Amnesty Puglia-Matera

Amnesty Puglia-Matera Dal 1961, anno della nascita dell’associazione, il mondo è profondamente cambiato, e anche Amnesty International.

Se desideri diventare attivista, puoi attivarti presso uno dei nostri gruppi locali, Amnesty International infatti è presente a Bari, Bisceglie, Andria-Trani, Lecce, Molfetta. Senza mai perdere la propria identità (essere un movimento di attiviste e attivisti per i diritti umani, indipendente e imparziale, basato sul multiculturalismo e la democrazia interna), l’associazione ha talmente ampliato i

l raggio della propria azione, il suo “concern”, da trasformare l’inizio del proprio Statuto da un elenco di cose da fare (il mandato) a una visione (il mondo che Amnesty vorrebbe) e a una missione (cosa fare per ottenerlo). La visione di Amnesty è quella di “un mondo in cui a ogni persona sono riconosciuti tutti i diritti umani sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e da altri atti sulla protezione internazionale dei diritti umani“. Nel perseguimento di questa visione, la missione di Amnesty è “di svolgere attività di ricerca e azione finalizzate a prevenire ed eliminare gravi abusi di tali diritti.“

La Circoscrizione coordina il lavoro dei Gruppi, cura la loro formazione e quella dei soci, promuove attività, fa raccolta fondi e rappresenta la Sezione sul territorio. Oltre a garantire supporto alle strutture locali si occupa dello sviluppo sul territorio, della creazione di nuovi Gruppi e dell’attivazione dei soci non inseriti in strutture aggregative. Se desideri diventare attivista, puoi attivarti presso uno dei nostri gruppi locali, Amnesty International infatti è presente a:
Altamura, Bari, Bisceglie, Foggia, Lecce, Matera, Molfetta, Taranto.

Grazie a Gianluca Costantini per l'illustrazione dedicata a Domenico Centrone, docente dell’Università di Bari originari...
06/06/2026

Grazie a Gianluca Costantini per l'illustrazione dedicata a Domenico Centrone, docente dell’Università di Bari originario di Molfetta.

Lui e la piemontese Dina Alberizia, sono ancora detenuti in Libia insieme ad altre otto persone con l’accusa di “ingresso illegale”. La Farnesina fa sapere che "sono in buone condizioni", ma di aver chiesto "migliorie nelle condizioni di detenzione".

Sul sito del Ministero degli Esteri si legge che "le autorità della Libia orientale hanno acconsentito alla possibilità per i detenuti di effettuare docce, di avere cambi di abiti e una sistemazione migliore. Il console non ha avuto ancora informazioni sulle procedure per una possibile espulsione".

Il console generale d'Italia a Bengasi Filippo Colombo è riuscito ad effettuare la prima visita consolare dopo 13 giorni di fermo in una caserma della polizia della Libia orientale.

Ricordiamo che le 10 persone attiviste fermate facevano parte del Global Sumud Convoy, una carovana umanitaria e non violenta che punta a raggiungere Gaza passando dall’Egitto per portare solidarietà alla popolazione palestinese.

Il convoglio era diretto verso il confine di Sirte, nella zona orientale della Libia, ma, dopo aver superato quel tratto, il gruppo ha perso i contatti con Domenico e Dina.

Amnesty International Molfetta

🇵🇸

Durante la XLI Assemblea di Amnesty International - Italia abbiamo ascoltato le testimonianze della giornalista  e dell'...
30/05/2026

Durante la XLI Assemblea di Amnesty International - Italia abbiamo ascoltato le testimonianze della giornalista e dell'attivista che sono partite con la

Anche in questa occasione abbiamo chiesto che il governo intervenga per la liberazione di Domenico, Dina e le altre 8 persone ancora trattenute in Libia

Abbattiamo il muro dell'autoritarismo! Anche la Circoscrizione Puglia è a Pisa per la XLI Assemblea Generale di
29/05/2026

Abbattiamo il muro dell'autoritarismo!

Anche la Circoscrizione Puglia è a Pisa per la XLI Assemblea Generale di

Domenico Centrone, docente dell’Università di Bari originario di Molfetta, e la piemontese Dina Alberizia, sono ancora d...
28/05/2026

Domenico Centrone, docente dell’Università di Bari originario di Molfetta, e la piemontese Dina Alberizia, sono ancora detenuti in Libia insieme ad altre otto persone con l’accusa di “ingresso illegale”. La Farnesina fa sapere che "sono in buone condizioni", ma di aver chiesto "migliorie nelle condizioni di detenzione". Sul sito del Ministero degli Esteri si legge che "le autorità della Libia orientale hanno acconsentito alla possibilità per i detenuti di effettuare docce, di avere cambi di abiti e una sistemazione migliore. Il console non ha avuto ancora informazioni sulle procedure per una possibile espulsione".

Il console generale d'Italia a Bengasi Filippo Colombo è riuscito ad effettuare la prima visita consolare dopo 3 giorni di fermo in una caserma della polizia della Libia orientale.

Ricordiamo che le 10 persone attiviste fermate facevano parte del Global Sumud Convoy, una carovana umanitaria e non violenta che punta a raggiungere Gaza passando dall’Egitto per portare solidarietà alla popolazione palestinese.

Il convoglio era diretto verso il confine di Sirte, nella zona orientale della Libia, ma, dopo aver superato quel tratto, il gruppo ha perso i contatti con Domenico e Dina.




🇵🇸

27/05/2026
Questo deve finire
26/05/2026

Questo deve finire

Di fronte alle violenze e torture nei confronti dell'equipaggio di mare e di terra della   non possiamo permetterci sile...
25/05/2026

Di fronte alle violenze e torture nei confronti dell'equipaggio di mare e di terra della non possiamo permetterci silenzio o indifferenza.

In questa intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno la nostra responsabile, Michela Trinchese, interviene per riportare l’attenzione su quanto sta accadendo, sulle responsabilità politiche e sulla necessità di denunciare e continuare a mobilitarsi.

Nessun passo indietro sui diritti umani.

Simona e le altre persone della Global Sumud Flotilla stanno rientrando a casa.È un sollievo, ma non basta. Non si può a...
21/05/2026

Simona e le altre persone della Global Sumud Flotilla stanno rientrando a casa.

È un sollievo, ma non basta. Non si può archiviare quello che è successo: l’intercettazione in acque internazionali di una missione civile e umanitaria e la successiva detenzione sollevano gravi responsabilità e violazioni del diritto internazionale.

Mentre loro tornano libere, migliaia di prigionieri palestinesi restano rinchiusi in condizioni denunciate da anni come arbitrarie e disumane, tra detenzioni senza processo, isolamento e sparizioni forzate.

Serve una presa di posizione chiara del Governo italiano e della comunità internazionale: non si può continuare a ignorare queste violazioni.

Sono preoccupanti le immagini diffuse da canali israeliani che mostrano lə prigionierə della  inginocchiatə e legatə.La ...
20/05/2026

Sono preoccupanti le immagini diffuse da canali israeliani che mostrano lə prigionierə della inginocchiatə e legatə.

La nota di palazzo Chigi condanna le parole del ministro Ben Gvir e chiede la liberazione immediata dellə attivistə.

chiede che vengano garantiti i diritti umani e che tutte le persone fermate siano protette dalla rottura

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Bari

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