ANPI - Sezione Cesare Leonelli e i Ragazzi della Macchia, Campagnano

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ANPI - Sezione Cesare Leonelli e i Ragazzi della Macchia, Campagnano L'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, con i suoi quasi 160.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche del Paese.

Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia mentre il Nord era ancora occupato.

14/10/2026

❗ 16 ottobre 1943. Rastrellamento del ghetto di Roma.
Un attacco contro tutta la città dove gli ebrei sono parte integrante della comunità romana dal II secolo A. C. ❗

Il rastrellamento del ghetto di Roma fu una retata antiebraica compiuta durante l'occupazione tedesca di Roma, tra le 5:30 e le 14:00 di sabato 16 ottobre 1943, il sabato nero.
Esso fu condotto da truppe tedesche appartenenti alle SS e alla polizia d'ordine (Ordnungspolizei), con la collaborazione dei funzionari del regime fascista della Repubblica Sociale Italiana.
Controversa é ancor oggi la figura di Celeste Di Porto, la delatrice che avrebbe aiutato i nazifascisti a individuare ulteriori ebrei da colpire dopo la retata.
Il rastrellamento portò all'arresto di 1 259 persone, di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine, quasi tutti appartenenti alla comunità ebraica romana. Gli arresti vennero attuati principalmente in via del Portico d'Ottavia e nelle strade adiacenti, ma anche in altre differenti zone della città di Roma.

Dopo il rilascio di un certo numero di componenti di famiglie di sangue misto (mischlinge) o stranieri, 1 023 rastrellati furono deportati direttamente nel campo di sterminio di Auschwitz. Soltanto 16 di loro sopravvissero (15 uomini e una donna, Settimia Spizzichino morta nel 2000).

All'indomani dell'occupazione tedesca di Roma (10 settembre 1943), Herbert Kappler, tenente colonnello delle SS, comandante dell'SD e della Gestapo a Roma, ricevette un messaggio da Heinrich Himmler, ministro dell'interno, comandante delle forze di sicurezza della Germania nazista e teorico della soluzione finale della questione ebraica: "i recenti avvenimenti italiani impongono una immediata soluzione del problema ebraico nei territori recentemente occupati dalle forze armate del Reich".

Il 24 settembre successivo, Himmler fu più esplicito: in un telegramma segreto e strettamente riservato per il colonnello Kappler disponeva che "tutti gli ebrei, senza distinzione di nazionalità, età, sesso e condizione, dovranno essere trasferiti in Germania ed ivi liquidati. Il successo dell'impresa dovrà essere assicurato mediante azione di sorpresa".

Nel pomeriggio di domenica 26 settembre 1943, Kappler convocò presso il proprio ufficio a Villa Wolkonsky il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ugo Foà, e quello dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Dante Almansi, intimando loro la consegna, entro trentasei ore, di almeno 50 chilogrammi d'oro, minacciando, prima, la deportazione di duecento ebrei romani verso la Germania, poi, di tutta la comunità ebraica. In cambio dell'oro, Kappler promise agli ebrei l'incolumità.

La mattina dopo iniziò la raccolta dell'oro all'interno del Tempio maggiore (sinagoga). Nel pomeriggio la Santa Sede, informata del ricatto di Kappler, comunicò in via ufficiosa che avrebbe autorizzato un prestito in lingotti d'oro sino al raggiungimento dei 50 chilogrammi richiesti dalla polizia tedesca, ma ciò non fu necessario.

Alle ore 18 di martedì 28, dopo una proroga dei termini di quattro ore, accordata dallo stesso Kappler, i capi della Comunità ebraica romana si presentarono a Villa Wolkonsky per la consegna dell'oro. Kappler li fece accompagnare da una scorta nel vicino edificio di Via Tasso 155, dove l'oro fu pesato per ben due volte e alla fine risultò pesare 50,3 chilogrammi.

