02/04/2026
#𝐃𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨𝐜𝐢𝐯𝐢𝐜𝐨𝟐𝟏 𝐋𝐞 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢: 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚
Le scuole superiori non sono solo edifici scolastici: sono una delle principali infrastrutture pubbliche della città. Ogni giorno migliaia di studenti attraversano Casarano, generando mobilità, servizi, relazioni e bisogni che richiedono una visione urbana chiara. La presenza di più istituti in un unico polo rappresenta un’opportunità che finora non è stata trattata come sistema. Negli ultimi anni si registra anche una diminuzione degli iscritti, un segnale che richiede analisi e responsabilità: la qualità degli spazi, la sicurezza dei percorsi e l’organizzazione complessiva incidono direttamente sulle scelte delle famiglie.
Gli edifici necessitano di manutenzione programmata, adeguamenti energetici e spazi esterni progettati per la qualità della vita scolastica. Ma oltre alla dimensione edilizia c’è quella territoriale: percorsi sicuri, aree di attesa dedicate, connessioni con il trasporto pubblico, spazi per attività pomeridiane e laboratori aperti alla città. Oggi, invece, gli spazi aperti di pertinenza scolastica non sono progettati né utilizzati come luoghi di attesa: centinaia di studenti arrivano molto prima dell’apertura e non trovano aree dedicate. Si distribuiscono sotto portici privati, davanti agli esercizi commerciali, lungo i marciapiedi, generando inevitabili tensioni, imbrattamenti e situazioni di degrado percepito. Non è un problema dei ragazzi: è un problema di assenza di progettazione urbana e coordinamento istituzionale.
Serve un lavoro congiunto tra scuole, amministrazione comunale, Provincia, genitori e studenti per definire spazi di attesa sicuri, attrezzati e riconoscibili.
E serve un passo ulteriore: creare spazi attrattivi per il tempo extrascolastico, dove gli studenti possano svolgere attività, incontrarsi, studiare insieme, utilizzare laboratori e aree attrezzate. Senza questi luoghi, i ragazzi restano in strada, si spostano in punti non idonei e la città perde un’occasione educativa e sociale.
A questo si aggiunge il tema del trasporto scolastico provinciale. Gli autobus extraurbani attraversano la città senza un piano condiviso: le fermate non dialogano con i percorsi pedonali e i punti di carico e scarico non sono progettati per gestire in sicurezza grandi numeri di studenti. Questa situazione crea congestione, rallentamenti e aumento di smog nelle ore di punta, con autobus e auto che si accodano lungo le stesse strade, senza una regia comune. Anche qui, la soluzione non è tecnica ma di governance: servono tavoli di concertazione stabili tra Provincia, scuole, Comune e aziende di trasporto.
Le scuole superiori sono anche un nodo strategico per le politiche giovanili. Qui si incrociano orientamento, formazione tecnica, competenze digitali, cittadinanza attiva e accesso al lavoro. Collegare gli istituti al CISI, ai servizi comunali e alle imprese del territorio significa costruire un ecosistema che accompagna i giovani non solo durante gli anni scolastici, ma nel passaggio alla vita adulta.
Ma questo ecosistema non può limitarsi a un collegamento con la zona industriale. Serve anche un luogo centrale, accessibile, riconoscibile, capace di diventare laboratorio urbano, centro culturale e spazio di studio.
Già nel 2017 era stata proposta la trasformazione del Mercato Coperto in uno spazio aperto agli studenti: un luogo attrezzato, contemporaneo, europeo, dove far convergere studenti dei diversi istituti, docenti, imprese, associazioni, percorsi Erasmus+, laboratori digitali, spazi per rassegne culturali, biblioteche attive e non statiche, aule multimediali, interfacce con il mondo del lavoro.
Un luogo capace di colmare il divario tra formazione e sistema produttivo, tra scuola e città, tra giovani e futuro.
Quella proposta è stata poi rafforzata, senza conoscere le precedenti elaborazioni, da un percorso portato avanti da un’associazione di giovani attivi a Casarano, che ha confermato la necessità di uno spazio centrale dedicato alla crescita culturale. Come anche era stato suggerito sempre nel 2017 di partecipare al bando regionale della Biblioteca di Comunità.
Quella visione oggi è ancora più attuale: non come nostalgia, ma come piano tematico di urbanità.
Perché adeguare tutte le scuole ai livelli europei è impossibile nel breve periodo; ma creare un unico spazio attrezzato, centrale, accessibile, capace di sostenere gli studenti e la loro crescita, è un obiettivo realistico, strategico e trasformativo.
E c’è un elemento che non può essere ignorato:
se Casarano avesse aderito a Galattica, questi progetti sarebbero stati immediatamente candidabili e finanziabili.
Galattica nasce proprio per sostenere spazi di innovazione, laboratori culturali, centri di aggregazione giovanile, luoghi di studio e creatività. L’assenza di adesione ha privato la città di una piattaforma regionale già pronta, che avrebbe potuto accelerare e sostenere la realizzazione di uno spazio centrale per gli studenti.
Ci rendiamo conto di cosa li stiamo privando?
Le scuole superiori non sono un comparto isolato: sono un nodo urbano che produce mobilità, servizi, relazioni e futuro. Trattarle come un sistema significa riconoscere che la qualità dell’istruzione passa anche dalla qualità degli spazi, dalla sicurezza dei percorsi, dalla presenza di servizi e dalla capacità di costruire relazioni tra istituzioni. È un lavoro che richiede metodo, continuità e una visione che tenga insieme formazione, mobilità, sicurezza e opportunità.