APS Liberaluna ETS

APS Liberaluna ETS Liberaluna nasce nel 2014 con l'intento di dare ascolto ed accoglienza alle donne vittime di violenza ed ai loro figli. Uscire dalla violenza è possibile!

Il Centro Antiviolenza è iscritto al registro della regione Molise perché garantisce esperienza, professionalità e privacy. Il Centro Antiviolenza è iscritto al registro della regione Molise perché garantisce esperienza, professionalità e privacy
Alle donne viene fornito un percorso per uscire dalla violenza, superarne le conseguenze traumatiche e riconquistare autonomia e autodeterminazione. Il Centro dispone anche alloggi di emergenza e assicura protezione.

𝙑𝙄𝙏𝙏𝙄𝙈𝙄𝙕𝙕𝘼𝙕𝙄𝙊𝙉𝙀 𝙎𝙀𝘾𝙊𝙉𝘿𝘼𝙍𝙄𝘼: QUANDO CHI HA CHIESTO AIUTO RISCHIA DI ESSERE FERITO DI NUOVO✔️Una donna trova il coraggio d...
28/08/2026

𝙑𝙄𝙏𝙏𝙄𝙈𝙄𝙕𝙕𝘼𝙕𝙄𝙊𝙉𝙀 𝙎𝙀𝘾𝙊𝙉𝘿𝘼𝙍𝙄𝘼: QUANDO CHI HA CHIESTO AIUTO RISCHIA DI ESSERE FERITO DI NUOVO
✔️Una donna trova il coraggio di denunciare la violenza.
✔️I suoi figli raccontano ciò che hanno vissuto.
✔️Il maltrattante viene fermato. Viene adottato un provvedimento di protezione. Finalmente, quella donna e quei bambini dovrebbero poter iniziare un percorso di messa in sicurezza e di cura.

E invece, a volte, proprio da quel momento può iniziare un'altra forma di sofferenza.

Colloqui, interrogatori, perizie, valutazioni, nuovi professionisti, nuove domande, nuove ricostruzioni degli stessi fatti.

E la vittima è costretta a tornare continuamente dentro ciò da cui stava cercando di uscire e tutto il lavoro che quella donna ha fatto anche presso un , in questo modo viene compromesso!

🆘Questo ha un nome: 𝙫𝙞𝙩𝙩𝙞𝙢𝙞𝙯𝙯𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙨𝙚𝙘𝙤𝙣𝙙𝙖𝙧𝙞𝙖, ovvero la vittima prima (vittimizzazione primaria) è vittima del compagno marito fidanzato.......poi vittima delle Istituzioni (vittimizzazione secondaria).

Non significa che ogni accertamento disposto dall'autorità giudiziaria sia illegittimo o inutile. Significa che anche le Istituzioni devono interrogarsi su come intervengono, quante volte fanno ripercorrere il trauma alla vittima e ai minori e se ogni nuovo intervento sia realmente necessario e proporzionato.

➡️La 𝘾𝙤𝙣𝙫𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙄𝙨𝙩𝙖𝙣𝙗𝙪𝙡, ratificata dall'Italia con la 𝙡𝙚𝙜𝙜𝙚 𝙣.𝟳𝟳 𝙙𝙚𝙡 𝟮𝟬𝟭𝟯, richiama espressamente la necessità di prevenire la vittimizzazione secondaria e di garantire alle vittime protezione e sostegno adeguati, integrati e centrati sui loro bisogni.

Anche la normativa europea sulla tutela delle vittime riconosce questo rischio e richiede particolare attenzione nei confronti delle persone vulnerabili.

E quando sono coinvolti dei bambini, la responsabilità è ancora maggiore.

Un bambino che ha già raccontato la violenza non dovrebbe essere costretto a ripeterla continuamente se non è realmente necessario.

L'ascolto deve essere rispettoso della sua età, della sua vulnerabilità e della sua condizione emotiva. Gli interventi devono essere coordinati, evitando sovrapposizioni e ripetizioni che possano trasformare l'accertamento in una nuova esperienza traumatica.

Ascoltare un bambino non significa interrogarlo all'infinito.