Kappler spedì immediatamente l'oro a Berlino, al capo dell'ufficio centrale per la sicurezza del Reich, generale Ernst Kaltenbrunner, con una lettera di accompagnamento nella quale si esprimevano perplessità sulla fattibilità della deportazione e si suggeriva di utilizzare gli ebrei romani come mano d'opera per lavoro obbligatorio.

Kaltenbrunner rispose sdegnato: "È precisamente l'estirpazione immediata e completa degli ebrei in Italia nell'interesse speciale della situazione politica attuale e della sicurezza generale in Italia". A guerra finita, l'oro fu trovato intatto nella cassa, in un angolo dell'ufficio di Kaltenbrunner.

Nei primi giorni di ottobre arrivò a Roma con uno staff di una decina di uomini Theodor Dannecker, collaboratore di Eichmann e dotato di esperienza acquisita nell'organizzare la deportazione degli ebrei da diverse città europee, il quale chiese a Kappler collaborazione logistica e operativa per la progettata deportazione degli ebrei romani. «Gli risposi - avrebbe dichiarato Kappler al processo del 1948 che lo vide imputato - di rivolgersi al commissario Raffaele Alianello, della polizia fascista, che faceva da collegamento con quella tedesca e costui fornì venti agenti». Scrive lo storico Bruno Maida: «Alloggi, forze da utilizzare, la schedatura completa degli ebrei romani: Dannecker ebbe in poche ore tutti gli strumenti per organizzare la "caccia" nella città. Altri quattordici ufficiali e sottufficiali tedeschi, seguiti da trenta militi, lo raggiunsero nei giorni seguenti, portando con loro l'esperienza acquisita nella caccia agli ebrei in Europa orientale».

Il 14 ottobre successivo, Kappler ordinò il saccheggio delle due biblioteche della Comunità ebraica e del Collegio rabbinico e fece caricare due vagoni ferroviari diretti in Germania con materiale di inestimabile valore culturale. Gli agenti di Kappler portarono via anche gli elenchi completi dei nomi e degli indirizzi degli ebrei romani. Alla successiva individuazione dei domicili collaborarono anche i commissari di pubblica sicurezza Raffaele Aniello e Gennaro Cappa.

Lo stesso giorno, Kappler inviò una lettera al comandante del campo di sterminio di Auschwitz, Rudolf Höss, comunicandogli che avrebbe ricevuto intorno al 22-23 ottobre un carico di oltre 1 000 ebrei italiani e di prepararsi a concedere loro il "trattamento speciale".

La sezione ANPI di Campagnano ha avviato da tempo una riflessione sui temi della pace e della guerra mediante incontri e...
12/10/2026

La sezione ANPI di Campagnano ha avviato da tempo una riflessione sui temi della pace e della guerra mediante incontri e seminari.

Nell’ambito delle manifestazioni legate alla Marcia internazionale per la PACE (PEACEWALK), che partita da Finisterre giungerà a Gerusalemme il prossimo anno, intendiamo ora promuovere il giorno sabato 7 novembre 2026 un percorso di PACE presso alcuni luoghi che testimoniano il Cammino dei Bianchi, il movimento di camminanti che, invocando misericordia e PACE, parti nel 1399 dal Piemonte e dalla Liguria per raggiungere Assisi e quindi Roma.

Le nostre tappe saranno due chiese della Sabina, che conservano affreschi del passaggio dei pellegrini: la Chiesa di San Paolo a Poggio Mirteto e la Chiesa di San Pietro ad Muricentum a Montebuono. Nell’occasione raggiungeremo l’Eremo di San Cataldo a Cottarello, luogo di eremitaggio e preghiera dei monaci benedettini nel secolo tra il X e XI secolo.

Potremo accedere a questi luoghi in autonomia e in modalità multimediali performative grazie al progetto DUC IN LATIUM (Percorri il lazio), che aderisce al progetto Cultura a porte aperte, già sperimentato in altre regioni italiane.

Per iscrizioni anpicampagnano@gmail.

10/10/2026

NO Riscrivere la storia

I delinquenti squadristi Fiore e Castellino condannati a 8 anni e mezzo.
08/10/2026

I delinquenti squadristi Fiore e Castellino condannati a 8 anni e mezzo.

