15/04/2026
A proposito del caso del volontario CRI arrestato a Forlì, lungi da noi interferire con le indagini, vogliamo solo fare sapere all'avvocato del volontario che afferma, in sostanza, che in "certi ambienti c'è questo gergo e ce ne dobbiamo fare una ragione", che non sappiamo quali siano gli ambienti che frequenta, ma se per "ambienti" intende le postazioni delle ambulanze, vorremmo fargli sapere che NO, non c'è alcun macabro gergo, almeno da noi, con riferimento a frasi estratte dalla cronaca del tipo:
"Facciamo il turno lungo che secchiamo qualcuno”, “Dio bono ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire” erano tra le espressioni. Oltre a definirsi “sponsor di viaggi sereni”. E un agghiacciante “Chiamami codice 4”, facendo riferimento al codice del 118 a cui ci si riferisce per un decesso. Per Martines Spada è, però, “un'altra persona, si difenderà in tutte le sedi perché è innocente".
Queste non sono frasi goliardiche, non stemperano la tensione o sono ritenute "il normale gergo in certi ambienti". Saranno ritenute frasi normali negli ambienti che frequenta lui.
Quindi, assuma ogni decisione possibile per tutelare il proprio assistito, ma non cerchi di tirar dentro in questo modo di esprimersi le altre realtà del territorio nazionale, come a dire che in fondo fanno tutti così.
Perché no! Non ci esprimiamo affatto tutti così.
E chiediamo di astenersi dal fare passare come gergo comune certe espressioni, altrimenti vedremo di interessare le nostre rappresentanze nazionali Rete Nazionale Misericordia e Solidarietà e FVS Lombardia per tutelare l'immagine dei Soccorritori.
Spero, avvocato, che le sia molto chiaro.
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Morti in ambulanza, l'avvocato difensore: "Gergo riprovevole ma che non rappresenta Spada. E' innocente"
https://www.forlitoday.it/cronaca/morti-ambulanza-spada-avvocato-difensore-martines.html
© ForlìToday
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“Io sono abituato a un gergo in certi ambienti di lavoro, che può essere sgradevole, riprovevole, ma esiste, dobbiamo farcene una ragione"