22/08/2026
🖐️ 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗨 𝗕𝗔𝗠𝗕𝗜𝗡𝗘, 𝗕𝗔𝗠𝗕𝗜𝗡𝗜 𝗘 𝗔𝗗𝗢𝗟𝗘𝗦𝗖𝗘𝗡𝗧𝗜: 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗗’𝗔𝗜𝗨𝗧𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗛𝗔 𝗩𝗢𝗖𝗘
⚠️ 𝗟𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶. 𝗘 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗿𝗶𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗹𝗮.
Bambine, bambini e adolescenti possono trovarsi in situazioni di maltrattamento, violenza assistita, trascuratezza, violenza psicologica, fisica o abuso nelle quali chiedere aiuto apertamente può essere estremamente difficile.
Paura, minacce, dipendenza dall’adulto, vergogna e timore delle conseguenze possono ostacolare la possibilità di raccontare ciò che sta accadendo.
❓ 𝗠𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗮, 𝘂𝗻 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗼 𝘂𝗻 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗹𝗼 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲?
È anche da questa domanda che può partire una riflessione educativa sul 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗮𝗹 𝗳𝗼𝗿 𝗛𝗲𝗹𝗽. 🖐️
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🖐️ 𝗖𝗢𝗦’𝗘̀ 𝗜𝗟 “𝗦𝗜𝗚𝗡𝗔𝗟 𝗙𝗢𝗥 𝗛𝗘𝗟𝗣”?
Il 𝘚𝘪𝘨𝘯𝘢𝘭 𝘧𝘰𝘳 𝘏𝘦𝘭𝘱 è un gesto silenzioso realizzato con una sola mano:
🖐️ si mostra il palmo aperto;
👉 si ripiega il pollice verso il palmo;
✊ si chiudono le altre dita sopra il pollice.
Il gesto è stato lanciato nel 𝟮𝟬𝟮𝟬 dalla 𝗖𝗮𝗻𝗮𝗱𝗶𝗮𝗻 𝗪𝗼𝗺𝗲𝗻’𝘀 𝗙𝗼𝘂𝗻𝗱𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 durante la pandemia, nel contesto della violenza domestica e di genere.
Permette di comunicare in modo non verbale la necessità di essere contattati e sostenuti in condizioni di sicurezza.
⚠️ 𝗔𝗧𝗧𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘: 𝗡𝗢𝗡 𝗘̀ 𝗨𝗡 “𝗖𝗢𝗗𝗜𝗖𝗘 𝗦𝗘𝗚𝗥𝗘𝗧𝗢”.
Chi esercita violenza potrebbe conoscerlo.
Il gesto, inoltre, non significa automaticamente “chiamate la Polizia” e non rappresenta una soluzione adatta a ogni situazione.
È la stessa Canadian Women’s Foundation a raccomandare di interpretarlo come una possibile richiesta di contatto e sostegno sicuro.
👉 𝗜𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗼 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗲̀ 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗹𝗼.
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📊 𝗠𝗔𝗟𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢: 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗗𝗜𝗖𝗢𝗡𝗢 𝗜 𝗗𝗔𝗧𝗜 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔𝗡𝗜?
La 𝗜𝗜𝗜 𝗜𝗻𝗱𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗺𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, pubblicata nel 2025 e riferita al 31 dicembre 2023, restituisce numeri che meritano attenzione.
👥 𝟯𝟳𝟰.𝟯𝟭𝟬 minorenni risultavano in carico ai Servizi sociali.
⚠️ Tra questi, 𝟭𝟭𝟯.𝟴𝟵𝟮 risultavano vittime di maltrattamento: il 𝟯𝟬,𝟰% dei minorenni in carico.
📈 Rapportando il fenomeno alla popolazione minorenne italiana, si è passati da circa 𝟵 a 𝟭𝟯 minorenni maltrattati ogni 1.000 residenti.
L’incremento rispetto alla precedente rilevazione è del 𝟱𝟴%.