Erano cinque anni esatti che aspettavo questa notizia.

La Corte d’appello di Roma ha appena condannato rispettivamente a 8 anni e mezzo e a 8 anni e sette mesi i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino per l’assalto fascista alla Camera del lavoro della Cgil il 9 ottobre 2021.

Tutte le condanne in primo grado sono state confermate: non solo a Fiore e Castellino ma anche all’ex Nar Luigi Aronica (8 anni e mezzo), a Luca Castellini, Lorenzo Franceschi, Pamela Testa e Salvatore Lubrano, questi ultimi tutti condannati a 8 anni e 2 mesi.

In totale sono 58 gli anni di carcere per i neofascisti che hanno assaltato la Cgil.

I giudici hanno punito quell’assalto per quello che era, nei fatti e nelle intenzioni: un deliberato attacco alle istituzioni repubblicane.

Tutto questo ha una definizione precisa e inequivocabile: violenza squadrista.

Ora c’è anche una sentenza a scriverlo nero su bianco. E francamente era l’ora.

Chissà se ora c’è qualcuno nella destra cosiddetta democratica che ha il coraggio di attaccare “toghe rosse” e “giudici politicizzati” per questa sentenza…

Finalmente possiamo dirlo, a distanza di cinque anni da quella notte drammatica: è stata fatta giustizia.

NO al ddl antisemitismo!
01/10/2026

NO al ddl antisemitismo!

♦️ Il giorno giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18 si è svolto presso la sala conferenze della biblioteca comunale un se...
25/09/2026

♦️ Il giorno giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18 si è svolto presso la sala conferenze della biblioteca comunale un seminario della Sezione ANPI di Campagnano, che si colloca all’interno del filone tematico DISCORSI SULLA PACE, a cui sono dedicati una serie di eventi che si terranno anche nel prossimo futuro.
Dinanzi a una vasta platea si sono succeduti due interventi, diversi per presupposti ma convergenti nelle conclusioni, che hanno tentato di restituire il panorama della situazione attuale in Palestina, fornendo auspici per un possibile futuro di pace ma cercando di sollecitare consapevolezza e impegno da parte di tutti noi.
Il prof. Claudio Canonici, docente accademico di scienze religiose presso l’Università pontificia, ha ripercorso le tappe principali che dalla Dichiarazione di Balfour (1917), che esprimeva il sostegno alla creazione di un national home for Jewish in Palestina, conducono nel tempo a un etnonazionalismo di stato, caratterizzato da politiche aggressive di occupazione dei territori palestinesi e distruzione delle loro economie.

Yousef Salman, delegato della Mezzaluna Rossa Palestinese per l’Italia, ha evidenziato come l’intera Striscia di Gaza sia oggi in balia dell’occupazione israeliana e nei territori della West Bank ogni giorno i coloni si presentino armati per minacciare e cacciare dalle loro terre le famiglie palestinesi. Il piano del Board of Peace, l'organo ideato da Trump con i suoi amici affaristi, ha miseramente fallito l’obiettivo. Gaza è un “campo minato a cielo aperto”, la popolazione vive nelle tende insieme ai topi e soprattutto Israele IMPEDISCE CHE ARRIVINO GLI AIUTI UMANITARI. Se si guarda poi attentamente ai progetti presentati per la soluzione della questione palestinese, quello che salta agli occhi è l’ennesimo sfollamento della popolazione senza garanzie di libertà per il futuro. La costruzione dei cosiddetti rifugi umanitari temporanei in realtà è la realizzazione di campi di DETENZIONE per i Gazawi, come dichiarano apertamente i ministri di Netanyahu.

Di seguito una delle poesie lette nel corso dell’incontro

Poeta Marwan Makhoul
NEW GAZA
So che il tuo fardello è pesante
e che il dolore è più grande di te, quindi perdonami
sono come una gazzella quando partorisce,
che teme la iena appostata dietro la fossa
quindi vieni in fretta, poi corri
il più lontano possibile
affinché il rimpianto non mi divori.

