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Appalti pilotati, fondi neri e 26 indagati tra Ministero della Difesa, Rfi, Terna e Polo Strategico Nazionale. Questa nu...
29/03/2026

Appalti pilotati, fondi neri e 26 indagati tra Ministero della Difesa, Rfi, Terna e Polo Strategico Nazionale. Questa nuova inchiesta della procura di Roma è nata come sviluppo del fascicolo sulla corruzione in Sogei e si è allargata agli ambiti più sensibili dello Stato: difesa, infrastrutture, rete elettrica e digitalizzazione pubblica.

Le ipotesi di reato sono pesanti: corruzione, induzione indebita, turbativa d’asta, traffico di influenze, riciclaggio e autoriciclaggio. In totale gli indagati sono 26 tra imprenditori, dirigenti pubblici, ufficiali delle forze armate e manager di grandi società partecipate.

Ieri mattina, come racconta Giuseppe Scarpa su La Repubblica, quando la Guardia di Finanza si presenta negli uffici di Terna per perquisirli, un alto dirigente apre la finestra e lancia fuori il denaro: piovono banconote. Ed è da questa scena che si capisce che non siamo davanti ad una semplice irregolarità amministrativa.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbero: Francesco Dattola, imprenditore e amministratore di fatto della Nsr, Antonio Spalletta, ritenuto dagli investigatori il mediatore capace di “addomesticare” vertici pubblici e amministrativi e Rodolfo Falcone, country manager di Red Hat Italia. Secondo l’accusa, il meccanismo sarebbe stato sempre uguale: accesso anticipato ai capitolati, pressioni sui dirigenti, modifiche alle gare prima ancora della pubblicazione e rapporti personali trasformati in vantaggi economici.

In un passaggio dell’inchiesta, a proposito di una gara di Rfi da 400 milioni, si legge che un manager avrebbe condiviso con l’imprenditore “la bozza del capitolato tecnico di gara in data antecedente alla pubblicazione della stessa, allo scopo di consentire a Dattola stesso di apportare ulteriori modifiche al fine di renderlo adatto alle esigenze e capacità tecniche della società”.

Poi c’è il discorso relativo al Ministero della Difesa e Teledife, il suo cuore informatico. Qui gli investigatori contestano una vera manipolazione delle procedure e delle strategie tecniche, con ufficiali e dirigenti che avrebbero asservito la propria funzione agli interessi di aziende private.

Gli indagati sono innocenti fino a sentenza definitiva.

Un avvocato piemontese, potente sottosegretario alla Giustizia, e un imprenditore romanissimo condannato per mafia, pres...
18/03/2026

Un avvocato piemontese, potente sottosegretario alla Giustizia, e un imprenditore romanissimo condannato per mafia, prestanome del clan di Michele Senese, il più spietato della Capitale. Due mondi che dovrebbero essere più lontani.

Ecco i dettagli del caso che vede coinvolto il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delle Vedove:
Il legame societario: Delmastro, insieme ad altri tre esponenti di di Biella (tra cui la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino), è stato socio della "Le Cinque Forchette srl".

L'imprenditore coinvolto: La società aveva sede allo stesso indirizzo romano (via Tuscolana 452) della "Bisteccherie d'Italia", gestita da Mauro Caroccia. Quest'ultimo è stato condannato in via definitiva a 4 anni per intestazione fittizia con l'aggravante di aver agevolato il clan mafioso di Michele Senese, noto come "'O Pazz".

La tempistica delle cessioni: Secondo le ricostruzioni, Delmastro avrebbe ceduto le sue quote a una propria società immobiliare (la G&G srl) nel novembre 2025, per poi sbarazzarsene definitivamente a marzo 2026, pochi giorni dopo che la Cassazione ha reso definitive le condanne per mafia contro Caroccia.

L'uscita strategica: Come riportato da La Stampa, Delmastro ha iniziato a cedere le proprie quote alla sua immobiliare (la G&G srl) nel novembre 2025, proprio mentre il processo contro Caroccia arrivava alle fasi finali. La vendita definitiva è avvenuta solo a marzo 2026, appena pochi giorni dopo la conferma della condanna per mafia da parte della Cassazione.
Il conflitto istituzionale: Mentre era socio di questa realtà legata ai Caroccia, Delmastro ricopriva il ruolo di Sottosegretario alla Giustizia con delega al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP), lo stesso organismo che gestisce il regime di 41-bis a cui sono sottoposti i capi clan come Michele Senese.
Le opposizioni, come riferito da Agenzia Giornalistica Opinione, hanno chiesto che il caso venga portato in Commissione Parlamentare Antimafia, definendo "inaccettabile" che chi deve combattere la mafia possa aver avuto interessi economici comuni con chi la agevola.