Tra le forme di maltrattamento rilevate:
🔸 𝟯𝟳% trascuratezza (𝘯𝘦𝘨𝘭𝘦𝘤𝘵)
🔸 𝟯𝟰% violenza assistita
🔸 𝟭𝟮% violenza psicologica
🔸 𝟭𝟭% maltrattamento fisico
🔸 𝟰% patologia delle cure
🔸 𝟮% abuso sessuale
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🔔 𝗖𝗛𝗜 𝗙𝗔 𝗘𝗠𝗘𝗥𝗚𝗘𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗠𝗔𝗟𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢?
Un altro dato invita alla riflessione.
⚖️ Nel 𝟱𝟮% dei casi la segnalazione ai Servizi sociali proviene dall’Autorità giudiziaria.
🏫 Dalla scuola arriva il 𝟭𝟰% delle segnalazioni.
👨👩👧 Dalla famiglia il 𝟭𝟮%.
🏥 Dalle strutture ospedaliere il 𝟰%.
🩺 Da medici di base e pediatri circa l’𝟭%.
Questi numeri, da soli, non permettono di attribuire responsabilità a un singolo contesto.
Ma pongono una domanda fondamentale:
❓ 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀, 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗼𝗰𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗼 𝗺𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼?
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📊 𝗨𝗡𝗔 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔̀: 𝗜𝗟 𝗠𝗢𝗡𝗜𝗧𝗢𝗥𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢
C’è un altro problema, meno conosciuto ma fondamentale.
🇮🇹 In Italia permane la necessità di disporre di un 𝗦𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 capace di monitorare sistematicamente il maltrattamento di bambine, bambini e adolescenti.
La III Indagine nazionale richiama la frammentarietà e la discontinuità delle informazioni disponibili e, tra le raccomandazioni rivolte alle istituzioni, indica proprio la necessità di un sistema permanente di raccolta dei dati.
Perché questo è importante?
Perché 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝗲𝗻𝗼𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗹𝗼.
Dati continuativi, aggiornati e confrontabili permettono di comprendere dove intervenire, programmare politiche di prevenzione e individuare eventuali disuguaglianze territoriali.
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🧩 𝗡𝗘𝗟 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗘𝗠𝗘𝗥𝗚𝗘 𝗨𝗡’𝗔𝗟𝗧𝗥𝗔 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗔 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗩𝗘: 𝗥𝗘𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜
Il 𝗩𝗜𝗜 𝗜𝗻𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗺𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗳𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 – “𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗼𝗹𝗮”, presentato da Fondazione CESVI nel giugno 2026, richiama l’attenzione sulla 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲.
La scarsità di figure adulte di riferimento, relazioni significative, opportunità educative, spazi di aggregazione e reti di sostegno può indebolire i fattori di protezione.
Da qui un principio fondamentale:
🤝 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼. 𝗢𝗰𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗮 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗹𝗼.
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👮♀️👮 𝗘 𝗟𝗘 𝗙𝗢𝗥𝗭𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗘?
Il Signal for Help è conosciuto anche in ambito istituzionale.
Un documento ufficiale dell’𝗔𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 dedicato agli interventi nei casi di violenza di genere e domestica richiama espressamente l’importanza di 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗰𝘂𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗯𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼, citando anche il Signal for Help.
L’Arma dispone inoltre di un 𝗣𝗿𝗼𝗻𝘁𝘂𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 per i reati di violenza di genere e per l’approccio alle vittime particolarmente vulnerabili, finalizzato a orientare e uniformare le procedure d’intervento.
Anche la 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 ha richiamato il Signal for Help nei propri materiali istituzionali dedicati alla violenza di genere.
Questo non significa che un gesto produca automaticamente un determinato intervento.
Significa però che 𝗶 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗯𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗺𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼.
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🧠 𝗜𝗟 𝗩𝗔𝗟𝗢𝗥𝗘 𝗣𝗘𝗗𝗔𝗚𝗢𝗚𝗜𝗖𝗢: 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗨𝗡 𝗚𝗘𝗦𝗧𝗢
Conoscere modalità diverse, anche non verbali, attraverso le quali manifestare una richiesta di aiuto può ampliare le possibilità comunicative di bambine, bambini e adolescenti.
