No CPR Brindisi

No CPR Brindisi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di No CPR Brindisi, Organizzazione no-profit, Brindisi.

Il nostro obiettivo è di porre fine ai trattenimenti amministrativi nei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) affinché nessuno sia privato della libertà senza giusto processo.

Queste le foto di ieri a Mesagne, ringraziamo chi ha voluto contribuire con cibo e vestiti. Oggi vi aspettiamo a Brindis...
15/05/2026

Queste le foto di ieri a Mesagne, ringraziamo chi ha voluto contribuire con cibo e vestiti. Oggi vi aspettiamo a Brindisi!

🚨 ANCORA MORTE E VIOLENZA NEI CPR: VANNO CHIUSI SUBITO🚨📍 Nel CPR di Restinco, a Brindisi, il 2 maggio è morto **Abel Oku...
12/05/2026

🚨 ANCORA MORTE E VIOLENZA NEI CPR: VANNO CHIUSI SUBITO🚨

📍 Nel CPR di Restinco, a Brindisi, il 2 maggio è morto **Abel Okubor**, 37 anni.
Rinchiuso da mesi. Ancora una volta si è parlato di “malore”.
Ancora una volta emergono racconti di **abusi, psicofarmaci, isolamento, assenza di cure e condizioni disumane**.

🔥 E nella notte dell’11 maggio il CPR è esploso di nuovo:
una persona trattenuta ha dato fuoco a un materasso, pare come gesto di protesta. Le fiamme hanno devastato un intero lotto. Un poliziotto è rimasto intossicato e la persona è stata arrestata.

❗️Ma il vero problema non è il singolo gesto.
Il problema sono i CPR stessi.

⚠️ Luoghi dove persone che non hanno commesso reati vengono private della libertà.
⚠️ Luoghi di sofferenza psicologica e fisica.
⚠️ Luoghi dove i diritti umani vengono calpestati ogni giorno.

Le denunce di attivistɜ, medicɜ e parlamentarɜ parlano chiaro:
i CPR sono **lager di Stato**, strumenti di repressione e razzismo istituzionale.

❌ Non sono una “distorsione” del sistema.
❌ Non sono il risultato di qualche cattiva gestione.
❌ Sono una violenza strutturale costruita sulla detenzione amministrativa.

E mentre si continua a morire nei CPR, il governo Meloni-Piantedosi vuole aprirne altri in ogni regione.
👉 Più repressione.
👉 Più sofferenza.
👉 Più morte.

✊ **NO CPR BRINDISI** continua a denunciare tutto questo:
documentare, ascoltare, raccogliere testimonianze e rompere il silenzio significa rifiutare l’idea che esistano vite sacrificabili.

📢 **NON SERVONO RIFORME**
📢 **NON SERVONO CPR “PIÙ UMANI”**
📢 **NON SERVONO NUOVI CENTRI**

🔥 **I CPR VANNO CHIUSI. SUBITO.** 🔥

✊ **Nessuna persona è illegale**
🌍 **Libertà di movimento e diritti per tuttɜ**

nei commenti il nostro comunicato stampa completo

📢 RACCOLTA BENI PER IL CPR DI RESTINCO & PROIEZIONE DOCUMENTARIO 🎥Cosa succede dietro le mura del CPR di Restinco? Luogh...
07/05/2026

📢 RACCOLTA BENI PER IL CPR DI RESTINCO & PROIEZIONE DOCUMENTARIO 🎥

Cosa succede dietro le mura del CPR di Restinco? Luoghi quasi inaccessibili, vite sospese, storie che troppo spesso rimangono invisibili. È il momento di accendere una luce e tendere una mano. 🤝

Vi aspettiamo per una serata di solidarietà concreta e informazione necessaria.
🗓 QUANDO E DOVE

📅 Due date:
Giovedì 14 Maggio alle Officine Ipogee di Mesagne
Venerdì 15 Maggio al Yeahjasi Santa spazio culturale di Brindisi
🕕 Orario: dalle 18:00 alle 21:00
🎬 IL DOCUMENTARIO alle 19

Durante la serata proietteremo "Sulla loro pelle", il documentario di Marika Ikonomu, Alessandro Leone e Simone Manda, vincitore dell'XI edizione del Premio Roberto Morrione. 🏆
Un’opera necessaria che mostra immagini inedite dall'interno dei CPR, portandoci dove l’occhio pubblico non arriva mai.

