DeGioannis per il Natale

DeGioannis per il Natale Il 6 e 7 Gen li doneremo all'evento LA BEFANA DEL VILLAGGIO

“De Gioannis per il Natale”
È un’iniziativa di cuore: dopo aver raccolto migliaia di giochi li abbiamo già devoluti ai bimbi del Centro S.Vincenzo e a centinaia di bimbi attraverso il Villaggio.

C'è chi si permette di mettere in discussione DeGioannis per il Natale!!A pappine!!!p.c.c. Report Sardegna 24 (che mi ha...
16/05/2026

C'è chi si permette di mettere in discussione DeGioannis per il Natale!!
A pappine!!!

p.c.c. Report Sardegna 24 (che mi ha tolto il permesso di taggali)

Caro signor Spiga,

che mi ha tolto la possibilità di taggarla,

la ringrazio per avermi dedicato la sua intera serata, non con un solo articolo, ma una infinità di condivisioni di questo su ogni gruppo, pagina e profilo di Facebook.
Ho addirittura perso il conto.
Quante saranno state? Quindici? Venti? Di più?

Indubbiamente è segno che le mie parole, nella loro scomoda verità, hanno fatto centro.

Lei scrive che ho usato "insulti di vario tipo" e "toni arroganti e spregevoli".

Quando? Dove?
Chiunque al suo posto avrebbe conservato una schermata per utilizzarla come prova per querelarmi.
Perché nonostante glielo abbia chiesto più volte non è saltato fuori niente?
Perché non tira fuori questo fantomatico commento che ha dovuto rimuovere perché pieno di insulti?
Glielo spiego io: perché non esiste nessun commento del genere.
Se l’è inventato di sana pianta perché le mie parole l’hanno elegantemente asfaltata.
Tanto da non permetterle nemmeno di poter replicare.
Al massimo avrebbe potuto, o meglio dovuto, chiedere scusa.

E lei ha preferito vigliaccamente cancellare il commento e scrivere un articolo pieno di menzogne.

Chapeau! Che gran giornalista!

Avrebbe fatto meglio a chiedermi scusa, sarebbe stato un gesto da quel Signore che non sarà mai.

È lei che ha offeso me.
Perché se scrive un articolo intitolato “Milia raccatta di tutto”, lei sta dichiarando pubblicamente che io per lei rappresento il “fondo del barile”.

Non l’ho mai insultata. Si vergogni!
Le ho giustamente detto che lei ignora la mia esistenza: ignorante, per l’appunto.
Poi l’ho invitata a non “prendersela con i deboli” ma di prendersela con me.
In un confronto.
Mi son reso disponibile a farmi porgere qualsiasi domanda scomoda, pubblicamente.

Ma lei l’ha girata dicendo “non le facciamo campagna elettorale”.
Non poteva usare frase più azzeccata.
Infatti lo sa meglio di me che se io e lei ci confrontassimo io ne uscirei vincente.

La invito, con la massima serenità, a rileggere il mio post precedente: vi troverà una critica aspra, certamente, alla leggerezza con cui ha usato il verbo "raccatta".
Vi troverà la parola "superficialità", che ho usato e che ri-uso.
Ma non troverà un insulto personale, né volgarità, né disprezzo per la sua persona.

C'è, semmai, il disprezzo per un metodo che preferisce l'etichetta alla sostanza, la spilla al programma.

Lei definisce il mio commento "uno sfogo" e lo fa rimuovere dalle sue pagine.
È un suo diritto, naturalmente.
Ma non chiami poi "tentativo di tappare la bocca al giornalismo" la replica di un cittadino candidato che, semplicemente, non accetta di essere infangato senza poter rispondere.
Il giornalismo non è un monologo, signor Spiga.
È dialogo, è contraddittorio, è il coraggio di confrontarsi con chi la pensa diversamente.
Io non ho chiesto la cancellazione del suo articolo infamante.
Ho chiesto un confronto. C'è una bella differenza.

