Nell’intento di ovviare al problema delle esondazioni, nel 1985 il Comune di Buja approva il “Progetto di ricalibratura e sistemazione idraulica del fiume Ledra”. L’intervento, che richiede l’esecuzione di importanti lavori di scavo e la posa in opera di manufatti in calcestruzzo, con innegabili riflessi sull’equilibrio ecosistemico e paesaggistico del fiume, mobilita immediatamente l’opposizione
di un gruppo di persone che fonda il Comitato per la difesa del Ledra e del suo ambiente. Inizialmente il Comitato si prodiga in una costante e puntuale opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e in occasione del primo convegno nazionale sulla conservazione e gestione degli ecosistemi fluviali, promosso nel novembre del 1986, presenta un progetto alternativo e la proposta di mettere a disposizione del Comune due esperti che affianchino l’ingegnere idraulico nella redazione di un nuovo progetto che prenda in considerazione l’intero bacino idrografico del fiume. Il mancato accoglimento della proposta radicalizza l’opposizione che negli anni successivi intensifica l’attività di sensibilizzazione coinvolgendo esponenti del mondo accademico ed esperti in problematiche ambientali che offrono il loro sostegno. Il Comitato si propone di tenere sempre vivo l’interesse dell’opinione pubblica sull’argomento organizzando dibattiti e seminari. L’eco prodotta da tali incontri supera i confini della Regione giungendo sulle pagine dei più importanti organi di stampa nazionali: Airone, Panorama, L’Espresso, L’Unità… Alla fine il fiume viene salvato. Recentemente il Comitato ha ottenuto un importante riconoscimento entrando a far parte della Consulta di bacino del fiume Ledra, un organismo promosso dalle amministrazioni comunali di Artegna (capofila), Buja, Gemona del Friuli, Magnano in Riviera, Majano, Montenars, Osoppo e San Daniele del Friuli per monitorare costantemente lo stato di salute delle acque e definire strategie comuni di superamento e gestione delle criticità presenti lungo il reticolo idrografico del fiume. Inoltre il Comitato collabora attivamente con l’Ecomuseo delle Acque prendendosi cura dei manufatti presenti lungo l’asta fluviale e organizzando giornate ecologiche di pulizia e ripristino delle sponde.