30/07/2025
NON SEMPLIFICHIAMO: IL TERRITORIO NON E' SOLO UN'OPINIONE
Nei giorni scorsi l’onorevole Andrea Rossi è intervenuto sul tema dell’ampliamento di Modula e lo ha fatto con un post che, a tratti, ci suona familiare. Probabilmente abbiamo colto nel segno.
L’onorevole Rossi denuncia, giustamente, l’assenza di visione dell’amministrazione, omettendo però di dire che anche il Partito Democratico, come la maggioranza, non ha espresso una posizione chiara su questa vicenda. E allora viene da chiedersi se la mancanza di coerenza e coraggio riguarda solo la maggioranza, oppure anche chi oggi è all'opposizione scegliendo di rimanere nel vago evitando di esporsi?
Un'altra considerazione, nel suo intervento non c’è una sola parola sul consumo di suolo, sull’effetto dirompente che l’urbanistica per variante ha già prodotto e produrrà nel tempo. Tutto il focus è concentrato su “governance”, leadership e sulla necessità di decidere.
Ma il punto è decidere cosa? In quale direzione? Con quali valori?
Sembra mancare completamente la consapevolezza che questo territorio è già stato ampiamente sacrificato in nome di uno sviluppo industriale che ha lasciato segni profondi.
Si parla di visione come di un’astrazione politica, rischiando di legittimare nei fatti una logica che procede a colpi di eccezioni, pezzo dopo pezzo, deroga dopo deroga e ci appare una indicazione abbastanza chiara delle posizioni future del Partito Democratico.
Infine in questo come in altri ragionamenti già ascoltati è presente un paradosso: si rivendica il valore del dialogo con l’imprenditore e il rispetto per chi investe, ma non si spende una parola per chi abita questi luoghi, per chi vede il paesaggio cambiare irrimediabilmente, per chi crede che l’ambiente non sia una variabile subordinata allo sviluppo.
Davvero l'ambiente, e l'opinione delle persone (in questo caso oltre mille sottoscrittori della petizione), devono sempre essere relegati in secondo piano?
Il territorio non è una somma di lotti edificabili o una tabella excel. È un bene dei cittadini, avuto in eredità da chi è venuto prima e preso in prestito per chi verrà dopo. Qui occorrerebbe uno sguardo profondo su come si è sviluppato negli anni passati. Se davvero si vuole parlare di visione, allora si abbia il coraggio di dire che le scelte sul territorio devono tenere insieme economia, ambiente e coerenza urbanistica, e non sacrificare sempre le ultime due alla prima.
Non basta “fare qualcosa”.
Bisogna sapere dove si sta andando, vero, ma serve anche responsabilità e onestà intellettuale, non possiamo continuare a sacrificare il futuro ambientale in funzione di uno sviluppo industriale infinito.
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