Tutela Territorio Tuscia

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Il Comitato Tutela Territorio Tuscia promuove la difesa del territorio, dell’ambiente e delle risorse locali, contrastando progetti speculativi e favorendo uno sviluppo energetico sostenibile e rispettoso del territorio e delle comunità locali.

La “transizione energetica” deve rispettare i territori, le loro economie turistiche e/o agricole, salvaguardando il pat...
31/05/2026

La “transizione energetica” deve rispettare i territori, le loro economie turistiche e/o agricole, salvaguardando il patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale che il mondo ci invidia.

Una grande fetta del mondo ambientalista chiede di applicare una disciplina equilibrata delle aree idonee agli impianti di produzione da FER

‼️‼️‼️ Rinnovabili: Settanta associazioni scrivono alle Regioni!!

Quasi 70 associazioni, coordinate per l'occasione dalla coalizione TESS - Transizione Ecologica Senza Speculazione – hanno scritto una lettera aperta ai presidenti e agli assessori all'ambiente delle 20 regioni italiane, ricordando loro che il compito degli enti da loro rappresentati, sia quello di porre dei limiti per salvaguardare le campagne e l’agricoltura, le colline e i crinali, patrimoni non sostituibili, non rinnovabili, ed oggi minacciati da innumerevoli progetti industriali.

La “transizione energetica” - si legge nella lettera - deve rispettare i territori, le loro economie turistiche e/o agricole, salvaguardando il patrimonio paesaggistico, ambientale e cultuph Nicola Andruccirale che il mondo ci invidia.

A tal proposito, le scriventi associazioni, hanno voluto ricordare che la recente riforma degli Articoli 9 e 41 della Costituzione italiana non ha istituito una gerarchia valoriale in cui l'obiettivo di decarbonizzazione azzera il resto dei beni costituzionali. L’interesse pubblico alla transizione energetica deve essere equiordinato e bilanciato con la tutela della salute, del paesaggio e dei servizi ecosistemici, i quali rappresentano limiti primari e invalicabili per qualsiasi iniziativa economica privata.

Pertanto, le normative regionali sulle aree idonee non devono servire ad accelerare indiscriminatamente l’installazione di impianti industriali - colonizzando spesso proprio i territori più fragili e indifesi - ma a prevenire fenomeni speculativi e trasformazioni irreversibili del nostro Belpaese. Il pericolo di assistere a uno spostamento graduale dalla produzione agroalimentare alla produzione energetica è sempre più concreto, con conseguenze profonde sulla struttura sociale e produttiva dei territori. Le associazioni scriventi ritengono quindi indispensabile che le normative regionali definiscano con chiarezza le aree realmente idonee tutelando al massimo quelle incompatibili sotto il profilo paesaggistico, agricolo, ambientale e culturale, garantendo criteri trasparenti e il coinvolgimento delle comunità locali.

A tal fine le associazioni propongono di:
a) Fissare la superficie agricola totale destinabile a impianti rinnovabili alla soglia minima legale dello 0,8%, comprensiva dell’agrivoltaico (art. 11, bis, comma 4, lett. g) avvalendosi inoltre della facoltà che, ai fini del calcolo della percentuale, contribuiscano anche le aree idonee del comma 1); b) Utilizzare il criterio di idoneità prioritaria di cui alle lettere i) e l), relativamente alle aree connotate dalla presenza di poli industriali, anche al fine di agevolare l'autoconsumo e la decarbonizzazione dei settori produttivi e le aree di crisi industriale complessa, anche allo scopo di promuovere la riconversione industria; c) Sancire come aree non idonee quelle descritte della lettera “m”; d) Sancire la prevalenza di questo buffer su eventuali idoneità astrattamente in interferenza.

Le Regioni hanno il dovere di bloccare i tentativi di speculazione fondiaria perpetrati da società finanziarie extra-settoriali.

Le associazioni della coalizione TESS chiedono nella loro missiva che l'accesso alle procedure semplificate e alle zone agricole sia rigorosamente subordinato a stringenti requisiti soggettivi (Imprenditori Agricoli Professionali o Società Agricole con storicità consolidata) e a vincoli di inalienabilità dei titoli autorizzativi, contrastando l'opacità delle troppe Procedure Abilitative Semplificate (PAS) che eludono la valutazione degli impatti cumulativi sul territorio.