La stessa che c’è tra me e lei.

Poi, però, lei fa un passo che mi obbliga a parlare con ancora più chiarezza.

Lei insinua – "magari, qualcuno, non di certo io, potrebbe pensare" – che la mia iniziativa di regalare giocattoli alle famiglie bisognose possa configurare il reato di corruzione elettorale.
E mi cita, probabilmente per intimidirmi, addirittura l'articolo 86 del D.P.R. 570/1960.

Se pensa che io, prima di intraprendere questa iniziativa benefica non mi sia confrontato con almeno un paio di avvocati, lei offende la mia intelligenza signor Spiga.

Signor Spiga, mi auguro che sarà in grado di rendersi conto che ciò che ha fatto è un atto pietosamente calunnioso e manipolatorio.
Non tanto nei miei confronti, che ho le spalle larghe e una vita di onestà alle spalle.
Ma nei confronti dei lettori, che Lei disorienta con un'accusa velenosa e al tempo stesso codarda, perché pronunciata per bocca di un "qualcuno" che non è Lei.

Le rispondo da ingegnere, da imprenditore, da uomo di comunità e soprattutto, da padre.

La mia iniziativa che ha l’unico scopo di regalare sorrisi a bambini in difficoltà, che ho promosso come privato cittadino molto prima di candidarmi, e che continuerò a fare indipendentemente dal risultato elettorale, è trasparente, documentata e aperta.
I giocattoli vengono donati a famiglie indigenti e bisognose, senza alcun vincolo, senza alcuna contropartita, senza alcun "voto" in cambio.

Si chiama solidarietà.
Si chiama restituire alla comunità ciò che la comunità mi ha dato.
Forse in certi ambienti questo concetto suona estraneo.
Da me, no.

Mi creda: se volessi comprare i voti, ci sarebbero modi molto più semplici, molto meno visibili e molto più impegnativi che donare un pupazzo di peluche.
La sua insinuazione, per come è stata costruita, è precisamente quella che può danneggiare un uomo perbene senza che Lei ne assuma la responsabilità diretta.

"Non dico che lo fa, dico che qualcuno potrebbe pensarlo".

È una tecnica antica, signor Spiga.
È la tecnica del pugnalatore alle spalle.

Le ripeto l'invito che le ho già fatto: smettiamola con questa guerriglia da retrobottega.

Venga al confronto pubblico.
Davanti ai cittadini.
Dopo le elezioni, come Lei propone?
Per me va bene anche domani.

Ma facciamolo senza "qualcuno potrebbe pensare".

Parliamo dei fatti.
Parliamo del mio programma.
Parliamo dei problemi di Quartu e dei suoi cittadini e delle mie idee per diminuirne l’entità se non per eliminarli.

Se poi Lei vuole parlare di peluche, lo faccia.
Io le racconterò ciò che un giornalista serio dovrebbe conoscere, le spiegherò cosa è “DeGioannis per il Natale”; una iniziativa benefica che ho ideato anni fa, della quale sono anche il promotore e il motore. Ma soprattutto il cuore.
Quest’anno abbiamo raccolto più di 8.000 giocattoli, li abbiamo controllati, disinfezionati, revisionati e donati, praticamente come nuovi, a centinaia di famiglie che hanno avuto molta meno fortuna di noi.

Le confido che quest’anno siamo (che preferisco al “sono” per umiltà) usciti due volte su “L’Unione Sarda”, tre volte su “Casteddu on Line”, due volte su “VistanetSardegna” (che anche oggi ha pubblicato un articolo – se lo legga che impara qualcosa sul quale è probabilmente ignorante - che mi cita), due volte su VivereaCagliari.net, una su “CagliariNews”, una su “CagliariToday”, una su “Cagliari Capitale” (che anche se è solo una pagina di Facebook, ha quasi 7 volte il vostro numero di iscritti), il TG3 ci ha dedicato un servizio e “Radiolina” mi ha concesso quasi otto minuti per promuovere l’iniziativa raccontandola alla radio.