E SAPETE COME REAGISCONO QUESTE DONNE❓❓❓❓❓ERA MEGLIO CHE NON DENUNCIAVO
FORSE è MEGLIO CHE MUOIA
QUELLO CHE HO FATTO STA CAUSANDO DOLORE AI MIEI FIGLI PERCHÈ SONO SEMPRE SOTTO INTERROGATORIO DA PSICOLOGI E GIUDICI QUANDO POTREMO ESSERE LASCIATI IN PACE?
PERCHÉ MI STANNO FACENDO TUTTO QUESTO?

𝘼 𝙫𝙤𝙞 𝙚̀ 𝙘𝙖𝙥𝙞𝙩𝙖𝙩𝙤? 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖𝙩𝙚𝙘𝙞 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙖𝙫𝙚𝙩𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙫𝙖𝙩𝙤....

Troviamo che questa definizione rappresenti totalmente ciò che prova una donna vittima di violenza.
23/08/2026

Troviamo che questa definizione rappresenti totalmente ciò che prova una donna vittima di violenza.

SE NON SAI COME FUNZIONA UN LEGAME TRAUMATICO, NON PUOI PERMETTERTI DI GIUDICARE UNA DONNA CHE NON DENUNCIA.

E soprattutto non puoi permetterti di lavorare con le vittime di violenza pensando che basti dire:

“Perché non se n’è andata?”
“Perché non ha denunciato?”
“Perché lo difende?”
“Perché minimizza?”
“Perché torna da lui?”
“Perché nega perfino l’evidenza?”

Perché proprio queste domande, se formulate senza competenza, dimostrano che non hai capito nulla della dinamica traumatica.
Una donna può non denunciare perché ha paura.
Perché è stata minacciata.
Perché teme per i figli.
Perché dipende economicamente dal partner.
Perché è stata isolata.
Perché è stata convinta di essere lei il problema.
Perché dopo anni di svalutazione non si fida più nemmeno della propria percezione.
Perché alterna terrore e bisogno di approvazione.
Perché spera ancora nel ritorno della persona che lui sembrava essere all’inizio.
Perché il ciclo violenza–pentimento–riconciliazione ha creato un legame potentissimo.
Perché il cervello, sotto stress cronico, non funziona come quello di chi osserva la vicenda comodamente dall’esterno.

E s, può arrivare persino a negare l’evidenza.

Non perché sia stupida.
Non perché “in fondo le vada bene”.
Non perché sia complice.
Ma perché riconoscere fino in fondo ciò che sta vivendo può significare ammettere che la persona amata è anche quella che la terrorizza, che anni della propria vita sono stati costruiti dentro una relazione distruttiva, che la famiglia immaginata non esiste e che uscire da lì potrebbe comportare rischi enormi.

Questa frattura interna si chiama dissonanza cognitiva.
Quando si intreccia con paura, dipendenza, rinforzo intermittente, isolamento e controllo coercitivo può diventare una prigione psicologica potentissima.

Ed è qui che nasce il legame traumatico.
Chi lavora con queste persone deve sapere una cosa fondamentale:

la vittima non si comporterà necessariamente come voi pensate che “dovrebbe” comportarsi una vittima.

Potrà ritrattare.
Potrà minimizzare.
Potrà tornare indietro.
Potrà difendere chi la maltratta.
Potrà chiedere aiuto e poi ritirarsi.
Potrà raccontare solo una parte.
Potrà impiegare anni prima di riuscire a chiamare violenza ciò che ha subito.

E se davanti a tutto questo la vostra unica risposta è il sospetto, il sarcasmo o il giudizio morale, allora siete voi a non avere gli strumenti.

Perché conoscere la violenza significa conoscere anche le strategie psicologiche che la rendono difficile da riconoscere, denunciare e interrompere.

Il resto è ignoranza travestita da buonsenso.
E quando quell’ignoranza entra negli studi professionali, nei servizi, nelle aule di tribunale o nelle consulenze tecniche, può diventare devastante quanto la violenza che pretende di valutare.

Prima di giudicare una vittima, studiate il trauma.
Prima di chiederle perché non è andata via, chiedetevi cosa l’ha tenuta lì.
Prima di pretendere coerenza, imparate cosa fa la paura alla mente umana.