📦 COSA PUOI DONARE (CAMPAGNA RACCOLTA BENI)
Per motivi di sicurezza, sono ammessi SOLO materiali che non contengano vetro, metalli o plastica rigida. Ecco cosa stiamo raccogliendo:

👕 Abbigliamento Estivo (Uomo)
Anche usato (in buono stato), tranne l'intimo che deve essere nuovo. Tutte le misure.
Esempi: Infradito, pantaloncini, mutande, calzini.

🧼 Cosmetici & Igiene (Solo solidi o in cartone)
Esempi: Antizanzare in stick, deodorante stick, sapone di Marsiglia, shampoo solido (no flaconi in plastica).

🍎 Cibo e Bevande (Sigillati e non deteriorabili)
Esempi: Caffè solubile (in cartone), zucchero in bustine, succhi di frutta in brick piccoli, datteri, frutta secca, pan bauletto, biscotti.

🃏 Intrattenimento (Multilingua)
Esempi: Libri, fumetti, carte da gioco, origami.

⚠️ IMPORTANTE: Assolutamente NO vetro, NO metallo, NO plastica rigida.

Insieme possiamo fare la differenza. Non restiamo indifferenti. ✊

Organizzato da:
✨ No CPR Brindisi

Inaccettabile che questi lager di deterioramento fisico e mentale esistano!
06/05/2026

Inaccettabile che questi lager di deterioramento fisico e mentale esistano!

🔴 TRE TENTATIVI DI SUICIDIO AL GIORNO IN VIA CORELLI

Grazie a Fanpage e a Giulia Ghirardi per averci dato voce.

In realtà i numeri sono riferibili al solo settore con il quale siamo in contatto. Ma questa è la media, al ribasso, che osserviamo da sempre in via Corelli.

E non accade solo in Corelli: è che Corelli é l'unico CPR che è possibile osservare più da vicino, grazie all'uso degli smartphone, consentendoci di dare notizie con testimonianze foto e video e quindi piena cognizione di causa.

Ancora per il momento.

A Gradisca l'uso degli smartphone è stato improvvisamente inibito dallo scorso autunno, dopo che i video dei pestaggi inviatici erano arrivati fino in TV...

🔶

"Un'altra corda appesa. Ma poteva essere una lametta, una batteria, un pezzo di metallo. Dentro il Cpr (Centro di Permanenza per i rimpatri) di via Corelli a Milano gli oggetti cambiano, il gesto no. E nemmeno la frequenza: circa tre tentativi di suicidio al giorno, stando ai dati raccolti dalla rete Mai più lager – no Ai Cpr. Gesti compiuti anche dalla stessa persona, più volte nello stesso giorno. Per quanto allarmanti, però, tali numeri non sono un picco, non sono un'emergenza improvvisa: da tempo sono diventati la normalità all'interno del Centro.

La rete Mai più lager – no Ai Cpr racconta da tempo questa situazione, raccogliendo quelle immagini e testimonianze che riescono a filtrare all'esterno. Non tutto, però, viene documentato: dipende da chi è disposto a rischiare per far uscire un video, una foto, una prova. Ma il quadro è chiaro. C'è chi prova a impiccarsi con una corda improvvisata – "possono essere le maniche della felpa, i lacci delle scarpe, anche sacchetti" – chi ingerisce pezzi di plastica o metallo, chi si ferisce con ciò che trova: lo shampoo, le batterie del telecomando, qualsiasi cosa può diventare uno strumento di autolesionismo per "chi è intrappolato in uno spazio che schiaccia e distrugge", ha riferito la rete a Fanpage.it.

Eppure, fuori da lì tutto resta sullo sfondo. Un fenomeno quotidiano, che – di fatto – viene ignorato. Bisogna che circoli un video particolarmente crudo perché se ne torni a parlare per qualche ora, prima che cada di nuovo nel silenzio. Almeno finché è ancora possibile, perché lo scorso 10 aprile è stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato il disegno di legge sull'immigrazione già approvato dal Consiglio dei ministri che interviene direttamente sul sistema dei Cpr, prevedendo la possibilità per i trattenuti di utilizzare soltanto telefoni senza telecamera. Una misura che – di fatto – legittima un sistema che sembra voler trasformare i Cpr in veri e propri buchi neri.