La vostra testata non mi sembra ci abbia mai dedicato un pezzo. D’altronde voi preferite utilizzare il talento dei vostri raffinati giornalisti per affossare una ragazzina per aver indossato una spilla.

Ad ogni modo, per finire, abbiamo stretto una parnership con SuperPan, ABBI Group e il CUS Cagliari per il marketing e la comunicazione, gli istituti della Chatterbox, coinvolgendo tutte le loro strutture, hanno effettuato una loro raccolta parallela per poi portarci un furgone pieno di giocattoli, grazie al Centro Volontari Sardegna siamo riusciti a mettere su un gruppo che contava ben 56 volontari.

Una cosa piuttosto importante mi sento di poter dire; ma che non ho sbandierato in campagna elettorale.
Primo, perché queste cose si fanno sottovoce e secondo perché non mi riterrei un galantuomo se lo facessi.
E io a certe cose ci tengo molto anche se lei forse non può capirlo.

Comunque, non mi meraviglierebbe se non conoscesse niente di ciò che le ho appena raccontato.
D’altronde gliel’ho già detto una volta che lei ha dimostrato di essere ignorante.
E quel suo poco elegante “mai connottu” è una triste conferma.

Per ca**tà, lei ha frainteso il mio, da lei dolosamente decontestualizzato, “lei non sa chi sono io”.
Io sono un signor nessuno. Lo dichiaro senza vergogna.
Anche se, dal momento che nella mia vita qualcosina l’ho combinata, sono in tanti ad essere gratificati dallo stringermi la mano.

Ma si parliamo pure di macchinine.
Così mi spiegherà dove starebbe questo grande reato.
Qualsiasi magistrato si farebbe quattro risate!
Glielo posso assicurare.

Io non ho paura delle sue parole, signor Spiga. Come non ho paura né di lei né di gente come lei.
Ho solo il dovuto disprezzo per chi le usa le parole, come ha fatto lei, senza il coraggio di firmarle pienamente.

Lei ha firmato, certo.
Ma ha anche nascosto la mano che tirava la pietra.

Lei non può godere della mia stima signor Spiga.

Con la speranza che prima o poi prevalga il merito sulla polemica,

Enrico Capra

P.S.: Avrà capito signor Spiga che alla fine lei ha fatto tanta fatica solo per farmi pubblicità dandomi la possibilità di dimostrare per l’ennesima volta che sono un galantuomo e soprattutto una persona onesta e per bene mentre lei ha fatto solo una figura meschina dimostrando che come giornalista vale quanto quei due like che prendono al massimo i suoi articoli su Facebook.

Nei giorni scorsi, mi sono occupato polemicamente, di due candidati di una lista che alle elezioni comunali di Quartu, sostiene il candidato sindaco Graziano Milia. La lista di cui si parla è quella dei Federalisti, Autonomisti, Liberal Democratici, ideata anche da Franco Turco e da Christian Steve...

Carissimi ,oggi sono io, Ing. Enrico Eric Capra - Candidato Consiglio Comunale Quartu Sant'Elena, che ho bisogno di un a...
06/04/2026

Carissimi ,

oggi sono io, Ing. Enrico Eric Capra - Candidato Consiglio Comunale Quartu Sant'Elena, che ho bisogno di un aiutino.
Vi chiedo di condividere questo post affinché io riesca a raggiungere più gente possibile.

Mi presento meglio: ho 48 anni, sono ingegnere meccanico, imprenditore, volontario della Protezione Civile e presidente dell'Associazione Sclerosi Multipla Sardegna.

Il mio trisnonno Giovanni Battista fu uno dei Mille di Garibaldi. Mio bisnonno Amsicora — il "Leone di Sardegna" — salvò la Birreria Ichnusa dal fallimento, costruì le ferrovie del Campidano e nel 1913 portò il tram al Poetto: quel giorno il mare divenne un diritto di tutti.