Perché questo lavoro non si fa con i pregiudizi.
Si fa con competenza e rispetto.

20/08/2026

☝🏻 Riportiamo una dichiarazione che condividiamo

Ex Procuratore di Tivoli Francesco Menditto interviene su come esperto di cronaca giudiziaria e violenza di genere :“𝙀̀ 𝙨𝙤𝙥𝙧𝙖𝙩𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙣𝙚𝙘𝙚𝙨𝙨𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙡𝙚 𝙙𝙤𝙣𝙣𝙚 𝙨𝙞 𝙧𝙞𝙫𝙤𝙡𝙜𝙖𝙣𝙤 𝙖𝙞 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙞 𝙖𝙣𝙩𝙞𝙫𝙞𝙤𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖, 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙨𝙪𝙡 𝙩𝙚𝙧𝙧𝙞𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤, 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙜𝙧𝙖𝙩𝙪𝙞𝙩𝙞, 𝙫𝙞𝙚𝙣𝙚 𝙜𝙖𝙧𝙖𝙣𝙩𝙞𝙩𝙤 𝙡'𝙖𝙣𝙤𝙣𝙞𝙢𝙖𝙩𝙤 𝙚 𝙙𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙞 𝙢𝙞𝙜𝙡𝙞𝙤𝙧𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙞𝙜𝙡𝙞 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞" aggiungendo "𝘼𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙪𝙣 𝙥𝙖𝙧𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙥𝙪𝙤̀ 𝙧𝙞𝙫𝙤𝙡𝙜𝙚𝙧𝙨𝙞 𝙖𝙞 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙞 𝙖𝙣𝙩𝙞𝙫𝙞𝙤𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙚 𝙖𝙫𝙚𝙧𝙚 𝙪𝙣 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙞𝙜𝙡𝙞𝙤..."

Il nostro numero verde è attivo H24 📞800 642 367

È sempre importante ricordare alle donne che i   regionali sono presidi di ascolto accoglienza e accompagnamento di usci...
12/08/2026

È sempre importante ricordare alle donne che i regionali sono presidi di ascolto accoglienza e accompagnamento di uscita dalla violenza.
A parlare dei servizi e a seguire le donne nel percorso di tutela è l'Avv. Tania Gentile, una delle legali di riferimento dei Centri Antiviolenza Liberaluna.

Servizi TG | Aggredisce col tirapugni nuovo fidanzato della ex: parla l’avvocato della 19enne | 12/08/2026

☝🏻 𝙇𝙖 𝙩𝙪𝙩𝙚𝙡𝙖 𝙚 𝙞𝙡 𝙨𝙪𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙤 𝙣𝙤𝙣 𝙫𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙢𝙖𝙞 𝙞𝙣 𝙫𝙖𝙘𝙖𝙣𝙯𝙖. I centri antiviolenza   e della Regione Molise sono 𝙖𝙥𝙚𝙧𝙩𝙞 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙡'...
12/08/2026

☝🏻 𝙇𝙖 𝙩𝙪𝙩𝙚𝙡𝙖 𝙚 𝙞𝙡 𝙨𝙪𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙤 𝙣𝙤𝙣 𝙫𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙢𝙖𝙞 𝙞𝙣 𝙫𝙖𝙘𝙖𝙣𝙯𝙖.

I centri antiviolenza e della Regione Molise sono 𝙖𝙥𝙚𝙧𝙩𝙞 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙡'𝙖𝙣𝙣𝙤.
Anche nei giorni di ferragosto, 𝙙𝙖𝙡 𝟭𝟰 𝙖𝙡 𝟭𝟲 𝙖𝙜𝙤𝙨𝙩𝙤, 𝙜𝙖𝙧𝙖𝙣𝙩𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙥𝙚𝙧𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙃𝟮𝟰.