Esistono alternative concrete e meno impattanti rispetto all’occupazione dei terreni agricoli e dei crinali montani. Studi e analisi tecniche - a partire da quelli elaborati da ISPRA, ENEA, CNR e dal Presidente GME Angelo Spena - dimostrano che gli obiettivi energetici possono essere raggiunti utilizzando coperture degli edifici, aree industriali dismesse, superfici urbanizzate e infrastrutture esistenti.

“La vera sfida – ribadiscono dalla coalizione - non è scegliere tra energia e territorio, ma costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio, dell’agricoltura, dell’economia locale e della qualità della vita delle comunità.

“Confidiamo che le Regioni sappiano affrontare questo passaggio storico con responsabilità e visione, ponendo al centro l’interesse collettivo e la tutela delle future generazioni” - ha concluso infine la lettera.

Coalizione TESS: ACT – Associazione Cultura Territorio; A.I.A.C.E. ODV – Associazione Italiana per l’Ambiente la Cultura e le Emergenze, ALTURA ODV – Associazione per La Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti, Amici della Terra, Appennino Sostenibile (Appennino aretino, Val Tiberina, Montefeltro) Atto Primo Salute Ambiente Cultura ODV, Associazione Parma Città Pubblica APS (PR), Associazione Ampugnano per la Salvaguardia del Territorio (SI), Associazione Nazionale Città del Vino, Associazione Giardino dei Fenicotteri (FI), Associazione Pygargus ETS (GR), Associazione Sentinella della Maremma (GR), Associazione SìAmo Cremella (LC), Centro Italico SAFINIM APS (CH), Centro Studi Alto Vastese e Valle del Trigno ASD-APS (CH), CERM – CEntro Rapaci Minacciati, Italia Nostra Firenze, Italia Nostra Maremma Toscana, Italia Nostra Siena, Italia Nostra Toscana, Italia Nostra Valmarecchia, L’Altritalia Ambiente ETS-ODV, Circolo Laudato sì – Vicopisano (PI), Comitati Territoriali Riuniti Appennino Marche (AN), Comitato Alberi Empoli Viale IV Novembre (FI) Comitato Alfina Viva (Castel Giorgio, TR) Comitato Ambiente e Salute Tuscia (VT) Comitato Cittadini contro l’eolico e il fotovoltaico selvaggi (CB), Comitato Cittadini di Piano Mommio, Massarosa (LU) Comitato Crinali Liberi – Londa (FI), Comitato Gioconda Valmarecchia (RN), Comitato I Nostri Crinali (BO), Comitato in difesa dell’Appennino, terre ancestrali con le sue genti, Gualdo Tadino (PG), Comitato No Eolico Industriale – Firenzuola (FI), Comitato Noi Amiamo Ferentillo (TR), Comitato per la tutela del crinale Mugellano – Crinali Liberi (FI), Comitato Piano Casole (SI), Comitato Pro Montauto, Manciano (GR) Comitato Salviamo Le Cascine, Alessandria Comitato spontaneo Via Felice da Mareto (PR), Comitato per il territorio delle Quattro Province (AL-GE-PV-PC), Comitato per la Salvaguardia di Postignano (PI), Comitato Terre di Val di Cornia (LI), Comitato Tutela Fauna Toscana (FI), Comitato Tutela Territorio Camugnano e Castiglione dei Pepoli (BO), Comitato Tutela Territorio Tuscia (VT), Comitato Umbria Verde &ndash, Benessere Ambiente Biodiversità (Todi, PG) Comitato Valle Ofanto-Candela (FG), CONALPA ETS &ndash, Sezione L’Aquila Coordinamento Fronte Verde / Onda Verde Puglia / Facciamo Rete (BA), Coordinamento Montagnola Senese (SI), Crinali Bene Comune GAEP – Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini (PC), Forum Salviamo il Paesaggio, Futuridea Gruppo Civico Salviamo l'Appennino Faentino-Forlivese, LIPU – Puglia Basilicata, Mountain Wilderness - Italia, Movimento Difesa Consumatori APS (PR), NUDM – Non Una Di Meno, Mugello (FI), ONDA – Organizzazione Nazionale Difesa Alberi, PRIS E.T.S. – Associazione Paesaggi Rurali di Interesse Storico Progetto Musa Antiqua (VR), Rete 6x6 Rete civica “Una città per tutti” (BA), RIPA Tuscia (VT), Sienaenergie TAAM – associazione Tutela piana Asciano e Acquedotto Mediceo (PI).

