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16/09/2026

Fai la differenza! Partecipa ai Click Days!

La campagna di raccolta firme per le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla CGIL sulla Sanità e sugli Appalti è in pieno svolgimento. Ai banchetti e online hanno già firmato in molti!
Non perdere l’occasione di fare sentire la tua voce.

Firma anche tu le proposte di legge di iniziativa popolare per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale e garantire un lavoro dignitoso e sicuro lungo la catena degli appalti.

FIRMA QUI

SANITÀ 👇https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500013

APPALTI👇https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500000

16/09/2026
L'arte di lavorare: diritti, tutele e dignità per i lavoratori dello spettacolo - Rinascita
19/07/2026

L'arte di lavorare: diritti, tutele e dignità per i lavoratori dello spettacolo - Rinascita

Redditi bassi, discontinuità, contratti negati e abusi: la nuova indagine CGIL racconta un settore fragile che prova a cambiare grazie alla forza collettiva.

Immagini e storie da Cuba dalla festa CGIL di Bologna
30/06/2026

Immagini e storie da Cuba dalla festa CGIL di Bologna

25/06/2026
Ediland 2026: quale presente e quale futuro per l'informazione scritta? - intervento di Andrea Lumino SLC Cgil nazionale...
16/06/2026

Ediland 2026: quale presente e quale futuro per l'informazione scritta? - intervento di Andrea Lumino SLC Cgil nazionale nella tavola rotonda 'Il mondo del lavoro nel nuovo Sistema dell'informazione.

Welfare not warfare: manifestazione internazionale Bruxelles 14 giugno
16/06/2026

Welfare not warfare: manifestazione internazionale Bruxelles 14 giugno

16/06/2026

La premier Meloni attacca PLPL, fiera della piccola e media editoria che nell'ultima edizione ha ospitato tra i propri stand una casa editrice neofascista, e che da quest'anno nella modulistica per gli espositori, con rimando al proprio regolamento, chiede una dichiarazione di adesione ai valori antifascisti della Costituzione.

Non stupisce che questa levata di scudi arrivi a pochi giorni dai cortei contro la remigrazione, che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di persone.

Alla capacità di mobilitazione, la risposta è un maldestro tentativo di spostare tutto sul piano culturale, nella speranza che la parte di tessuto industriale che delle guerre culturali ha fatto il proprio core business abbocchi all'amo.

Vale la pena ripetere che, se censura c'è, è quella di chi commenta questo fenomeno dalle poltrone della maggioranza di Governo, che tra interrogazioni parlamentari sempre più frequenti (pensiamo a quella avviata proprio a seguito dei fatti dell'ultima fiera) e l'appoggio del consueto tono minaccioso del neofascismo militante sperimenta inedite strategie di intimidazione.

Noi coltiviamo la speranza che chi, nella filiera editoriale e nel comparto culturale tutto, si riconosce nella storia e nei valori dell'antifascismo, si faccia cogliere meno impreparato del dicembre scorso e si organizzi per tempo per fermare un'avanza altrimenti inarrestabile. L'egemonia culturale non è un dato di natura.

Il fascismo però non si combatte con la modulistica e i formulari. E PLPL non è uno spazio neutro o pacificato da difendere contro la marea nera che avanza, bensì una struttura complessa che esiste e funziona solo grazie al lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori: dagli standisti agli editor e agenti, dai redattori agli addetti alle pulizie, dai traduttori, illustratori, scrittori e fumettisti agli operatori della logistica. Rarissimamente queste figure lavorano con retribuzioni e contratti dignitosi.

Strade ed SLC frequentano questa e altre fiere come presidio non solo contro il fascismo, ma anche per i diritti e la dignità del lavoro. Perché senza lotta per il lavoro non c'è antifascismo.

14/06/2026

“Welfare, not warfare” manifestazione europea a Bruxelles; l'intervento della CGIL

08/06/2026

🟥 La proposta economica presentata da Fieg e Asig per il rinnovo del contratto nazionale dei poligrafici è uno schiaffo alla dignità di chi lavora.

Offrire un aumento di 120 euro parametrato all’ottavo livello, da spalmare su ben sei anni, significa ignorare deliberatamente che soltanto nel 2022 l’inflazione ha registrato un’impennata dell’8,1%.

Proclamiamo lo stato di agitazione nazionale in tutte le aziende, bloccando straordinari e flessibilità. Interrompiamo le relazioni industriali a livello nazionale e sospendiamo ogni trattativa aziendale, comprese quelle sulle ristrutturazioni.

La mobilitazione andrà avanti, usando questo e tutti gli strumenti in nostro possesso, finché non avremo una base dignitosa su cui ristabilire il confronto.

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