1. I verbali della DIA e l'aggravante mafiosa
Negli atti depositati presso la Corte di Cassazione, che ha reso definitiva la condanna di Mauro Caroccia a marzo 2026, si legge esplicitamente che l'imprenditore operava con l'aggravante del metodo mafioso.
Ruolo di Caroccia: Le informative della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) lo descrivono come un "prestanome storico" al servizio diretto di Michele Senese.
Finalità: La gestione delle bisteccherie (come quella in via Tuscolana 452, sede della società di Delmastro) non era solo un business commerciale, ma uno strumento per l'intestazione fittizia di beni volta ad eludere le misure di prevenzione patrimoniale.

2. Il fascicolo in Commissione Parlamentare Antimafia
Proprio in queste ore (marzo 2026), la questione è stata formalmente portata all'attenzione della Commissione Parlamentare Antimafia.
L'acquisizione degli atti: È stata presentata una richiesta ufficiale affinché l'organismo d'inchiesta acquisisca integralmente la visura storica della "Le Cinque Forchette srl" e tutti i contratti di locazione relativi alla sede di via Tuscolana.
L'obiettivo: L'Antimafia intende verificare se vi siano state comunicazioni o segnalazioni da parte dei servizi di sicurezza o delle forze dell'ordine che avrebbero dovuto allertare il Sottosegretario circa l'identità dei suoi partner d'affari.

3. I precedenti del blitz del dicembre 2025
L'inquietudine aumenta se si considera che solo pochi mesi fa, nel dicembre 2025, un massiccio blitz dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma contro il clan Senese aveva già portato a 14 arresti per estorsione, spaccio e tentato sequestro di persona.

In quel contesto, gli inquirenti avevano già evidenziato come il clan utilizzasse una rete di attività di ristorazione per infiltrarsi nel tessuto economico legale della Capitale.
Nonostante questo segnale d'allarme pubblico e le indagini in corso, Delmastro è rimasto socio della famiglia Caroccia fino alla condanna definitiva di marzo 2026.
Questa sovrapposizione tra la gestione del 41-bis (di competenza del Ministero della Giustizia) e la condivisione di interessi economici con i prestanome di chi quel regime lo subisce, rappresenta il punto più delicato che le istituzioni stanno ora esaminando.

Andrea Delmastro

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18/04/2024

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29/11/2023

Altra condanna definitiva per bancarotta per Denis Verdini, 5 anni e mezzo per il crack di Società Toscana di Edizioni,
per fortuna che ha un genero con la scorta di arance.

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22/10/2023

“La situazione sul traffico di droga a Roma è veramente preoccupante, se non è fuori controllo poco ci manca”. Sono le parole del procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, che davanti alla commissione parlamentare antimafia ha denunciato le difficoltà nel combattere la criminalità organizzata a Roma.
siamo al fianco delle istituzioni e di chi si impegna ogni giorno, nonostante tutto, per liberare la Città da qualsiasi forma di mafia. È difficile e lo sappiamo, ma cambiare si può!

Sequestri di persona e droga: ecco come l’ombra dei clan oscura la città

03/07/2022

Volevamo tutti fare le congratulazioni al Sig. Bernardo, che ha brillantemente superato il colloquio di lavoro per essere assunto come amministratore ad "Invitalia", un'agenzia governativa italiana costituita come società per azioni e partecipata al 100% dal Ministero dell'economia e delle finanze.
Siamo certi che, il fatto che sia il nipote del Presidente della Repubblica, non abbia minimamente influito sulla nomina e soprattutto che questa non sia stata conseguenza di qualche "scelta", anzi, "non scelta" o "non ingerenza" o ancora "cortesia" o semplicemente"sostegno" di cotanto "parente stretto" sull'azione del Governo. Quindi, certi di un meritocratico criterio selettivo all'Italiana, auguriamo al nuovo nominato tutto il meglio, anche se non c'è bisogno, perché già glielo hanno assicurato. Per tutti gli altri c'è la Caritas.
evviva l'italia!!!

07/11/2021

“Hanno messo online il mio conto corrente, violando Costituzione e Leggi. Hanno scelto come testimone dell’accusa penale un avversario politico. Hanno captato comunicazioni e intercettazioni con un metodo che è stato contestato persino dalla Cassazione”. Matteo Renzi lavora di fantasia e di d...

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02/10/2021

Nei 30 anni di scandali della Seconda Repubblica pensavamo di averle viste tutte e pensavamo che nulla più ci avrebbe potuto impressionare.

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