In un accorato appello a tutti i presidenti e agli assessori all'ambiente, una grande fetta del mondo ambientalista chiede di applicare una disciplina equilibrata delle aree idonee agli impianti di produzione da FER.

✅️✅️✅️ UNISCITI A TESS - Transizione Energetica Senza Speculazione per una Transizione Ecologica rispettosa dell'ambiente, del paesaggio, dei territori e delle comunità.

[email protected]
Ph Nicola Andrucci

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19/05/2026

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Dopo la caduta della torre anemometrico per la raccolta dei dati sul vento per le future installazioni dell'eolico, il Comitato "Tutela territorio Tuscia" interviene ed esprime dubbi: "In fase di autorizzazione un parco con 13 strutture che impatta fortemente sulla produzione agricola"

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15/04/2026

✅ Ciao a tutti! Dopo quello di Montefiascone questo nuovo appuntamento serve a ribadire, a tutti coloro che hanno in mano le redini della transizione energetica, che i buoni propositi e le promesse vanno bene ma che comunque noi rimaniamo sempre vigili e attivi per la salvaguardia del nostro territorio. *La partecipazione è una forma di contributo importantissima all'attività del nostro comitato* . Grazie mille🙏

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28/03/2026

Grazie a tutte le persone che sono intervenute, grazie a noi che abbiamo lavorato, grazie ai Sindaci, alla Provincia e alla Regione, alle Associazioni nazionali e territoriali, alla rete TESS che ci ha avvinto con le proposte per una transizione energetica senza speculazione.
Aderite e contribuite al lavoro sui territori, uniti si vince!
Daje!

*✅La legge sulle aree idonee che la regione Lazio dovrebbe fare a breve è molto importante per il futuro di questa terra...
25/03/2026

*✅La legge sulle aree idonee che la regione Lazio dovrebbe fare a breve è molto importante per il futuro di questa terra, si deciderà se questo continuerà a rimanere un posto così come lo conosciamo o se verrà trasformato in un indotto industriale per la produzione di energia. Centinaia di pale più grandi di quelle parcheggiate vicino il benzinaio di Cellere sono in progetto al ministero e potrebbero privarci delle nostre economie oltre che della nostra salute.
Quindi il dopo non esiste, il momento è ora, è ora per dimostrare che in questo territorio ci sono persone che vogliono difendere e tutelare il futuro di questo territorio ed evitare che si approfitti di tutto questo per far passare anche il Deposito Unico di Scorie qui nella Tuscia.
*Quindi partecipare la mattina del 28 marzo a Montefiascone è fondamentale!*

25/02/2026

Condividiamo con piacere questo bellissimo articolo di Francesco Pratesi, presidente di Italia NostraToscana e membro di TESS pubblicato sul Forum Salviamo il Paesaggio, membri di TESS
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"C’è stato un tempo – non lontano – in cui il paesaggio occupava un posto centrale nella coscienza civile italiana. Non era un tema modaiolo ma un bene comune da difendere con la stessa determinazione riservata alla libertà, alla cultura, alla democrazia. A ricordarcelo sono stati alcuni dei più grandi intellettuali del Novecento: Antonio Cederna, Giorgio Bassani, Pier Paolo Pasolini, Indro Montanelli, Fulco Pratesi mettevano in guardia contro l’illusione di un progresso automatico, capace di giustificare ogni sacrificio in nome della produttività. Il loro approccio costituisce oggi una chiave preziosa per comprendere come il paesaggio sia oggi progressivamente espulso dal perimetro delle scelte pubbliche.

Quegli intellettuali scrivevano e pensavano con strumenti che oggi sembrano appartenere a un’altra era geologica. Le Olivetti Lettera 22, gli articoli battuti a macchina con la carta carbone e dettati per telefono, le conversazioni lente, meditate, spesso solitarie. Non avevano computer, né smartphone, né social network; non conoscevano l’ansia del consenso immediato, la tirannia dei “like”, la dipendenza dall’algoritmo. Il loro dialogo con il mondo e con gli altri intellettuali passava attraverso il tempo lungo della riflessione, non attraverso l’istante. Oggi possono apparire come dei dinosauri, figure analogiche travolte dalla velocità digitale. Eppure, senza il loro contributo – scevro dallo schiavismo del consenso, dalle mode e dall’opportunismo comunicativo – non avremmo nemmeno quel poco che ancora sopravvive di una struttura etica e intellettuale della società civile. È in quella lentezza, in quella distanza dal rumore, che si è formata una visione capace di resistere al tempo.

