ANPI - Sezione Cesare Leonelli e i Ragazzi della Macchia, Campagnano

ANPI - Sezione Cesare Leonelli e i Ragazzi della Macchia, Campagnano L'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, con i suoi quasi 160.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche del Paese.

Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia mentre il Nord era ancora occupato.

14/06/2026
Per non dimenticare la ns storia europea
07/06/2026

Per non dimenticare la ns storia europea

🟥 IL BOIA DI VARSAVIA: LA FINE DI OSKAR DIRLEWANGER E L'ORRORE DELLA SUA BRIGATA

Esattamente 81 anni fa, il 7 giugno 1945, moriva in circostanze mai del tutto chiarite Oskar Dirlewanger, uno dei criminali di guerra più spietati e sadici della storia del Novecento. Conosciuto come "il boia di Varsavia", la sua fine segnò la conclusione di una scia di sangue e atrocità che sconvolse l'Europa orientale.
Catturato dalle forze alleate, Dirlewanger venne rinchiuso nella prigione di Altshausen, in Germania. Lì, sorvegliato da soldati polacchi inquadrati nelle forze di occupazione francesi, venne riconosciuto. La vendetta fu immediata: picchiato e torturato ripetutamente per giorni dai soldati che avevano visto la propria patria devastata dalle sue azioni, morì a causa delle lesioni riportate. Per anni corsero voci su una sua presunta fuga o su avvistamenti in giro per il mondo, ma l'esumazione del ca****re nel 1960 confermò definitivamente il decesso in quella cella.
Chi era Oskar Dirlewanger?
Veterano della Prima Guerra Mondiale e condannato negli anni '30 per reati sessuali, Dirlewanger era un uomo instabile e violento, ma protetto dalle alte sfere del regime nazista (in particolare da Heinrich Himmler). Nel 1940 gli fu affidato il comando di un'unità speciale che avrebbe preso il suo nome: la SS-Sturmbrigade Dirlewanger.
Non si trattava di un reparto militare comune. L'unità era composta inizialmente da bracconieri, ma col tempo venne rimpolpata da criminali comuni prelevati dalle carceri, assassini, stupratori e malati di mente. L'obiettivo non era il combattimento al fronte, ma la "guerriglia antipartigiana" e la terra bruciata.
I numeri del terrore nell'Europa dell'Est
Le azioni della brigata Dirlewanger superarono in ferocia persino gli standard già disumani delle SS.
In URSS e Bielorussia: In soli due anni di operazioni nell'Europa dell'Est, il suo reparto sterminò oltre 120.000 civili. Il modus operandi standard prevedeva il rastrellamento di interi villaggi, il blocco degli abitanti all'interno delle chiese o dei fienili e l'incendio doloso degli edifici, mitragliando chiunque cercasse di sfuggire alle fiamme.
La Rivolta di Varsavia (1944): Mandata a reprimere l'insurrezione della capitale polacca, la brigata si rese responsabile del famigerato massacro di Wola, dove in pochi giorni vennero trucidati tra i 40.000 e i 50.000 civili inermi, compresi bambini, medici e infermieri degli ospedali.
La crudeltà di Dirlewanger era tale che persino altri comandanti delle SS e ufficiali della Wehrmacht presentarono formali proteste per i metodi della brigata, giudicati controproducenti e degradanti per l'onore militare.
La giornata del 7 giugno rimane il punto finale della parabola di un uomo che trasformò la criminalità e il sadismo in uno strumento di guerra di Stato. Una pagina di storia nera che l'Europa non può e non deve dimenticare.

03/06/2026
❗ Oggi 2 giugno 2026❗ la sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Campagnano ha deposto un cuscino pre...
02/06/2026

❗ Oggi 2 giugno 2026❗
la sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Campagnano ha deposto un cuscino presso il monumento ai caduti di tutte le guerre in piazza Regina Elena, per celebrare un Paese che, ferito dalle migliaia di morti della guerra nazifascista e dalla dittatura (500.000 morti), trasformò la catastrofe del Ventennio nella Repubblica della libertà e dei diritti civili e sociali per tutti i cittadini italiani.

La cerimonia odierna è stata il momento finale di una serie di iniziative realizzate dalla nostra sezione per festeggiare l’importante ricorrenza civile dell’80esimo anniversario della Repubblica: a marzo è stata realizzata la mostra “Le 21 Madri Costituenti”, che ha visto un importante coinvolgimento degli alunni e dei professori delle scuole medie, mentre nel mese di maggio si è svolto il seminario sul reato di apologia del fascismo, cardine della nostra Costituzione.

Il 2 giugno 1946, oltre a indicare l’uscita dal tunnel dell’autoritarismo fascista fu anche il giorno in cui le donne italiane varcarono per la prima volta la soglia dei seggi elettorali. Votarono per scegliere tra Monarchia e Repubblica e per eleggere l’Assemblea Costituente che darà forma alla Costituzione, figlia della Resistenza, della lotta per la libertà, del rifiuto definitivo di ogni autoritarismo. Risultarono elette 21 donne, ventuno Madri Costituenti che, in un Paese devastato ma animato dalla speranza, contribuirono a scrivere una Carta che pone al centro la dignità della persona, l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e l’autonomia della giurisdizione come argine contro ogni abuso del potere.