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📞 𝙉𝙪𝙢𝙚𝙧𝙤 𝙑𝙚𝙧𝙙𝙚 𝙇𝙞𝙗𝙚𝙧𝙖𝙡𝙪𝙣𝙖: 𝟴𝟬𝟬 𝟲𝟰𝟮 𝟯𝟲𝟳

La sicurezza urbana e il diritto di camminare per strada senza paura non sono negoziabili. Le molestie subite dalle giov...
05/08/2026

La sicurezza urbana e il diritto di camminare per strada senza paura non sono negoziabili.
Le molestie subite dalle giovani ragazze a sono un fatto grave che non può essere minimizzato né tollerato.
​Tutte le giovani e tutti i cittadini hanno il diritto di vivere la città in totale libertà e serenità, a qualsiasi ora.
Servono controlli incisivi, prevenzione e una ferma condanna culturale da parte di tutta la comunità.
https://www.facebook.com/share/181YkFJmc5/?mibextid=wwXIfr

L'episodio in via Nobile: indagano i carabinieri. Per le vittime prognosi di 10 giorni. Uno degli aggressori sarebbe stato identificato. La madre di una delle ragazze: "Le nostre figlie hanno paura di uscire anche presto la sera"

Ieri l’associazione   ha preso parte all’evento “𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞” con il proprio spazio informativo. Riteniamo che avvi...
01/08/2026

Ieri l’associazione ha preso parte all’evento “𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞” con il proprio spazio informativo. Riteniamo che avvicinarsi alle donne per far conoscere i servizi offerti dai sia un passo essenziale nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere. Ogni occasione di incontro rappresenta un’opportunità per informare, ascoltare e consolidare una rete di sostegno concreta, affinché nessuna donna si senta isolata nel momento in cui decide di chiedere aiuto.
L’auspicio è che questa iniziativa possa segnare l’inizio di una collaborazione fattiva anche con il Comune di , così da poterlo accogliere nella f***a rete di cooperazione regionale già avviata con numerose altre amministrazioni comunali del territorio. Si tratta di partner pubblici che, sin dall'inizio, hanno dimostrato grande apertura, sensibilità e un impegno concreto, sostenendo il lavoro quotidiano e ininterrotto dei Centri Antiviolenza (CAV) e delle Case Rifugio (CR) attivi a livello regionale, che la nostra associazione gestisce con costante dedizione e risultati concreti.

La tutela delle donne richiede una responsabilità condivisa: istituzioni, associazioni e comunità possono fare una reale differenza solo lavorando insieme, unendo le forze per un obiettivo comune.

📣Questa sera dalle ore 19.30 sarà ospite in diretta al TG di RAI TRE Molise responsabile dott.ssa La Selva Maria Grazia....
31/07/2026

📣Questa sera dalle ore 19.30 sarà ospite in diretta al TG di RAI TRE Molise responsabile dott.ssa La Selva Maria Grazia.
Un momento importante per fare chiarezza sui servizi offerti dai nostri Centri Antiviolenza e dalle Case Rifugio Liberaluna, condividerne i dati attuali e fornire indicazioni utili a chi ne ha bisogno.
Seguiteci in TV per tutti i dettagli.

  sarà presente con materiale divulgativo per sensibilizzare contro la violenza e per avvicinare le cittadine ai centri ...
30/07/2026

sarà presente con materiale divulgativo per sensibilizzare contro la violenza e per avvicinare le cittadine ai centri antiviolenza come presidi di supporto alle donne vittime di violenza.

 : Leggi l'articolo intero nel primo commento.  ➡️ 𝙇𝙖 𝙫𝙞𝙤𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙨𝙚𝙨𝙨𝙪𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙪𝙣 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙤, 𝙪𝙣 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙧𝙩𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤, 𝙪𝙣𝙤 𝙨𝙘𝙖𝙢𝙗𝙞𝙤 𝙙...
10/07/2026

: Leggi l'articolo intero nel primo commento.
➡️ 𝙇𝙖 𝙫𝙞𝙤𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙨𝙚𝙨𝙨𝙪𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙪𝙣 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙤, 𝙪𝙣 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙧𝙩𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤, 𝙪𝙣𝙤 𝙨𝙘𝙖𝙢𝙗𝙞𝙤 𝙙𝙞 𝙤𝙥𝙞𝙣𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙩𝙧𝙖 𝙪𝙤𝙢𝙞𝙣𝙞!

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