Ma bisogna evitare un pericoloso equivoco:
🛑 𝗡𝗢𝗡 𝗣𝗨𝗢̀ 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗕𝗔𝗠𝗕𝗜𝗡𝗔, 𝗨𝗡 𝗕𝗔𝗠𝗕𝗜𝗡𝗢 𝗢 𝗨𝗡 𝗔𝗗𝗢𝗟𝗘𝗦𝗖𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗔𝗗 𝗔𝗩𝗘𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗦𝗣𝗢𝗡𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗩𝗔𝗥𝗦𝗜 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔.
La responsabilità della protezione appartiene agli 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶 e alle 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶.
Il valore educativo non consiste quindi semplicemente nell’insegnare un gesto.
Consiste nel costruire ambienti nei quali ogni persona minorenne sappia che può chiedere aiuto e possa incontrare adulti preparati ad ascoltare, riconoscere il disagio e attivare le appropriate forme di tutela.
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🤝 𝗨𝗡𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔̀ 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗢𝗡𝗢𝗦𝗖𝗘𝗥𝗘
Famiglie, scuola, educatrici ed educatori, pedagogiste e pedagogisti, professionisti sanitari, servizi sociali, Forze dell’Ordine e istituzioni sono parti diverse di una stessa 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
Conoscere un segnale può essere importante.
Ma servono anche:
👀 𝗢𝗦𝗦𝗘𝗥𝗩𝗔𝗥𝗘
👂 𝗔𝗦𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔𝗥𝗘
🧠 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗥𝗘𝗡𝗗𝗘𝗥𝗘
🧩 𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗥𝗘
🤝 𝗖𝗢𝗟𝗟𝗔𝗕𝗢𝗥𝗔𝗥𝗘
🛡️ 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗘𝗚𝗚𝗘𝗥𝗘
📊 𝗠𝗢𝗡𝗜𝗧𝗢𝗥𝗔𝗥𝗘
Perché una richiesta di aiuto 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗿𝗮𝘀𝗲.
Può manifestarsi attraverso un comportamento.
Un cambiamento.
Un silenzio.
Un gesto. 🖐️
💬 𝗟𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗲, 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼.
È costruire una comunità di adulti capace di 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗴𝗲𝗿𝘀𝗶, 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲.
🖐️ 𝗨𝗻 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮.
🤝 𝗗𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲, 𝗽𝗲𝗿𝗼̀, 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗹𝗼.
📚 𝗙𝗢𝗡𝗧𝗜
🔹 Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza – CISMAI – Fondazione Terre des Hommes Italia, 𝘐𝘐𝘐 𝘐𝘯𝘥𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘴𝘶𝘭 𝘮𝘢𝘭𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘪 𝘦 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘥𝘰𝘭𝘦𝘴𝘤𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢, 2025.
🔹 Fondazione CESVI, 𝘝𝘐𝘐 𝘐𝘯𝘥𝘪𝘤𝘦 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘴𝘶𝘭 𝘮𝘢𝘭𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘢𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘧𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢 𝘪𝘯 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢 – “𝘎𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘚𝘰𝘭𝘢”, 2026.
🔹 Canadian Women’s Foundation, 𝘚𝘪𝘨𝘯𝘢𝘭 𝘧𝘰𝘳 𝘏𝘦𝘭𝘱.
🔹 Arma dei Carabinieri, 𝘗𝘳𝘰𝘯𝘵𝘶𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘖𝘱𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘪 𝘳𝘦𝘢𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘷𝘪𝘰𝘭𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦 𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭’𝘢𝘱𝘱𝘳𝘰𝘤𝘤𝘪𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘷𝘪𝘵𝘵𝘪𝘮𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘷𝘶𝘭𝘯𝘦𝘳𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪.
🔹 Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Polizia di Stato, materiali istituzionali sulla prevenzione e il contrasto della violenza di genere.