Quella storia non è un monumento da ammirare. È un cantiere da portare avanti.

Per questo mi candido al Consiglio Comunale di Quartu Sant'Elena, nella lista Federalisti Autonomisti Liberal Democratici a sostegno del candidato sindaco Milia.

Non sono un politico di professione. Per vent'anni ho risolto problemi veri: ho messo in sicurezza aziende, formato marittimi, guidato gli imprenditori in Confindustria. Ho spalato fango ad Olbia nel 2013. Ho regalato giocattoli a bambini che non ne avrebbero avuti. Ho accompagnato famiglie con la sclerosi multipla a trovare una risposta quando le istituzioni non c'erano.

Oggi metto la stessa determinazione al servizio di Quartu.

🏫 Piano PNRR per mettere in sicurezza ogni scuola
🏢 Sportello Unico per le Imprese con tempi certi
🎓 Polo universitario FARM nelle ex Distillerie Capra
🌊 Piano concreto per proteggere 8 km di costa
🏥 Centro di Salute di Comunità con telemedicina
☀️ Comunità Energetiche che tagliano le bollette fino al 60%
📊 Cruscotto digitale pubblico sui grandi cantieri — senza bugie

Non vi prometto miracoli. Vi offro competenza, impegno, la mia storia e le mie mani — con la massima onestà e trasparenza.

👉 www.enricoericcapra.it
📩 [email protected]
📱 +39 351 475 8948

Scopri il mio programma personale e la visione per il futuro di Quartu Sant'Elena. Elezioni comunali 7 e 8 giugno 2026.

31/03/2026

🔷 Enrico Eric Capra: ingegneria, impresa e impegno sociale al servizio della gente e della Sardegna.
Da una parte le radici: pronipote di Amsicora Capra, il “Leone di Sardegna” che con la sua visione industriale ha segnato il Novecento sardo. Dall’altra un presente fatto di competenza, concretezza e senso di responsabilità.
Io non sono solo un ingegnere meccanico, un imprenditore – co‑titolare di De Gioannis Antincendio e Sicurezza Srl e De Gioannis Formazione Srl – e un consulente con oltre vent’anni di esperienza nella sicurezza sul lavoro e nell’antincendio. Non sono solo un formatore STCW certificato, un Safety Manager, un Risk Manager, e che da sempre credo che la sicurezza non sia burocrazia, ma cultura d’impresa. Sono tanto altro.
Sicuramente il mio impegno non si ferma al mondo imprenditoriale.
✔ Volontario della Protezione Civile durante l’alluvione di Olbia (Socio Onorario per "Onore al Merito")
✔ Già Vicepresidente Giovani di Confindustria Sud Sardegna per 8 anni consecutivi ai quali si aggiungono i 4 precedenti come membro del Consiglio direttivo, Delegato Regionale per l’intera Sardegna, e Presidente Senior della sezione PMI Metalmeccanica – un percorso associativo durato circa 16 anni, al servizio dell’innovazione industriale e del sostegno all’imprenditoria in Sardegna nell’Associazione di Categoria Imprenditoriale più importante a livello nazionale.
✔ Dal Gennaio 2025 Presidente dell’ASMS (Associazione Sclerosi Multipla Sardegna)
✔ Ideatore di “DeGioannis per il Natale”, iniziativa solidale che ha portato migliaia di giocattoli a famiglie in difficoltà
E c’è un filo invisibile che lega tutto questo: la dedizione a mia figlia Sofia, e il tentativo costante di cercare di essere sempre un "buon padre".
Insieme abbiamo viaggiato, esplorato, condiviso arte, sport e la bellezza di crescere tra le nostre due culture familiari, quella francese (da parte di mia madre) e quella sarda (da parte di mio padre).
Mi impegno sempre affinché ogni problema si affronti con metodo, creatività e la stessa determinazione con cui il mio bisnonno aprì strade (e tramvie) per rendere Cagliari e Quartu più accessibili.
“Da padre, da presidente, da volontario, da uomo: il mio ruolo è sempre lo stesso. Essere utile. Non per apparire, ma per esserci.”

