Nessuno dimentichi Abele

Nessuno dimentichi Abele Assistenza e difesa processuale delle vittime innocenti dei reati.

Osservatorio sulla Sicurezza e Legalità: associazione apolitica, indipendente che opera nel campo dei diritti civili ed in difesa delle vittime del crimine.

22/02/2022

«Mani pulite non l’ho scoperta io: nasce all’esito dell’inchiesta del maxi-processo di Palermo, quando Giovanni Falcone riceve, riservatamente, da Tommaso Buscetta la notizia che è stato fatto l’accordo tra il Gruppo Ferruzzi e la mafia. Là nasce. E Falcone dà l’incarico al Ros di fare quel che poi è divenuto il rapporto di 980 pagine: che doveva andare a Falcone, ma lui viene trasferito. Il rapporto dei Ros rimane lì, a Palermo, in mano a Pietro Giammanco, che lo mette in cassaforte. Falcone, appena vede tutto questo, ne parla con altre persone. Ne parla con me, perché io stavo lì, al ministero, e lui nemmeno lo conoscevo. Ero perito elettronico, ero stato alla Difesa, mi occupavo di informatizzazione degli uffici giudiziari. Sono stato chiamato lì perché all’epoca nessuno sapeva come funzionava, e invece scoprono che c’è uno che capisce qualcosa di informatica. Così conosco Falcone, la Del Ponte e vengo a sapere di questa realtà. Falcone aveva l’idea che doveva informatizzare questa cosa, quindi già nasce lì.

L’altra persona con cui ne parla era Paolo Borsellino: gli aveva detto di portare avanti quell’inchiesta del Ros. Con Borsellino ci siamo parlati ai funerali di Falcone: nella camera ardente, appoggiati alla colonna. E lui, che nel frattempo evidentemente aveva saputo che Falcone me ne aveva parlato, ripeteva: dobbiamo fare presto, dobbiamo fare presto. Io da parte mia ero partito due o tre anni prima, con Lombardia informatica. Dopo Capaci, Borsellino chiama, si arrabbia come una bestia, si fa dare il fascicolo da Giammanco e si mette a indagare. Chiama Giuseppe De Donno. Borsellino poi viene ammazzato. E io ho sempre sostenuto, ho anche degli elementi, che non è stato ucciso per quel che aveva fatto, ma per quel che doveva ancora fare in quell’inchiesta: non per il maxiprocesso insieme a Falcone, ma perché insieme a Falcone doveva far nascere l'inchiesta Mafia pulita».

👉 In occasione dei 30 anni di vi riproponiamo l'intervista ad Antonio Di Pietro. La trovate integralmente sul nostro sito

Il 38enne (pluripregiudicato) si è tolto la vita alla vigilia del suo interrogatorio.
28/09/2021

Il 38enne (pluripregiudicato) si è tolto la vita alla vigilia del suo interrogatorio.

Il 38enne, che era stato arrestato con l'accusa di aver ucciso la vicina di casa, si è tolto la vita nel giorno in cui avrebbe dovuto essere interrogato

Vicenda davvero inquietante.
27/09/2021

Vicenda davvero inquietante.

Per la prima volta dopo l'arresto le due giovani donne e il fidanzato della maggiore, tutti accusati di aver ucciso l'8 maggio la 56enne ex vigilessa e…

Coppia di sorelle diaboliche? Staremo a vedere...
24/09/2021

Coppia di sorelle diaboliche? Staremo a vedere...

I tre erano indagati con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di ca****re. Nel corpo trovate tracce di ansiolitici. Gip: "Uccisa per il suo patrimonio"

9 settembre 1983. E' uno dei duplici omicidi più anomali tra quelli attribuiti al cosiddetto "Mostro di Firenze", perchè...
09/09/2021

9 settembre 1983. E' uno dei duplici omicidi più anomali tra quelli attribuiti al cosiddetto "Mostro di Firenze", perchè le vittime stavolta sono due uomini, una coppia di turisti gay tedeschi, Jens Uwe Ruesch e Horst Wilhelm Meyer, entrambi di 24 anni, studenti presso l'Università di Muenster, e che non prestando ascolto agli avvertimenti pur ricevuti, si sono egualmente appartati in campeggio proprio in una delle località all'epoca ritenute più a rischio. E' uno dei rari casi in cui il Mostro non oltraggia i cadaveri delle vittime, ma è probabile che l'assassino (o gli assassini), ingannato dalla lunga chioma bionda di Horst, li avesse erroneamente scambiati per una coppia eterosessuale, andando quindi via dopo aver constatato che si trattava invece di due uomini.

Via Poma, il complesso dove a Roma avvenne l’omicidio di Simonetta Cesaroni nell’agosto di 31 anni fa. Nel caso del deli...
18/08/2021

Via Poma, il complesso dove a Roma avvenne l’omicidio di Simonetta Cesaroni nell’agosto di 31 anni fa. Nel caso del delitto di Garlasco, la famiglia Poggi, padre, madre e fratello della vittima (Chiara), dovettero aspettare ben otto mesi prima di rientrare in casa (facendosi ospitare da amici e parenti), per consentire agli inquirenti tutti i rilievi e gli accertamenti del caso. Invece per via Poma, l’ufficio dove una giovane impiegata era stata massacrata con 29 coltellate, venne restituito ai titolari ddll’AIAG dopo soli sei giorni. Perché? La mamma di Chiara Poggi, ha rivelato in una recente intervista che ancora oggi, a distanza di tanti anni dal delitto e nonostante le tante pulizie, scopre qualche piccola traccia di sangue della figlia. Perché non riprovare a cercare con le nuove tecnologie qualche traccia mai individuata anche in via Poma?