È vero: potevano incidere sull’opinione pubblica anche perché il loro insegnamento non subiva la massificazione del mondo digitale; i giornali su cui scrivevano vendevano dieci volte le copie di oggi; riviste come l’Espresso, Panorama o l’Europeo contribuivano a formare un orizzonte culturale condiviso, insieme ai pochi canali della RAI in bianco e nero. Ma ridurre tutto questo a una semplice condizione storica favorevole sarebbe un errore: si trattava soprattutto di responsabilità, di misura, di consapevolezza del peso pubblico della parola.

Oggi il loro insegnamento sull’importanza di difendere la bellezza dei luoghi in cui viviamo sembra essere scivolato ai margini. Quando non è considerato un intralcio, viene trattato come una variabile secondaria, sacrificabile in nome di obiettivi presentati come indiscutibili: transizione, urgenza, semplificazione, velocità. Parole d’ordine che, sempre più spesso, funzionano come schermi retorici dietro cui si consumano trasformazioni territoriali irreversibili.

Antonio Cederna parlava di vandali in casa, denunciando la complicità tra speculazione privata e debolezza pubblica. Pasolini vedeva nella distruzione del paesaggio il segno più evidente di una mutazione antropologica, capace di sradicare comunità, memoria, senso dei luoghi. Bassani, difendeva il territorio come si difende una biblioteca o un archivio: perché una volta distrutto, non si ricostruisce. Quell’insegnamento oggi appare sbiadito. Non perché siano venute meno le minacce, oggi più che mai incombenti, ma perché è cambiato lo sguardo. Il paesaggio non viene più percepito come una risorsa non riproducibile, forse perché è riproducibile e modificabile all’infinito sugli schermi dentro cui abbiamo confinato il nostro misero immaginario. Il Paesaggio, quello vero, quello che puoi non solo guardare ma annusare e toccare, è ormai declassato a superficie disponibile, un supporto neutro su cui collocare impianti, infrastrutture, interventi “necessari” alla crescita del PIL, unica dimensione degna di considerazione nella vita pubblica.

Eppure, proprio la Costituzione italiana – oggi spesso citata a sproposito – tutela esplicitamente il paesaggio come valore primario, non subordinato, non negoziabile. Negli ultimi anni la sua rimozione si è accentuata sull’altare di una vera e propria ideologia delle rinnovabili, divenuta feticcio intoccabile. Attorno alla transizione energetica si è costruita una narrazione emergenziale e semplificata, secondo cui il riscaldamento globale giustificherebbe qualunque sacrificio: non solo del panorama ma dei territori, delle comunità locali, delle regole, perfino del buon senso. In nome di una presunta “sopravvivenza del pianeta” si accetta così l’idea che tutto il resto sia negoziabile, che ogni opposizione sia irresponsabile, che ogni dubbio equivalga a negazionismo.

Di fronte a queste aberrazioni sarebbe bello poter ancora disporre della frusta di Indro Montanelli, pensiero libero e mai asservito, che saprebbe come offrire al pubblico scherno le schiere di pennivendoli ormai inchinati alla pretesa “ragion di Stato”. Saprebbe come trattare questi sedicenti ambientalisti, che invocano la “sostenibilità” quale lavacro onnipresente delle loro coscienze. Ma che poi accettano, senza alzare un sopracciglio, la trasformazione brutale dei territori sull’altare di un business da miliardi di euro. Indifferenti agli insegnamenti di Salvatore Settis che ci ricorda quanto il paesaggio non sia un lusso per anime sensibili, ma un diritto dei cittadini e un dovere dello Stato. Ridurlo a “vincolo” o a “problema autorizzativo” significa capovolgere il senso stesso della tutela.

L’Italia è un Paese fragile, stratificato, unico al mondo, che non può permettersi scorciatoie né modelli standardizzati. Recuperare l’eredità di Cederna, Pasolini, Bassani, Montanelli non è un esercizio nostalgico. È un atto di lucidità. Vuol dire riconoscere che senza il paesaggio l’ambientalismo perde la sua anima, e la tutela dell’ambiente, separata dalla difesa del paesaggio, si riduce a una pratica tecnica, slegata dalla vita reale delle persone. Forse è tempo di tornare a dirlo con chiarezza: difendere il paesaggio non è conservatorismo, è responsabilità verso le future generazioni. E dimenticarlo, oggi, è il segnale più inquietante di quanto ci siamo allontanati da quella grande lezione civile che l’Italia, un tempo, sapeva incarnare."

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