Come se non bastasse, il 21 aprile scorso dentro questo sistema sono finiti anche dei minori. Sul tema è tornato anche Luca Paladini, consigliere regionale di Patto Civico, che ieri, martedì 5 maggio, in Regione Lombardia ha chiesto spiegazioni all'assessore Guido Bertolaso. "Com'è possibile trattenere per oltre 24 ore dei ragazzi in un Cpr, luogo che per definizione non dovrebbe nemmeno sfiorarli?", ha domandato, sottolineando che la "vergogna dei Cpr non risparmia neanche i 14enni". E il punto è proprio questo: non si tratta di un errore isolato, ma dell'ennesima dimostrazione che in questi Centri le garanzie giuridiche si piegano fino a scomparire.

Nel frattempo, però, dentro il Corelli le persone continuano a cercare di togliersi la vita perché la detenzione amministrativa diventa un limbo senza senso, dove – come spesso denunciato da Fanpage.it – le persone sono costrette a subire "torture" e "condizioni disumane". "Segregate e annullate per un illecito amministrativo", ha rincarato la rete. "Quello di non avere un pezzo di carta che la legge stessa oggi impedisce loro di avere".

Per questo non basta parlare di "criticità" o di un "miglioramento necessario". Non basta promettere verifiche o protocolli più efficienti, perché il problema è strutturale: è un sistema che normalizza il gesto estremo fino a renderlo parte della routine quotidiana. "I Cpr vanno chiusi. Ieri, possibilmente", ha concluso Paladini. E dopo l'ennesima corda appesa, dopo l'ennesimo tentativo di suicidio, non sembrano esserci altre parole possibili."
👇
https://www.fanpage.it/milano/tre-tentativi-di-suicidio-al-giorno-nel-cpr-di-via-corelli-a-milano-la-denuncia-va-chiuso-e-fuori-controllo/

ll 30 aprile abbiamo vissuto il confronto, la condivisione e la consapevolezza 🔥Il collettivo studentesco Gruppo Promete...
05/05/2026

ll 30 aprile abbiamo vissuto il confronto, la condivisione e la consapevolezza 🔥

Il collettivo studentesco Gruppo Prometeo composto da studentesse e studenti di e non solo, provenienti da e , ci ha contattate per conoscere più da vicino la nostra attività.

Come No CPR Brindisi abbiamo scelto di accogliere questa richiesta, organizzando un incontro che ha visto la partecipazione di circa cinquanta persone, in un luogo altamente simbolico:
📍il centro sperimentale di

🧲 Una scelta non casuale. Marco Cavallo rappresenta una storia di liberazione e di rottura con i luoghi di reclusione e marginalizzazione. Proprio per questo abbiamo voluto “parlare di ” lì, in uno spazio che richiama la necessità di superare strutture che producono esclusione e sofferenza. Anche l’OMS ha evidenziato come i CPR siano contesti che generano disagio fisico e mentale: un dato che non può essere ignorato.

L’incontro ha preso spunto da quanto accaduto a Ravenna, dove medicx si sono rifiutatx di firmare certificazioni di idoneità per il nei CPR, sollevando questioni etiche fondamentali. Un gesto che ci interroga profondamente e che si collega al nostro appello rivolto alla di Brindisi, ancora inascoltato 🏥

È stato un momento ricco di domande, ma soprattutto di ascolto reciproco. Abbiamo condiviso dubbi, esperienze e prospettive, consapevoli che il cambiamento passa anche da questi spazi di confronto collettivo.

Come No CPR Brindisi ribadiamo con chiarezza la nostra posizione: siamo per la chiusura dei CPR! ❌ Continueremo a impegnarci affinché vengano superati definitivamente, perché incompatibili con la tutela dei , della e della delle persone.

Fondamentale la presenza e il contributo dell’avvocata Paola Cardone di Associazione Antigone Puglia e di Carlo Minervini del Marco Cavallo e di Associazione 180amici Puglia , che hanno arricchito il dibattito con competenze, riflessioni e testimonianze preziose.

Continuiamo a costruire insieme. Perché parlare di CPR significa parlare di un futuro basato sulla e non sull’oppressione!

l 30 aprile abbiamo vissuto il confronto, la condivisione e la consapevolezza 🔥Il collettivo studentesco Gruppo Prometeo...
05/05/2026

l 30 aprile abbiamo vissuto il confronto, la condivisione e la consapevolezza 🔥

Il collettivo studentesco Gruppo Prometeo composto da studentesse e studenti di e non solo, provenienti da e , ci ha contattate per conoscere più da vicino la nostra attività. Come No CPR Brindisi abbiamo scelto di accogliere questa richiesta, organizzando un incontro che ha visto la partecipazione di circa cinquanta persone, in un luogo altamente simbolico:
📍il centro sperimentale di

🧲 Una scelta non casuale. Marco Cavallo rappresenta una storia di liberazione e di rottura con i luoghi di reclusione e marginalizzazione. Proprio per questo abbiamo voluto “parlare di ” lì, in uno spazio che richiama la necessità di superare strutture che producono esclusione e sofferenza. Anche l’OMS ha evidenziato come i CPR siano contesti che generano disagio fisico e mentale: un dato che non può essere ignorato.