12/08/2021

77 anni fa in provincia di Lucca si compì una delle più efferate stragi della Seconda guerra mondiale. A Sant'Anna di Stazzema in poche ore i nazifascisti uccisero 560 civili, fra cui 130 bambini

Una triste storia semidimenticata.
27/07/2021

Una triste storia semidimenticata.

A Lucia Mantione furono negate le esequie per la morte violenta avuta. Il corpo riesumato per nuove indagini, ora avrà la sua messa

26 luglio 1988, esattamente trentatre anni fa, veniva uccisa nei pressi di Cosenza, in località Falconara, la giovanissi...
26/07/2021

26 luglio 1988, esattamente trentatre anni fa, veniva uccisa nei pressi di Cosenza, in località Falconara, la giovanissima Roberta Lanzino, il cui delitto, tuttora, rappresenta per la giustizia italiana un crimine irrisolto, uno dei tanti. Davvero surreale la vicenda della bella e sfortunata Roberta. Quel pomeriggio, lei e la sua famiglia devono raggiungere, da Cosenza, la loro casa al mare, ma mentre i genitori si metteranno in marcia a bordo dell'auto di famiglia, lei, Roberta, decide invece di fare la strada autonomamente, a bordo del suo motorino "Sì". Sapendo che i genitori l'avrebbero facilmente raggiunta, Roberta decide di partire con qualche minuto di anticipo, e decide anche di non percorrere la strada statale, perchè più trafficata e ritenuta per questo più pericolosa per chi guida un motorino, ma una strada più interna, di campagna, e quindi anche più solitaria. I genitori la seguono pochi minuti dopo ma nel tragitto si fermano due volte, per acquistare una anguria, e per riempire delle bottiglie di acqua alla fontana. Sono due soste di pochi minuti, ma che si riveleranno decisive, perchè non consentiranno più di raggiungere la loro figlia. Secondo quanto riferiranno alcuni testimoni, Roberta nel percorrere la strada certamente si perde. Si ferma più volte a chiedere informazioni sul percorso, e probabilmente, in un caso, questo le sarà fatale. I genitori non la raggiungeranno mai, pur andandole dietro, e lanciano l'allarme. Le forze dell'ordine la cercano per tutta la notte, poi, la mattina dopo, verso le 6.30, ritrovano il motorino, apparentemente incolume e funzionante. Il ca****re di Roberta è tra i rovi, a margine della strada, a circa 70 metri. La ragazza è stata chiaramente violentata, ed ha la carotide recisa. Vengono inizialmente indagati tre fratelli, agricoltori del posto, ai quali la ragazza era stata vista chiedere informazioni, ma processati, alla fine verranno definitivamente assolti. Ma ciò che colpisce nel caso di Roberta, è la conduzione incredibilmente lacunosa e dilettantistica delle indagini da parte della Procura di Paola, con la distruzione degli stessi vestiti che indossava la ragazza, che avrebbero potuto fornire dettagli decisivi. Anni dopo un pentito di una cosca cosentina farà dei nomi, ma le indagini non partiranno neppure, ritenendo non credibili le dichiarazioni stesse. E' un caso davvero incredibile quello di Roberta Lanzino, per i suoi molti risvolti e retroscena, di cui si occuparono anche, a suo tempo, grandi giornalisti di nera come Corrado Augias in "Telefono giallo", e Carlo Lucarelli, in "Blu notte". Un caso che, dopo 33 anni, è rimasto senza giustizia.

Se le accuse si riveleranno provate, una storia veramente squallida, sebbene meno infrequente, purtroppo, di quanto si p...
26/07/2021

Se le accuse si riveleranno provate, una storia veramente squallida, sebbene meno infrequente, purtroppo, di quanto si possa credere...

Le violenze, perpetrare tra ottobre 2018 e aprile 2020, sarebbero avvenute sugli autobus che venivano parcheggiati in luoghi isolati

Arriva la sentenza di primo grado per questo classico "femminicidio" piacentino, è una sentenza che fa discutere perchè ...
19/07/2021

Arriva la sentenza di primo grado per questo classico "femminicidio" piacentino, è una sentenza che fa discutere perchè alla luce di quella che era stata la concreta condotta dell'imputato, i familiari della giovane vittima si attendevano l'ergastolo. Il PM aveva chiesto 24 anni.

La procura aveva chiesto 24 anni per omicidio e occultamento di ca****re. La famiglia della vittima: "Non è giustizia, meritava l'ergastolo"

Il tribunale di Los Angeles ha condannato a morte il 45enne Michael Gargiulo, noto come “Lo squartatore di Hollywood”, r...
18/07/2021

Il tribunale di Los Angeles ha condannato a morte il 45enne Michael Gargiulo, noto come “Lo squartatore di Hollywood”, ritenuto colpevole della uccisione (e praticamente di aver fatto a pezzi) due donne in California, ma per sua fortuna la California ha da tempo congelato sine die la pena capitale. Al processo ha deposto anche una star hollywoodiana, Ashton Kutcher, che avrebbe dovuto uscire con una delle due vittime, una 22enne, la sera in cui fu uccisa, ma arrivò in ritardo all’appuntamento (era già stata uccisa). Gargiulo adesso sarà processato anche a Chicago, dove è accusato di aver ucciso una donna nel 1993, ma si sospetta che le vittime dello “Squartatore di Hollywood” siano state almeno dieci, tutte donne.

Il serial killer verrà ora probabilmente estradato in Illinois, dove è accusato di aver ucciso un'altra donna

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Via Teatini, 7
Barletta
76121

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