Non si può non condividere.Non si può non amare la Sardegna.
13/03/2026

Non si può non condividere.
Non si può non amare la Sardegna.

LA SARDEGNA BRUCIA, E NOI CONTINUIAMO A FARE DISCORSI. MA UN SARDO CHE AMA LA SUA TERRA NON PARLA: AGISCE. E IO NON AGISCO ABBASTANZA.
Noi, sardi, guardiamo le nostre montagne bruciare in televisione come se parlassero della Corsica, come se quel fumo non ci entrasse negli occhi e non ci bruciasse nella gola.
Io sono sardo. Sono nato qui, in questa terra che profuma di mirto e di sale, e ogni estate mi sento morire dentro quando vedo il Supramonte che diventa carbone, quando sento il vento che porta il pianto degli animali intrappolati, quando guardo i miei compaesani invecchiati di dieci anni in una notte davanti a un fronte di fuoco. E da ingegnere antincendio, questa rabbia si mescola a una vergogna tecnica che non mi dà pace.
Perché noi sardi lo sappiamo: non sono i piromani il nostro vero nemico. Il nemico è l'abbandono. È la pianificazione che non c'è, sono i boschi che abbiamo smesso di curare perché le nostre campagne si svuotano, sono le strade forestali che mio nonno percorreva a piedi con le capre e che oggi i mezzi antincendio non riescono nemmeno a percorrere. La Sardegna brucia perché l'abbiamo lasciata sola.
Vivo ogni incendio come un lutto familiare. Perché per me il Monte Arci non è una cartolina: è il posto dove mio padre mi portava a cercare funghi. La Barbagia non è un nome turistico: è la terra dei miei avi, dei pastori che hanno insegnato a me e a te cos'è la dignità. E vederla annerita, sentire il silenzio dopo il fuoco, è come se mi strappassero un pezzo di anima.
Ma l'amore per la propria terra non è solo pianto. È impegno. E da tecnico, da sardo che conosce ogni piega di quest'isola, vi dico cosa farei se potessi mettere la mia conoscenza al servizio della mia gente.
-Primo: trasformerei il nostro territorio in una fortezza verde. Non fasce parafuoco strette, ma interruzioni larghe anche cento metri, piantate a vigneti e uliveti come facevano i nostri nonni. Ritorno all'agricoltura, ritorno alla cura. Il fuoco si ferma dove c'è l'uomo che lavora.
-Secondo: ripulirei e ridisegnerei ogni strada forestale. In Sardegna abbiamo sentieri antichi, tratturi, strade bianche che conoscono i pastori. Devono diventare vie percorribili dai mezzi di soccorso, con vasche d'acqua ogni chilometro, con piazzole dove i canadair possono ricevere indicazioni da terra. Non si spenge un incendio dall'alto se sotto non c'è chi conosce i venti e le valli.
-Terzo: renderei ogni nuraghe, ogni stazzo, ogni casa isolata una piccola fortezza. Obbligherei chi vive nel bosco a proteggersi: tetti non infiammabili, spogliato intorno il terreno, riserve d'acqua sempre pronte. Perché in Sardegna la famiglia è sacra, e una casa che brucia è una ferita che non si rimargina.
-Quarto: userei la tecnologia come usiamo il coltello per fare il formaggio: con sapienza. Droni che sorvolano le zone a rischio, sensori che misurano l'umidità del sottobosco, intelligenza artificiale che impara dai nostri venti, dal maestrale che accarezza e dal libeccio che spacca. Non per sostituire l'occhio del pastore, ma per aiutarlo a vedere più lontano.
-Quinto: riportiamo i sardi nei loro paesi. Incentiviamo chi torna a fare agricoltura, allevamento, artigianato. Un territorio abitato è un territorio pulito. Un paese che vive è un paese che non brucia. Lo diceva già la nostra storia: la Sardegna si salva standoci dentro, non guardandola da fuori.
Costerà. Costa meno di un'estate di fuoco. Costa meno di una vita. Costa meno del silenzio che cala su un villaggio quando sente che il rogo ha portato via il bosco dove i bambini giocavano.
Io sono sardo. Questa è la mia terra. E finché avrò fiato, continuerò a progettare, a studiare, a lottare perché nessun altro sardo debba piangere la propria casa trasformata in cenere.
Su fogu no estinghet si non bi ses tue. O, in italiano, che non suoni meno vero: il fuoco non si spegne se non ci sei tu. Noi. Tutti insieme.
Subito.