Ricordiamo sempre quella che è stata la nostra storia e ciò che scrisse Piero Calamandrei, padre costituente
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione".

01/06/2026

🌹🏳️‍🌈 BUONA FESTA DELLA REPUBBLICA:
NATA DALLA RESISTENZA ANTIFASCISTA 🏳️‍🌈🌹

Nome: Repubblica
Cognome: Italiana
Nata il: 2 giugno 1946
Luogo: Urna elettorale
Maternità: Resistenza antifascista
Paternità: Referendum istituzionale

[carta d'identità a cura del Movimento Nonviolento]

”Il voto, nel 1946, le donne se lo sono conquistate in montagna, combattendo”.

Lo ha detto Carla Nespolo, indimenticabile prima Presidente donna dell’ANPI.

È la verità. Mai nulla è stato facile per le donne.
Mai nulla ci è stato regalato.

Diritti, dignità sono conquiste ottenute con le unghie e con i denti, con la forza e il coraggio prima di tutto delle partigiane che, anche dopo la Resistenza, non vollero tornare al loro ruolo marginale e ininfluente.

[Coordinamento Nazionale Donne ANPI]

Addio all'ultimo partigiano D3LL'VIII brigata Garibaldi
30/05/2026

Addio all'ultimo partigiano D3LL'VIII brigata Garibaldi

Spartaco Corbara era l'ultimo partigiano vivente dell'Ottava Brigata Garibaldi, la principale formazione attiva nell'appennino forlivese durante la Resistenza.
Se ne è andato a Meldola, a 99 anni.
I testimoni diretti della Liberazione ci stanno lasciando, con un bagaglio di memoria che grava sempre più interamente sulle nostre spalle.
Dobbiamo averne cura.
Ciao Spartaco. Grazie 🌹

Sebenica
30/05/2026

Sebenica

🟥 29 MAGGIO 1942: LA VERGOGNA E IL SANGUE DEL FASCISMO ITALIANO IN JUGOSLAVIA

Oggi, 29 maggio, ricorre l'anniversario di una delle pagine più oscure, brutali e sistematicamente rimosse della storia del nostro Paese. Nel 1942, a Sebenico ( ), l'esercito d'occupazione italiano si macchiava di un crimine infame contro l'umanità e la libertà.
Dopo un processo farsa, orchestrato davanti a un tribunale straordinario fascista presieduto dal carnefice Gherardo Magaldi, ventisei patrioti antifascisti partiti da Spalato vennero barbaramente fucilati.
Nessuna giustizia, nessuna pietà. Solo la feroce logica dell'oppressore.

La retorica criminale del "Brava Gente"
Per decenni l'Italia ha preferito autoassolversi dietro il mito ipocrita del "italiani brava gente". Ma la realtà storica della Jugoslavia occupata parla di:
Tribunali speciali usati come mattatoi giuridici.
Rappresaglie spietate contro chi difendeva la propria terra.
Campi di concentramento (come Arbe e Gonars) e villaggi bruciati.
Quei ventisei ragazzi di Spalato non stavano solo difendendo la Jugoslavia; stavano resistendo alla morsa di un regime, quello fascista italiano, che ha esportato terrore, razzismo e morte nei Balcani.

Non c'è perdono senza memoria
Il silenzio della storia ufficiale italiana su questi orrori è complice. Onorare la memoria di quei ventisei patrioti significa guardare in faccia l'orrore di ciò che l'Italia è stata capace di fare.
Nessun oblio per i crimini del fascismo. Nessuna giustificazione per gli assassini in camicia nera e divisa grigioverde.

In vista dei festeggiamenti per l’80esimo anniversario della Repubblica italiana la sezione ANPI di Campagnano ha svolto...
28/05/2026

In vista dei festeggiamenti per l’80esimo anniversario della Repubblica italiana la sezione ANPI di Campagnano ha svolto ieri 27 maggio 2026 un importante incontro sul ruolo del reato di apologia del fascismo nella stabilizzazione democratica del nostro Paese.
Insieme al prof. Davide Grippa docente presso L’Orientale di Napoli e al saggista e creator televisivo Clemente Volpini, autori del libro "Apologia del fascismo", si è ricostruita la ratio della legge Scelba del 1952, che punisce l’apologia del fascismo (Art. 4) e chi organizza manifestazioni e pubbliche riunioni che richiamino principi e gesti del disciolto partito fascista (Art. 5).
In essa si sostanziò il dettato della XII disposizione costituzionale che recita:
"È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista."
Una norma che nei diversi periodi e soprattutto nei tempi bui delle stragi neofasciste (oggi ricordiamo l’infamia della strage a Piazza della Loggia a Brescia) ha costituito uno strumento di difesa della Repubblica e della Costituzione. Una funzione imprescindibile di baluardo della democrazia che la norma esercita ancora ai nostri giorni, mettendo al bando ogni forma di fascismo.

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Campagnano Di Roma
00063

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