16/05/2026
C'è chi si permette di mettere in discussione DeGioannis per il Natale!!
A pappine!!!
p.c.c. Report Sardegna 24 (che mi ha tolto il permesso di taggali)
Caro signor Spiga,
che mi ha tolto la possibilità di taggarla,
la ringrazio per avermi dedicato la sua intera serata, non con un solo articolo, ma una infinità di condivisioni di questo su ogni gruppo, pagina e profilo di Facebook.
Ho addirittura perso il conto.
Quante saranno state? Quindici? Venti? Di più?
Indubbiamente è segno che le mie parole, nella loro scomoda verità, hanno fatto centro.
Lei scrive che ho usato "insulti di vario tipo" e "toni arroganti e spregevoli".
Quando? Dove?
Chiunque al suo posto avrebbe conservato una schermata per utilizzarla come prova per querelarmi.
Perché nonostante glielo abbia chiesto più volte non è saltato fuori niente?
Perché non tira fuori questo fantomatico commento che ha dovuto rimuovere perché pieno di insulti?
Glielo spiego io: perché non esiste nessun commento del genere.
Se l’è inventato di sana pianta perché le mie parole l’hanno elegantemente asfaltata.
Tanto da non permetterle nemmeno di poter replicare.
Al massimo avrebbe potuto, o meglio dovuto, chiedere scusa.
E lei ha preferito vigliaccamente cancellare il commento e scrivere un articolo pieno di menzogne.
Chapeau! Che gran giornalista!
Avrebbe fatto meglio a chiedermi scusa, sarebbe stato un gesto da quel Signore che non sarà mai.
È lei che ha offeso me.
Perché se scrive un articolo intitolato “Milia raccatta di tutto”, lei sta dichiarando pubblicamente che io per lei rappresento il “fondo del barile”.
Non l’ho mai insultata. Si vergogni!
Le ho giustamente detto che lei ignora la mia esistenza: ignorante, per l’appunto.
Poi l’ho invitata a non “prendersela con i deboli” ma di prendersela con me.
In un confronto.
Mi son reso disponibile a farmi porgere qualsiasi domanda scomoda, pubblicamente.
Ma lei l’ha girata dicendo “non le facciamo campagna elettorale”.
Non poteva usare frase più azzeccata.
Infatti lo sa meglio di me che se io e lei ci confrontassimo io ne uscirei vincente.
La invito, con la massima serenità, a rileggere il mio post precedente: vi troverà una critica aspra, certamente, alla leggerezza con cui ha usato il verbo "raccatta".
Vi troverà la parola "superficialità", che ho usato e che ri-uso.
Ma non troverà un insulto personale, né volgarità, né disprezzo per la sua persona.
C'è, semmai, il disprezzo per un metodo che preferisce l'etichetta alla sostanza, la spilla al programma.
Lei definisce il mio commento "uno sfogo" e lo fa rimuovere dalle sue pagine.
È un suo diritto, naturalmente.
Ma non chiami poi "tentativo di tappare la bocca al giornalismo" la replica di un cittadino candidato che, semplicemente, non accetta di essere infangato senza poter rispondere.
Il giornalismo non è un monologo, signor Spiga.
È dialogo, è contraddittorio, è il coraggio di confrontarsi con chi la pensa diversamente.
Io non ho chiesto la cancellazione del suo articolo infamante.
Ho chiesto un confronto. C'è una bella differenza.
La stessa che c’è tra me e lei.
Poi, però, lei fa un passo che mi obbliga a parlare con ancora più chiarezza.
Lei insinua – "magari, qualcuno, non di certo io, potrebbe pensare" – che la mia iniziativa di regalare giocattoli alle famiglie bisognose possa configurare il reato di corruzione elettorale.
E mi cita, probabilmente per intimidirmi, addirittura l'articolo 86 del D.P.R. 570/1960.
Se pensa che io, prima di intraprendere questa iniziativa benefica non mi sia confrontato con almeno un paio di avvocati, lei offende la mia intelligenza signor Spiga.
Signor Spiga, mi auguro che sarà in grado di rendersi conto che ciò che ha fatto è un atto pietosamente calunnioso e manipolatorio.
Non tanto nei miei confronti, che ho le spalle larghe e una vita di onestà alle spalle.
Ma nei confronti dei lettori, che Lei disorienta con un'accusa velenosa e al tempo stesso codarda, perché pronunciata per bocca di un "qualcuno" che non è Lei.
Le rispondo da ingegnere, da imprenditore, da uomo di comunità e soprattutto, da padre.
La mia iniziativa che ha l’unico scopo di regalare sorrisi a bambini in difficoltà, che ho promosso come privato cittadino molto prima di candidarmi, e che continuerò a fare indipendentemente dal risultato elettorale, è trasparente, documentata e aperta.
I giocattoli vengono donati a famiglie indigenti e bisognose, senza alcun vincolo, senza alcuna contropartita, senza alcun "voto" in cambio.
Si chiama solidarietà.
Si chiama restituire alla comunità ciò che la comunità mi ha dato.
Forse in certi ambienti questo concetto suona estraneo.
Da me, no.