11/03/2026

Un caro saluto a tutti!!!
Questa volta il natale non c'entra..
Ho da pochissimo aperto una pagina di facebook perché ho ripreso, dopo qualche anno di pausa, a svolgere la mia professione, ovvero quella di Ing. E. Capra - Sicurezza sul Lavoro...
Vi chiedo cortesemente di darmi un piccolo aiuto.
Iscrivetevi alla pagina cliccando sul pulsante "Segui" e ripostate nella vostra pagina questo contenuto.
Vi ringrazio in anticipo, di cuore..❤️
Spero di rincontrarvi tutti presto!

https://www.facebook.com/profile.php?id=61587394692745

Enrico Capra, Ingegnere. 20+ anni in sicurezza lavoro (D.Lgs.81/08) e antincendio. Specializzato per Ristorazione, Alberghiero, Intrattenimento. Co-titolare di De Gioannis Srl, garanzia di professionalità sarda. Servizio completo a 360°.

🌲⭐❤️🧙🏻🎁💙🎁🧙🏻❤️⭐🌲Con oggi, con l'evento DeGioannis per il Natale - LA BEFANA DEL VILLAGGIO, si è definitivamente conclusa ...
06/01/2026

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Con oggi, con l'evento DeGioannis per il Natale - LA BEFANA DEL VILLAGGIO, si è definitivamente conclusa l'iniziativa DeGioannis per il Natale.
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Dopo aver donato al Centro San Vincenzo durante DeGioannis per il Natale - Festa della Consegna dei Doni e dopo aver tenuto la tre-giorni de DeGioannis per il Natale - "il Villaggio", possiamo dirci soddisfatti di un successo clamoroso che nessuno si sarebbe mai aspettato.
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Migliaia di giocattoli ricevuti e migliaia di giocattoli donati.
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Ringraziamo : i e i che ci hanno regalato momenti magici.
Ci vediamo l'anno prossimo!
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🧙🏻🌲🎁❤️⭐❤️🎁🌲🧙🏻🌲🎁❤️⭐❤️🎁🌲🧙🏻Vi aspettiamo in viale La Plaia 46 fino alle 19.00Venite a prendere i vostri giocattoli preferit...
06/01/2026

🧙🏻🌲🎁❤️⭐❤️🎁🌲🧙🏻🌲🎁❤️⭐❤️🎁🌲🧙🏻
Vi aspettiamo in viale La Plaia 46 fino alle 19.00
Venite a prendere i vostri giocattoli preferiti da DeGioannis per il Natale - LA BEFANA DEL VILLAGGIO
🧙🏻🌲🎁❤️⭐❤️🎁🌲🧙🏻🌲🎁❤️⭐❤️🎁🌲🧙🏻
Eric Capra DeGioannis per il Natale

Indirizzo

Viale La Plaia 46
Cagliari
09123

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 13:30
Martedì 08:00 - 13:30
14:00 - 16:30
Mercoledì 08:00 - 13:30
Giovedì 08:00 - 13:30
14:00 - 16:30
Venerdì 08:00 - 13:30

Telefono

+393281355660

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