Ieri mi ha vinto il pessimismo. Taci, ho detto,
Cosa c’entra il mio piccolo, rampollo della brezza,
cosa c’entra lui con la tempesta?
Ma oggi sono tornato; costretto, tuo padre, non un eroe,
ho una notizia urgente da portare;
hanno bombardato l’ospedale battista a Gaza
e tra le cinquecento vittime c’era un bambino
chiamava suo fratello che aveva metà testa e occhi aperti:
«Fratello! Mi vedi?!»
Lui non lo vede
come il mondo indaffarato non lo vede,
che ha urlato per due ore e poi si è addormentato
per dimenticare lui e suo fratello…
Cosa posso dirti ora?

23/09/2026

Gaza, "Preti contro il genocidio" in corteo a RomaPadre Moscone: ...

BASTA FAKE.Un HUB di produzione bellica c'entra ben poco con la storia della Resistenza italiana
21/09/2026

BASTA FAKE.
Un HUB di produzione bellica c'entra ben poco con la storia della Resistenza italiana

IL POLITOLOGO MARCO REVELLI: “BASTA BUGIE: LA RESISTENZA NON C'ENTRA NULLA CON LE ARMI ALL’UCRAINA”
“Non ci sono ragioni etiche né storiche: sostenerlo è truffaldino.”
(Lorenzo Giarelli sul Fatto del 20/09/2026

“È in atto una gigantesca campagna di condizionamento mentale pro-guerra, ma almeno tengano giù le mani dai partigiani”.

Dopo ogni domanda Marco Revelli si prende qualche secondo, fa sentire il peso di ogni ragionamento sulla Resistenza, l’argomento che da politologo ha studiato per una vita ma che prima ancora porta nella carne, figlio di quel Nuto Revelli che della Liberazione fu protagonista.
E allora non ci sta, Revelli, all’equazione divenuta ricatto morale: se sei fiero della Resistenza, devi per forza volere gli aiuti militari all’Ucraina.
In una parola: “Una bestemmia”.