Mi creda: se volessi comprare i voti, ci sarebbero modi molto più semplici, molto meno visibili e molto più impegnativi che donare un pupazzo di peluche.
La sua insinuazione, per come è stata costruita, è precisamente quella che può danneggiare un uomo perbene senza che Lei ne assuma la responsabilità diretta.
"Non dico che lo fa, dico che qualcuno potrebbe pensarlo".
È una tecnica antica, signor Spiga.
È la tecnica del pugnalatore alle spalle.
Le ripeto l'invito che le ho già fatto: smettiamola con questa guerriglia da retrobottega.
Venga al confronto pubblico.
Davanti ai cittadini.
Dopo le elezioni, come Lei propone?
Per me va bene anche domani.
Ma facciamolo senza "qualcuno potrebbe pensare".
Parliamo dei fatti.
Parliamo del mio programma.
Parliamo dei problemi di Quartu e dei suoi cittadini e delle mie idee per diminuirne l’entità se non per eliminarli.
Se poi Lei vuole parlare di peluche, lo faccia.
Io le racconterò ciò che un giornalista serio dovrebbe conoscere, le spiegherò cosa è “DeGioannis per il Natale”; una iniziativa benefica che ho ideato anni fa, della quale sono anche il promotore e il motore. Ma soprattutto il cuore.
Quest’anno abbiamo raccolto più di 8.000 giocattoli, li abbiamo controllati, disinfezionati, revisionati e donati, praticamente come nuovi, a centinaia di famiglie che hanno avuto molta meno fortuna di noi.
Le confido che quest’anno siamo (che preferisco al “sono” per umiltà) usciti due volte su “L’Unione Sarda”, tre volte su “Casteddu on Line”, due volte su “VistanetSardegna” (che anche oggi ha pubblicato un articolo – se lo legga che impara qualcosa sul quale è probabilmente ignorante - che mi cita), due volte su VivereaCagliari.net, una su “CagliariNews”, una su “CagliariToday”, una su “Cagliari Capitale” (che anche se è solo una pagina di Facebook, ha quasi 7 volte il vostro numero di iscritti), il TG3 ci ha dedicato un servizio e “Radiolina” mi ha concesso quasi otto minuti per promuovere l’iniziativa raccontandola alla radio.
La vostra testata non mi sembra ci abbia mai dedicato un pezzo. D’altronde voi preferite utilizzare il talento dei vostri raffinati giornalisti per affossare una ragazzina per aver indossato una spilla.
Ad ogni modo, per finire, abbiamo stretto una parnership con SuperPan, ABBI Group e il CUS Cagliari per il marketing e la comunicazione, gli istituti della Chatterbox, coinvolgendo tutte le loro strutture, hanno effettuato una loro raccolta parallela per poi portarci un furgone pieno di giocattoli, grazie al Centro Volontari Sardegna siamo riusciti a mettere su un gruppo che contava ben 56 volontari.
Una cosa piuttosto importante mi sento di poter dire; ma che non ho sbandierato in campagna elettorale.
Primo, perché queste cose si fanno sottovoce e secondo perché non mi riterrei un galantuomo se lo facessi.
E io a certe cose ci tengo molto anche se lei forse non può capirlo.
Comunque, non mi meraviglierebbe se non conoscesse niente di ciò che le ho appena raccontato.
D’altronde gliel’ho già detto una volta che lei ha dimostrato di essere ignorante.
E quel suo poco elegante “mai connottu” è una triste conferma.
Per ca**tà, lei ha frainteso il mio, da lei dolosamente decontestualizzato, “lei non sa chi sono io”.
Io sono un signor nessuno. Lo dichiaro senza vergogna.
Anche se, dal momento che nella mia vita qualcosina l’ho combinata, sono in tanti ad essere gratificati dallo stringermi la mano.
Ma si parliamo pure di macchinine.
Così mi spiegherà dove starebbe questo grande reato.
Qualsiasi magistrato si farebbe quattro risate!
Glielo posso assicurare.
Io non ho paura delle sue parole, signor Spiga. Come non ho paura né di lei né di gente come lei.
Ho solo il dovuto disprezzo per chi le usa le parole, come ha fatto lei, senza il coraggio di firmarle pienamente.
Lei ha firmato, certo.
Ma ha anche nascosto la mano che tirava la pietra.
Lei non può godere della mia stima signor Spiga.
Con la speranza che prima o poi prevalga il merito sulla polemica,
Enrico Capra
P.S.: Avrà capito signor Spiga che alla fine lei ha fatto tanta fatica solo per farmi pubblicità dandomi la possibilità di dimostrare per l’ennesima volta che sono un galantuomo e soprattutto una persona onesta e per bene mentre lei ha fatto solo una figura meschina dimostrando che come giornalista vale quanto quei due like che prendono al massimo i suoi articoli su Facebook.
Nei giorni scorsi, mi sono occupato polemicamente, di due candidati di una lista che alle elezioni comunali di Quartu, sostiene il candidato sindaco Graziano Milia. La lista di cui si parla è quella dei Federalisti, Autonomisti, Liberal Democratici, ideata anche da Franco Turco e da Christian Steve...