L’incontro ha preso spunto da quanto accaduto a Ravenna, dove medicx si sono rifiutatx di firmare certificazioni di idoneità per il nei CPR, sollevando questioni etiche fondamentali. Un gesto che ci interroga profondamente e che si collega al nostro appello rivolto alla di Brindisi, ancora inascoltato 🏥

È stato un momento ricco di domande, ma soprattutto di ascolto reciproco. Abbiamo condiviso dubbi, esperienze e prospettive, consapevoli che il cambiamento passa anche da questi spazi di confronto collettivo.

Come No CPR Brindisi ribadiamo con chiarezza la nostra posizione: siamo per la chiusura dei CPR! ❌ Continueremo a impegnarci affinché vengano superati definitivamente, perché incompatibili con la tutela dei , della e della delle persone.

Fondamentale la presenza e il contributo dell’avvocata Paola Cardone di Associazione Antigone Puglia e di Carlo Minervini del Marco Cavallo e di Associazione 180amici Puglia, che hanno arricchito il dibattito con competenze, riflessioni e testimonianze preziose.

Continuiamo a costruire insieme. Perché parlare di CPR significa parlare di un futuro basato sulla e non sull’oppressione!

Invitiamo a informarvi su ciò che sta accendendo, condividere le vostre impressioni e informare i vostri rappresentanti ...
29/04/2026

Invitiamo a informarvi su ciò che sta accendendo, condividere le vostre impressioni e informare i vostri rappresentanti studenteschi, come
.lecce

Invitiamo .it a fornire maggiori informazioni

Speriamo che questo incontro sia un momento costruttivo di svolta per il benessere della popolazione, restiamo però all’erta!

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ACCESSO NEGATO📄 Il diritto d’asilo in Italia viene sistematicamente impeditoIl rapporto “Accesso negato”, redatto da ICS...
02/01/2026

ACCESSO NEGATO

📄 Il diritto d’asilo in Italia viene sistematicamente impedito

Il rapporto “Accesso negato”, redatto da ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà, Diaconia Valdese, Linea d’Ombra e dalle associazioni che operano quotidianamente sul territorio di Trieste e Gorizia, documenta un anno di monitoraggio e oltre 1.400 testimonianze.

🔴 Cosa emerge dal report:
▪️ Le domande d’asilo vengono rifiutate, ritardate o ignorate, in violazione della legge
▪️ Selezioni arbitrarie e discriminatorie davanti alle Questure
▪️ Richiesta illegittima di documenti
▪️ Controlli informali di telefoni e raccolta di fotografie
▪️ Mancata tutela di minori e persone vulnerabili
▪️ Espulsioni notificate a chi chiede protezione

📉 I numeri parlano chiaro:
👉 fino a 140 persone al giorno in attesa
👉 solo 10–15 ammesse agli uffici
👉 tempi di attesa fino a 60 giorni
👉 migliaia di persone lasciate in un limbo giuridico

🗣️ «La normativa è di una lampante semplicità: non esiste alcuna ipotesi per cui la domanda d’asilo possa non essere accolta.»
— Gianfranco Schiavone, ICS

⚠️ Le conseguenze sono drammatiche:
senza accesso all’asilo non c’è accoglienza, non c’è tutela, non c’è sicurezza.
Nel 2025 quattro persone sono morte in Friuli Venezia Giulia e Veneto, in condizioni di abbandono istituzionale.

🗣️ «Volevano solo vivere. Invece sono morti di abbandono.»
— Lorena Fornasir, Linea d’Ombra

📌 “Accesso negato” non denuncia un’emergenza, ma una strategia di deterrenza.
Il diritto d’asilo non è un favore: è un obbligo di legge.

✊ Continueremo a pretendere che venga rispettato.










foto e approfondimento da meltingpot.org
video con le testimonianze nei commenti

Indirizzo

Brindisi
72100

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