Cinese
Il 23 maggio 2019 la Cina pubblicò i propri principi etici per un uso corretto dell’IA. Grazie alla collaborazione dell’Istituto di Ricerca di Pechino per l’IA (BAAI), i principi dell’IA di Pechino sono 15 in totale, e dovrebbero essere seguiti dai partecipanti ai fine di tutelare la comunità e lo sviluppo umano.
Una IA deve: essere vantaggiosa, al servizio dell’umanità, responsabile, riflettere la diversità e l’inclusività.
L’utilizzo dell’IA dovrebbe conformarsi ai seguenti principi: uso corretto e attento consenso informato.
U.E.
Le Linee Guida sull’IA ideate dal Gruppo di studio della C.E. contengono i requisiti necessari e fondamentali per una IA affidabile, e focalizzano su argomenti quali la cyber sicurezza, la riservatezza e la privacy dei dati e del materiale informatico. L’U.E. non si è limitata ad osservare e descrivere questo fenomeno, ma attraverso un definito piano di ricerca, ha investito 1,5 miliardi nel tentativo di sviluppare la crescita di applicazioni IA che rispettino i 5 requisiti per un’IA etica.
I 5 principi per una IA etica
La C.E. ha individuato una Commissione di 52 esperti rappresentanti del mondo accademico, della società civile e dell’industria per dettare linee guida e raccomandazioni per il legislatore europeo su temi legati ad espetti etici, legali e societari connessi con l’IA. Il gruppo individuò nel 2019 5 principi alla base dell’azione dell’IA basati su 4 principi di bioetica esistenti e su un quinto principio aggiuntivo e specifico dell’IA.
• Principio di beneficenza
• Principio di non maleficenza
• Principio di autonomia
• Principio di giustizia
• Principio dell’esplicabilità
E’dunque evidente che l’uso dell’IA può sollevare problemi etici: si pensi – ad esempio - alle automobili a guida autonoma, mezzi che sono stati oggetto di incidenti (anche mortali) sollevando problemi etici e di responsabilità. Per evitare un incidente, un essere umano reagisce di istinto, perché non ha il tempo di ragionare. Una macchina invece può elaborare miliardi di istruzioni in un secondo e quindi può fare delle scelte. Ma qual è la scelta giusta?
IA Debole e IA Forte
IA debole e IA forte sono 2 tipi di IA, classificati in base agli obiettivi che i corrispondenti gruppi di ricercatori cercano di raggiungere.
L’IA debole è focalizzata verso la tecnologia che è in grado di eseguire mosse pre-pianificate suola base di alcune regole e applicarle per raggiungere un certo obiettivo; l’IA forte si basa sulla creazione di una tecnologia che può pensare e funzionare in modo molto simile agli umani.
Qui entra in gioco l’etica, e torna attuale il dilemma del carrello, un esperimento mentale di etica formulato nel 1967 da Philippa Ruth Foot che propose un dilemma etico, collegato al concetto di pregiudizio di omissione. Un guidatore conduce un tram capace solo di cambiare rotaia (col deviatoio), senza poter frenare. Sul binario percorso si trovano 5 persone legate e incapaci di muoversi e il tram è diretto verso loro. Tra il veicolo e le persone legate si diparte un secondo binario parallelo, sul quale è presente 1 persona legata e impossibilitata a muoversi. Il conducente si trova di fronte un'alternativa con 2 sole opzioni: lasciare che il tram prosegua dritto la sua corsa, uccidendo 5 persone, oppure azionare lo scambio e ucciderne 1 sola.
Che cosa facciamo?
Lo scenario si complica supponendo che potremmo far deragliare il tram, salvando le persone sui binari, ma rimanendo noi stessi uccisi. Cosa è giusto fare? Saremo in grado di prendere una decisione razionale in una contingenza simile? Come programmeremmo l’algoritmo che comanda un’auto a guida autonoma?
Incontro interessante con una platea attenta e partecipe, con un relatore che ha partecipato alla storia della scuola pugliese e nazionale e che continua a dare il suo contributo qualificato.
Martedì 17 il dott. d'Itollo è stato anche al liceo Braucci di Caivano,con lo stesso argomento,ma adattato al contesto di una scuola superiore con il supporto tecnico dell'ingegnere Claudio Mola,dirigente scolastico del liceo.