Il Circolo culturale Auser “Club Ipazia” APS / Vssh “Hypatia-Klub” Kulturvereinigung VFG è stato costituito a Bolzano il 26 aprile 2021. Dal 20 ottobre 2021 il Circolo è iscritto nel registro provinciale delle associazioni di promozione sociale e dal 7 novembre 2022 nella sezione APS del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Il Circolo svolge concretamente le seguenti attività: cultura e tem
po libero, attività ricreative e di socializzazione, attività culturali e artistiche, istruzione professionale e degli adulti, protezione dell’ambiente, organizzazioni civiche e di tutela dei diritti, promozione del volontariato. Il Circolo persegue la seguente missione ideale: contribuire a realizzare una città nella quale gli anziani si rimettono in gioco sia per apprendere nuove conoscenze, sia per trasmettere agli altri, a cominciare dai giovani, i saperi e le esperienze di una vita. Per affermare che le città devono essere più a misura degli anziani, a cominciare da quelli soli e a rischio di emarginazione. “La città che apprende” è fatta di teatri, musei, biblioteche, occasioni culturali e formative il cui accesso soprattutto ai cittadini anziani, va agevolato ed allargato. Perché l’anziano nella città in cui vive, piccola o grande che sia, deve avere la possibilità di rimanere un cittadino attivo, consapevole e critico; valorizzato come risorsa importante per costruire la città della solidarietà. Per quanto riguarda la denominazione che si è scelto di dare a questa Associazione, mettendo insieme le ambizioni, gli ideali e i sogni che caratterizzano l’Auser e il contesto di genere, plurilingue e pluriculturale in cui viviamo, i soci fondatori hanno deciso di ispirarsi alla figura della matematica, astronoma e filosofa neoplatonica Ipazia, vissuta a Alessandria d'Egitto tra la fine del IV secolo e l’inizio del V secolo dopo Cristo. La sua indiscussa superiorità intellettuale e morale accese l’invidia del vescovo Cirillo, che ne provocò la morte, e la fantasia di poeti e scrittori di tutti i tempi, che la fecero rivivere. Fu celebrata e idealizzata, ma anche mistificata e fraintesa. Della sua vita si è detto di tutto, ma ancora di più della sua morte. Fu aggredita, denudata, dilaniata. Il suo corpo fu smembrato e bruciato sul rogo. A farlo furono fanatici esponenti di quella che da poco era diventata la religione di stato nell’impero romano bizantino, il cristianesimo. Ipazia rappresenta il simbolo dell’amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatto grande la civiltà ellenica. Ipazia è viva nelle speranze che muovono l’umanità, nella ricerca di una vita senza violenze, nel libero sviluppo di tutti i campi del sapere e nella condivisione delle conoscenze.