“Professor Revelli, la sovrapposizione tra Resistenza italiana e guerra in Ucraina è frequente.”
- Credo che non abbia fondamento né storico né etico.
Da figlio di partigiano, cresciuto in quella cultura, da persona che non ha mai omesso di festeggiare un 25 aprile, quando sento questo paragone provo un senso di disagio.
Non perché non mi senta vicino agli ucraini e a chi soffre, ma per una quantità di ragioni. -
“La prima..?”
- La Resistenza aveva il suo elemento qualificante nella spontaneità e nel carattere volontario.
Non c’erano Suv neri che caricano a forza i giovani per arruolarli, questo lo facevano gli altri, i repubblichini.
E poi ve lo immagine Ferruccio Parri che gira il mondo parlando solo di armi o chiedendo soldi..?
È grazie a quelli come lui se nella nostra Costituzione c’è l’art. 11 e il ripudio della guerra.
Aggiungerei che in Ucraina, certo invasa, si fronteggiano due Stati e due eserciti.
Quando parliamo di dare armi a Kiev, parliamo di governi che cedono armamenti a un altro governo, non di popoli che aiutano con convinzione e altruismo un altro popolo, il che è ben diverso. -
“Anche ai partigiani però venivano fornite armi dagli Alleati..?”
“All’inizio dagli Alleati arrivavano armi col contagocce, e non certo a tutte le formazioni, per esempio non ai comunisti.
Ma il grosso degli armamenti i partigiani lo conquistava in battaglia. Io sono di Cuneo e uno dei motivi per cui qui la Resistenza fu molto forte è perché si sciolse la Quarta armata in ritirata dalla Francia, abbandonando le armi.
La formazione di mio padre, la ‘Banda Italia Libera’ , si è armata così, e poi attaccando caserme fasciste, postazioni militari, eccetera.
Armi leggere, ovviamente.
I lanci degli alleati non erano certo condizione sufficiente per portare avanti la Resistenza. -
“Esiste una sovrapposizione ideologica possibile..?”
- La Resistenza italiana, con l’eccezione dei badogliani, era scevra da ogni elemento di nazionalismo.
E qui sta un’altra grande differenza.
Come ha scritto lo storico Claudio Pavone, la nostra è stata senz’altro una guerra di liberazione e una guerra civile, ma anche, aggiungerei, una guerra interiore.
Chi ha fatto la scelta partigiana ha combattuto i fascisti e i tedeschi, ma pure quella commistione di fascismo e nazionalismo che aveva respirato per vent’anni.
Quel pezzo di fascismo che avevano dentro.
Se penso alla scelta partigiana di mio padre, penso al riscatto dei suoi compagni caduti in Russia per colpa del fascismo, penso alla vendetta nei confronti dei tedeschi, ma anche al riscatto da quei 20 anni di ignoranza in cui era cresciuto assorbendone alcuni elementi.
Questa specificità non è nulla che si possa assimilare a quanto accade in Ucraina. -
“Il fatto che la Resistenza proseguisse in parallelo con le battaglie degli Alleati implica qualche altra differenza..?”
- Certo. La nostra Resistenza si inserisce dentro una guerra mondiale già in corso subendone le vicissitudini.
L’Ucraina no, può essere al contrario il detonatore di una guerra mondiale che sarebbe totale nella sua distruttività.
D’altra parte è indubbio che i partigiani non avrebbero potuto vincere da soli, anche se il contributo militare è stato comunque rilevante.
Il loro destino dipendeva da eventi enormi, come Stalingrado, lo sbarco in Normandia, lo sbarco in Sicilia.
La Resistenza però e soprattutto ha permesso all’Italia di emendarsi dalla colpa vergognosa del fascismo, altrimenti sarebbe rimasta inchiodata alla vergogna del regime. -
“Dunque è un dibattito falsato in partenza..?”
- Quante altre “resistenze” dovremmo sostenere nel mondo..? Quella palestinese (cosa direbbero i fautori delle armi a Kiev se qualcuno proponesse di riempire di armi la Palestina..?).
O forse la difesa dell’Iran (anche lì c’è un aggredito e un aggressore), o del Venezuela… È in atto una gigantesca campagna di condizionamento mentale per prepararci alla guerra, con tecniche truffaldine che suonano come un insulto alla nostra intelligenza.
E mi permetta un’ultima cosa… -
“Prego.”
- Ho ascoltato il discorso della giovane esponente del Pd Virginia Libero. Bisognerebbe farle un monumento, ha dato un senso a cosa significa essere oggi persone di sinistra.
La più profonda tradizione popolare della sinistra è intrisa del valore della pace e del ripudio della guerra.
Virginia ha contribuito a riscattare anni di ambiguità del suo partito su questi temi. -

20/09/2026
♦️ Discorsi sulla PACE♦️ Il giorno giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18 si svolgerà presso la sala conferenze della bib...
19/09/2026

♦️ Discorsi sulla PACE♦️
Il giorno giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18 si svolgerà presso la sala conferenze della biblioteca comunale un seminario organizzato dalla Sezione ANPI di Campagnano che si colloca all’interno del filone tematico Discorsi sulla pace a cui sono stati dedicati una serie di precedenti incontri.

Il prof. Claudio Canonici, docente accademico di scienze religiose, esporrà la linea evolutiva del sionismo israeliano che dall’originario umanitarismo si trasforma nel tempo in un etnonazionalismo di stato, dove le rivendicazioni territoriali a scapito di altri popoli continuano a rappresentare una realtà politicamente rilevante anche nell’odierno mondo globalizzato.

Yousef Salman, delegato della Mezzaluna Rossa Palestinese per l’Italia, esporrà brevemente l’attuale situazione del popolo palestinese a Gaza e fuori dalla Striscia, cercando di individuare le strategie possibili per porre fine all’apartheid di Gaza “campo minato a cielo aperto” e per promuovere l’instaurazione di un autogoverno palestinese.
Venite numerosi. Ampio spazio verrà dato alla partecipazione del pubblico

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